
In quale lingua dovrei leggere - un pensiero...
Awoo, premesso che sono due linguaggi diversi ma che hanno tanto in comune: in questi giorni ho tentato di nuovo ad addentrarmi nel mondo della lettura, in particolare nei romanzi classici. Ho letto pochissimi libri nella mia vita, di mia volontà. Che ricordi al momento ci sono: Persone Normali, Se i gatti scomparissero dal mondo, e poco altro, che però ho trovato fenomenali. E con ventotto anni trovo molto difficile leggere con costanza, uno perchè sono una persona poco costante nelle cose che faccio e due perchè comunque non avendo letto libri in passato e non avendo appunto allenato questa abilità tendo a trovare questo hobby duro da seguire bene. Ho provato ad iniziare a leggerne tanti, per esempio L'insostenibile leggerezza dell'essere, Il giovane Holden, e forse qualcos'altro ma non li ho mai portati a termine. Lasciati poco 30 o 50 pagine. Poi, per la prima volta dopo tanto tempo ho deciso di provare con un libro breve ma che ti lasci una specie di sensazione strana, che ti faccia riflettere, che non ti faccia dormire dopo averlo letto: era proprio quello che cercavo, cioè, qualcosa che rimanga dentro di me. Il libro è Notti bianche; All'inizio è stato complicato ma poco dopo mi sono sciolto, così come si è sciolto lo stesso libro nelle mie mani e la mia mente. Le pagine scorrevano davanti ai miei occhi peruviani e trovavo tutto molto interessante. Devo specificare che avevo scielto di leggere questo romanzo grazie al consiglio della mia ragazza (26F), grande lettrice, appassionata di romanzi di diversi generi, che in uno dei nostri viaggi in terre andaluse, mi aiutò nella scelta del libro da prendere come souvenir in un negozio malagueño. Lei mi disse: awo, questo è carino, e inoltre è ambientato a San Pietroburgo (città che ho visitato dopo le superiori, e vissuto per 3 mesi). Quindi avevo già sviluppato un distinto affetto all'idea di leggerlo e di rivivere quegli strani ricordi di più di sei anni fa. Rimasi colpito non dalla trama ma dalla scrittura, la traduzione e soprattutto dalle immagini che passavano per la mia testa ogni volta che veniva descritta la città. Mi fece ricordare quanto fosse bella la via principale della città, il Nevskij prospekt o come si scrive ahaha..Anche i fiumi che la attraversavano erano stupendi, adoravo passarci al ritorno dall'istituto, dove seguivo lezioni di russo al mattino. E ho iniziato a creare delle panchine che non esistono veramente, e li ho messi vicino a quei ponti, a quei fiumi di cui ne sono certo dell'esistenza, con l'intenzione di vivere quello che leggevo e di trasformarlo in una realtà che fosse solo per me. Non so se mi spiego, o forse sì, magari quelli che hanno letto questo libro si riconoscono in questo, ma forse non serve ciò e mi credo speciale per sentire queste cose, forse sono solo cazzate. Insomma, ho amato questo libro, ma non per quello che mi aspettavo. Ho perso il punto.
Lo spagnolo risulta molto più fattibile quando leggo, poche volte vado a cercare il significato delle parole che non conosco. Mentre con l'italiano, il quale conosco da quando ho tredici anni, quindi da quando sono arrivato, no. Faccio fatica, ho odiato studiare e leggere durante gli anni scolastici. Però continuo ad incularcarmi che devo fare un passo avanti ed accettare la situazione nella quale mi trovo. Devo imparare non solo a parlare ma anche a scrivere bene in questa mia seconda lingua. E perciò devo sforzarmi, ed ecco qui la mia domanda: Come dovrei organizzarmi nella lettura di cosi tante opere esistenti. Ho già fatto una lista lunga dei romanzi che vorrei leggere, e so bene che quelli scritti da autori spagnoli o sudamericani, li leggerò così. Ma tutto il resto? Mi è venuto il dubbio quando come secondo libro della mia nuova avventura, scelsi Il Conte di Montecristo, pochi giorni fa. Chi come me, parla due lingue, come fate a scegliere la lingua. Al momento sto godendo della lettura, sapevo il mattone al quale mi affrontavo, ma dopo qualche capitolo diventa facile seguirlo. Si, qualche verbo devo per forza cercarlo perchè sono ignorante. Ma in realtà mi piace farlo, perchè scopro tante parole nuove. Dal punto di vista di qualità della traduzione però non ne so niente. Ho paura di scoprire che un classico mi risulti più bello in spagnolo che in italiano, mi dispiacerebbe tanto, o che sia ''oggettivamente'' migliore in una delle due lingue. Al momento so che sono paranoie inutili, ma se qualcuno potesse darmi un consiglio, lo apprezzerei moltissimo.
Spero prendiate questo pensiero in maniera leggera, grazie.