Opinions on Ashley Seaver

I am rewatching Criminal Minds and I am currently almost at the end of season 6, in which we have a new entry: Ashley Seaver the new BAU agent.

I really don't like her because it feels like she's faking it the whole time, like she seems very stiff and it just irritates me. It really gives me the impression she's forcing her emotions.

Just to be clear, my issue with Ashley Seaver has nothing to do with the fact that she was brought in to replace JJ and Emily. I actually think rotating the cast every now and then helps to keep a long-running show fresh, I simply don't find her acting very convincing. Compared to the rest of the cast, I always feel like she's acting, whereas the others make their characters feel real.

Ofc I'm not an actress and I am aware that's a very difficult job, it's just an opinion.

What do you guys think?

reddit.com
u/S4kur4nbo — 1 day ago
▲ 22 r/sfoghi

Sto dando troppo peso ad una frase di mio padre?

F26.

Faccio arti marziali da più di un decennio, prima ho fatto ginnastica artistica e ancora prima nuoto per tanti anni. I miei genitori (principalmente mia mamma), finché non sono diventata abbastanza grande da andare agli allenamenti da sola, mi accompagnavano sempre. Però, a parte una volta, non sono mai venuti a nessun saggio, gara, competizione o cose del genere. Hanno entrambi dei lavori impegnativi e spesso lavorano anche il sabato, passando fuori casa gran parte della giornata. Per questo ho sempre capito perché non riuscissero o non potessero venire a vedermi e, siccome riesco abbastanza facilmente a mettermi nei panni degli altri, non gliene ho mai fatto una colpa.

Recentemente, durante un pranzo di famiglia, è uscito fuori questo argomento. Mio padre, senza cattiveria perché è fatto così e spesso dice le cose senza pensarci troppo, ha commentato che devo capire che le altre persone hanno interessi diversi dai miei e che magari non gli interessa andare a vedere un certo sport. Quella frase mi ha ferita tantissimo, perché non si trattava di "andare a vedere uno sport", si trattava di venire a vedere la propria figlia. Io gli ho sempre detto che mi avrebbe fatto piacere se almeno uno dei due fosse riuscito a venire qualche volta. Mi avrebbe fatto piacere condividere con loro una parte della mia vita, presentargli il gruppo di amici con cui mi alleno e far vedere loro una cosa a cui tengo tanto. E adesso mi sento un po' combattuta. Da una parte continuo a capire le loro motivazioni e so che il lavoro era davvero impegnativo. Dall'altra, quella frase mi ha fatto venire un dubbio che prima non avevo mai avuto: e se non fosse stato solo perché non avevano tempo? E se semplicemente non gli interessava?

Ogni volta che ci penso mi viene da piangere.

Edit: Ci tengo solo a precisare una cosa: a parte questo discorso dello sport, i miei genitori ci sono sempre stati e mi hanno sempre voluto bene, semplicemente dimostrando l'affetto in modi diversi. Mi hanno aiutata in tante occasioni e mi hanno permesso di fare tantissime cose. È solo che quella frase mi è rimasta molto in modo negativo e sono un po' emotivamente confusa riguardo a come sentirmi perché non sono cattive persone e mi hanno sempre trattato bene e fatto sentire il loro affetto.

Non volevo fare un post per dire che ho avuto dei genitori terribili, avevo semplicemente bisogno di sfogarmi su una cosa che mi ha ferita e che ancora non riesco a elaborare del tutto.

Comunque grazie per tutti i commenti ed i consigli ❤️

reddit.com
u/S4kur4nbo — 2 days ago

Unpopular opinion on Hotch and Haley

Hotch's wife was sooo wrong to be mad at the fact that he wasn't sure about getting a white collar work after probably having to leave the BAU (season 2).

​

I get that he's a father of a small kid and he's mostly of the time not at home, but the BAU Is not just his job, it's his passion and basically his life, and she knows that. And no one should force someone to give up that, because it never ends well. You can't force someone to not be themselves.

​

She could've done it another way.

reddit.com
u/S4kur4nbo — 13 days ago

Lutto fresco, infortunio e università: non so come gestire il tutto

F26. Ieri notte è venuto a mancare il mio prozio, che per me è sempre stato più simile a uno zio. L'ho saputo soltanto stamattina e sono passate letteralmente poche ore da quando ho ricevuto la notizia, quindi credo di essere ancora sotto shock.

Come se non bastasse, due settimane fa mi sono lesionata il tendine del ginocchio durante un combattimento nello sport che pratico. Da allora sono praticamente chiusa in casa. Per qualcuno potrebbe sembrare poco, ma per me è stato un cambiamento enorme: sono abituata ad allenarmi cinque volte a settimana e ad avere una vita molto attiva. Passare da quel ritmo a stare ferma tra quattro mura mi sta pesando parecchio.

La morte di mio zio mi ha devastata. Non è il primo lutto che affronto e ho imparato che ogni perdita è diversa, però c'è una cosa che accomuna tutte le volte in cui mi è successo: questi eventi occupano completamente la mia testa. È come se il mio cervello ci tornasse sopra continuamente, tutto il giorno, per mesi. So che con il tempo il dolore cambia forma, ma all'inizio per me è sempre molto totalizzante.

I funerali saranno dopodomani e mercoledì dovrei tornare al laboratorio dell'università. In realtà voglio tornarci, perché dopo due settimane chiusa in casa sento il bisogno di uscire, vedere persone e riprendere almeno un po' della mia routine. Il problema è che ho paura di non sapere in che stato emotivo sarò.

Ho paura di scoppiare a piangere all'improvviso. Ho paura che si veda da fuori che sto male. Ho paura che qualcuno mi chieda semplicemente "come stai?" e che quella domanda basti a farmi crollare. E soprattutto non vorrei dover parlare del lutto. È una cosa molto fresca e molto privata, e in questo momento non me la sento di raccontarla.

Allo stesso tempo non posso davvero permettermi di fermarmi. Ho scadenze universitarie, un testo di ricerca da consegnare, esperimenti da iniziare e altre responsabilità che non spariscono perché io sto male.

Non so bene cosa sto cercando scrivendo questo post. Forse avevo solo bisogno di tirare fuori tutto quello che ho in testa. Però se qualcuno ha vissuto qualcosa di simile, dover continuare a studiare o lavorare subito dopo un lutto mentre si è ancora sotto shock, mi farebbe piacere sapere come l'ha affrontato.

reddit.com
u/S4kur4nbo — 14 days ago
▲ 2 r/Advice

Fresh grief, knee injury and university: I don't know how to handle it all

Ieri sera è morto il mio prozio. Per me era molto più di un prozio, era praticamente uno zio, una persona a cui tenevo moltissimo. L'ho saputo solo stamattina, quindi sono passate solo poche ore da quando ho ricevuto la notizia. Credo di essere ancora sotto shock.

A peggiorare le cose, due settimane fa mi sono infortunato a un tendine del ginocchio durante una sessione di sparring nello sport che pratico. Da allora sono uscito di casa a malapena. Potrebbe non sembrare molto ad alcuni, ma sono abituato ad allenarmi cinque volte a settimana e ad avere una routine molto attiva. Passare da tutto questo a essere bloccato in casa è stato estremamente difficile per me.

La morte di mio zio mi ha devastato. Non è la prima perdita che affronto e ho imparato che ogni lutto è diverso. Tuttavia, una cosa è sempre stata vera per me: quando succede qualcosa del genere, mi ossessiona completamente. Ci penso costantemente, tutto il giorno, tutti i giorni, per molto tempo. So che il dolore alla fine si attenua e diventa più sopportabile, ma all'inizio è davvero insopportabile.

Il funerale è dopodomani e mercoledì dovrei tornare al mio laboratorio universitario. In realtà vorrei tornarci, perché dopo due settimane bloccata in casa ho davvero bisogno di uscire, rivedere le persone e riprendere almeno in parte la mia routine normale. Essere stata isolata per due settimane è stato difficile.

Ciò che mi preoccupa è che non ho idea di quale sarà il mio stato emotivo. La perdita è ancora incredibilmente recente e ho paura di scoppiare a piangere all'improvviso. Ho paura che le persone si accorgano che non sto bene, che mi facciano domande o che semplicemente mi chiedano come sto, perché penso che anche solo questo potrebbe farmi crollare. Inoltre, non voglio parlare della perdita in questo momento. È una cosa molto personale ed è tutto ancora troppo recente.

Allo stesso tempo, non posso permettermi di fermarmi. Ho delle scadenze, una tesi di ricerca da consegnare, degli esperimenti da iniziare e altre responsabilità che non spariranno solo perché sono in lutto.

Non so bene cosa sto cercando pubblicando questo. Forse avevo solo bisogno di sfogarmi. Ma se qualcuno ha vissuto qualcosa di simile, ovvero dover tornare al lavoro o all'università subito dopo una perdita sentendosi ancora completamente sopraffatto, mi farebbe molto piacere sapere come l'avete gestita.

reddit.com
u/S4kur4nbo — 15 days ago

Lutto fresco, infortunio e università: non so come gestire tutto

F26. Ieri notte è venuto a mancare il mio prozio, che per me è sempre stato più simile a uno zio. L'ho saputo soltanto stamattina e sono passate letteralmente poche ore da quando ho ricevuto la notizia, quindi credo di essere ancora sotto shock.

Come se non bastasse, due settimane fa mi sono lesionata il tendine del ginocchio durante un combattimento nello sport che pratico. Da allora sono praticamente chiusa in casa. Per qualcuno potrebbe sembrare poco, ma per me è stato un cambiamento enorme: sono abituata ad allenarmi cinque volte a settimana e ad avere una vita molto attiva. Passare da quel ritmo a stare ferma tra quattro mura mi sta pesando parecchio.

La morte di mio zio mi ha devastata. Non è il primo lutto che affronto e ho imparato che ogni perdita è diversa, però c'è una cosa che accomuna tutte le volte in cui mi è successo: questi eventi occupano completamente la mia testa. È come se il mio cervello ci tornasse sopra continuamente, tutto il giorno, per mesi. So che con il tempo il dolore cambia forma, ma all'inizio per me è sempre molto totalizzante.

I funerali saranno dopodomani e mercoledì dovrei tornare al laboratorio dell'università. In realtà voglio tornarci, perché dopo due settimane chiusa in casa sento il bisogno di uscire, vedere persone e riprendere almeno un po' della mia routine. Il problema è che ho paura di non sapere in che stato emotivo sarò.

Ho paura di scoppiare a piangere all'improvviso. Ho paura che si veda da fuori che sto male. Ho paura che qualcuno mi chieda semplicemente "come stai?" e che quella domanda basti a farmi crollare. E soprattutto non vorrei dover parlare del lutto. È una cosa molto fresca e molto privata, e in questo momento non me la sento di raccontarla.

Allo stesso tempo non posso davvero permettermi di fermarmi. Ho scadenze universitarie, un testo di ricerca da consegnare, esperimenti da iniziare e altre responsabilità che non spariscono perché io sto male.

Non so bene cosa sto cercando scrivendo questo post. Forse avevo solo bisogno di tirare fuori tutto quello che ho in testa. Però se qualcuno ha vissuto qualcosa di simile, dover continuare a studiare o lavorare subito dopo un lutto mentre si è ancora sotto shock, mi farebbe piacere sapere come l'ha affrontato.

reddit.com
u/S4kur4nbo — 15 days ago