Secondo me molti CV non sono brutti, sono solo troppo “aperti”
Non so se capita anche a voi leggendo certi post qui, ma a volte vedo CV che non sembrano fatti male. Sono ordinati, hanno esperienze, studi, skill, magari anche progetti.
Però danno una sensazione strana: sembra che la persona stia cercando di tenersi aperte tutte le porte possibili.
Un po’ amministrazione.
Un po’ marketing.
Un po’ data.
Un po’ customer care.
Un po’ project management.
Un po’ “mi adatto a tutto”.
E lo capisco benissimo, perché quando sei junior, in transizione o stai cercando lavoro da mesi, restringere il campo fa paura. Sembra quasi di perdere opportunità. Però forse a volte succede l’effetto contrario: più cerchi di sembrare adattabile a tutto, meno si capisce per cosa sei davvero forte. Non dico che bisogna inventarsi una specializzazione finta. Però forse il CV dovrebbe avere una direzione principale, e il resto dovrebbe fare da supporto.
Tipo: “ok, questa persona sta puntando a ruoli operations/back office, e queste esperienze lo confermano”.
Oppure: “questa persona sta cercando data analyst junior, e anche le esperienze laterali sono raccontate in quella direzione”.
Invece molti CV sembrano una lista di cose fatte, tutte con lo stesso peso.
Magari il problema non è nemmeno cosa c’è dentro.
È l’ordine.
È cosa viene messo in alto.
È cosa viene lasciato troppo visibile anche se non aiuta.
È il fatto che esperienze diverse non vengono collegate a una direzione.
Domanda seria: secondo voi è meglio avere un CV più “aperto” per non chiudersi possibilità, o più mirato anche rischiando di sembrare meno flessibili?