
Bold Gryffindor, from wild moor …
A thousand years or more ago,
When I was newly sewn,
There lived four wizards of renown,
Whose names are still well known:
Bold Gryffindor, from wild moor …
Estratto - Esterno giorno nei pressi dell'attuale città di York in Inghilterra
[…] Poi accadde un grosso imprevisto.
Avevamo percorso almeno una decina di milia verso i septem triones, viaggiando sulla Via Flavia, immersi nella brughiera, quando fummo attaccati da una banda di wicing.
Noi sventurati, soverchiati dal numero e dalla ferocia degli assalitori, non riuscivamo a fronteggiarli, sebbene ricorressimo ad ogni sorta di incantesimo. Mai nostri incantesimi risultavano troppo timidi, inesperti come eravamo - noi e i nostri mansueti elfi - nell’arte del combattimento mëalglain.
Non ci furono morti, ma molti feriti sì, anche dopo aver messo al riparo i bambini e i più vulnerabili.
Quando all’improvviso arrivarono in nostro soccorso due cavalieri ben armati: quelli sì che gettarono scompiglio tra gli attaccanti.
Rapidi come fiere in caccia, salvarono molti di noi da morte certa, uccidendo e costringendo alla fuga i restanti aggressori.
Fu la prima volta che vidi utilizzare quella che potrei chiamare una magia di combattimento. Uno dei nostri salvatori era anche lui un mago. Un mago guerriero.
Kotrìc, che allora aveva solo ventitré anni, era un discendente di quei guerrieri illirici che si erano aggregati all’esercito romano in tempi lontanissimi.
Ed era anche un valente mago, nonostante la giovane età. E si unì ben volentieri alla compagnia, sebbene il suo vero scopo non fosse proprio quello nobile dello studio, della ricerca e dell’insegnamento.
Scoprimmo presto, che il nostro salvatore era un avventuriero che, insieme ad Aldgar - suo fidato aiutante mëalglain, di mestiere ladro -, si era dato alla macchia per sfuggire agli uomini di almeno una dozzina di sceriffi e aldermanni del Regno.
Godric Greefndēor, come gli convenne farsi chiamare da quando si unì a noi, era bello, forte, arrogante, spaccone e attraente pure.
Sin da subito risultò simpatico a tutti, specie alla ragazzina, che si divertiva quando lui la intratteneva con scherzetti e trucchi magici.
Hröđwyn, vorace apprendista qual era, li faceva subito suoi, li modificava anche, e li “sperimentava” sui malcapitati Lucius e Helge, diventati per lei una specie di zii per caso.
E forse non è superfluo aggiungere che neppure il giovane acquisto della compagnia fosse immune allo sguardo magnetico della “nipotina”.
👉 I’ve met Hélène Delisle – Libro 1: Azkaban
https://archiveofourown.org/works/93653301