Un GDR testuale assistito da AI può funzionare, o manca proprio il punto del gioco di ruolo?
Ciao a tutti,
sto ragionando su un prototipo di avventura testuale/GDR assistita da AI e vorrei un parere da chi gioca davvero di ruolo.
Premessa: non sto pensando all’AI come sostituto del master umano in una campagna vera. So che il bello del GDR è anche relazione, improvvisazione, gruppo, tavolo, interpretazione e presenza umana.
Il dubbio è un altro.
Secondo voi può avere senso un’esperienza più vicina a un librogame dinamico o a un GDR testuale single player, dove l’AI non “fa tutto”, ma gestisce la parte narrativa dentro regole e limiti chiari?
Per come la vedo io, per non diventare una semplice chat con tono fantasy, dovrebbe avere almeno:
- ambientazioni/lore curate a monte;
- scheda personaggio;
- obiettivi chiari;
- memoria della campagna;
- inventario;
- prove o tiri;
- conseguenze reali delle scelte;
- possibilità di fallire;
- limiti precisi a ciò che l’AI può inventarsi;
- scenari più strutturati, non libertà totale generata a caso.
Il problema principale secondo me è questo: se uno può già farlo con ChatGPT o Gemini, un prodotto dedicato deve dare struttura, continuità e gioco. Non basta “l’AI racconta una storia”.
Domande sincere:
- Vi incuriosirebbe una cosa del genere o la rifiutereste proprio come idea?
- La vedete più come GDR, librogame, avventura testuale o interactive fiction?
- Quali meccaniche minime servirebbero per renderla interessante?
- Meglio libertà totale o scenari/campagne già scritti e controllati?
- Qual è il rischio più grande: noia, slop narrativo, mancanza di regole, assenza del gruppo, o altro?
Mi interessa feedback anche duro, soprattutto da chi gioca davvero.