Carpe Diem

Ho provato a rielaborare in poesia italiana l’Ode del Carpe Diem di Orazio: sarei lieto di discuterne con voi.

u/Sweet_Philosophy_262 — 10 days ago

DOMANDA

Come si rendono in metrica italiana e seguenti strofe: Saffica, Alcaica, Asclepidea Maggiore, Asclepidea minore? Sono tutte strofe usate dai latini, soltanto che in italiano si usa un sistema metrico basato sulla caduta degli accenti, e non sulla lunghezza delle sillabe come per i latini.
Inoltre, i latini usavano posizioni di cesure molto precise. Come si fa?

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u/Sweet_Philosophy_262 — 11 days ago

Opinioni?

«Lunghe e sciolte si posano le trecce
che morbide e profumate scendono
come fiumi d’acqua limpida e dolce,
e coprono il vergine seno fertile
e il tenero grembo puro e inviolato;
la mano delicata appena vela il
ventre segreto, fiore immacolato,
guidando con desiderio lo sguardo
alle candide colonne e alle dolci
e sinuose gemme alle estremità,
soavi radici del tempio divino
qual è la mia fatale donna amata.»

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u/Sweet_Philosophy_262 — 12 days ago

Help me find samples

Guys, what are the samples used for “Live Nigga Rap”(produced by Havoc) by Nas and Mobb Deep in the album dropped by Nas “It Was Written”? I really can’t find them.

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u/Sweet_Philosophy_262 — 26 days ago

Opinioni?

“Soffia il vento: e le onde si muovon con lui,
che gli scogli tremano per il mar,
il quale risplende ai fulmini
come cristalli a ciel sereno.

Grande è tale forza responsabile,
che insieme al timore porta bellezza;
ma debole è l’uom che la osserva,
come una foglia caduta e secca.

Soffia il tuo profumo, o mia Francesca,
che d’amor riempie il mio fragile cuore:
ma gran paura m’assale, ahimè,
di ricever grande delusione.”

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u/Sweet_Philosophy_262 — 1 month ago

Opinioni?

«Piange il cor, né vede ragion per smettere,
e sempre son in mente quei pensieri
ove lei senz’esitar s’intromette,
e gravi i giorni un tempo sereni;

intensi colori e profumi porta
Primavera, che sparge vital soffio
e di splendidi fiori i campi adorna,
evitando il bruno terren all’occhio.

Ma io, ahimè, cieco son al cospetto,
da quando interesse lei non mostrò
e d’Amor coltivò l’inter mio petto:

possa almen coglier il canto ch’io le do,
scritto da un uomo altrettanto negletto,
e giunger sentir di chi tanto la amò.»

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u/Sweet_Philosophy_262 — 1 month ago

Opinioni?

«Ecco che giunge la sera, tra i suoni di gufi e civette:
candida e languida porta la quiete fatal per gli umani.

Ecco che torna il pensier di lei: scura la chioma e l’vestir lungo.

Ecco, che pena mi coglie di nuovo, e lutto insieme.»

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u/Sweet_Philosophy_262 — 1 month ago

Opinioni?

«Quando Zefiro torna, e con Venere
riporta i dolci sospiri alle nude
chiome che tempi contrari spogliarono,
ecco giunge forte l’emozione di
chi per prima volta provò amore.
Sparge il vento all’aura mia la chioma,
e con lei profumi fecondi giungono
che Musa non riesce a resistervi
nemmeno: e dal dolor sopraffatto
scrivo parole per te, mosso d’Amor.»

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u/Sweet_Philosophy_262 — 1 month ago

Opinioni?

«Strano, come nonostante non sia
consapevole della mia presenza
su queste terre, per me sei sempre
il primo pensier del mattino.

Strano, come nonostante tu non mi
abbia notato, ciò feci con te,
volgendo subito il mio sguardo che
pensier non fu singola volta.

Strano, come al giungere della sera,
fissando i lumi sopra la gran volta
celeste, sei l’ultimo pensier
prima della notturna quiete.

Straniero a te io paro, eppure
mi sembra conoscer ogni desir
tuo, ogni pensier, ogni tua turba:
e, con te, io ne son partecipe.»

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u/Sweet_Philosophy_262 — 1 month ago

Opinioni?

«Strano, come nonostante tu non sia
consapevole della mia presenza
su queste terre, per me sei sempre
il primo pensier del mattino.

Strano, come nonostante tu non mi
abbia notato, io lo feci con te,
volgendo lo sguardo senza che il
pensier vi fu singola volta.

Strano, come al giunger della sera,
fissando i lumi della gran volta
celeste, sei l’ultimo pensier mio
prima della notturna quiete.

Straniero a te io paro, eppure
a me sembra conoscer ogni desir
tuo, ogni pensier, ogni tua turba:
e, con te, partecipe ne son.»

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u/Sweet_Philosophy_262 — 1 month ago

Sonetto

«Oh, qual beatitudine è guardar
te, che capaciti d’amor gli spenti
animi ignari, e non presenti
speranza alcuna, ahimè, di amar.

Un’istante è bastato ad arder
fuoco nuovo, il qual vergine uomo
stupì al trovar tal grande tesoro:
ma fu ciò che portò lui a perder

suo senno e suo gran controllo,
che lo distinse tra mille e mille
spiriti che risiedono nel globo.

Oh, quanto fu gradevole quel giorno:
lieto mortal, nel scoprir le faville
e la bellezza, rendesti tal uomo.»

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u/Sweet_Philosophy_262 — 1 month ago

Opinioni?

“Qual fu genio dentro la superior mente di pensar
ad una tal bellezza degna del Parnaso, reggia
delle sublimi e grandi ispirate entità che mi
permetton il canto, e ad una grande voglia di
far del tal bene!
Oh, qual sentir non mi dà quiete ma forte e crudo
soffrir, causa di giuste, lunghe, dolci lacrime!
Qual fu ragion, Numi, per portar a me tanto splender,
che non invidia nemmen il sol chiaro e brillo,
che dona nuova vital luce per mortal vita?”

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u/Sweet_Philosophy_262 — 1 month ago

Discutiamo di questa poesia

“Tu, che dal primo corretto errore
di notarti me ne imprigionasti,
la tua natura mi dimostrasti,
e accese l’inatteso furore.
Ahi, quanto duro è dir ciò che provo;
quelle grandi e fiammeggianti luci,
quella dorata chioma, i profumi:
quanto resero misero un uomo!
Ma ora, dimmi: da qual mar nascesti?
Urano donò la sua miglior figlia:
la creatura senza precedenti;
ad umani aspetti assomiglia,
apparentemente, e non degna lo
sguardo a chi vide la meraviglia.”

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u/Sweet_Philosophy_262 — 1 month ago