Obesità, la mia esperienza
F29
Vorrei spendere quattro parole in merito all'obesità e a ciò che realmente è, ovvero una malattia invalidante.
Ma partiamo dall'inizio.
Immaginate avere 6 anni, tua madre, la tua famiglia che ti vede già "in carne" comincia a farti fare diete su diete, a giudicare il tuo fisico. Con quell'imprinting passerai infanzia e adolescenza anche con 10kg di troppo a sentirti inadeguata con ciò che indossi, a vergognarti anche di metterti in costume in spiaggia.
Durante la tua crescita i tuoi genitori si separano, non sei seguita da alcun terapetua, prendi una media di 10kg l'anno, il loro è un divorzio giudiziale, botte, assistenti sociali, psichiatri, tutto ciò non ha fine fin quando non hai quasi 18 anni e decidi di parlare personalmente con il giudice per porre fine al tuo coinvolgimento nella guerra dei tuoi genitori.
Non hai il tempo e la serenità di realizzarti, perchè la tua famiglia spinge più sul lavoro che sullo studio, ti trasferisci al Nord, fai un anno di servizio civile sottopagata, poi trovi lavoro a tempo indeterminato dove ti fanno fare 20 notti consecutive senza riposo, non riesci a fermarti perchè nel tuo cervello c'è inculcata la cultura del lavoro duro, e finisci ricoverata in SPDC per due volte a causa dello scompenso del ritmo sonno-veglia che è stata la ciliegina sulla torta ad anni di traumi che non ho meglio specificato più sopra.
Cominci a prendere farmaci, il tuo peso, già in aumento per depressione dal trasloco dal sud al nord , lievita senza controllo.
Arrivi a non riuscire nemmeno più a poter fare 200m sotto il sole a 40°, ti rinchiudi sempre di più in casa, la casa diventa la tua gabbia. La tua pelle soffre degli strati di grasso accumulati, si creano ferite che vanno disinfettate, curate, la pancia avanza e la tua ormai indipendenza è finita, hai bisogno dell'aiuto di un caregiver sia a livello psichiatrico che fisico, per vestirti, lavarti, anche il semplice farti una doccia o uno shampoo.
Difficoltà immani nel trovare anche solo un paio di mutande, un reggiseno che stia bene, una maglietta che ti faccia stare fresca d'estate o calda d'inverno, perchè giustamente il mondo non è pensato per gli obesi. Immagina di non poter più nemmeno fare 2h di auto per raggiungere il tuo posto preferito, e l'ultima volta che l'hai fatto guardare il panorama da una sedia quando a 10m ci sono percorsi immersi nella natura che non riesci più a fare.
Combatti, perchè non ti arrendi, all'alba dei 30 anni cominci l'ennesima cura che speri funzioni, questa volta affiancata dai professionisti giusti, psicologo, psichiatra, rielabori la tua storia familiare, sei consapevole che se continui così non ne vivrai altri 20.
Nel mentre la gente quando metti piede fuori continua a fare risatine, a guardarti come se fossi un fenomeno da baraccone, a sfotterti, leggi commenti online di ogni tipo dove insomma, è colpa tua se sei un "boiler di merda". L'altro giorno ho messo una foto della mia mano su reddit, mi è stato detto "la tua mano dice che sei obesa".
Ecco ragazzi, vi ho raccontato tutto questo per farvi ragionare sul fatto che forse, e dico forse, dietro una persona malata forse c'è qualcosa in più. Una storia, delle sofferenze, una storia che l'ha portata a essere ciò che è.
Non me la sono cercata, per niente, mi ci sono ritrovata senza nemmeno rendermene conto; perfavore, siate gentili con chi ha un disturbo alimentare, qualsiasi esso sia.