I miei genitori mi hanno “umiliato” quando ho introdotto il tema ADHD, che faccio?
Buongiorno, sono un uomo di 25 anni e da un po’ sospetto di avere l’ADHD. La mia carriera universitaria è andata praticamente a rotoli per questo problema: sono bloccato in un loop di procrastinazione e non riesco nemmeno a trovare la motivazione per iniziare a studiare una materia.
Rimando tutto nella vita: non faccio i piatti per giorni, finché non deve venire qualcuno a casa, e allora passo anche tre ore a pulire. Sono una frana con date e nomi. Insomma, i segnali ci sono.
Essendo uno studente di medicina, sono ancora all’università e non ho soldi miei. Fortunatamente vengo da una famiglia che riesce a mantenermi. Proprio per la situazione universitaria ho iniziato a parlare con mia madre dell’idea di intraprendere un percorso diagnostico. Non vi dico cosa mi è stato risposto.
“Tutti siamo così”, “sei pigro”, “nella vita bisogna affrontare le cose, non cercare scuse”. E tanto tanto altro che meglio che non riporti qui.
Alla fine i soldi per un percorso diagnostico me li hanno anche dati, ma sono comunque molto scoraggiato. Non riesco a non pensare che forse abbiano ragione e che io sia semplicemente pigro. So che dovrei fregarmene, ma non riesco a non considerare l’idea che possano avere ragione e che io mi sia solo impigrito. Vorrei che ci fosse qualcosa che potesse rassicurarmi sul fatto che abbia senso almeno provare a fare una diagnosi o qualcosa del genere.
Non vi nascondo che la mia situazione universitaria è a dir poco tragica ed è ciò che mi spinge di più a cercare una soluzione. Ma ho paura che sia solo una scusa che mi sto autoimponendo. Mi sento anche uno stupido a farmi certi problemi alla mia età, ma non lo so. Non riesco a non pensare che, alla fine, non sia poi messo così male e dovrei semplicemente impegnarmi di più. Che dovrei fare?