u/ufgufdri

Fine di una relazione

Buonasera, scrivo qui per avere un po' di supporto, per conoscere esperienze di altre persone, per imparare almeno un po' come gestire questo dolore.

È una storia un po' lunga e complessa, in cui si intrecciano mie fragilità, cose stupide, sofferenze che tutti affrontano. Nella mia vita ho sempre cercato di guarire, non mi sono mai lasciata sprofondare, e anche questa volta vorrei farlo, ma mi sento tanto tanto stanca ed è difficile. Ho sempre vissuto tutte le emozioni molto profondamente, che si trattasse di gioia o tristezza, e ora mi sento un po' in balia di tutto.

Se sei tu che leggi o mi riconosci per favore lasciami questo spazio, non andare avanti.

Sono nata con dei problemi fisici gravi, con i quali faccio i conti tutti i giorni, ho subito abusi in infanzia e non ho una famiglia a supporto. Sono molto timida, e negli ultimi anni ho perso le poche amicizie che avevo, ritrovandomi sola in una grande città. Attualmente sono all'ultimo anno di studi, mi manca un esame e la tesi, ma faccio fatica a impegnarmi. Per due anni ho interrotto gli studi per lavorare, e ora che sono così vicina alla fine mi sento senza forze.

Premetto che sto facendo un percorso psicologico su unobravo (per problemi economici) e ho preso appuntamento con il CSM per valutazione di un percorso.

Ho 26 anni. Sono stata fidanzata per 6 anni, di cui 4 di convivenza. Tre settimane fa lui è stato male per problemi di depressione e pensieri suicidi, ha cominciato con la terapia. Io gli sono stata accanto. Due settimane fa mi ha lasciata, dicendo che non mi ama più, che da quasi un anno sente di non provare più amore, che però mi vuole bene e vorrebbe restassimo amici e continuassimo a vivere insieme.

La sera un cui mi ha lasciata non me la sentivo di stare sola a casa, dato che quando sto male (e in realtà da un po' di giorni) avevo pensieri ricorrenti più o meno concreti sul farmi del male, così sono andata in pronto soccorso e ho passato la notte lì. Mi hanno dato un ansiolitico da prendere all'occorrenza, che sto cercando tuttavia di assumere il meno possibile.

In queste settimane ho provato ad uscire un po', ho conosciuto delle nuove persone che si sono dimostrate così accoglienti che non me ne capacito, eppure tornare a casa mi fa stare molto male. Abbiamo vissuto condividendo questi spazi come sempre, abbracciandoci per salutarci. Nel primo periodo lui stava sempre male per la depressione, e io cercavo di stargli accanto, dargli il mio aiuto. Una parte di me sperava fossero le medicine o la depressione a non fargli più sentire gli stessi sentimenti. Ora sta meglio, e io mi sto rendendo sempre più conto che è finita. Stando a casa io continuo a cercarlo, a desiderare il suo affetto quando mi sento più fragile. Lui mi dice che ci sarà sempre per me, che mi vuole bene, e per un attimo io mi sento più tranquilla, o sento di poter piangere tra le sue braccia.

In questi anni non ho mai considerato davvero che un giorno potesse finire. Quando ci siamo conosciuti lui sembrava quello più preso. Io avevo paura perché stare insieme significava mostrargli i miei problemi di salute, dirgli che non avremmo mai potuto avere rapporti penetrativi per la mia condizione medica. È stato tanto difficile all'inizio. Lui mi ha detto che per lui non era un problema, e io, pur sentendomi sempre in difetto, gli ho sempre detto che, semmai fosse stato un problema per lui, avremmo potuto trovare una soluzione. Lui non aveva mai fatto sesso prima. Mi diceva che non si può smettere di amare una persona, e io ci credevo, sentivo di aver finalmente trovato la mia famiglia. Quando siamo andati a vivere insieme mi sono sentita a casa per una volta, e per anni ho provato così tanta serenità. Pensavo non potesse finire mai.

Fin da piccola il mio più grande desiderio è stato amare ed essere amata. Credevo di non meritarmi l'amore, che sarei stata sola per sempre. Nei nostri anni insieme a volte facevo fatica a processare tutta quella felicità, quasi non ci credevo di stare così bene.

Nell'ultimo anno però lui per vari motivi ha cominciato a stare male, ad essere spesso nervoso, a chiudersi nei suoi problemi. Alle volte eravamo tanto felici, ma la maggior parte del tempo mi sentivo sempre sullo sfondo, di non poterlo raggiungere. Non parlava dei suoi problemi, usciva sempre con gli amici e quasi mai con me. Io gli stavo accanto pensando fosse un periodo difficile per lui, cercando di resistere nella speranza che, passati quei mesi, sarebbe tornato a vedermi come prima. A volte era così, a volte no. Fatto sta che sono arrivata stremata all'estate.

So che l'amore può finire, che non è colpa di nessuno, ma ora sto così tanto male al pensiero che sia proprio la persona con cui mi sono sentita al sicuro per tanto tempo mi faccia così male. Vederlo stare sempre meglio, vederlo sorridere e uscire con gli amici in qualche modo è come se per me togliesse importanza a quello che abbiamo avuto. Certo, dice che gli dispiace vedermi così, che mi vuole bene e non vuole perdermi.

In queste settimane ho provato a distrarmi, ma non riesco a togliermi di dosso questa tristezza. Vederlo in casa mi fa così male, ma non riesco a non entrare nella sua stanza per parlargli, a chiedergli di dormire con me. Lui è affettuoso, mi abbraccia, mi bacia, mi chiama "la sua piccolina".

L'altro giorno ho fumato e, dato che lui mi aveva detto che gli sarebbe piaciuto fare l'amore un'ultima volta, l'abbiamo fatto. È stato bello e per un po' mi sono sentita tranquilla. Ho pensato che forse anche se non mi amava potevamo restare così, rimanere amici, ogni tanto mantenere quell' intimità. Ma il giorno dopo quel dolore è tornato. Eppure quando l'abbiamo fatto io lo sentivo che lo stava facendo solo per godere. Ma perché farmi questo? Se sa che mi sta distruggendo, perché continuare a darmi questo affetto e poi dirmi che non mi ama? A volte si sbaglia e continua a chiamarmi amore.

Vorrei potessimo vivere separati almeno per un po', ma non è possibile: io non avendo una famiglia non posso tornare nella mia città, se non sporadicamente e con tanta sofferenza. Non ho le possibilità economiche per andare a vivere da sola e nemmeno le capacità mentali per cercare dei coinquilini. I prezzi si sono alzati troppo e non ho più nessuno che mi farebbe da garante. Lui, invece, è stato male proprio a causa dei suoi genitori, quindi farlo tornare da loro non è pensabile.

Mi ha raccontato di essere recentemente andato con una prostituta. Mi ha detto che nemmeno lui sa perché, che si sentiva triste e solo, che gli ha fatto schifo, e che magari sapere non gli fosse piaciuto mi avrebbe fatto piacere. Ha detto anche che magari me lo stava dicendo per chiarire che davvero è finita. Mi si è spezzato il cuore. Per quanto mi abbia detto che non l'ha fatto per quello che con me non può fare, io sento che ora la sua prima volta non è stata con me, ma con una prostituta.

Io non so come gestire tutto questo dolore insieme. È passato del tempo, speravo si affievolisse un po', ma così non è stato. Continua a ripresentarsi e mi impedisce di studiare, di mangiare.

Ormai non vorrei più tornare con lui, anche perché sono così arrabbiata per come mi fa sentire, per l'ultimo anno sprecato per poi non avere indietro nulla. Mi sembra di non poter più avere un futuro. Imparare di nuovo a vivere senza di lui è così difficile. Sapere di non essere amata mi fa sentire così sola. Mi sembra di non avere più risorse per andare avanti questa volta. Non avendo più amici nella mia città non riesco nemmeno ad uscire, se non per fare la spesa, provare a studiare fuori casa e cose così.

Vorrei riuscire a superare questo dolore. So che devo attraversarlo, che è normale, ma alle volte mi sembra di non farcela. Ho paura che nessuno mi amerà mai più, che nessuno farà mai più sesso con me, di non essere mai più felice. Saranno pensieri catastrofici dettati dal momento, ma io li sento così sedimentati in me. Non so più cosa fare.

Non so bene che risposte vorrei. Non so cosa cerco. Forse un po' di sollievo, forse un po' di comprensione o qualcuno che mi convinca che questa sofferenza prima o poi se ne andrà.

Grazie per aver letto fin qui.

reddit.com
u/ufgufdri — 2 days ago

Fine di una relazione

Buonasera, scrivo qui per avere un po' di supporto, per conoscere esperienze di altre persone, per imparare almeno un po' come gestire questo dolore.

È una storia un po' lunga e complessa, in cui si intrecciano mie fragilità, cose stupide, sofferenze che tutti affrontano. Nella mia vita ho sempre cercato di guarire, non mi sono mai lasciata sprofondare, e anche questa volta vorrei farlo, ma mi sento tanto tanto stanca ed è difficile. Ho sempre vissuto tutte le emozioni molto profondamente, che si trattasse di gioia o tristezza, e ora mi sento un po' in balia di tutto.

Se sei tu che leggi o mi riconosci per favore lasciami questo spazio, non andare avanti.

Sono nata con dei problemi fisici gravi, con i quali faccio i conti tutti i giorni, ho subito abusi in infanzia e non ho una famiglia a supporto. Sono molto timida, e negli ultimi anni ho perso le poche amicizie che avevo, ritrovandomi sola in una grande città. Attualmente sono all'ultimo anno di studi, mi manca un esame e la tesi, ma faccio fatica a impegnarmi. Per due anni ho interrotto gli studi per lavorare, e ora che sono così vicina alla fine mi sento senza forze.

Premetto che sto facendo un percorso psicologico su unobravo (per problemi economici) e ho preso appuntamento con il CSM per valutazione di un percorso.

Ho 26 anni. Sono stata fidanzata per 6 anni, di cui 4 di convivenza. Tre settimane fa lui è stato male per problemi di depressione e pensieri suicidi, ha cominciato con la terapia. Io gli sono stata accanto. Due settimane fa mi ha lasciata, dicendo che non mi ama più, che da quasi un anno sente di non provare più amore, che però mi vuole bene e vorrebbe restassimo amici e continuassimo a vivere insieme.

La sera un cui mi ha lasciata non me la sentivo di stare sola a casa, dato che quando sto male (e in realtà da un po' di giorni) avevo pensieri ricorrenti più o meno concreti sul farmi del male, così sono andata in pronto soccorso e ho passato la notte lì. Mi hanno dato un ansiolitico da prendere all'occorrenza, che sto cercando tuttavia di assumere il meno possibile.

In queste settimane ho provato ad uscire un po', ho conosciuto delle nuove persone che si sono dimostrate così accoglienti che non me ne capacito, eppure tornare a casa mi fa stare molto male. Abbiamo vissuto condividendo questi spazi come sempre, abbracciandoci per salutarci. Nel primo periodo lui stava sempre male per la depressione, e io cercavo di stargli accanto, dargli il mio aiuto. Una parte di me sperava fossero le medicine o la depressione a non fargli più sentire gli stessi sentimenti. Ora sta meglio, e io mi sto rendendo sempre più conto che è finita. Stando a casa io continuo a cercarlo, a desiderare il suo affetto quando mi sento più fragile. Lui mi dice che ci sarà sempre per me, che mi vuole bene, e per un attimo io mi sento più tranquilla, o sento di poter piangere tra le sue braccia.

In questi anni non ho mai considerato davvero che un giorno potesse finire. Quando ci siamo conosciuti lui sembrava quello più preso. Io avevo paura perché stare insieme significava mostrargli i miei problemi di salute, dirgli che non avremmo mai potuto avere rapporti penetrativi per la mia condizione medica. È stato tanto difficile all'inizio. Lui mi ha detto che per lui non era un problema, e io, pur sentendomi sempre in difetto, gli ho sempre detto che, semmai fosse stato un problema per lui, avremmo potuto trovare una soluzione. Lui non aveva mai fatto sesso prima. Mi diceva che non si può smettere di amare una persona, e io ci credevo, sentivo di aver finalmente trovato la mia famiglia. Quando siamo andati a vivere insieme mi sono sentita a casa per una volta, e per anni ho provato così tanta serenità. Pensavo non potesse finire mai.

Fin da piccola il mio più grande desiderio è stato amare ed essere amata. Credevo di non meritarmi l'amore, che sarei stata sola per sempre. Nei nostri anni insieme a volte facevo fatica a processare tutta quella felicità, quasi non ci credevo di stare così bene.

Nell'ultimo anno però lui per vari motivi ha cominciato a stare male, ad essere spesso nervoso, a chiudersi nei suoi problemi. Alle volte eravamo tanto felici, ma la maggior parte del tempo mi sentivo sempre sullo sfondo, di non poterlo raggiungere. Non parlava dei suoi problemi, usciva sempre con gli amici e quasi mai con me. Io gli stavo accanto pensando fosse un periodo difficile per lui, cercando di resistere nella speranza che, passati quei mesi, sarebbe tornato a vedermi come prima. A volte era così, a volte no. Fatto sta che sono arrivata stremata all'estate.

So che l'amore può finire, che non è colpa di nessuno, ma ora sto così tanto male al pensiero che sia proprio la persona con cui mi sono sentita al sicuro per tanto tempo mi faccia così male. Vederlo stare sempre meglio, vederlo sorridere e uscire con gli amici in qualche modo è come se per me togliesse importanza a quello che abbiamo avuto. Certo, dice che gli dispiace vedermi così, che mi vuole bene e non vuole perdermi.

In queste settimane ho provato a distrarmi, ma non riesco a togliermi di dosso questa tristezza. Vederlo in casa mi fa così male, ma non riesco a non entrare nella sua stanza per parlargli, a chiedergli di dormire con me. Lui è affettuoso, mi abbraccia, mi bacia, mi chiama "la sua piccolina".

L'altro giorno ho fumato e, dato che lui mi aveva detto che gli sarebbe piaciuto fare l'amore un'ultima volta, l'abbiamo fatto. È stato bello e per un po' mi sono sentita tranquilla. Ho pensato che forse anche se non mi amava potevamo restare così, rimanere amici, ogni tanto mantenere quell' intimità. Ma il giorno dopo quel dolore è tornato. Eppure quando l'abbiamo fatto io lo sentivo che lo stava facendo solo per godere. Ma perché farmi questo? Se sa che mi sta distruggendo, perché continuare a darmi questo affetto e poi dirmi che non mi ama? A volte si sbaglia e continua a chiamarmi amore.

Vorrei potessimo vivere separati almeno per un po', ma non è possibile: io non avendo una famiglia non posso tornare nella mia città, se non sporadicamente e con tanta sofferenza. Non ho le possibilità economiche per andare a vivere da sola e nemmeno le capacità mentali per cercare dei coinquilini. I prezzi si sono alzati troppo e non ho più nessuno che mi farebbe da garante. Lui, invece, è stato male proprio a causa dei suoi genitori, quindi farlo tornare da loro non è pensabile.

Mi ha raccontato di essere recentemente andato con una prostituta. Mi ha detto che nemmeno lui sa perché, che si sentiva triste e solo, che gli ha fatto schifo, e che magari sapere non gli fosse piaciuto mi avrebbe fatto piacere. Ha detto anche che magari me lo stava dicendo per chiarire che davvero è finita. Mi si è spezzato il cuore. Per quanto mi abbia detto che non l'ha fatto per quello che con me non può fare, io sento che ora la sua prima volta non è stata con me, ma con una prostituta.

Io non so come gestire tutto questo dolore insieme. È passato del tempo, speravo si affievolisse un po', ma così non è stato. Continua a ripresentarsi e mi impedisce di studiare, di mangiare.

Ormai non vorrei più tornare con lui, anche perché sono così arrabbiata per come mi fa sentire, per l'ultimo anno sprecato per poi non avere indietro nulla. Mi sembra di non poter più avere un futuro. Imparare di nuovo a vivere senza di lui è così difficile. Sapere di non essere amata mi fa sentire così sola. Mi sembra di non avere più risorse per andare avanti questa volta. Non avendo più amici nella mia città non riesco nemmeno ad uscire, se non per fare la spesa, provare a studiare fuori casa e cose così.

Vorrei riuscire a superare questo dolore. So che devo attraversarlo, che è normale, ma alle volte mi sembra di non farcela. Ho paura che nessuno mi amerà mai più, che nessuno farà mai più sesso con me, di non essere mai più felice. Saranno pensieri catastrofici dettati dal momento, ma io li sento così sedimentati in me. Non so più cosa fare.

Non so bene che risposte vorrei. Non so cosa cerco. Forse un po' di sollievo, forse un po' di comprensione o qualcuno che mi convinca che questa sofferenza prima o poi se ne andrà.

Grazie per aver letto fin qui.

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u/ufgufdri — 2 days ago