
-Gaza, genocidio annunciato. La catastrofe palestinese in una prospettiva storica e mondiale- Gilbert Achcar
Recentemente, diverse voci critiche, tra le poche che sono riuscite a restare umane nelle tragedie che avvolgono il mondo contemporaneo, hanno espresso il loro disappunto venato di incredulità nel constatare, riguardo all’arresto di alcuni attivisti della Flotilla in acque internazionali vicino all’isola di Creta, l’onnipotenza e l’impunità di Israele nel compiere qualsiasi azione bellica al di fuori della propria sfera di competenza, quasi fosse il padrone del mondo. È stato detto anche che, se a fermare le barche della Flotilla e a compiere gli arresti fossero stati i russi o gli iraniani, in occidente si sarebbe gridato al terrorismo e miriadi di navi da guerra americane e della Nato si sarebbero immediatamente precipitate sul posto. È la pura verità. D’altronde, sono anni che stiamo assistendo a un vero e proprio genocidio a Gaza (iniziato ben prima del 7 ottobre 2023) senza che nessuna nazione si mobiliti per fermarlo; se a compiere questo genocidio fosse l’Iran, l’Iraq o qualsiasi altro stato non ‘occidentalizzato’ – mettiamoci anche la Russia – si griderebbe al terrorismo. Perché, allora, ci sono stati che possono compiere palesemente atti illeciti e gravi sul piano internazionale e altri che non possono farlo? Innanzitutto, verrebbe da dire che tale logica la decide il sistema capitalistico, e siamo d’accordo. Però ci sono anche dinamiche storiche di carattere più contingente. Per rispondere a questa domanda riguardo all’impunità internazionale di Israele è assai utile leggere il bel saggio di Gilbert Achcar, studioso franco-libanese, professore emerito dell’Università di Londra, dal titolo Gaza, genocidio annunciato, che raccoglie diversi saggi e articoli usciti su riviste e giornali, dagli anni Novanta a oggi, pubblicato recentemente da ombre corte......