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Da 0 a 8,4k click Google Search Console: come migliorare indicizzazione e crescita organica?

Da 0 a 8,4k click Google Search Console: come migliorare indicizzazione e crescita organica?

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Ciao a tutti,
sto seguendo la crescita SEO di un sito nuovo e volevo chiedere pareri a chi ha più esperienza con siti content-based / video / blog / directory.

Al momento su Google Search Console sono arrivato a questi numeri:

Ultimo periodo:

  • 8,4k click totali
  • 49,5k impression
  • CTR medio 17%
  • posizione media 5,4

La cosa interessante è che per mesi il sito è rimasto praticamente piatto, poi da maggio ha iniziato a muoversi e a giugno è arrivato il primo vero “pump” di impression e click.
Ora sembra che Google stia iniziando a testare molte più pagine e query, ma l’andamento è ancora molto a ondate: sale, scende, poi riparte.

Quello che sto cercando di capire è:

1. Come migliorare ancora l’indicizzazione?
Ho sitemap, pagine indicizzabili, contenuti interni collegati, categorie, pagine modello/utente e pagine video/articolo. Però ho la sensazione che Google stia ancora scoprendo il sito lentamente.

2. Conviene aumentare molto la produzione contenuti?
Nel senso: se vedo che certe query o certi nomi iniziano a prendere impression, ha senso spingere di più su contenuti simili? O rischio di creare pagine troppo ripetitive/low quality?

3. Il CTR al 17% è buono, ma come lo stabilizzo?
Immagino che titolo, meta description, thumbnail/preview e intent della query facciano tantissimo. Però vorrei capire se ha senso lavorare più su title aggressivi oppure su title più puliti e descrittivi.

4. Internal linking: quanto pesa davvero in questa fase?
Sto cercando di collegare meglio categorie, modelli, contenuti recenti e contenuti correlati. Secondo voi per un sito giovane può fare davvero la differenza nel far scoprire più pagine a Google?

5. Come si capisce se Google sta “fidandosi” del sito?
Perché guardando il grafico sembra proprio che ci sia stato un cambio: prima quasi nulla, poi test, poi boom, poi assestamento. È normale che un sito nuovo faccia questi scatti improvvisi?

In generale il sito ora sembra finalmente vivo lato SEO, però vorrei evitare di rovinare la crescita facendo contenuti a caso.
Secondo voi la strategia migliore ora è:

  • pubblicare più contenuti sulle query che già stanno entrando?
  • migliorare le pagine che sono già in posizione 4–10?
  • lavorare su internal linking e struttura?
  • creare più pagine categoria/tag?
  • aspettare e non toccare troppo?

Qualsiasi consiglio pratico su indicizzazione, crescita click e gestione di questa fase “Google sta iniziando a testarmi” è ben accetto.

reddit.com
u/Desperate_Ad_5454 — 4 days ago
▲ 27 r/sfoghi

PosteID: paghi e vieni comunque preso per il culo

Quanto cazzo fanno schifo le Poste e PosteID.

Mi serviva vedere UNA cosa. Una cazzo di cosa al volo. Non trovavo il PUK per entrare con la CIE, quindi dico: “Ok, pago PosteID e risolvo subito”.

Pago.

E cosa succede?

Sto servizio di merda mi dice che non ho pagato.

Ma porca puttana, i soldi però ve li siete presi subito, eh? Quando c’è da incassare funziona tutto alla velocità della luce. Quando invece il servizio deve fare il suo lavoro, improvvisamente sembra tutto gestito da quattro scimmie ubriache con un server del 2003.

Chiamo l’assistenza.

Prima mi tocca parlare con un’IA rincoglionita che non capisce un cazzo. Una roba talmente fatta male che ti viene voglia di chiedere scusa ai centralini automatici degli anni ’90. Venti minuti a ripetere la stessa cosa mentre quella merda digitale mi risponde come se stessi parlando in aramaico antico.

Complimenti davvero ai fenomeni che hanno programmato sta cagata: livello tecnico da babbuino lobotomizzato che prende a testate una tastiera.

Dopo venti minuti di bestemmie e nervoso, finalmente mi passano un operatore.

E lui cosa mi dice?

“Eh, da qui non posso fare niente. Deve aspettare.”

MA ASPETTARE COSA, DIO SANTO?

Io pago perché mi serve ORA. Il vostro sistema del cazzo non riconosce il pagamento. Il centralino è una tortura psicologica. L’IA è una presa per il culo. L’operatore non può fare niente. E la soluzione sarebbe “deve aspettare”.

Ma andatevene affanculo.

Davvero, basta. Mi avete rotto i coglioni. PosteID, app, servizi digitali, buoni postali, libretti, identità digitale, tutto. Ogni volta è la solita merda: quando devono prendere soldi siete prontissimi, quando invece devi ricevere assistenza spariscono tutti dietro procedure inutili, bot deficienti e operatori che non possono toccare mezzo tasto.

E allora sapete che c’è?

Sabato vado in posta e vi levo ogni singolo fottuto centesimo che ho lì dentro.

Buoni postali, libretti, servizi, qualsiasi cazzo di cosa collegata a voi: basta. Fine. Chiuso.

Perché se pago un servizio e vengo comunque trattato come uno stronzo che deve solo aspettare, allora il problema non sono io che mi incazzo.

Il problema siete voi.

Voi e questo sistema di merda dove il cliente deve perdere tempo, soldi e salute mentale solo perché un servizio pagato non riesce nemmeno a capire che è stato pagato.

PosteID esperienza mistica: paghi, non funziona, chiami, parli con un’IA cerebrolesa, l’operatore non può fare niente e alla fine devi pure aspettare.

Ma vaffanculo, davvero.

reddit.com
u/Desperate_Ad_5454 — 4 days ago
▲ 248 r/Italia

“Dal 2026 per entrare sui siti porno servirà la carta d’identità.”

È durato quanto una promessa elettorale.
Dai su, chi se lo sarebbe mai aspettato che provare a mettere il guinzaglio italiano a Internet mondiale fosse una cazzata impraticabile? Ahahahah.
E poi ogni volta questa crociata tragicomica contro il porno, come se il problema del Paese fossero due video guardati di nascosto e non tutto il resto che cade a pezzi.
La sessualità è naturale, la curiosità pure, la scoperta del proprio corpo anche. Ma no: per certa gente repressa il vero dramma nazionale sono le pippe prima dei 18 anni.
Storia incredibile: gli adolescenti hanno gli ormoni. Qualcuno avvisi il legislatore.

reddit.com
u/Desperate_Ad_5454 — 5 days ago
▲ 693 r/sfoghi

Integrazione un cazzo

Mi fanno ridere quelli che parlano di degrado, sicurezza e “riprendersi le strade” facendo le manifestazioni in centro, nelle piazze belle, con la polizia intorno, lo striscione pulito e la foto pronta per i social.

Venite nel mio quartiere.

Venite dove il degrado non è una parola da comizio, ma è sotto casa. Dove chiudono negozi storici e aprono solo kebab, macellerie halal, minimarket fotocopia, sale scommesse, bar dove l’italiano sembra una lingua opzionale e moschee improvvisate in ogni buco libero.

E no, non venitemi a fare la lezioncina sul “eh ma il kebab cosa ti ha fatto?”. A me del kebab non frega un cazzo. Il problema è che un quartiere intero è stato lasciato marcire, sostituito pezzo per pezzo, senza regole, senza controlli, senza igiene, senza integrazione vera e senza Stato.

Macellerie dove il prosciutto non esiste perché “halal halal halal, maiale no”, però birre vendute tranquillamente e degrado in strada come arredamento urbano. Minimarket dove per comprare una Coca-Cola devi sperare che dalla porta di servizio non escano gli scarafaggi prima del resto della clientela. Sale scommesse ovunque. Serrande abbassate. Spaccio. Casino. Facce nuove ogni mese. E chi vive lì da una vita si ritrova straniero a casa propria.

Poi c’è il capolavoro: uno magari si è comprato casa quando la zona era ancora normale. Mutuo, sacrifici, anni di lavoro. Poi arrivano degrado, abbandono, “integrazione” gestita come una discarica sociale, e quella casa che doveva essere una sicurezza vale due spiccioli. Ma tranquilli, da qualche salotto buono ti spiegano che è tutto bellissimo e multiculturale.

Perché questa è la verità: tutti parlano di integrazione, ma nessuno di quelli che la predicano va mai a vivere dove dovrebbe funzionare. La difendono da lontano, nei quartieri puliti, con i portoni belli e i supermercati decenti. Poi il conto lo pagano sempre gli stessi: quelli che vivono nei quartieri mollati allo sbando.

E diciamolo chiaramente: non tutte le immigrazioni sono uguali. Chi arriva da contesti europei spesso ha istruzione, abitudini sociali, rapporto con le regole e idea di spazio pubblico più compatibili con le nostre. Può avere una lingua diversa, una cultura diversa, tutto quello che volete, ma di solito non trasforma un quartiere in una zona franca.

Con certe immigrazioni da paesi terzi, invece, la distanza è enorme: lingua, scuola, educazione civica, rapporto con la religione, igiene, ruolo della donna, rispetto delle regole, convivenza nello spazio pubblico. E fingere che basti la parola “integrazione” per sistemare tutto è una presa per il culo.

Poi ti tirano fuori i paesi dove “l’integrazione ha funzionato”. Sì, certo, ha funzionato dove prima per secoli hanno colonizzato, schiavizzato, imposto lingua, istituzioni, scuola, codici culturali e modelli europei con la forza di un regime totalitario. Non è che hanno preso culture completamente diverse, le hanno buttate a caso nei quartieri popolari e magicamente è nata la convivenza felice.

Qui invece cosa facciamo? Prendiamo quartieri già fragili, li riempiamo senza criterio, lasciamo la gente senza lingua, senza strumenti, senza veri percorsi di integrazione, e intanto qualcuno ci guadagna sopra con appalti, cooperative, subappalti, lavoro massacrante, turni da sedici ore e stipendi da 700 euro al mese.

Questa non è integrazione. È sfruttamento travestito da umanità. È dumping sociale. È usare immigrati poveri per abbassare stipendi, peggiorare condizioni di lavoro, gonfiare affitti, distruggere quartieri popolari e poi chiamare razzista chi si lamenta perché si ritrova casa svalutata, strade peggiorate e servizi inesistenti.

Che integrazione volete fare, esattamente? Quella da favoletta progressista dove butti persone adulte, spesso senza lingua e senza strumenti, in quartieri già fragili e magicamente diventano cittadini modello? O quella reale, fatta di obblighi, lingua, lavoro, controlli, regole, conseguenze e rispetto del posto in cui vivi?

Perché se mancano queste cose, non è integrazione. È prendere problemi enormi e scaricarli nei quartieri popolari, mentre politici, attivisti e predicatori del multiculturalismo se ne stanno belli comodi altrove.

Quindi sì: se volete parlare di sicurezza, degrado e quartieri abbandonati, smettetela con il teatrino del centro.

Venite qua.

Perché il degrado vero non sta dove fate le foto. Sta dove non avete il coraggio di mettere piede.

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u/Desperate_Ad_5454 — 6 days ago
▲ 145 r/Italia

1 hamburger 2 anelli di cipolla 2 birre 36€

Se noi ceto medio arrivano a schifare questi prezzi vuol dire qualcosa. E se iniziavamo a ribellarci noi Italiani a questi stipendi di merda vi rovesciamo benestanti delle mie palle(sta arrivando prima l’immigrazione poi voi)

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u/Desperate_Ad_5454 — 15 days ago