

Calolziocorte, dirigente del Comune in smart working ma dai Caraibi: «Situazione familiare eccezionale e autorizzata»
milano.corriere.itMaldive, spunta la mail sui sub “L’università vieta le immersioni”
Cari tutti, il 20 marzo è stato pubblicato un decreto ministeriale che regolamenta in modo molto stringente le attività subacquee... dovremo adeguare tutta la nostra procedura… nel frattempo sono costretta a sospendere ogni attività subacquea. Prego tutti voi, se farete missioni in questo periodo che riguardano attività in mare, di specificare bene che la missione non prevede attività subacquea, in modo che io possa autorizzarla».
Era il 12 aprile 2024 e così scriveva la direttrice Elisabetta Rampone a tutti i docenti del suo Dipartimento di Scienze della Terra, Ambiente e Vita, il Distav di Genova. Dove insegnava anche Monica Montefalcone.
Questa mail è ritenuta dagli inquirenti una delle più rilevanti, fra le tantissime acquisite dalla Procura e della Squadra mobile di Roma che stanno indagando per omicidio colposo sulla tragedia dello scorso 14 maggio alle Maldive. E riassume tutto il senso dell’inchiesta sulla morte della professoressa Montefalcone,di sua figlia Giorgia Sommacal, dell’assegnista di ricerca Muriel Oddenino, del neolaureato Federico Gualtieri e della guida Gianluca Benedetti. Da un lato quanto scritto in un documento formale. Dall’altro quel che sostengono diversi parenti delle vittime e, pur senza esporsi, studenti e personale universitario. Ovvero che «l’Ateneo sapeva benissimo ciò che si faceva in quelle missioni». Che infatti sono sempre state chiamate, fra ragazzi e docenti, le“crociere del Distav”, anche se organizzate da una società privata, la Albatros Top Boat di Verbania.