r/Libri

▲ 1 r/Libri

Posso condividere un sito che ho creato per tracciare i libri letti?

Ciao a tutti! Vi leggo spesso, ma non ho mai scritto nulla.

Sto sviluppando per pura passione un sito web per tenere traccia dei libri letti e vedere quelli degli amici, con statistiche, zero pubblicità, zero AI ed ovviamente gratuito (inoltre non chiede email né dati, solo nome utente e password, di cui conosco solo l'hash).

Ho provato a contattare i moderatori, ma non ho avuto risposta, scrivo appunto per chiedere: posso postare qui il link e qualche screenshot per mostrarvelo e ricevere pareri o rischio il ban? Se anche questo post è fuori norma cancellatelo pure.

Grazie.
Riccardo

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u/Old_Permit_6823 — 11 hours ago
▲ 14 r/Libri

Bookmnesia

Premessa, ho sempre letto fin da bambina, da giovane quando prendevo mezzi per andare in ufficio poi leggevo veramente tanto, in seguito ho sempre letto, ma con ritmi molto più lenti, quando avevo i bimbi piccol poi .... Quasi x niente.

Da un paio d'anni ho ripreso a spron battuto con immensa felicità.

Mi rendo conto però che nn ricordo assolutamente niente dei libri che ho letto in passato. Ricordo solo di averli letti, se mi sono piaciuti o meno e poco altro.

Ieri ne ho trovato uno sul Kindle lo apro convinta di nn averlo mai letto invece iniziando la lettura.. mi sono venute in mente alcune cose... Si l'ho letto e tutto anche... ma lo avevo completamente rimosso. Ok che facendo un rapido calcolo sono passati c.ca 10 anni però sta cosa mi preoccupa 🤣🤣🤣

Ditemi che capita anche a voi🤦🏻‍♀️🤦🏻‍♀️🤦🏻‍♀️🤦🏻‍♀️

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u/Fiordiluna_80126 — 13 hours ago
▲ 3 r/Libri

le mie letture di quest'anno fin'ora sono state assolutamente random 😵‍💫😭

più o meno in ordine:

- l'etica protestante e lo spirito del capitalismo di Max Weber

- 50 sfumature di grigio (sì, hai letto bene) di e.l. James

- la vegetariana di Han kang

- Dio di illusioni di donna tartt

- Lettera a un bambino mai nato di Oriana Fallaci

- il mio cuore è più stanco della mia voce di Oriana Fallaci

- tutta la serie di oyasumi pun pun di inio asano

- memorie dal sottosuolo di Dostoevskij

- Le affinità elettive di Goethe

- 1984 di George Orwell

- i pilastri della terra di Ken Follett

- Non dico addio di Han Kang

- Heated rivalry (già...) di Rachel Reid

- An academic affair di Jodi McAlister

- I dolori del giovane Werther di Goethe

che ne pensate?? 😙😙 mi piace leggere libri impegnati e impegnativi ma quest'anno sto leggendo tutto quello che mi ritrovo tra le mani... ma non significa che mi piaccia tutto quello che leggo. Il trash non è neanche un guilty pleasure è proprio genuino autolesionismo (in realtà credo che un vero hater debba conoscere bene l'oggetto del suo odio per odiare meglio 😼) ah, a chi chiede posso dare una piccola recensione di ognuno di questi libri!

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u/freakysigmaz — 12 hours ago
▲ 11 r/Libri

Cosa mi porto in vacanza? Quest’anno ho deciso. Niente riviste di attualità, niente quotidiani. 10 giorni possono essere coperti tranquillamente con 2 libri. Ma ora devo decidere quali, quelli che erano lontani li ho messi sopra solo per la scelta!

u/Intelligent_Plan7190 — 16 hours ago
▲ 10 r/Libri

Lo Hobbit. Recensione

Ho trovato "Lo Hobbit" un libro molto interessante, la storia e il mondo creato da Tolkien sono stati davvero affascianti e li ho adorati; la stessa cosa la si può per certo dire dei vari protagonisti e le loro dinamiche, in particolare Bilbo che ha anche una discreta crescita durante il libro.
Devo però ammettere che è stato per la prima metà davvero lento come racconto, non tanto per gli avvenimenti ma per il modo in cui vengono narrati, certi momenti sono davvero pesanti e a tratti noiosi e questa caratteristica non lascia mai davvero il libro a parer mio.
Nonostante ciò non posso certo dire di averlo odiato e tendo sicuramente a considerarlo positivamente.
Il mio voto è 7.

u/ReyJacobs92 — 17 hours ago
▲ 58 r/Libri

Ho scoperto il dark-fantasy italiano e mi ha spiazzato

Ha toni cupi e presenta un mondo decadente e grottesco. Usa un linguaggio che mescola gergo e termini desueti, con un grande lavoro sulle sonorità. I personaggi sono tutti brutti e cattivi: non se ne salva uno. L’intera vicenda trasuda marciume e cattiveria.

Mi ha davvero colpito e lo sto leggendo con estremo piacere (forse anche per un mio certo gusto sadico).

Si tratta di Vilupera, di Mazza e Sensolini. L’avete letto? Non è una lettura facile, ma la consiglio.

EDIT: nei commenti è possibile trovare tanti consigli per titoli del medesimo genere o simili. Un post inerente ad un singolo libro sta diventando un thread più completo sul genere dark fantasy (soprattutto italiano). Grazie a tutti per la collaborazione e l’arricchimento

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u/defrillo — 1 day ago
▲ 10 r/Libri

Storia dal secondo dopoguerra ad oggi

Buongiorno, vorrei informarmi sulla storia sviluppatasi tra il secondo dopoguerra e i giorni nostri. Quali letture mi consigliereste?

Grazie

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u/pasqalo — 24 hours ago
▲ 14 r/Libri

1984

Ciao, ho ripreso nell'ultimo anno a leggere dopo tanto tempo con estrema gioia. Mi è capitato quasi per caso (l'aveva come compito mia figlia..) di leggere 1984 e ne sono rimasto veramente colpito. Mi ha lasciato a riflettere su tanti aspetti del Grande Fratello e del partito facendo paragoni con il nostro mondo attuale e con la possibilità, non so quanto remota, che possa crearsi una situazione simile. Al posto dei teleschermi oggi abbiamo i cellulari, libri digitali o cloud che potrebbero essere modificati (passato che viene cancellato/modificato) intelligenza artificiale che consente di monitorare tutto e eventuale riconoscimento facciale, eventi drammatici che possano richiedere interventi che limitano libertà (guerre, pandemie). Non sono un complottista e non voglio tirare fuori chissà che teorie assurde, ma onestamente il libro mi ha lasciato tanti pensieri e riflessioni. Capitato anche a voi? Grazie

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u/MrABurton — 23 hours ago
▲ 39 r/Libri

Libri di successo, scritti coi piedi.

In quali titoli siete incappati, stranieri o italiani, oggettivamente scritti coi piedi eppure incredibilmente molto consigliati e molto venduti?

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u/BirthdaySweet8317 — 2 days ago
▲ 7 r/Libri

Bei libri esteticamente belli

Salve lettori!

A fine mese ci sarà il compleanno di mia madre, e come regalo ha richiesto delle edizioni di libri che possa esporre su un nuovo mobile, ovviamente dopo averli letti.

Lei ha sempre letto moltissimo e un po' di tutto, da "La fattoria degli animali" a "La spada di Shannara". Forse l'unico genere che non la appassiona sono i libri scritti da filosofi, preferisce romanzi o biografie. Non ha praticamente mai acquistato dei libri, sempre presi in biblioteca; tuttavia negli ultimi anni (sarà la vecchiaia) ha iniziato a comprare libri che desidera leggere in edizioni esteticamente belle in modo da poterli esporre.

Oggi l'ho portata in un paio di librerie per tastare il terreno (se le regalassi qualcosa che non gradisce cascherebbe il cielo) ma gli unici libri esteticamente belli erano fantasy romance da ragazzine di 14 anni... lei afferma che anche una bella edizione dei "Promessi Sposi" o di "Guerra e Pace" andrebbero bene, però sono libri che conosce già e io volevo regalarle qualcosa che la lasci piacevolmente sorpresa.

Inizialmente pensavo di prenderle 2/3 classici delle edizioni Delux/illustrate della Rizzoli, dato che esprime sempre molto interesse per l'edizione che mi sono presa di "Alice nel Paese delle Meraviglie", ma passeggiando tra gli scaffali mi hanno intrigato i volumi di "Dune", saga che so essere molto famosa ultimamente ma di cui non conosco nulla. Oppure qualcosa del regno di Tolkien... non ne vuole sapere nulla della saga principale perchè ha già visto i film ma se esiste una trilogia sempre di quel mondo che non è ancora stata adattata cinematograficamente e che sta in piedi da sola allora ben venga.

Voi cosa mi consigliereste? L'obiettivo è uno o più libri che valgano la pena di essere letti e che stiano bene esposti in un salotto.

Grazie♡

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u/gwn_karkov — 1 day ago
▲ 1 r/Libri

Libri sulla seconda guerra mondiale

Ho da poco terminato La guerra non ha un volto di donna di Svjatlana Aleksievič. Sapreste consigliarmi dei libri simili? Ho già letto anche Una donna a Berlino e mi era piaciuto molto.

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u/Hairy_Ebb5196 — 23 hours ago
▲ 25 r/Libri

Storie avvincenti sulla vita in mare e sulla pirateria.

Sarà l’estate, il richiamo del mare, ma ultimamente ho messo un po’ da parte un po’ di generi come gialli, fantasy e fantascienza e mi sono letto la vera storia del pirata Long Johon Silver di Bjorn Larsson e la trilogia dei pirati di Valerio Evangelisti. Mi sta piacendo questo filone avventuroso, crudo e che parla di uomini di mare.
Qualcuno ha mai sperimentato questa stagionalità nei gusti letterari?
In passato ho letto classici come Crusoe, Moby Dick, l’isola del tesoro, Gordon Pym e diversi libri di Conrad.
Avete mail letto qualcosa di simile? Come li trovate? Avete consigli su qualche altro bel libro sul genere?

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u/L_alch1m1sta — 2 days ago
▲ 37 r/Libri

Comprare nuovo o usato

Nella mia città c'è una bellissima libreria indipendente che organizza tanti eventi culturali, oltre ai soliti gruppi di lettura. A volte, i librai, mi sono stati utili consigliandomi libri contro il famoso blocco del lettore e ormai da anni non compro più su Amazon perché voglio sostenerli economicamente. Faccio però sempre più fatica: un libro nuovo costa dai 16 ai 20 euro (per i romanzi, dei saggi non ne parliamo...) e quasi sempre finisco per acquistarlo su Vinted o sui vari gruppi Facebook dove la spedizione costa anche meno e il risparmio è veramente tanto, anche perché io tutti sti soldi non li ho.
Da una parte spero non falliscano, però mi chiedo: quanto dureranno le librerie se tutti continueranno a comprare online, nuovo o usato che sia, per risparmiare?

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u/Key-Lifeguard7295 — 2 days ago
▲ 2 r/Libri+2 crossposts

Come sono sopravvissuto a Moby Dick

Un’esperienza di lettura di “Moby Dick o la Balena” di Herman Melville, traduzione e prefazione di Cesare Pavese, Adelphi, 588 pp.

Appena aperto il libro, quell’incipit folgorante “Chiamatemi Ismaele” proietta nel presente della narrazione ogni lettore che decide di avvicinarsi alla storia di Achab e della balena bianca e lo fa con un’immediatezza e una semplicità uniche.

Sembra di essere lì, al porto di New York o nella baia di Nantucket ad ascoltare il resoconto del naufragio del Pequod dalla viva voce di un sopravvissuto e che un esordio così contiene implicitamente la promessa di una storia così travolgente da non riuscire a prendere fiato. 
Però la sorpresa iniziale nasconde un’opera molto più complessa ed articolata di quanto si può indovinare al primo approccio.

Avevo comprato un paio di anni fa un’edizione Adelphi e l’avevo dimenticata in uno scaffale della libreria, ripromettendomi di trovare prima o poi il tempo e la concentrazione per leggere il tomone di quasi seicento pagine di Melville che già metteva timore a guardarne la copertina, grazie all’illustrazione a tratteggio incrociato in copertina di Roberto Abbiati che ritrae la fronte mastodontica di un capodoglio.

Moby Dick è un classico, un libro da leggere almeno una volta nella vita e che, in parte, lo si conosce già: la caccia al capodoglio nei mari del Pacifico seguendo il delirio ossessivo del capitano Achab è diventato un simbolo dell’ossessione umana per qualcosa di irraggiungibile.

Ma quanti hanno letto davvero Moby Dick? E quanti di quelli che ci hanno provato, sono sopravvissuti alla grandissima densità del romanzo?

In occasione di un viaggio in mare decido di intraprendere la lettura delle 588 pagine del romanzo, evitando accuratamente di portare altri libri che avrebbero potuto distrarmi dall’arrivare all’ultima pagina del libro di Melville.

Ho portato a termine l’impresa in 17 giorni, non senza fatica e soprattutto seguendo un ritmo discontinuo fatto di infatuazione prima, sospensione poi fino alla repulsione, riscattata da un finale amarissimo e coinvolgente.
Volevo leggere almeno un centinaio di pagine al giorno, ma non sono riuscito a mantenere il ritmo che avevo immaginato; in alcune giornate mi sono dovuto accontentare di una decina di misere pagine.

Non mi sono sentito solo. Per molti Moby Dick o la Balena è un’opera molto difficile da leggere. Il capitano della barca a vela con cui abbiamo navigato lungo il Mani (il dito centrale del Peloponneso) fino all’isola di Kythira mi ha confessato di aver deliberatamente saltato tutte le pagine di descrizione delle specie dei cetacei per concentrarsi sull’azione drammatica e sulle parti relative alla navigazione, in poche parole, il suo piacere derivava dai paragrafi in cui succede qualcosa.

Un’autrice e copywriter su Instagram scrive in una story che la sua copia è in lettura da anni e riposa sorniona nella sua libreria, perché non riesce a leggere più di qualche capitolo alla volta.

La scrittrice e regista cinese Xiaolu Guo, che nel 2026 ha scritto un’opera ispirata al capolavoro di Melville chiamata Call me Ishmaelle, ha dichiarato in un’intervista per Kirkus di aver mollato Moby Dick al primo tentativo. Le sue ragioni, però, risiedono nel fatto che la traduzione in cinese non riusciva a restituire lo stile dell’autore e la mescolanza dei riferimenti biblici e shakespeariani. Quando ha preso in mano la versione in inglese l’esito è stato diverso1.
Samuel D. Hunter, lo sceneggiatore del film di Aronofsky The Whale e drammaturgo, ha raccontato che era un adolescente quando ha letto Moby Dick e che non l’ha capito per niente, ma l’ha amato molto proprio per la sua difficoltà, come se fosse proprio l’inafferrabilità dell’opera a determinare il piacere della lettura2.

In effetti la tentazione di abbandonare la lettura viene più e più volte perché la trama che tiene insieme il folle viaggio di Achab raccontato dal punto di vista di Ismaele altro non è che un esile filo che ha il compito di sostenere una complessa architettura, quella del mondo della baleneria nantuckese di metà 800, che indugia su particolari per noi contemporanei forse insignificanti, come la ripartizione del guadagno finale di ogni componente della ciurma o la descrizione della lavorazione del materiale rimosso dalla carcassa delle balene cacciate, senza dimenticare la minuziosa descrizione dell’estrazione dello spermaceti, la sostanza più preziosa per cui dare la caccia ai cetacei.
Siamo di fronte a un’opera-mondo secondo la definizione di Franco Moretti3, una cattedrale letteraria e una polifonia narrativa che oscilla tra romanzo d’avventura oppure di formazione, racconto, enciclopedia, letteratura odeporica, trattato e tragedia.

Questa difficoltà non è affatto un problema solo della generazione presente, anche la critica letteraria coeva all’uscita del romanzo ne sottolineava più i difetti che i pregi, come si può leggere su Literary Hub. Il critico Henry F. Chorley su Athenaeum nel 1851 si aspettava che il lettore comune lo mettesse via senza terminare la lettura, proprio perché si sarebbe di fronte ad una storia sconnessa e senza unità, una miscela mal composta di romanzo e fatti reali scritta in un inglese folle.4

In realtà, l’intento di Melville, non è soltanto quello di avvincere il lettore attraverso una concatenazione serrata di eventi verso la tragedia finale, anzi proprio ricalcando il ritmo della navigazione fatto di boline impetuose, raffiche di vento improvvise e di bonacce estenuanti restituisce un’andatura asimmetrica, larga per lunghi tratti, ma che si ricompone lì dove si concentra l’azione. Questo succede soprattutto nelle prime pagine, quando Ismaele si fa marinaio sul Pequod non senza difficoltà, e nelle ultime, dal momento in cui il capitano Achab con il sangue agli occhi scorge la balena bianca.

Non basta leggere Moby Dick o la Balena in maniera letterale, altrimenti è quasi sicuro mollarlo alla prima digressione. Come le grandi opere questo è un libro costituito da più livelli di lettura.

Il primo è il livello narrativo: Ismaele imbarca da mozzo sul Pequod, una nave baleniera di Nantucket, supera le prime difficoltà grazie all’amicizia stretta con il ramponiere Quiqueg ed è testimone di numerosi avvenimenti relativi alla caccia alle balene, in ultimo dell’ossessione del capitano Achab, una figura faustiana che vuole uccidere con le sue mani la balena bianca che gli ha portato via una gamba ed è pronto a sacrificare l’equipaggio, la nave e la sua stessa vita, ma non ci riuscirà.

A questo livello si sovrappone quello simbolico-religioso. Melville, come dice Pavese nella prefazione, è nutrito di uno spirito protestante puritano, che lo porta a leggere la realtà secondo le sacre scritture cristiane, specialmente quelle contenute nell’Antico Testamento. Esemplari sono le pagine dedicate al sermone di Father Mapple a inizio romanzo, un racconto del naufragio del profeta Giona5 che allontanatosi dalla propria missione divina, viene inghiottito da un grande pesce e infine restituito alla terraferma per portare a termine il suo compito, ma ci sono anche continui rimandi e citazioni ai profeti e ai Salmi. La balena stessa, inoltre, viene chiamata più volte Leviatano, richiamando il mostro della tradizione biblica. 

Dietro la lente della religione, si intravede chiaramente il livello filosofico che cerca di comprendere cosa sia il male: esso è il Leviatano che deve essere cacciato e ucciso, oppure il male è quel sentimento dentro il cuore umano di Achab che vuole soggiogare la Natura senza riuscirci?

Ad intervallare questi due livelli di lettura, ci sono molte pagine dedicate ad un sapere enciclopedico sulla baleneria, che costituiscono un ulteriore livello di lettura, a partire dalla classificazione dei cetacei secondo la loro anatomia, all’analisi del comportamento delle balene, fino alla caccia e ai processi e le tecniche di immagazzinamento del grasso di balena e dell’olio spermaceti.

Moby Dick potrebbe essere letto anche a livello politico analizzando le dinamiche umane di potere all’interno del Pequod, oppure a livello sociale scandagliando la diversità multiculturale dell’equipaggio, ma il punto è che la sua eccezionalità e anche la sua maledizione consiste proprio nel fatto che tutti i livelli di lettura contenuti nel testo sono intrecciati e quasi inscindibili.

Quando nel 2007 Baricco ha proposto un reading in teatro di Moby Dick scegliendo alcune scene e dopo averle messe una accanto all’altra ha scelto di commentarle, ha messo sul palco un’operazione spettacolare vincente, capace di far emergere il possibile percorso drammatico del testo. Questa selezione, però, non può restituire l’alchimia narrativa complessa del romanzo, la sua forza centrifuga, poiché ne sacrifica inevitabilmente la dimensione digressiva.

In fondo, Moby Dick o la Balena è una lettura difficile perché non è soltanto un romanzo che racconta una storia, ma è un’opera che cambia continuamente forma davanti agli occhi del lettore e il teatro non le è totalmente estraneo.

Il gran Leviatano distrugge la lancia di Achab mentre mi avvio alla concluisione del libro sulla tolda del Pequod.

Con grande sorpresa, girando le pagine, ho trovato dialoghi in forma drammatica, con tanto di didascalie e nomi dei personaggi ad inizio battuta. Non è un caso, Melville infatti costruisce in più punti l’intelaiatura di Moby Dick come se stesse scrivendo una tragedia, il cui modello principale è quello di Shakespeare. Ciò è reso chiaro dalla passione cieca di Achab, personaggio costruito come un eroe tragico che si abbandona a frequenti monologhi, a un lessico che nelle parti più intense si fa poetico e a scene dialogate, come quelle con il primo ufficiale Starbuck e corali. L’altro modello per Achab è la figura di Faust, nella sua duplice tradizione da Marlowe a Goethe: come il personaggio della tragedia vuole oltrepassare il limite della conoscenza, il capitano del Pequod vuole oltrepassare quello imposto dalla Natura all’Uomo. Ad entrambi lo scendere a patti con la parte oscura di sé restituisce un destino di morte, nel caso di Achab prefigurata da numerosi segni mortiferi disseminati nei capitoli, come le profezie di Fedallah o il presagio della bara.

L’ultimo scoglio da superare, ma non il più ostico, è il lessico marinaresco. Melville stesso si imbarcò per quattro anni su baleniere e navi da guerra prima di consumare i suoi giorni a New York in uno scialbo impiego statale e da questa esperienza ricavò una parte fondamentale del materiale narrativo e tecnico di Moby Dick e dei suoi romanzi precedenti6. Anche le parole, quindi, sono il risultato di una conoscenza diretta del mare, della navigazione e degli strumenti dei cacciatori di balene. 
Se si è completamente all’oscuro di cosa sia una cima e una lancia, oppure se tribordo sia a sinistra o a destra, sarebbe meglio dedicare qualche minuto a cercare un glossario visivo che possa accompagnare la lettura, altrimenti il rischio è di non comprendere bene la disposizione dei corpi e dei loro movimenti nello spazio del Pequod, cosa che ha un preciso disegno poetico.

La traduzione di Pavese del 1932, rivista poi nel 1941 dallo stesso autore, resta attuale, fresca, non è appesantita da termini desueti o oscuri, fatta eccezione per il gergo marinaresco, e contribuisce a restituire la vitalità di un’opera che è riemersa nel 900 e che in Italia è arrivata con la traduzione dell’autore de La luna e i falò. Resta il dubbio di come suonerebbe nell’originale lo stile di Melville, a tratti scientifico e impersonale, altrove intenso, passionale, oppure confidenziale e pieno di giochi di parole difficili da riportare in italiano.

Nell’ultima parte, quando si consuma il dramma di Achab e del suo equipaggio mentre Moby Dick distrugge le lance e fa colare a picco il Pequod, il battito del cuore accelera. Non sembra vero che la navigazione volge al termine in quel modo sfortunato e tragico, anche se tutto lasciava presagire il fallimento fin dal primo momento.

Voltata l’ultima pagina, mi resta la quiete di un mare piatto, senza schiuma, senza increspature e finalmente riprendo a respirare come se fossi io Ismaele tirato fuori dalle acque da una nave di passaggio e ormai toccasse a me, da sopravvissuto ad un’opera letteraria così avvincente, raccontare questa storia a chi cova una grande ossessione dentro di sé, a chi sogna di uccidere la sua balena bianca, il suo Moby Dick.

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1

https://www.kirkusreviews.com/news-and-features/articles/xiaolu-guos-new-novel-tells-a-whale-of-a-tale/

2

https://nofilmschool.com/the-whale-writer-samuel-d-hunter

3

Franco Moretti, Opere mondo. Saggio sulla forma epica dal Faust a Cent’anni di solitudine, Torino, Einaudi, 1994. Moretti individua nell’“opera-mondo” una forma narrativa moderna caratterizzata dalla tensione verso la totalità, dall’ambizione enciclopedica, dalla digressione e dalla difficoltà di essere ricondotta alle tradizionali classificazioni di genere. Tra gli esempi analizzati rientra anche Moby Dick.

4

https://lithub.com/check-out-the-original-1851-reviews-of-moby-dick/“This is an ill-compounded mixture of romance and matter-of-fact. The idea of a connected and collected story has obviously visited and abandoned its writer again and again in the course of composition. The style of his tale is in places disfigured by mad (rather than bad) English. […] We have little more to say in reprobation or in recommendation of this absurd book … Mr. Melville has to thank himself only if his horrors and his heroics are flung aside by the general reader, as so much trash belonging to the worst school of Bedlam literature—since he seems not so much unable to learn as disdainful of learning the craft of an artist.” –Henry F. Chorley, London Athenaeum, October 25 1851

5

Libro di Giobbe Gb 40,25-41,26

6

Cfr. Cesare Pavese, prefazione a Herman Melville, Moby Dick o la Balena, Adelphi, p. 11.

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u/Sea_Formal_8740 — 1 day ago
▲ 31 r/Libri

Cosa state leggendo al momento?

Io “La Noia” di Alberto Moravia. Se qualcuno lo avesse già letto o lo stesse appunto leggendo mi faccia sapere. Attualmente sono quasi a metà del libro e devo dire che non mi dispiace, anche se so che ci sono commenti un po’ contrastanti su esso.
In più sto cercando di capire sempre di più cosa voglia dirci a livello di emozioni e sensazioni cosa prova effettivamente Dino. Secondo voi? Io attualmente credo che lui non riesca realmente a legarsi alle persone e alle cose che fa (è ancora in lettura, magari cambierò idea).

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u/Lolita0021 — 3 days ago
▲ 0 r/Libri

genere romance, i personaggi sono scritti meglio da donne o da uomini?

gli uomini vengono descritti meglio da donne,

le donne vengono descritte meglio da uomini;

il connubio perfetto.

Entrambi sanno essere molto espliciti, giustamente.

ora sto leggendo mile high di liz tomforde e sto godendo; premetto che sono eterosessuale, e godo anche del modo in cui descrive gli uomini; rigorosamente va letto in originale

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u/anonymous_letterhead — 2 days ago
▲ 34 r/Libri

Libri che non riuscite a metter giù

Ho 9 ore di treno che mi attendono. Mi consigliate qualcosa da scaricare sul Kindle?

Non deve essere il romanzo della vita, voglio solo qualcosa che mi tenga incollata alle pagine...magari qualche thriller (quando ho letto Misery di King credo di aver letto 6 ore di fila, vorrei qualcosa che mi faccia stesso effetto).

Qualsiasi consiglio è benaccetto :)

EDIT grazie a tutti!

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u/Capra_e_Cavoli — 3 days ago
▲ 5 r/Libri

Che tu sia per me il coltello

Ho sentito parlare di questo libro da adolescente e mi ha sempre affascinato per qualche frase letta in giro. Dopo averlo acquistato però non l’ho mai letto.
Ora, a 30 anni, vorrei capire se è davvero un libro che merita o ha quel fascino alla Tumblr che piace tanto agli adolescenti ma che poi si rivela infondato.
Chi lo ha letto può dirmi se vale la pena di leggerlo?

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u/Old_Passenger_8799 — 2 days ago
▲ 2 r/Libri

Lovecraft - L'ombra venuta dal tempo

Salve,

Sto leggendo questo libro e non mi sta conquistando molto.

è il primo di Lovecraft che leggo. forse dovevo cominciare con qualche altro titolo?

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u/powermaker1982 — 2 days ago