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“Segui la passione” è un consiglio del cazzo

La finiamo di illudere i ragazzi, il mondo del lavoro fa schifo. E farà ancora di più schifo. In un mondo governato dall’instabilità c’è bisogno di sicurezza e stabilità non di fare salti nel vuoto.

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u/Financial_Tourist460 — 4 days ago

“Segui la passione” è un consiglio del cazzo

La finiamo di illudere i ragazzi, il mondo del lavoro fa schifo. E farà ancora di più schifo. In un mondo governato dall’instabilità c’è bisogno di sicurezza e stabilità non di fare salti nel vuoto.

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u/Financial_Tourist460 — 5 days ago

M, 3° anno di Dietistica. Ha ancora senso investire in questa professione in Italia oggi?

Ciao a tutti,
sono un ragazzo al terzo anno di Dietistica e, man mano che si avvicina il traguardo della laurea, l'ansia per il futuro professionale sta iniziando a farsi sentire parecchio.
Amo quello che studio, la nutrizione clinica e l'idea di poter aiutare concretamente le persone mi stimolano molto. Tuttavia, guardando la situazione attuale del mercato in Italia, fatico a rimanere ottimista e mi ritrovo spesso a chiedermi se ne valga davvero la pena.
I dubbi che mi tormentano sono principalmente tre:
**La concorrenza e la sovrapposizione:** Tra biologi nutrizionisti (che hanno una strada d'accesso diversa e spesso numericamente superiore), medici e la giungla infinita di personal trainer, influencer o "guru" che fanno diete abusive sui social, ho l'impressione che lo spazio per un dietista stia diventando minuscolo.
**Il bivio Pubblico vs Privato:** Nel pubblico i concorsi sembrano scommesse al lotto e i posti sono pochissimi. Aprire la partita IVA e lanciarsi nel privato da neolaureati a 24-25 anni è un salto nel vuoto economico non indifferente, soprattutto all'inizio.
**L'evoluzione tecnologica:** Con l'avvento di app sempre più avanzate e software di intelligenza artificiale accessibili a chiunque, temo che la figura del professionista che "fa solo la dieta" standard sia destinata a perdere progressivamente valore sul mercato di massa, richiedendo una iper-specializzazione che non so quanto sia sostenibile.

A questo punto mi trovo a un bivio psicologico. Vale la pena stringere i denti, fare la magistrale (o master specifici) e specializzarsi in qualche nicchia clinica o sportiva molto forte? Oppure ha più senso iniziare a guardarsi intorno, magari valutando una riconversione o un altro percorso parallelo nelle professioni sanitarie prima di perdere troppi anni?
C'è qualche dietista laureato (recente o senior) che ci è già passato e può darmi una panoramica della sua realtà? Com'è stato il vostro impatto con il mondo del lavoro post-laurea?

Accetto consigli, schiaffi di realtà e anche semplici parole di conforto se siete nella mia stessa barca. Grazie a chi risponderà

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u/Financial_Tourist460 — 8 days ago

M, 3° anno di Dietistica. Ha ancora senso investire in questa professione in Italia oggi?

Ciao a tutti,
sono un ragazzo al terzo anno di Dietistica e, man mano che si avvicina il traguardo della laurea, l'ansia per il futuro professionale sta iniziando a farsi sentire parecchio.
Amo quello che studio, la nutrizione clinica e l'idea di poter aiutare concretamente le persone mi stimolano molto. Tuttavia, guardando la situazione attuale del mercato in Italia, fatico a rimanere ottimista e mi ritrovo spesso a chiedermi se ne valga davvero la pena.
I dubbi che mi tormentano sono principalmente tre:
**La concorrenza e la sovrapposizione:** Tra biologi nutrizionisti (che hanno una strada d'accesso diversa e spesso numericamente superiore), medici e la giungla infinita di personal trainer, influencer o "guru" che fanno diete abusive sui social, ho l'impressione che lo spazio per un dietista stia diventando minuscolo.
**Il bivio Pubblico vs Privato:** Nel pubblico i concorsi sembrano scommesse al lotto e i posti sono pochissimi. Aprire la partita IVA e lanciarsi nel privato da neolaureati a 24-25 anni è un salto nel vuoto economico non indifferente, soprattutto all'inizio.
**L'evoluzione tecnologica:** Con l'avvento di app sempre più avanzate e software di intelligenza artificiale accessibili a chiunque, temo che la figura del professionista che "fa solo la dieta" standard sia destinata a perdere progressivamente valore sul mercato di massa, richiedendo una iper-specializzazione che non so quanto sia sostenibile.

A questo punto mi trovo a un bivio psicologico. Vale la pena stringere i denti, fare la magistrale (o master specifici) e specializzarsi in qualche nicchia clinica o sportiva molto forte? Oppure ha più senso iniziare a guardarsi intorno, magari valutando una riconversione o un altro percorso parallelo nelle professioni sanitarie prima di perdere troppi anni?
C'è qualche dietista laureato (recente o senior) che ci è già passato e può darmi una panoramica della sua realtà? Com'è stato il vostro impatto con il mondo del lavoro post-laurea?

Accetto consigli, schiaffi di realtà e anche semplici parole di conforto se siete nella mia stessa barca. Grazie a chi risponderà

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u/Financial_Tourist460 — 8 days ago

M, 3° anno di Dietistica. Ha ancora senso investire in questa professione in Italia oggi?

Ciao a tutti,
sono un ragazzo al terzo anno di Dietistica e, man mano che si avvicina il traguardo della laurea, l'ansia per il futuro professionale sta iniziando a farsi sentire parecchio.
Amo quello che studio, la nutrizione clinica e l'idea di poter aiutare concretamente le persone mi stimolano molto. Tuttavia, guardando la situazione attuale del mercato in Italia, fatico a rimanere ottimista e mi ritrovo spesso a chiedermi se ne valga davvero la pena.
I dubbi che mi tormentano sono principalmente tre:
La concorrenza e la sovrapposizione: Tra biologi nutrizionisti (che hanno una strada d'accesso diversa e spesso numericamente superiore), medici e la giungla infinita di personal trainer, influencer o "guru" che fanno diete abusive sui social, ho l'impressione che lo spazio per un dietista stia diventando minuscolo.
Il bivio Pubblico vs Privato: Nel pubblico i concorsi sembrano scommesse al lotto e i posti sono pochissimi. Aprire la partita IVA e lanciarsi nel privato da neolaureati a 24-25 anni è un salto nel vuoto economico non indifferente, soprattutto all'inizio.
L'evoluzione tecnologica: Con l'avvento di app sempre più avanzate e software di intelligenza artificiale accessibili a chiunque, temo che la figura del professionista che "fa solo la dieta" standard sia destinata a perdere progressivamente valore sul mercato di massa, richiedendo una iper-specializzazione che non so quanto sia sostenibile.

A questo punto mi trovo a un bivio psicologico. Vale la pena stringere i denti, fare la magistrale (o master specifici) e specializzarsi in qualche nicchia clinica o sportiva molto forte? Oppure ha più senso iniziare a guardarsi intorno, magari valutando una riconversione o un altro percorso parallelo nelle professioni sanitarie prima di perdere troppi anni?
C'è qualche dietista laureato (recente o senior) che ci è già passato e può darmi una panoramica della sua realtà? Com'è stato il vostro impatto con il mondo del lavoro post-laurea?

Accetto consigli, schiaffi di realtà e anche semplici parole di conforto se siete nella mia stessa barca. Grazie a chi risponderà

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u/Financial_Tourist460 — 9 days ago