Nietzsche e Melville
Mi appello a chiunque abbia un po’ di familiarità con la vita e le opere dei due autori suddetti: è possibile o documentato che l’uno avesse letto le opere dell’altro?
Per quanto mi riguarda, credo che Nietzsche nell’opera di Melville avrebbe trovato diagnosi incredibilmente analoghe a quelle dei suoi scritti e viceversa.
Il capitano Achab, per esempio, descrive in maniera estremamente approfondita la visione del “Ressentiment” e della “Rache” (vendetta) di cui si parla in “Così Parló Zarathustra”: il rancore è diventato la sua identità e non vive per altro motivo se non per vedere il suo nemico sprofondare nell’oblio.
Il primo, magari, avrebbe trovato interessante anche Ismaele, per la sua intraprendenza nel gettarsi in orizzonti “tramontanti” al di fuori di tutti i pregiudizi dell’uomo.
Forse per il secondo leggere le opere del primo sarebbe stato come gettare benzina sul fuoco, come inabissare ancor di più una crisi da uomo dell’Ottocento già piena di criticità; allo stesso tempo ho la certezza che Melville, per Nietzsche sarebbe potuto essere il messaggero che, come goccia greve, cade dal cielo annunciando la prossimità del fulmine.