Tra mille decaloghi... adesso lapidatemi 🙈
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Segui solo le regole dichiarate da scrittori che ammiri e vorresti imitare.
Ricorda che, qualsiasi regola ti diano, devi decidere tu se è adatta alla tua scrittura e alla persona che sei.
Non ridurre mai la narrativa scritta secondo regole che appartengono ad altre forme di arte o narrativa.
Leggi, scrivi, correggi, riscrivi e in tutto questo mi raccomando divertiti.
Non usare il titolo di scrittore come sostituto del lavoro dello scrivere. Prima o poi deve esistere un'opera compiuta che lo giustifichi.
Se mentre scrivi un paragrafo ti senti nudo sei su una buonissima strada.
Se a un certo punto non hai voglia di scrivere smetti, se ti accorgi che non scrivi per mesi forse sei entrato in una fase della tua vita in cui la scrittura non ha parte, va comunque bene anche così. La scrittura è una parte della vita, non è la vita.
Se infrangi qualche regola, che sia di grammatica, che sia di sintassi, che sia di narratologia, prima di cancellare tutto chiediti per quale motivo l'hai fatto perché magari c'è un motivo ed è bene che sia così.
Ogni scelta narrativa dovrebbe avere una ragione, anche se il lettore non la scoprirà mai.
Non ingannare mai il lettore. Puoi sorprenderlo, depistarlo o lasciarlo nel dubbio ma non tradire mai il patto che hai stretto con lui.
Leggi i grandi del passato, non per copiarli, ma per capire la conversazione nella quale stai entrando.
Ti consiglio fortemente di usare un sottomano, il foglietto volante è il nemico naturale dello scrittore.
Le regole che contano sono solo quelle che ti fanno scrivere meglio, non quelle che fanno sembrare più intelligente parlare di scrittura.
(p.s. ricordati che dietro ogni teoria della letteratura c'è sempre una persona vera seduta davanti ad un computer, ad una macchina da scrivere o a un pezzo di carta. Non esistono dei, non esistono idoli)