Non frequenti? Arrangiati.

Vorrei sottoporvi un pensiero personale.

In tantissimi corsi universitari la frequenza è dichiarata non obbligatoria. Perfetto. Quindi, sulla carta, posso lavorare, avere una famiglia, degli impegni o semplicemente non potermi permette di stare in aula dalle 9 alle 19 tutti i santi giorni.

Ma poi cosa succede nella realtà?

• Le lezioni non vengono registrate
• I materiali spesso sono pochi e frammentari
• Le dispense? Boh
• Gli appunti? “Chiedi a un collega”

E se sei uno studente lavoratore?
Arrangiati.

Perché a quanto pare registrare una lezione e renderla disponibile agli studenti iscritti al corso sembra quasi una violazione della sacralità dell'aula, manco fosse lesa maestà.
E attenzione: non sto dicendo che tutto debba essere necessariamente online o che lo studente non debba mai mettere piede in università.
Sto dicendo una cosa molto più semplice: se la frequenza non è obbligatoria, dovrebbe esistere un modo serio e dignitoso per poter seguire il percorso anche senza essere fisicamente presenti a ogni singola lezione.

Perché altrimenti la “frequenza non obbligatoria” diventa una presa in giro.

De Facto, il sistema sembra costruito per una categoria ben precisa: il ragazzo/a di 18-20 anni che può permettersi di andare all'università tutti i giorni, senza dover conciliare un lavoro, o altro all’infuori di essa.

E gli altri?

Lo studente lavoratore che si iscrive a 25-30 anni già inserito nel mondo lavorativo?
Quello che lavora per mantenersi perché non ha le spalle coperte da mamma e papà?
Quello che non può permettersi di mollare il proprio stipendio per seguire una lezione alle 14?
Quello che magari ha una passione, è assetato di conoscenza e dopo anni di lavoro decide di coronare un sogno e conseguire un titolo valido per la sua carriera ?

Di nuovo, povero stronzo, arrangiati.

Puoi pure essere motivatissimo, ma se non puoi essere fisicamente in aula ti ritrovi spesso a cercare di ricostruire il corso attraverso qualche PDF, qualche slide e gli appunti presi da un altro studente (forse).

E qui mi viene una domanda molto più grande:
dov'è il vero valore dell'università come luogo di divulgazione della conoscenza?

La possibilità di imparare?
La possibilità di studiare anche se la tua vita non coincide perfettamente con l'orario delle lezioni?
Quella dov'è?
E soprattutto!
il DIRITTO ALLO STUDIO dove sta in tutto questo?

Perché se mi dici che la frequenza non è obbligatoria, ma contemporaneamente non mi dai gli strumenti per poter studiare quando non posso frequentare, allora non stai realmente offrendo due modalità equivalenti.
Stai semplicemente dicendo:
“Puoi anche non venire, ma sono cazzi tuoi”

Non sto chiedendo un'università completamente online.
Sto chiedendo che nel 2026, con tutta la tecnologia che abbiamo, una lezione universitaria possa essere registrata, archiviata e resa disponibile almeno agli studenti regolarmente iscritti a quel corso.

Non per facilitare chi non ha voglia di frequentare.
Ma per non penalizzare chi non può farlo.

Perché studiare, dovrebbe essere difficile per la quantità di impegno che richiede, non perché il materiale didattico è praticamente tenuto dietro una porta chiusa.

E poi ci sono esami che non valutano solo l'esame finale, ma anche elaborati, esercitazioni e laboratori svolti.
Come dovrebbe fare uno studente lavoratore a partecipare a queste attività?

È davvero diritto allo studio o solo diritto a iscriversi?

Lascio ai posteri l’ardua sentenza.

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u/capibaral — 11 days ago
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29 anni: diploma da geometra o laurea in ingegneria?

Ciao a tutti,
ho 29 anni e sono diplomato in automazione industriale. Lavoro da molto come progettista e sto pensando di fare un percorso di studi che mi permetta di crescere professionalmente nel settore dell'edilizia e della progettazione, realisticamente per iscrivermi poi, previo esame di stato, all’albo professionale.

Sono indeciso tra due opzioni:
Diploma da geometra (CAT): mi richiederebbe almeno 2 anni, contando che ho già un diploma, dovrei informarmi se comunque la maturità fosse da dare tutta daccapo; se frequentassi una scuola serale per poi dare l’esame in statale sarei comunque su una spesa vicina ai 2+k/anno

Laurea in ingegneria civile o declinazioni simili: realisticamente credo che mi servirebbero almeno 4 anni, lavorando e considerato che sono fermo con gli studi da quasi un decennio fatta eccezione per corsi Autocad, Revit e BIM. Costo 2.8k/annui.

Il costo annuale è simile, ma cambia molto l'impegno richiesto.
Una laurea in ingegneria potrebbe anche essere "troppo" per quello che vorrei fare: il mio obiettivo sarebbe in fin dei conti diventare geometra e aprirmi le porte alla libera professione. Tuttavia il diploma potrebbe essere tra costo, impegno e beneficio comunque una opzione non invitantissima considerato anche che la maturità sarebbe probabilmente da dare da capo e quindi mi ritroverei a dover ripreparare tante materie, ora per me inutili.

Mi chiedo però se esista qualche percorso intermedio, ad esempio corsi o qualifiche riconosciute, Post Diploma, che possano valorizzare la mia esperienza senza dover affrontare necessariamente una laurea completa.
Voi cosa fareste al mio posto?
Qualcuno ha fatto un percorso simile partendo da un diploma tecnico diverso?
Grazie a chi vorrà condividere la propria esperienza.

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u/capibaral — 3 months ago
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Azienda dove uscire in orario NON è visto male

Celebriamo anche le aziende che, come la mia, hanno finalmente capito che un sano equilibrio tra vita e lavoro non è un benefit, ma la normalità.

Sapete una cosa curiosa? In ufficio l'età media è circa 28 anni (e probabilmente anche meno, se facessimo un calcolo ponderato).

Forse non è un caso.

Tutte quelle "conquiste" di cui oggi si parla tanto:
orario flessibile, fiducia, possibilità di gestire il proprio tempo, sono anche il risultato delle aspettative delle nuove generazioni.

Millennials e Gen Z hanno smesso di considerare normale vivere per lavorare.

Da noi entri con un orario flessibile.
La pausa pranzo? La gestisci tu: può durare 30 minuti come 2 ore (entro il limite previsto), senza che nessuno ti guardi storto.
Devi uscire alle 16:30? Alle 16:31 stai già timbrando e buon weekend.
Hai bisogno di uscire prima? Lo comunichi in modo informale. E la cosa che mi ha colpito di più è questa: non devi nemmeno giustificarlo. Non serve dire "ho il dentista", "devo accompagnare qualcuno" o inventarsi una scusa socialmente accettabile.
Se hai bisogno di andare, vai.

Sembra banale, ma dopo aver visto realtà dove ogni mezz'ora di permesso diventa un interrogatorio, mi rendo conto che non lo è affatto.
Sono curioso: nelle vostre aziende funziona così oppure siamo ancora fermi alla cultura del "se esci alle 17 in punto non sei abbastanza motivato"?

u/capibaral — 3 months ago

Azienda Propone Netto in busta senza parlare di Ral

Vi racconto una mia recente esperienza.

Colloquio positivo con una azienda, al termine del quale mi propongono una cifra netta (2.5k mese).
A distanza di qualche giorno mi fanno avere una proposta scritta dove dichiarano un impegno all’assunzione e indicano come livello il mio attuale: C3 Metalmeccanico, e come retribuzione la cifra netta e non la Ral. “Il netto sarà di euro 2500 mensile e verrà corrisposto per 13 mensilità”

Allora rispondo che per valutare ho bisogno anche della Ral e loro mi dicono che non ragionano alla milanese ma parlano di netto.. mi indicano 45 indicativamente.. di solito si da la Ral e indicativamente si evince il netto..

Potrebbero esserci parti di trasferte visto che il mio ruolo sarebbe nei cantieri e nell’azienda..

Io penso sia una red flag.. voi?

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u/capibaral — 4 months ago