Il problema culturale europeo/italiano
Non credo di potermi definire proprio liberale, ma sono molto interessato a quello che scrivete quindi voglio farvi una domanda che spero mi permetta di capire meglio i(l) vostri(o) punti(o) di vista.
Qui si critica, anche giustamente, la mancata crescita del prodotto per ora lavorata dal lavoratore soprattutto in Italia. La vostra ricetta è chiara: tagliare spesa pubblica improduttiva, abbassare pressione fiscale, investire nelle competenze tecniche del lavoratore, libertà di impresa e libera competizione, semplificazione della burocrazia etc... tutte cose sacrosante.
Il punto è: come pensate di cambiare l'identità culturale del paese (anche se mi viene da dire europea)? Sanare l'analfabetismo economico non risolve l'immobilismo di una società che invecchia, legata a doppio filo ad un mondo che non esiste più, sempre che sia mai esistito. Non mi pare che ci sia un grande spirito di imprenditorialità/desiderio di crescere e mettersi in discussione nella maggioranza dei giovani italiani, men che meno nei meno giovani ma ancora in età da lavoro. Sicuramente mettere un po' di pepe sulla coda delle persone (vedi taglio spesa pubblica improduttiva) può essere utile, ma credete davvero che basti a smuovere un cambiamento CULTURALE necessario? Senza andare a parlare proprio di Salvatore ex percettore di RDC parcheggiatore abusivo part-time (li in effetti il "ca**i suoi" esce naturale), ma come credere debba reinventarsi Rita cassiera Coop che ha comunque sempre lavorato onestamente (magari non come molti statali) ma ha la terza media del 90? Avete idee particolari?