u/VoidRunner19

▲ 238 r/CasualIT

mio cugino è un fallimento

Mio cugino ha 34 anni. Sulla carta è un ragazzo brillante, laureato in giurisprudenza, uno che all'università andava forte e prometteva benissimo. Ma il giorno dopo la laurea la sua vita si è letteralmente congelata. Si è messo in testa che doveva diventare notaio. Il sogno della vita, il prestigio, i soldi. Nient'altro era degno della sua attenzione. O notaio o il nulla.

Il problema è che, di fatto, ha scelto il nulla.

Oggi, a 34 anni suonati, la sua situazione clinica è questa: è disoccupato e non ha mai, e sottolineo mai, lavorato un singolo giorno in tutta la sua vita. Non ha fatto il cameriere, non ha fatto uno stage, non sa cosa significhi timbrare un cartellino, rispondere a un capo o gestirsi uno stipendio di ottocento euro. Addirittura, non ha nemmeno mai preso la patente. Vive isolato nella sua cameretta d'infanzia, a casa dei suoi genitori, circondato da codici civili enormi.

Ha tentato il concorso due volte, fallendolo in entrambe le occasioni. So perfettamente che è uno degli esami più massacranti e selettivi d'Italia, ma invece di prenderla come un segnale per crearsi un piano B o provare un concorso pubblico più accessibile, lui si è chiuso ancora di più a riccio.

Vederlo a tavola oggi mi ha distrutto. I miei zii sono i suoi primi carcerieri: lo mantengono in tutto e per tutto e camminano sulle uova pur di non turbarlo, imponendo a tutti la regola non scritta del "non fate domande sul suo futuro". Lui ha sempre un'aria stanca, ma è la stanchezza grigia e logorante di chi è consumato dall'inerzia. Tutti i suoi ex compagni di corso sono andati avanti: chi è entrato in qualche ministero, chi lavora nel legale di un'azienda, chi si è sposato, chi ha cambiato totalmente strada. Lui no. Lui è diventato il fantasma del "futuro notaio".

La cosa che mi fa più male, però, non è la rabbia, è la pena infinita che provo per lui. Ho capito perfettamente in che gabbia si è rinchiuso. Non molla i manuali perché sa che, se lo facesse, dovrebbe guardarsi allo specchio e ammettere di aver bruciato il decennio migliore della sua vita inseguendo un miraggio. È l'esempio da manuale della fallacia dei costi irrecuperabili. Piuttosto che affrontare il terrore di aprire LinkedIn a 34 anni, senza patente e con la voce "esperienze lavorative" spaventosamente vuota, preferisce nascondersi nella sua stanza a simulare atti di successione per una professione che probabilmente non farà mai.

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u/VoidRunner19 — 11 days ago

come funzionano le private?

mentre qui all università pubblica le associazioni studentesche forniscono dispense e riassunti dei libri per svolgere gli esami alle università private come funziona? esistono associazioni studentesche nelle private?

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u/VoidRunner19 — 24 days ago

Ma quelli che piangono in aula per un brutto voto o una bocciatura: come fate a non vergognarvi?

L’altro giorno all’appello c’era gente che, dopo aver preso un voto basso o essere stata bocciata, è letteralmente scoppiata a piangere davanti al professore e a tutta l’aula. Lacrime a dirotto, respiro affannoso, scene di panico totale.

Ora, capisco che l'università sia stressante e che dietro ci siano mesi di studio buttati, ma siamo adulti. Io non facevo scene del genere davanti a tutti nemmeno alle elementari a 10 anni quando prendevo 4 in matematica.

All'università un esame è solo un esame: prepari la materia, vai lì, se va bene festeggi, se va male te ne torni a casa a testa alta, accetti il colpo e riprovi all'appello successivo. Fare una crisi emotiva in pubblico davanti a un professore (che spesso non aspetta altro che vederti crollare) non vi fa sentire incredibilmente a disagio?

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u/VoidRunner19 — 1 month ago
▲ 139 r/CasualIT

Che senso ha portare avanti una gravidanza se si sa già che il figlio avrà disabilità gravissime?

Premetto che non ho fratelli o familiari con disabilità, quindi parlo da osservatore esterno. A volte vedo famiglie in cui ci sono figli con disabilità fisiche o cognitive gravissime (non parlo di problemi superabili, ma di condizioni in cui la persona non sarà mai autonoma, soffrirà fisicamente o non riuscirà mai a comunicare).

Quello che mi chiedo è: se oggi la medicina e i test prenatali ti permettono di scoprire in anticipo molte di queste sindromi, che senso ha decidere di far nascere comunque il bambino?

Qual è il ragionamento dietro questa scelta? Perché condannare una persona a una vita che, oggettivamente, sarà un percorso a ostacoli immenso e spesso doloroso?

E perché condannare se stessi a una vita di sacrifici totali e di isolamento, sapendo peraltro che ci sarà il problema enorme del "Dopo di noi" (chi si prenderà cura di lui quando i genitori non ci saranno più o saranno vecchi)?

È una scelta dettata dalla religione? Dalla speranza irrazionale che i medici abbiano sbagliato la diagnosi?

Non giudico chi fa questa scelta, immagino che trovarsi in quella situazione sia devastante, ma vorrei capire le motivazioni reali dietro a una decisione che dall'esterno fatico profondamente a comprendere. Vi chiedo di evitare frasi fatte e di condividere le vostre opinioni o le vostre esperienze.

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u/VoidRunner19 — 3 months ago

questa generazione è persa

Quest'estate vado in vacanza a Corfù. Nelle ultime settimane l'algoritmo di TikTok mi ha ovviamente piazzato nei Per Te mille video sull'isola. Sotto un paio di questi video becco delle ragazze che andavano lì esattamente nel mio stesso periodo.

Iniziamo a rispondere ai commenti, il classico "Ah grande, in che zona state? Dai ci becchiamo in qualche locale!". Tutto molto tranquillo.

Passiamo su Instagram. Ci seguiamo a vicenda, scambiamo due chiacchiere normalissime in chat per conoscerci un minimo, niente di pressante o da sottone, giusto per fare rete in vista della vacanza.

Fast forward di una o due settimane:

Vado a controllare e mi hanno tolto il segui. E la cosa ridicola è che mi è successo con 3 ragazze diverse.

Ora, io mi chiedo: che senso ha?

Logicamente parlando, potevano benissimo tenere il follow per cortesia, vederci in vacanza e poi unfollowarmi a settembre a vacanza finita. E invece no, terra bruciata prima ancora di fare le valigie.

I miei dubbi sono due:

  1. La tattica dei follower:usano le chat delle vacanze solo per farsi seguire da gente nuova, per poi togliere il follow appena pensano che tu non te ne accorga per "pompare" il loro profilo?

  2. Ansia sociale: Hanno il terrore di dover gestire l'impegno morale di salutare dal vivo una persona con cui hanno parlato per cinque minuti in chat?

Onestamente mi fa cadere le braccia. A me non cambia nulla avere un follower in meno, andrò a divertirmi comunque, ma questa superficialità mi fa pensare che la nostra generazione sia completamente bruciata.

Se ti pesa così tanto mantenere un contatto, banalmente non darmi il tuo Instagram fin dal principio.

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u/VoidRunner19 — 3 months ago

Blocco totale da quasi due anni, gli amici si fidanzano e io sono fermo. Ha senso andare con una professionista per "sbloccarmi" mentalmente

Ho 20 anni e sono in una situazione che mi sta logorando mentalmente.

La cosa che mi frustra di più è guardarmi intorno: vedo i miei amici della mia stessa età o colleghi di università che sono fidanzati da 2-3 anni, o che passano da una storia all'altra in un mese. Io, invece, non ho mai avuto una relazione seria e duratura.

Il paradosso è che, oggettivamente parlando e senza voler peccare di presunzione, so di essere un bel ragazzo (sicuramente sopra la media del mio gruppo) e mi dicono tutti che sono simpatico e di ottima compagnia. Ma per qualche motivo, quando si tratta di ragazze, finisco sempre in un binario morto.

Per questo motivo, sto seriamente pensando di andare con una escort. Non sto cercando amore lì, voglio solo resettare il "contatore", togliermi questa urgenza fisica e psicologica di dosso e ricordarmi che non è un esame di stato. Spero che, togliendo la pressione del sesso, io possa tornare ad approcciarmi alle ragazze all'università in modo più rilassato.

Qualcuno ci è passato? È una mossa che aiuta a sbloccare la mente e a togliere l'ansia da prestazione sociale, o rischio solo l'effetto boomerang e di sentirmi ancora più vuoto e solo cinque minuti dopo aver finito?

Accetto consigli crudi ma onesti. Grazie

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u/VoidRunner19 — 3 months ago
▲ 0 r/italy

I miei amici iraniani dicono che vivere in Italia o in Iran è praticamente la stessa cosa (in senso negativo). Vi è mai capitato di sentire discorsi simili

Frequento alcuni ragazzi iraniani che si sono trasferiti a Roma. Hanno fatto sacrifici allucinanti tra visti, soldi e burocrazia per scappare da una dittatura teocratica opprimente. Sinceramente, considerando la situazione drammatica del loro Paese, davo per scontato che vedessero l'Italia come una specie di terra promessa.

Invece è l'esatto opposto. Sono perennemente frustrati e mi ripetono spesso che l'Italia e l'Iran sono "uguali", in senso totalmente dispregiativo.

Mi hanno elencato una serie di cose che gli hanno fatto crollare il mito dell'Europa:

La burocrazia asfissiante: Dicono che è il nostro vero punto di contatto. Code infinite, funzionari scortesi, uffici che si rimpallano le responsabilità e mesi di attesa per un banalissimo permesso di soggiorno. Esattamente lo stesso labirinto che dovevano affrontare in patria.

il clientelismo: Pensavano di trovare la meritocrazia occidentale. Si sono scontrati invece con la logica della raccomandazione. Mi hanno spiegato che da loro esiste un concetto che si chiama *Parti* (avere le conoscenze giuste per fare carriera o ottenere favori), e sono rimasti delusissimi nello scoprire che in Italia funziona quasi allo stesso modo.

Il caos urbano:Parlando di Roma, sono scioccati. Mezzi pubblici inesistenti o perennemente in ritardo, spazzatura, puzza per strada e gente che guida in modo totalmente folle. Per loro è come essere tornati alla legge della giungla, solo in una lingua diversa.

La "finta" accoglienza:Si lamentano di una fortissima solitudine. Dicono che noi italiani siamo bravissimi a fare chiacchiere al bar e a sorridere, ma poi chiudiamo a riccio le nostre "compagnie" storiche e non invitiamo mai a casa uno straniero. Anche questo gli ricorda il *Ta'arof* iraniano, una cortesia estrema ma spesso di pura facciata.

La mia prima reazione interna è stata di fastidio. Pensavo: *"Scusate, ma venite da un posto che ha problemi giganteschi, come fate a lamentarvi dell'Italia?"*.

Vi è mai capitato di avere a che fare con stranieri arrivati da situazioni difficili che sono rimasti così delusi dall'Italia? Hanno semplicemente idealizzato troppo l'Occidente o siamo noi che, sotto sotto, ci siamo abituati a uno standard da Paese non così "avanzato"?

Fatemi sapere cosa ne pensate!

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u/VoidRunner19 — 3 months ago
▲ 133 r/CasualIT

perché con le straniere è tutto 10 volte più semplice?

Frequento l'università e ultimamente, frequentando un po' di studentesse internazionali, ho notato una differenza che definire abissale è poco.

Se chiedo a una ragazza straniera di uscire per un caffè o fare due chiacchiere, la dinamica è di una linearità disarmante. Se le interessi o ha voglia di fare due chiacchiere ti dice subito di sì, senza giri di parole.

Se non le interessi, ti dice di no in modo educato e finisce lì. Zero drammi, zero paranoie.

Con le ragazze italiane invece sembra sempre di dover scalare l'Everest in ciabatte.

Anche solo per un caffè tra una lezione e l'altra partono delle dinamiche assurde: risposte dopo tre giorni su Instagram, finte disinteressate, e quella costante sensazione che vogliano farsi pregare e desiderare a tutti i costi per non sembrare "facili", manco stessimo firmando un contratto a tempo indeterminato.

Sembra quasi che per le italiane l'approccio debba essere un lavoro a tempo pieno fatto di strategie, mentre all'estero (o almeno con chi viene da fuori) ci sia molta più spontaneità e meno ansia sociale sociale nel viversi le cose.

Succede anche a voi o è una mia impressione/bolla universitaria? Da cosa dipende secondo voi questa differenza culturale così netta?

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u/VoidRunner19 — 3 months ago

Vivere a 500 metri e non incontrarsi mai

Mollato il liceo e passati i vent'anni, ho iniziato a notare una cosa assurda che mi sta mandando un po' in paranoia.

Abito in provincia di Napoli, in uno dei comuni con la densità abitativa più folle d'Italia. In pratica, siamo tutti ammassati in pochissimi chilometri quadrati. C'è gente con cui ho condiviso gli anni migliori, amici stretti o anche solo conoscenti che so per certo abitare a due isolati da me, nella via parallela o a cinque minuti a piedi.

Eppure... il nulla. Non li incontro più. Spariti.

Se ci penso è matematicamente assurdo. Frequentiamo le stesse strade, andiamo a prendere la Circumvesuviana negli stessi posti, magari compriamo le sigarette o il pane a 10 metri di distanza, eppure sembra che viviamo in due universi paralleli che non si intersecano mai.

Come cavolo è possibile che la vicinanza geografica oggi non valga più a nulla senza un messaggio WhatsApp di mezzo?

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u/VoidRunner19 — 4 months ago

quasi aggredito da un motociclista

ieri notte mi è successa una cosa che mi sta lasciando addosso parecchia ansia e rabbia. Erano circa le 2:30. Ero in auto da solo e, per una sciocchezza di viabilità (una manovra/precedenza millimetrica nel traffico), un tizio a bordo di un Honda X-ADV ha completamente sbroccato.

Ha iniziato a inseguirmi, a tagliarmi la strada e a puntarmi un coltello mentre era su una moto per costringermi a fermarmi. La scena è durata diversi minuti. Ero da solo, al buio, con le portiere bloccate, e questo continuava a tallonarmi e a fare il pazzo. Per fortuna sono riuscito a rimanere lucido: non mi sono fermato, ho evitato lo scontro, non sono andato verso casa mia (per non fargli vedere dove abito) e alla fine sono riuscito a seminarlo svoltando verso un vicolo.

A mente fredda, però, mi sento addosso un'impotenza pazzesca. In quei minuti ho pensato di tutto, anche a cosa sarebbe successo se avessi sterzato di colpo per buttarlo giù e liberarmi dell'inseguimento. Ma sappiamo tutti come funziona la legge in Italia: se tocchi un motociclista con l'auto, anche se è lui che ti sta aggredendo, passi dalla parte del torto marcio in un secondo e rischi l'omicidio stradale o il tentato omicidio.

Le Forze dell'Ordine, purtroppo, in quei 5 minuti di panico totale non sono fisicamente lì con te,se mi fossi fermato non so cosa mi avrebbe fatto...

Volevo chiedere a chi ci è già passato o a chi gira spesso di notte:

  1. Come vi sareste comportati al posto mio in quel momento?

  2. Cosa consigliate di tenere in auto o addosso per difendersi legalmente se la situazione dovesse degenerare?Spray al peperoncino?

Grazie a chi risponderà

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u/VoidRunner19 — 4 months ago

Partita di pallavolo universitaria

Faccio parte di una squadra di pallavolo universitaria. La particolarità è che non abbiamo un allenatore e non facciamo allenamenti veri e propri: è un gruppo autogestito tra noi ragazzi e ci organizziamo esclusivamente per disputare le partite.

Nell'ultima trasferta è successa una cosa che mi ha fatto seriamente dubitare se valga la pena continuare. La partita non era dietro l'angolo: parliamo di 2 ore di viaggio tra andata e ritorno, tempo sottratto allo studio e costi di trasporto che, da studente, pesano sul budget mensile.

Arrivo al palazzetto, faccio il riscaldamento e... resto in panchina.

Nel primo set penso: "Ok, ci sta, al prossimo si gira".

Nel secondo set: "Dai, adesso tocca a me".

Spoiler: niente da fare. Ho passato letteralmente tutta la durata della partita a bordo campo a guardare i miei compagni giocare.

Se fossimo in un contesto agonistico con un mister che fa scelte tattiche stringenti, capirei benissimo. Ma in un gruppo autogestito tra studenti, dove lo spirito dovrebbe essere quello di giocare, divertirsi e far girare tutti, che senso ha farmi fare tutta questa sbatta logistica ed economica per usarmi come bella statuina?

Ora sono abbastanza seccato e sto valutando due opzioni. La prima è parlarne chiaramente con il gruppo, facendo presente che se devo pagare e viaggiare per non toccare palla, me ne sto comodamente a casa. La seconda, che al momento è quella che mi tenta di più, è abbandonare il gruppo e basta. Niente polemiche, niente discussioni per cercare di cambiare le cose: semplicemente dire che non parteciperò più e chiuderla lì per smettere di sprecare tempo e soldi.

cosa fareste al mio posto?

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u/VoidRunner19 — 4 months ago

chi dovrebbe pagare al primo appuntamento?

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Ieri sera ero fuori con un gruppo misto di amici ed è venuto fuori questo argomento. Pensavo fosse una questione ormai superata, e invece è scoppiato un vero e proprio putiferio al tavolo. Sembra che nessuno abbia le idee chiare e le regole non scritte siano diametralmente opposte.

Praticamente si sono create tre fazioni nette:

I tradizionalisti: Paga l'uomo, punto. È una questione di galanteria, il "gesto" fa ancora la sua figura e dimostra interesse.

I pragmatici (alla romana): Si divide esattamente a metà. Pari diritti significa anche pari scontrino. Zero debiti morali, nessuna aspettativa, e nessuno si sente in colpa o "in debito" se poi non c'è un secondo appuntamento.

La regola del "chi invita, paga": Se ti ho chiesto io di uscire e ho scelto io il posto (magari costoso), ti sto praticamente "ospitando", quindi offro io a prescindere da chi sia l'uomo o la donna. Spesso compensata dal: "Io pago la cena, tu offri i drink dopo".

La cosa che ha scaldato di più gli animi sono state le "red flag" nascoste.

Alcune ragazze ammettevano che, pur essendo dispostissime a dividere, se lui non fa almeno il gesto di voler offrire, l'attrazione scende drasticamente perché lo percepiscono come tirchio.

D'altro canto, molti ragazzi dicevano di odiare profondamente la "tecnica della statua": quando arriva il cameriere e lei fissa il vuoto o va magicamente in bagno aspettando che lui strisci la carta, facendoli sentire usati per scroccare una cena gratis.

Scatenatevi.

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u/VoidRunner19 — 4 months ago

al giorno d'oggi conviene restare single?(uomo)

Ciao a tutti. Volevo aprire un confronto su una cosa a cui sto pensando ultimamente, guardando un po' la situazione generale che viviamo oggi in Italia.

Mettendo le cose sulla bilancia, mi sembra che ci troviamo davanti a un enorme paradosso.

Da un lato c'è il fattore economico. Diciamoci la verità: vivere da soli in Italia oggi è un lusso. Tra affitti improponibili, stipendi fermi agli anni '90 e costo della vita che sale, essere in due (e convivere) è diventato quasi l'unico vero "hack" per avere una stabilità finanziaria decente. Dividere le spese a metà e fare squadra ti permette di respirare e di costruire qualcosa.

Dall'altro lato, però, c'è il fattore mentale e sociale. La pace mentale di essere single oggi ha un valore inestimabile. Cercare una relazione seria nel mercato del dating moderno è diventato snervante. Tra app di incontri usate per perdere tempo, interazioni superficiali, ritmi di lavoro che non lasciano tempo per uscire e la generale difficoltà a creare connessioni vere, cercare l'amore oggi sembra un secondo lavoro stressante e spesso frustrante.

Essere single significa avere il 100% del controllo sul proprio tempo, sui propri soldi e non doversi stressare dietro a frequentazioni che spesso finiscono nel nulla o in inutili perdite di tempo.

Quindi vi chiedo: secondo voi, tirando le somme nell'Italia di oggi, il gioco vale ancora la candela?

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u/VoidRunner19 — 4 months ago

La Burocrazia Italiana

Ho bisogno di sfogarmi perché sto vivendo una situazione ai limiti del grottesco con l'Anagrafe e gli uffici dello Stato Civile, e sento che se non lo racconto a qualcuno impazzisco.

Sto compilando le scartoffie per il bando dei Carabinieri. Tra i mille documenti, mi chiedono di inserire i dati anagrafici completi (data e luogo di nascita, di decesso, stato civile, ecc.) dei miei familiari. Fin qui sembra una richiesta normale, se non fosse che con un ramo della famiglia non ho più alcun rapporto. Nello specifico, mi mancano le date esatte di mia nonna (ancora in vita), di mio nonno e di un mio zio.

Vado fiducioso in Comune pensando: "Beh, sono mio nonno, mio zio e mia nonna, i terminali dello Stato avranno i loro dati, no?". Ah, dolce e tenera ingenuità.

Arrivo allo sportello e chiedo le date di mia nonna. L'impiegato mi guarda come se gli avessi appena chiesto i codici nucleari della NATO.

"Eh no, c'è la normativa europea sulla privacy! Serve la sua delega firmata o almeno il suo codice fiscale!"

Faccio presente che sono il nipote e che mi serve per un concorso militare, ma niente. Muro di gomma. Senza il suo esplicito consenso, per lo Stato io sono uno sconosciuto.

Faccio un bel respiro e passo al piano B. "Ok, lasciamo stare la nonna. Passiamo a mio nonno e mio zio. Loro sono morti entrambi l'anno scorso, nel 2025 (mio zio viveva a Bruxelles). Essendo deceduti, la privacy decade, giusto?"

"Giusto!" risponde l'impiegato.

"Perfetto, allora mi faccia i certificati storici e le copie integrali per favore."

"Certo. Mi dica le date esatte di nascita."

"...Ma sono qui apposta per farmele dare da lei."

"Eh no, io non posso mica mettere a soqquadro i registri cartacei e fare ricerche alla cieca. Se lei non mi dà la data, io non le stampo il certificato."

Avete capito bene. Per ottenere un pezzo di carta che certifica una data di nascita... devi già presentarti con la data di nascita.

Torno a casa disperato e mi metto a fare quello che ormai facciamo tutti: lo stalker sui social. Scavando nei meandri di Facebook, tra vecchi post di anni fa e foto sgranate, scopro che mio zio festeggiava il compleanno il 5 febbraio. Quindi ora, unendo i puntini come in un'escape room, so che è nato il 5 febbraio ed è morto nel 2025. Un trionfo, signori.

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u/VoidRunner19 — 4 months ago

Devo fare uno sfogo perché la situazione mi sembra totalmente sfuggita di mano e voglio capire se sono io o se la nostra generazione è messa malissimo.

Bilancio clinico della mia ultima settimana: ghostato da 3 ragazze diverse. Due sembravano palesemente prese, la conversazione viaggiava da dio e poi boom, sparite nel nulla da un giorno all'altro. La terza invece ha vinto il premio per il furto di tempo: mi ha tenuto in chat a palleggiare per una settimana intera e nel momento esatto in cui ho provato a stringere per beccarci dal vivo, è sparita.

Ma la cosa che mi ha fatto sbattere la testa al muro (e che mi ha spinto a scrivere qui) è l'ipocrisia totale. Questa qui, letteralmente *mentre* mi stava ghostando, ha piazzato nelle note di Instagram la frase: "vorrei un amore come nei film 🥺".

Cioè, vi rendete conto del livello di scollamento dalla realtà? Sogni il romanticismo, vuoi il principe azzurro, e poi non hai manco le palle o l'educazione base di scrivere "guarda, non mi va di uscire".

Premessa doverosa: non sto facendo la vittima e non è un problema estetico. Sono un bel ragazzo (lo so), non faccio il morto di fame in chat e ho i miei sbattimenti tra università e sport. Ma il punto è che il gioco è palesemente truccato.

Su Instagram l'attenzione è gratis. Molte usano le chat solo come bancomat per alzarsi l'ego a costo zero. Si fanno validare da cento notifiche diverse, si sentono le main character e al primo calo di noia ti scartano come uno skip su Spotify. Zero rispetto per il tempo e le energie degli altri.

Stiamo normalizzando l'essere dei codardi cronici che usano lo schermo per evitare qualsiasi micro-responsabilità sociale. Trattano le persone come NPC pur di non affrontare l'ansia di un rifiuto diretto.

La mia domanda è: ma come ne usciamo? Magari stando a Napoli la situazione è amplificata perché qua c'è un sacco di cultura dell'apparire e del tirarsela...non saprei,ditemi la vostra

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u/VoidRunner19 — 6 months ago