Dubbio Magistrale Psicologia: Telematica in Italia per poi andare all'estero vs Fare subito la Magistrale all'estero (lavorando)?

>Ciao a tutti! Mi trovo in uno stallo per la scelta della Magistrale in Psicologia e vorrei un parere da chi ci è già passato.

La mia situazione:

  • Vivo lontano dalle università statali, fare la pendolare o il fuorisede ora non è sostenibile per costi e tempi.
  • Le telematiche mi frenano un po' perché preferisco gli esami orali rispetto ai test scritti/a crocette (anche se sto verificando se ce ne siano alcune con prevalenza orali).
  • Il mio obiettivo a lungo termine è trasferirmi all'estero per lavoro o per un PhD.

Il mio dubbio è tra due opzioni:

  1. Fare la magistrale in Italia tramite telematica (stringendo i denti per la modalità di studio/esame) per risparmiare e focalizzarmi sullo studio, e poi cercare un dottorato o lavoro direttamente all'estero dopo la laurea.

2) Trasferirmi all'estero già per la magistrale, dovendo però mantenermi da sola con lavoretti non qualificati fin da subito, con il rischio di metterci più tempo e stressarmi parecchio.

Chi ha fatto una scelta simile come si è trovato? In particolare:

  1. Quanto è fattibile finanziariamente fare la magistrale all'estero mantenendosi da soli con lavoretti da studenti?
  2. Una magistrale telematica italiana crea problemi per l'ammissione a PhD all'estero o per la spendibilità del titolo fuori dall'Italia

Grazie a chiunque condividerà la propria esperienza!

ps: con estero intendo paesi scandinavi dove so che l’università è gratuita o Francia/olanda dove il mio ambito è molto sviluppato

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colloquio su WhatsApp con un’AI e appuntamento in store. È una prassi normale?

Ciao a tutti!

Ho un dubbio su una candidatura inviata di recente e vorrei capire se qualcuno ci è già passato.

Qualche ora fa mi sono candidato/a tramite Indeed per una posizione da Crew in un McDonald’s della mia zona. Poco dopo ho ricevuto un messaggio su WhatsApp da parte di un’assistente virtuale / AI.

Mi ha fatto una sorta di pre-colloquio ponendomi varie domande sui requisiti base (se sono automunito/a, se ho l'obbligo di frequenza all'università, disponibilità di orari, ecc.). Alla fine della chat mi ha fatto scegliere direttamente uno slot orario per un colloquio di persona, chiedendomi di presentarmi al ristorante in quel giorno con il CV stampato.

Volevo chiedervi: è una procedura normale/standard per McDonald's o attraverso Indeed? Mi posso fidare a presentarmi direttamente in store all'orario concordato o c'è il rischio che sia un buco nell'acqua e al locale non ne sappiano nulla?

Grazie mille a chiunque risponderà!

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u/Suspicious_Aside_781 — 23 days ago

Colloquio McDonald's: dubbi contratti e organizzazione dei turni

Ciao a tutti.

Ho inviato quasi per caso una candidatura per un McDonald's a circa 25 km da casa mia (20-25 minuti in macchina) e, con mia sorpresa, mi hanno già fissato un colloquio.

Premetto che sono uno studente universitario e a settembre ho ancora diversi esami da sostenere, mentre da ottobre dovrei iniziare anche il tirocinio curriculare.

Durante la candidatura il bot mi ha chiesto:

  • se ero disponibile a lavorare tutti i giorni con un giorno di riposo (mai sabato o domenica);
  • se ero disponibile a lavorare la sera, la notte, nei weekend e nei festivi;
  • se avevo un mezzo per raggiungere il ristorante in quegli orari.

Ho risposto sì a tutto, perché in linea di principio sono disponibile, ma in realtà non so cosa aspettarmi.

Le mie domande sono:

  • Chi viene assunto senza esperienza viene normalmente inserito con un part-time (18/20/24 ore) oppure capita spesso anche un full-time?
  • I turni vengono organizzati tenendo conto degli impegni universitari oppure è molto difficile conciliare lavoro e studio?
  • Per chi fa circa 20-25 km di strada per arrivare al lavoro, con un contratto part-time lo stipendio riesce comunque a coprire benzina e spese, lasciando qualcosa da parte?
  • Com'è l'ambiente per un ragazzo che non ha mai lavorato nella ristorazione? La formazione iniziale è fatta bene?

Da una parte ho bisogno di iniziare a guadagnare qualcosa per contribuire alle spese universitarie e avere un po' di autonomia economica; dall'altra ho paura di accettare un lavoro che poi mi impedisca di laurearmi nei tempi che mi sono prefissato.

Se fosse un part-time 18-24h sarebbe l’ideale per me perché permetterebbe di gestirmi meglio tra i vari impegni alla fine non studio tantissime ore al giorno circa 2/3 per cui credo che con un impegno lavorativo di 4-5 ore al giorno potrei farcela tranquillamente ma non vorrei caricarmi troppo.

Poi ci sarebbe l’ipotesi che dovrei iniziare un tirocinio da 250ore a ottobre ma siamo ancora a luglio e da qui ad allora ne possono cambiare di cose. Magari riesco a conciliarlo con il tirocinio o magari no (e comunque anche solo due mesi di stipendio mi farebbero comodo).

Mi piacerebbe sentire l'esperienza di chi ci lavora o ci ha lavorato recentemente.

Grazie!

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u/Suspicious_Aside_781 — 24 days ago

Quale LM-51 scegliere tra Mercatorum, UniNettuno e UniMarconi? Dubbi su clinica, lavoro, neuroscienze e possibilità di PhD

Ciao a tutti, scrivo questo post perché sto cercando un confronto con persone che abbiano già esperienza nel settore (studenti magistrali, psicologi, dottorandi o laureati LM-51).

Attualmente frequento una L-24 in Psicologia con un indirizzo legato alle risorse umane, ma nel corso del percorso ho cambiato prospettiva. All'inizio ero più orientato verso la psicologia del lavoro e HR, anche perché provenivo da un background diverso, ma ora sto cercando di costruire un percorso più coerente con tutti i miei interessi, senza chiudermi troppo in un solo settore.

Sto valutando diverse magistrali LM-51 telematiche per motivi logistici (lavoro e possibilità di sostenere gli esami senza frequentare quotidianamente), ma vorrei scegliere anche in base alla spendibilità futura del titolo, non solo alla comodità.

Le alternative che sto valutando sono principalmente queste.

1) Università Mercatorum – LM-51 Psicologia Clinica

È il curriculum che, a livello di materie, mi interessa maggiormente. Mi piace perché ha un taglio clinico ma non esclusivamente orientato alla psicoterapia privata. Gli insegnamenti che mi attirano sono soprattutto:

  • Psicologia clinica avanzata;
  • Psicologia dinamica avanzata (entrambe già affrontate alla triennale, quindi ci sarebbe una buona continuità);
  • Psicopatologia;
  • Psichiatria;
  • insegnamenti legati al benessere psicologico e ai contesti organizzativi.

Mi sembra un percorso abbastanza trasversale: potrebbe permettere di muoversi nella clinica, nel sociale e nella formazione, mantenendo anche un collegamento con le organizzazioni e il benessere lavorativo.

Il mio dubbio principale riguarda la percezione del titolo. So che Mercatorum è una telematica spesso criticata e mi chiedo quanto questo possa pesare:

  • nei concorsi;
  • nell'accesso ai dottorati di ricerca;
  • in eventuali collaborazioni universitarie;
  • nella possibilità di fare ricerca.

Non penso che una telematica impedisca automaticamente un PhD, ma mi chiedo quanto sia realistico competere con laureati provenienti da università tradizionali.

2) Università Internazionale UNINETTUNO – LM-51

Sto valutando due percorsi.

A) Psicologia Clinica dell'infanzia e dell'adolescenza

Mi sembra un curriculum interessante per chi vuole lavorare con minori, famiglie, scuole e servizi territoriali.

Il limite, per me, è che alcune materie mi sembrano meno vicine ai miei interessi rispetto a Mercatorum.

B) Neuroscienze

Questo percorso mi incuriosisce perché ho un precedente percorso universitario in ambito medico e ho già studiato approfonditamente neuroanatomia e fisiologia, quindi alcune materie sarebbero probabilmente più semplici da affrontare.

Mi interessa anche il lato ricerca, perché potrebbe essere più spendibile per un eventuale percorso accademico.

Il dubbio è che possa essere più forte per ricerca e neuropsicologia, ma meno spendibile nel settore privato rispetto a un curriculum clinico.

3) UniMarconi – LM-51

Sto valutando anche UniMarconi perché sembra avere un'offerta abbastanza articolata.

I curricula che sto considerando sono:

  • Psicologia di ambito clinico;
  • Psicologia dello sviluppo e dell'educazione;
  • Psicologia sociale, del lavoro e delle organizzazioni.

Quest'ultimo è il percorso più vicino al mio interesse iniziale per HR, ma temo che possa essere troppo settoriale e rendere più difficile un eventuale passaggio verso la clinica.

Il mio dubbio generale è questo.

Conviene scegliere un curriculum più clinico perché probabilmente mantiene più porte aperte?

Mi spiego: ho la sensazione che una LM-51 clinica permetta comunque di lavorare anche in ambito organizzativo/HR (magari con una formazione aggiuntiva), mentre una LM-51 lavoro-organizzazioni renda più difficile un futuro passaggio verso clinica, salute mentale, psicoterapia o ricerca clinica.

È un ragionamento corretto oppure sto semplificando troppo?

Un altro elemento importante è che non sono sicuro di voler fare una scuola di psicoterapia subito dopo la magistrale. Per motivi economici e di tempo probabilmente preferirei iniziare a lavorare il prima possibile oppure valutare un dottorato.

Sto valutando anche un'università tradizionale, la più vicina a casa che presenta diversi indirizzi (Relazione e cura, Neuropsicologia, psicologia del ciclo di vita e psicologia sociale, del lavoro e delle organizzazioni) ma il mio grande dilemma riguarda la gestione del tempo. Lavorando, so che potrei frequentare solo saltuariamente.

Guardando i piani di studio ho notato che i percorsi Clinici e di Neuropsicologia sono ricchi di laboratori integrati negli esami (psicodiagnostica, assessment, ecc.) e moduli di TPV interno che richiedono una presenza costante. Inoltre, i TPV esterni in ambito clinico e neuropsicologico si svolgono spesso la mattina presso ospedali o ASL, il che per me rappresenterebbe un ostacolo quasi insormontabile.

L'indirizzo Lavoro, invece, mi sembra più flessibile dal punto di vista organizzativo (ad esempio per i tirocini), ma torniamo al punto di partenza: ho paura che scegliere "Lavoro" mi precluda definitivamente l'ambito clinico.

Quindi, alla luce di tutto questo, tra telematiche (Mercatorum, Uninettuno, UniMarconi) e università tradizionale, vi chiedo:

  • È vero che una LM-51 Clinica (anche se telematica) lascia aperte anche le porte del mondo HR/aziendale, mentre una LM-51 Lavoro rende molto più difficile un futuro passaggio alla clinica e alla psicoterapia? Oppure è un falso mito?
  • Se il mio obiettivo a medio termine fosse tentare un dottorato di ricerca, quanto mi penalizzerebbe aver conseguito il titolo in una telematica rispetto a un'università tradizionale? I professori guardano davvero con diffidenza i CV provenienti dalle telematiche?
  • Senza intraprendere subito una scuola di psicoterapia, quale tra Clinica, Neuroscienze e Lavoro offre oggi gli sbocchi professionali più concreti e sostenibili?

Grazie a chi risponderà

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u/Suspicious_Aside_781 — 1 month ago