▲ 2 r/giochidatavolo+3 crossposts

Un pensionato inventa un quiz per fare uno scherzo alla nipotina. Io l’ho messo online. Però chi lo prova spesso sparisce: ci aiutate a capire perché?

È cominciato tutto da uno scherzo.

Un mio amico pensionato, Tullio, voleva fare un piccolo quiz alla nipotina. Solo che invece di farle una domanda le ha dato direttamente la risposta:

ROMA

e le ha detto: «Adesso trova tu la domanda».

Poi ha complicato la cosa: ha distribuito le lettere su una scacchiera e per ricostruire la domanda bisognava muoversi come il cavallo degli scacchi.

Qualche tempo dopo è venuto da me con fogli, appunti e una quantità piuttosto preoccupante di quesiti e mi ha chiesto: «Tu che lavori nell’informatica, riusciresti a farne un gioco online?».

Io ho commesso l’errore di rispondere: «Sì, dovrebbe essere abbastanza semplice».

Da lì sono partiti mesi di serate passate tra codice, bug, punteggi, classifiche, colori della scacchiera e discussioni interminabili su quanto dovesse lampeggiare una casella.

Il risultato si chiama A Caval Quesito.

Il problema è che stiamo notando una cosa strana: molte persone entrano, fanno una o due partite e poi non tornano più. Alcune si registrano addirittura senza completare nemmeno il primo quesito.

Noi ormai siamo troppo coinvolti per capire bene cosa non funzioni. Potrebbe essere la grafica, la spiegazione iniziale, la difficoltà, la scacchiera, i punteggi, oppure semplicemente il fatto che il gioco dopo due partite abbia già esaurito il suo fascino.

Per questo non cerchiamo complimenti, ma critiche sincere. Anche piuttosto cattive, purché utili.

Se avete cinque minuti, provatelo e diteci soprattutto:

in quale momento vi viene voglia di chiuderlo?

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u/No_Map5220 — 8 days ago
▲ 6 r/Musicas+4 crossposts

Lo strumento per chitarra classica a cui nessuno (e dico nessuno) ha mai pensato!!

Dopo aver passato in rassegna molti siti, letto newsgroup, manuali, pensato e ripensato nella mia stanzetta sono arrivato alla conclusione che c'è uno strumento (per me utilissimo ma ovviamente sono di parte a pensarlo) a cui nessuno ha mai pensato e quindi implementato. Io l'ho fatto (aiutato, lo ammetto, dall'ia perchè non sono un informatico ma semplicemente un appossionato ed eterno studente).

Ma l'idea è genuina e mi è comparsa nella mente una sera. Mi sono chiesto: cos'è che manca a noi chitarristi? metronomo, accordatore, registratore, accordi, etc etc. ce ne sono a bizzeffe.

Pronti per saperlo ?

"Quando cambiare le corde" è la domanda che tutti i chitarristi si fanno da sempre

In pratica suoni una corda a vuoto, e il sistema ti dice quanto sono "morte" le tue corde.

Che ne pensate ?

Sinceramente

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u/No_Map5220 — 13 days ago
▲ 22 r/classicalguitar+2 crossposts

After six weeks of writing daily posts about classical guitar technique, the same three problems keep coming up

I've been helping a classical guitarist put a small daily blog together — he studied at the Milan Conservatory in Ruggero Chiesa's class and has been teaching for about forty years. Forty-one short articles in, a pattern emerged that I didn't expect, and I think it's worth discussing here regardless of the blog.

Almost every technical question we started from traced back to one of three habits:

Pressing far harder than necessary. This came up more than anything else. The left hand tires quickly, shifts feel laborious, sometimes there's tension in the wrist. His test: press until the note is clean, ease off until it buzzes, then add a hair. Most students find they need roughly half the force they were using.

Always practising from the beginning. The opening of a piece comes out beautifully and the middle never does — because the difficult bars are always reached "tired", and there's only one entry point when memory fails. His fix is to practise restarting from random points, not just the top.

Practising fast instead of slow and clean. Playing fast and messy doesn't teach the piece, it teaches the mistake. Speed built that way collapses under pressure.

None of this is new — it's what most good teachers say. What surprised me is how consistently these three explain problems that look like something else: weak slurs, an uneven tremolo, a barré that won't sound. People come asking about the symptom, and the cause is upstream.

Two questions for those of you who teach or have been playing a long time: would you rank these differently, and is there a fourth you'd add? I've wondered whether "not listening while playing" belongs on the list, or whether that's just a restatement of the other three.

Disclosure: I work on the site where these articles are published (it's in Italian, so of limited use to most of you — I'm not linking it here). Happy to translate anything specific if it's useful.

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u/No_Map5220 — 13 days ago
▲ 9 r/giochidatavolo+1 crossposts

Abbiamo scoperto una cosa curiosa dopo aver scritto quasi 10.000 quiz.

Quando un mio amico mi propose la sua idea, pensai che sarebbe durata un weekend.

Invece ci siamo ritrovati, sera dopo sera, a scrivere quesiti. Uno dopo l'altro.

Oggi siamo arrivati a circa 9.500.

La cosa che mi ha sorpreso, però, non è il numero.

È che inventare un buon quiz è molto più difficile che risolverlo.

Ci siamo dati una regola: niente domande banali, niente trabocchetti, niente "indovina cosa avevo in mente".

Ogni quesito deve avere una sola soluzione logica e, se possibile, insegnare qualcosa anche quando si sbaglia.

L'idea del gioco è semplice: invece di trovare una risposta, devi ricostruire la domanda partendo dagli indizi che emergono durante la partita.

Molti ci hanno fatto notare che l'idea richiama meccaniche già viste in TV. Probabilmente è vero.

La vera difficoltà, però, non è stata inventare una regola diversa. È stata riuscire a creare migliaia di quesiti che restassero interessanti senza diventare ripetitivi.

A questo punto sono curioso.

Secondo voi, cosa rende memorabile un quiz?

la cultura generale?

la logica?

la sorpresa?

oppure la sensazione di aver capito qualcosa un secondo prima della soluzione?

Mi piacerebbe leggere le opinioni di chi ama questo genere di giochi, anche perché siamo ancora convinti che ci sia molto da migliorare.

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u/No_Map5220 — 28 days ago

Dopo 20.000 visualizzazioni ho capito che avevo spiegato male il mio stesso gioco.

Qualche settimana fa io e un amico (entrambi non proprio ventenni 😄) abbiamo pubblicato qui un post sul quiz che abbiamo sviluppato nel tempo libero.

Non mi aspettavo molto. Invece il post ha raggiunto circa 21.000 visualizzazioni, decine di commenti e parecchie osservazioni interessanti.

La cosa più utile è stata questa: quasi tutti mi hanno scritto "Sembra Jeopardy".

All'inizio ci sono rimasto un po' male. Poi ho capito che il problema non era il gioco, ma il modo in cui lo stavo raccontando.

Continuavo a dire:

>

In realtà non è quella la parte più interessante.

La vera sfida è capire quando hai raccolto abbastanza indizi per tentare la soluzione.

Puoi aspettare altri indizi e avere più certezze... ma perdi punti.

Oppure puoi rischiare subito, guadagnare di più e magari sbagliare completamente.

Mi sono reso conto che è più vicino a un puzzle di deduzione che a un quiz tradizionale.

Questa esperienza mi ha fatto riflettere su quanto sia difficile spiegare un'idea nuova: spesso non conta solo ciò che hai costruito, ma come riesci a raccontarlo.

Sono curioso: vi è mai capitato di ricevere una critica che, inizialmente, sembrava ingiusta e che invece vi ha aiutato a migliorare davvero un progetto?

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u/No_Map5220 — 1 month ago

My teacher publishes a short blog post every day instead of assigning a method book. It's quietly changing how I practice.

Adult returner here, with the usual baggage: right-hand tension, chaotic practice sessions, random repertoire choices.

My current teacher (trained at the Milan Conservatory in the school of Ruggero Chiesa) did something unusual at our first meeting: no method book. He listened to me play and gave me a proper "check-up" — posture, tone production, how I actually spend my practice time. Then built a plan around that instead of the one-size-fits-all path.

But the thing that's really stuck with me is his blog. He posts something short every single day — five-minute reads on technique, interpretation, repertoire, practice psychology. Not recycled content-farm stuff: it reads like the notes a good teacher scribbles for you at the end of a lesson. Reading one post before picking up the guitar has become part of my routine, like tuning. Some days it fixes exactly the thing I was about to practice wrong.

He also put the tools he uses in lessons online for free: a practice diary with progress tracking, Giuliani's 120 right-hand studies in progression, Segovia scales, a metronome that ramps BPM gradually, and a recording comparator to hear the same piece weeks apart. That last one was the coldest, most useful shower of my musical life.

Question for you all: do any of you read something guitar-related daily as part of your routine? And how do you structure practice — apps, paper journal, or pure instinct? Curious whether a "diagnostic first lesson" is common elsewhere too.

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u/No_Map5220 — 2 months ago
▲ 43 r/giochidatavolo+1 crossposts

Con un amico in pensione abbiamo inventato un quiz al contrario: ti diamo la risposta, tu trovi la domanda… muovendo un cavallo degli scacchi. È gratis, niente pubblicità, niente registrazione.

Ciao a tutti. Siamo due amici sopra una certa età (uno ha avuto l'idea, l'altro — io — l'ha trasformata in codice) e dopo mesi di lavoro serale abbiamo pubblicato A Caval Quesito.

Il meccanismo in dieci secondi: la risposta si compone da sola sullo schermo. Tu devi ricostruire la domanda, lettera per lettera, muovendo un cavallo su una scacchiera — solo mosse a L, come negli scacchi. Sembra strano finché non provi; dopo 2-3 tentativi il cervello "clicca" e non smetti più.

Qualche dettaglio pratico:

Gratis, senza pubblicità, senza registrazione: entri come ospite e giochi subito. Se poi vuoi salvare i punti, basta un nickname e un PIN.

Oltre 20 categorie: chi l'ha detto, chi l'ha scritto, chi l'ha composta, dove avvenne, cucina, sport, cinema, astronomia…

Sfide agli amici via WhatsApp con card risultato (senza spoiler), replay della partita mossa per mossa, classifica online, e l'Enigma del lunedì per i tipi da appuntamento fisso.

Il gioco è depositato SIAE, quindi sì, facciamo le cose per bene anche se siamo in due.

Non vi chiediamo soldi, non c'è niente da comprare. Ci farebbe solo piacere sapere cosa ne pensate — soprattutto le critiche, che ci servono più dei complimenti.

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u/No_Map5220 — 1 month ago
▲ 5 r/giochidatavolo+1 crossposts

Può esistere un quiz in cui bisogna trovare la domanda invece della risposta?

Mi sono accorto che praticamente tutti i quiz funzionano allo stesso modo: ti fanno trovare una risposta a una domanda.

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In questi giorni invece sto giocando a un quiz chiamato "A Caval Quesito" che fa l'esatto contrario.

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L'obiettivo non è trovare la risposta, ma ricostruire la domanda.

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Sembra una differenza da poco, ma in realtà cambia completamente il modo in cui ragioni.

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Spesso conosci già l'argomento, ma devi capire quale domanda si nasconde dietro agli indizi che vengono rivelati poco alla volta.

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È una sensazione strana: a metà tra un quiz di cultura generale, un enigma e un gioco di deduzione.

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Dopo aver provato migliaia di quiz online tutti abbastanza simili, è la prima idea che mi è sembrata davvero originale.

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Tra l'altro contiene già oltre 5.000 quesiti e si gioca gratuitamente.

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La domanda che mi è venuta è questa: secondo voi nei quiz conta di più ricordare una risposta o riuscire a formulare la domanda giusta?

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Sono curioso di sapere se qualcuno conosce altri giochi che usano una meccanica simile.

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u/No_Map5220 — 2 months ago