A question about the Sacrament of Reconciliation

I often hear talk about hiding something in the confession, but what about lying regarding venial or doubtful sins (the two categories that do not require confession) or even going so far as to invent sins (i dont mean mortal ones, but like venial or doubtful sins)? Maybe one says accidentally something untrue about venial or doubtful sins and they didn't think to clarify and kept going with their confession.

Someone suggested me to ask this in AskAPriest but AskAPriest's moderators told me that it's better if I ask this in Catholicism and Catholicism suggested me this sub instead.

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u/byf4ith — 23 hours ago

A catholic question about the Sacrament of Reconciliation

I often hear talk about confessions. I wonder if a single confession can be rendered invalid simply by concealing a mortal sin and nothing else. And what about lying regarding venial or doubtful sins (the two categories that do not require confession) or even going so far as to invent sins (i dont mean mortal ones, but like venial or doubtful sins)?

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u/byf4ith — 1 day ago
▲ 9 r/CatholicApologetics+3 crossposts

I can't understand, it seems in contrast with the catholic doctrine to me.

I would like some clarification regarding a vision of hell experienced by Don Bosco. What struck me was that the Angel told him many had ended up there because, out of shame, they had not confessed impure sins committed during childhood. I wonder how this is possible. A child cannot possess full awareness; I do not understand how such acts can be considered mortal sins, serious enough to lead to hell if, upon growing up, one does not confess them.

In Saint Alphonsus's Compendium of Moral Theology, there is a statement addressing precisely this point: namely, that sins committed during childhood or adolescence —precisely because they were committed without full awareness— do not require confession.

Here is the text I read:

"He led me into a very deep cavern where those who had sinned against the Sixth Commandment —sins of impurity— were found. I asked him: 'Did they not confess?'"

'They did confess, but the sins of impurity were confessed incorrectly or deliberately omitted. For example: someone who had committed four or five sins of this kind claimed to have sinned only two or three times. Some had committed an impure act in childhood and were always too ashamed to confess it, or they confessed it incompletely or did not recount the whole story. Others still lacked repentance and contrition...'"

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u/byf4ith — 5 days ago

Peccato mortale nella Teologia di Sant'Alfonso

Il concetto di "peccato mortale formale" è un tema centrale nella Teologia Morale di Sant'Alfonso, grande teologo e dottore della Chiesa.

Lui distingueva tra peccato materiale e peccato formale: il primo riguarda il peccato mortale grave nella materia, il secondo nella forma. Sappiamo che per commettere un peccato mortale sono necessarie tre condizioni: materia grave, piena conoscenza e deliberato consenso. Ci sono, però, dei casi in cui si può commettere peccato grave anche senza che la materia sia grave: è il caso del peccato formale.

Il peccato formale avviene quando una persona commette un'azione che di per sé non è grave (veniale o magari non è neanche un peccato) credendola mortale. Il peccato formale è, quindi, la ribellione della volontà a Dio: se commetti un'azione volontariamente mentre la credi grave, dici di sì a qualcosa che ritieni gravemente peccaminosa scegliendo di andare contro Dio offendendoLo in maniera grave e commettendo un atto che (secondo la tua coscienza in quel momento) ti porterà all'inferno. L'azione veniale diventa, quindi, mortale perché il peccato si valuta a partire da ciò che la tua coscienza riteneva giusto e sbagliato nel momento in cui hai compiuto l'azione.

Sant'Alfonso indica che anche se la coscienza è erronea obbliga lo stesso perché nel momento in cui la persona compie l'atto non si rende conto che la sua coscienza è erronea: se pensa che qualcosa è un peccato mortale (anche se non lo è davvero) non deve commetterlo perché altrimenti scegli di separarti da Dio volontariamente facendo una cosa che credevi fosse gravemente contraria alla Sua Volontà. In questo caso si tratta di peccato mortale formale e non materiale perché non è grave nella materia, ma lo è nella forma: hai commesso con piena volontà un'azione che per te era gravemente disordinata (la forma è a tutti gli effetti quella necessaria ad un peccato mortale perché nella tua coscienza, anche se erronea, era presente materia grave con piena conoscenza e deliberato consenso).

La coscienza soggettiva al momento dell'azione è ciò che decide la gravità dell'atto: come quando commetti un peccato veniale se non sai che l'azione ha materia grave, così commetti un peccato grave quando pensi che l'azione sia grave anche se oggettivamente non lo è. Nel primo caso hai commesso un peccato veniale perché la tua coscienza in quel momento non ti accusava di qualcosa di grave anche se oggettivamente l'azione è grave (manca quindi la seconda condizione per il peccato mortale, cioè la piena conoscenza; di conseguenza è grave solo nella materia e non nella forma e non è accusabile da Dio e si può parlare solo di peccato veniale); nel secondo caso hai commesso un peccato mortale perché hai deciso di commetterlo quando la tua coscienza ti affermava la sua gravità anche se oggettivamente l'azione non é grave (è mortale nelle forma quindi, non nella materia ed è accusabile da Dio).

Se scegli deliberatamente quello che ritieni essere un male grave, ti separi da Dio (perdendo la grazia) indipendentemente dall'oggettiva gravità dell'atto.

Se per i peccati gravi commessi senza piena conoscenza, si commette solo un peccato veniale anche se oggettivamente l'azione è grave, per Sant'Alfonso è vero anche il contrario e cioè che commetti un peccato grave se ritieni che l'azione sia grave anche se oggettivamente non lo è.

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u/byf4ith — 9 days ago