Non vedo più una soluzione

Sono un essere umano ormai morto dentro. Non so più che cosa fare, credetemi.

Faccio terapia da quattro anni, da quando ho riconosciuto che poteva essere necessario. Ho cambiato quattro professionisti; con l'ultimo mi trovo molto bene, anche se ormai è come se fossimo fermi sullo stesso punto da sempre, praticamente.

Non so più che cosa fare, completamente. Sono disperato.

Io, ragazzi, cosa dovrei fare? Dovrei uccidermi? Dovrei togliermi la vita? Qual è l'alternativa a tutto ciò?

Ho sbagliato tutto. Ho perso tempo sacro nella mia vita che avrei dovuto impiegare in circostanze differenti, e come non l'ho impiegato. Mi trovo bloccato in circostanze lavorative pessime e non ne posso in alcun modo venire fuori.

Ma la cosa peggiore è che la mia psiche ormai è andata. La cosa peggiore è che la mia psiche è andata. Non sento di avere più la forza di fare ciò che è necessario. I miei sogni, le mie aspirazioni.

Io sono un morto che cammina. La mia morte biologica e spirituale è solo separata da una lama di coltello.

Perché a 27 anni, quasi 27 anni in realtà, mi ritrovo in questa condizione? Cosa ho sbagliato? Cioè, cosa avrei dovuto fare?

Avrei dovuto uscire di casa ai vent'anni? Lasciare il matrimonio di mia madre e mio padre che non ha mai funzionato? I problemi di gioco d'azzardo? Il badare a parenti che purtroppo stanno poco bene in salute?

Queste responsabilità avrei dovuto non prenderle probabilmente, ma... Cioè, cosa devo fare?

Io non vedo alternativa a quella di mettermi una corda al collo e ammazzarmi, perché vi giuro, ragazzi, non ce la faccio più.

A pensare che davanti a me ho un numero indeterminato di giorni identici, che saranno sempre uguali, e che io non avrò la forza e non ho la idea, la fantasia di cambiare, mi fa venire voglia di spararmi.

Non ce la faccio.

Io non so spiegare questo buio, questa melma che sento dentro. È qualcosa di terribile, credetemi. È proprio quasi una nausea, metaforicamente parlando.

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u/onedayoranothermaybe — 10 hours ago

Che speranza ho di cavarmela?

Oggettivamente, mi trovo in una fase della mia vita, costernata da una forte depressione.

È un tipo di dolore che non si può spiegare, e che assilla l’anima giorno e notte.

Mi trovo alla soglia dei 27 anni, e sono quasi ormai quattro anni che convivo con questo malessere sempre crescente.

Terapia, sì, ma ormai è come se fosse acqua calda. E nonostante appunto abbia trovato uno psicoterapeuta con cui va d’accordo, non riuscire a portare avanti i risultati mi fa capire che forse non c’è speranza.

I fattori che mi hanno portato a questa condizione riguardano perlopiù aspetto familiare e sociale. Nonché lavorativa di carriera, se così vogliamo.

Mi trovo incastrato in una situazione ormai per Me inamovibile , un buio freddo da cui non riesco a venire fuori. Un accumularsi continuo di rimorsi e rimpianti che mi hanno e mi stanno distruggendo.

Certe giornate sempre più spesso preferirei morire piuttosto che continuare a vivere. Non ce la faccio più e non ho più gli strumenti per continuare.

Io ci provo con tutto me stesso a deviare i miei ragionamenti tossici, a provare a fare qualcosa di diverso, ma ricado sempre in questa merda impastata con l’anima che mi porta a stare sempre peggio, dannazione.

Mi piacerebbe lasciare questo lavoro, provare a trovare nuovi stimoli, ma ormai mi sento troppo rottame non riuscirei, a riprendere in mano la mia vita in queste condizioni. Finirei per scivolare sempre più in basso, I troppi fallimenti, mi hanno distrutto.

L’essere rimasto bloccato, senza una relazione, senza avere un contesto sociale adeguato, intrappolato in un lavoro che non rispecchia per nulla ciò che io vorrei fare ogni giorno insieme a un aspetto familiare che non sto qui a scrivere ma sicuramente più logorante di tutto il resto, messo assieme mi porta a morire dentro.

Sento che questo mondo ormai non mi appartiene più. Sento che Forse ormai quel buio dovrei abbracciarlo.

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u/onedayoranothermaybe — 8 days ago
▲ 2 r/sfoghi

Non ha più senso continuare

Mi dispiace, ma non riesco più in alcun modo a ricomporre i pezzi della mia mente.

Sono entrato in acque probabilmente troppo torbide, buie e scure. Non riesco in alcun modo a venirne fuori, né con metodi di ragionamento né con la psicoterapia.

L'unica cosa che mi manca sono gli psicofarmaci, anche se in realtà ho una dipendenza da un oppioide antidolorifico che prendo due o tre volte a settimana e che, paradossalmente, mi ha letteralmente salvato la vita in questi ultimi due anni. Mi ha portato quella pace artificiale che ho pagato a caro prezzo con gli effetti collaterali, ma senza la quale, in alcuni momenti, non so in alcun modo come sarei riuscito ad andare avanti.

Non so descrivere a parole il buio che alberga nella mia mente. Non riesco nemmeno a capire perché sia maturato così tanto.

Sicuramente ci sono stati dei fattori esterni, tanti errori. Ho fatto troppi errori, anche se non riesco a capire fino in fondo quali.

Ho sempre lavorato, mi sono sempre impegnato, ho sempre cercato di essere il più corretto possibile: prima con me stesso, poi con le persone e con il mondo.

Sono una persona tanto fortunata. Ho un lavoro che molti vorrebbero avere, delle comodità, la salute. Ma purtroppo ho altre magagne: familiari, personali, sentimentali, sociali, lavorative.

Sì, perché magari sono fortunato ad avere il lavoro che ho, ma non è quello che vorrei. E io, che lavoro ormai da quando ho quindici anni, non ho più l'energia per continuare a fare roba che non mi interessa.

Non mi sono mai fermato negli ultimi dieci anni.

Cameriere, scaricatore di mangimi, call center. Ho sempre lavorato.

Ho fatto delle scelte che oggi considero sbagliate, come studiare presso un'università telematica. Ma, allo stesso tempo, probabilmente non avrei avuto scelta con le situazioni familiari che avevo intorno: il gioco d'azzardo, i miei genitori separati in casa, mio padre che bada a suo fratello portatore di handicap.

Non avrei avuto altra soluzione se non questa.

Però mi sarebbe piaciuto studiare altro. Sicuramente mi sarebbe piaciuto fare altro. Probabilmente avrei avuto di più dalla vita.

Ma il problema non è tanto correlato all'avere di più, bensì allo stare meglio con se stessi.

Sento anche il peso delle persone che ho attorno, delle responsabilità sulla mia famiglia riguardo alla mia presenza. Questo è l'unico motivo per cui non mi sono mai ostinato a portare avanti una fine.

E non so più cosa fare, però.

La dipendenza dall'antidolorifico sta aumentando. Lo psicologo, nonostante io sia una persona molto fortunata anche lì ad avere qualcuno che mi ascolta e che mi sa capire, ormai è come acqua calda.

Non ho più le forze di rimettermi nel circuito dove sono sempre stato, a livello lavorativo, a livello personale. Sono stanco.

Sono veramente stanco.

L'aver sbagliato nella mia vita direzione su tanti fronti mi ha portato a questo.

Ripeto: sono una persona molto fortunata. Però purtroppo non sto bene.

E non penso che starò mai più bene.

Non penso ci siano mezzi affinché io possa tornare a stare bene. Tutto quello che vedo nella mia vita sono rimorsi, rimpianti e tristezza.

Avrei potuto fare tanto in questi ultimi sette anni della mia vita e invece sono giunto all'età di ventisette anni soltanto confuso, con poco. Veramente poco.

Poca esperienza. Poca vita.

Ho paura, ma non della morte.

La morte non mi fa più paura da un pezzo ormai. Non rappresenta per me una paura, ma una soluzione a tutto.

Ho paura che tutto possa peggiorare, perché sto male. Sto tremendamente male e non voglio sentire ulteriormente tutto questo nella mia mente.

Ho un buio nella mia mente che non andrà mai via e che mi ha quasi del tutto, ormai, assorbito.

Non so se avrò mai la forza di venirne fuori.

Anzi, ormai non credo di averla.

Non penso di poter ancora sopportare per molto tutto ciò.

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u/onedayoranothermaybe — 10 days ago

Non ha più senso continuare

Mi dispiace, ma non riesco più in alcun modo a ricomporre i pezzi della mia mente.

Sono entrato in acque probabilmente troppo torbide, buie e scure. Non riesco in alcun modo a venirne fuori, né con metodi di ragionamento né con la psicoterapia.

L'unica cosa che mi manca sono gli psicofarmaci, anche se in realtà ho una dipendenza da un oppioide antidolorifico che prendo due o tre volte a settimana e che, paradossalmente, mi ha letteralmente salvato la vita in questi ultimi due anni. Mi ha portato quella pace artificiale che ho pagato a caro prezzo con gli effetti collaterali, ma senza la quale, in alcuni momenti, non so in alcun modo come sarei riuscito ad andare avanti.

Non so descrivere a parole il buio che alberga nella mia mente. Non riesco nemmeno a capire perché sia maturato così tanto.

Sicuramente ci sono stati dei fattori esterni, tanti errori. Ho fatto troppi errori, anche se non riesco a capire fino in fondo quali.

Ho sempre lavorato, mi sono sempre impegnato, ho sempre cercato di essere il più corretto possibile: prima con me stesso, poi con le persone e con il mondo.

Sono una persona tanto fortunata. Ho un lavoro che molti vorrebbero avere, delle comodità, la salute. Ma purtroppo ho altre magagne: familiari, personali, sentimentali, sociali, lavorative.

Sì, perché magari sono fortunato ad avere il lavoro che ho, ma non è quello che vorrei. E io, che lavoro ormai da quando ho quindici anni, non ho più l'energia per continuare a fare roba che non mi interessa.

Non mi sono mai fermato negli ultimi dieci anni.

Cameriere, scaricatore di mangimi, call center. Ho sempre lavorato.

Ho fatto delle scelte che oggi considero sbagliate, come studiare presso un'università telematica. Ma, allo stesso tempo, probabilmente non avrei avuto scelta con le situazioni familiari che avevo intorno: il gioco d'azzardo, i miei genitori separati in casa, mio padre che bada a suo fratello portatore di handicap.

Non avrei avuto altra soluzione se non questa.

Però mi sarebbe piaciuto studiare altro. Sicuramente mi sarebbe piaciuto fare altro. Probabilmente avrei avuto di più dalla vita.

Ma il problema non è tanto correlato all'avere di più, bensì allo stare meglio con se stessi.

Sento anche il peso delle persone che ho attorno, delle responsabilità sulla mia famiglia riguardo alla mia presenza. Questo è l'unico motivo per cui non mi sono mai ostinato a portare avanti una fine.

E non so più cosa fare, però.

La dipendenza dall'antidolorifico sta aumentando. Lo psicologo, nonostante io sia una persona molto fortunata anche lì ad avere qualcuno che mi ascolta e che mi sa capire, ormai è come acqua calda.

Non ho più le forze di rimettermi nel circuito dove sono sempre stato, a livello lavorativo, a livello personale. Sono stanco.

Sono veramente stanco.

L'aver sbagliato nella mia vita direzione su tanti fronti mi ha portato a questo.

Ripeto: sono una persona molto fortunata. Però purtroppo non sto bene.

E non penso che starò mai più bene.

Non penso ci siano mezzi affinché io possa tornare a stare bene. Tutto quello che vedo nella mia vita sono rimorsi, rimpianti e tristezza.

Avrei potuto fare tanto in questi ultimi sette anni della mia vita e invece sono giunto all'età di ventisette anni soltanto confuso, con poco. Veramente poco.

Poca esperienza. Poca vita.

Ho paura, ma non della morte.

La morte non mi fa più paura da un pezzo ormai. Non rappresenta per me una paura, ma una soluzione a tutto.

Ho paura che tutto possa peggiorare, perché sto male. Sto tremendamente male e non voglio sentire ulteriormente tutto questo nella mia mente.

Ho un buio nella mia mente che non andrà mai via e che mi ha quasi del tutto, ormai, assorbito.

Non so se avrò mai la forza di venirne fuori.

Anzi, ormai non credo di averla.

Non penso di poter ancora sopportare per molto tutto ciò.

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u/onedayoranothermaybe — 10 days ago
▲ 6 r/sfoghi

Cosa mi aspetto dal domani

Sento le ossa del mio corpo come se fossero frantumate. Sento che non riuscirò mai a liberarmi di questo dolore che ho dentro, un dolore inspiegabile.

La mia mente continua a divagare, immaginando scenari che non si sono mai avverati e che probabilmente non si avvereranno mai. E questo mi rende tremendamente triste. Mi frantuma l'anima.

Ci sono cose che non si riescono a spiegare a parole.

Non so nemmeno se chiamarla depressione o darle un altro nome. So soltanto che sono stanco. E questa volta ho la sensazione di essere andato oltre il fondo. Non riesco più a uscirne, nemmeno per uno o due giorni.

Ho fallito miseramente sotto ogni aspetto della mia vita. Mi ritrovo nello scenario peggiore che potessi immaginare. Continuo a chiedermi come abbia fatto a perdere così tanto, come sia stato così stupido da lasciare che tutto questo accadesse.

Mi chiedo spesso se ne valga ancora la pena. E la risposta che mi do è sempre la stessa: no, non ne vale più la pena.

Non so cosa fare. Non so come venirne fuori. E, a essere sincero, non so nemmeno se una parte di me voglia davvero uscirne.

Avrei voluto innamorarmi di una ragazza. Avrei voluto vivere un percorso universitario diverso, sentirmi orgoglioso degli studi che ho fatto. Avrei voluto trovare una professione da amare, un futuro in cui credere. Avrei voluto viaggiare di più, vivere di più.

Fa quasi strano scrivere queste cose a soli 26 anni. Forse per qualcuno sono ancora giovane. Io, invece, mi sento un rottame. Mi sento vecchio.

Non ho più parole.

Spero solo che questo buio, prima o poi, finisca. In un modo o nell'altro.

Non lasciatevi mai scivolare troppo in basso cedendo un pezzo di voi ogni giorno. Finirete per trovarvi in un abisso.

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u/onedayoranothermaybe — 13 days ago

Ormai non ho più parole

Ma cosa cazzo mi è successo?

Ma come è possibile che io sia sprofondato così tanto in questa depressione che non mi vuole più lasciare.

Non ce la faccio più ragazzi è un dolore che non riesco a scrivere, e che peggiora di giorno in giorno. Sono stanco esausto non ho nemmeno le condizioni per potermi letteralmente togliere la vita.

Non riesco a capire cosa abbia fatto di male all’universo per avere così tanta tortura sulla mia cazzo di testa non lo so, la terapia ormai è come acqua calda, e se prima non riesco a togliere e salire dipendenza da questo antidolorifico, penso che lo Psichiatra non lo posso vedere.

Sono esausto, non riesco a vedere un futuro, il mio lavoro per me è come un incubo preferirei spararmi in testa ogni mattina piuttosto che andare sono tremendamente da solo, maledetta sia l’estate che te lo fa pesare sempre di più.

Vorrei dissolvermi, nel vento, vorrei non essere mai nato. Una stregua di fallimenti che mi hanno, e mi stanno distruggendo Ma accidenti, ragazzi o come cazzo è possibile per cinque volte fallire sulla stessa cosa, vedere gli altri che hanno finito il percorso, che ce l’hanno fatta mentre tu ancora, anzi tu non avrai mai più la possibilità di farlo.

Ho un dolore al centro della fronte, che non riesco più a sopportare . Che cazzo ci campo a fare? Qual è il senso della mia vita, soddisfare il mio datore di lavoro?

Fare l’equilibrio al matrimonio dei miei che non ha mai funzionato in quarant’anni? Raccogliere i soldi per l’eventuale sorpresa, che mio padre ludopatico potrebbe lasciarmi? Sono morto già dentro da un pezzo Non è vero che a 27 anni puoi recuperare la tua vita, sono tutte puttanate.

DiciamoLo Cazzo che sono puttanate.

Ti serve una grande fortuna, e io purtroppo non ce l ho avuta.

Tutti hanno preso una cazzo di strada io mi trovo incastrato in questa cazzo di stanzetta, con un lavoro che odio, ma non avendo mai avuto una cazzo di relazione avendo studiato cose inutili presso università farlocche, ad aspettare il weekend per drogarmi con un antidolorifico, sperando di rimanerci secco.

Che schifo, spero solo che nessuno come me abbia mai più la possibilità di sprecare così tanto nulla, vita.

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u/onedayoranothermaybe — 16 days ago

Una mente tormentata

Non c’è nulla di peggio che una mente che si tormenta. Una mente che è nemica di sé stessa.

Non riesco a venirne fuori in alcun modo, ormai. Non riesco a capire quando sia uscito fuori dallo steccato.

Un incubo di solitudine, rabbia e rimorso che si matura in tristezza e un freddo cupo dell’anima.

Non è un qualcosa che si combatte, nasce sicuramente da fattori esterni ma ormai ha una natura a sé.

È qualcosa di terribile che abbonda nella mente e che non riesce in alcun modo a vedere in me risoluzione.

Provo in tutti i modi ad evaderne, anche con metodi probabilmente poco consigliati o convenzionali.

La stregua di fallimenti nella mia vita mi ha inevitabilmente portato non solo ad una vita che odio e da cui non posso venir fuori ma, anche ad uno stato mentale pessimo ove non vedo risoluzione se non una.

Sono una persona molto fortunata su tantissimi aspetti, tuttavia non riesco a trovare pace e serenità in alcun modo.

Non è normale giornata che sono ricercare la solitudine, prendere un antidolorifico e andare in montagna a cercare una pace che non esiste.

Domani mi ritroverò catapultato di nuovo nella mia realtà lavorativa e familiare fatta di solitudine e buio. Quanto bello ho perso non è quantificabile a quanto bello sto perdendo.

Ho perso il senso il del presente, ormai c’è solo una irrefrenabile nostalgia del passato e un ansia che non vede risoluzione.

La terapia è utile ma , non è risolutiva. Il problema è che è sempre più cupo e a tratti irrisolvibile, per cui non vedo nulla di buono

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u/onedayoranothermaybe — 17 days ago

Si può sempre fare qualcosa?

È dannatamente difficile per me oggi risolvere questo enorme problema che ho creato nella mia testa.

Chiamiamola come vogliamo, depressione, ansia , tristezza. Solitudine.

Ho sempre più consapevolezza che ormai non c’è molto da fare. Forse nulla.

É un cazzo di posto orribile buio freddo e cupo, da cui non riesco a scappare. Da cui evado per poco, ma con metodi non convenzionali.

Terapia utilissima ma non risolutiva, Sono una persona tanto fortunata .

Ma i drammi familiari e personali mi hanno schiacciato, e nel mio perfezionismo non vedo altra chance ad oggi che calare il sipario. Dannato io sia per tutte le miriade di scelte sbagliate che ho fatto.

Cristo santo, ma come cazzo ho fatto. 26 quasi 27 anni.

Avrei dovuto fare altro, cristo. Altro. Ho perso tutto, e non c’è modo non solo di recuperare la situazione concreta, ma la mia mente.

Vi giuro sono spezzato dalla solitudine, dal rimorso. É un peso insopportabile ormai.

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u/onedayoranothermaybe — 18 days ago

Non c'è sempre una luce

Non credo esistano parole per descrivere a parole il dolore che la nostra mente possa darci.

Non le ho mai avute.

Sono convinto che, alcune dannate anime siano condannate in un vortice di solitudine, buio e freddo, da cui non si può risalire.

Questa sera più che altre, dopo anni di sofferenza, di dolore, di buio, ne ho preso consapevolezza.

È terribile come la vita possa schiacciarti, non è solo questione di volontà o desiderio di riuscire, di rivedere la luce.

Non avrei mai creduto di arrivare a questo punto dove tutto sembra vano, dove non vi e' più speranza.

Non dipende da fortune, sfortune, salute, è una concezione difficile da spiegare.

Desiderare di abbracciare il buio, di spegnere la propria anima.

È cosi difficile, cosi oscuro.

Tanto comune oggi questo male, tanto sottovalutato, forse frutto di una società veloce, reprimente.

Quanto avrei voluto fare tanto ragazzi, quanto probabilmente potrei, io come tanti.

Ma la mia energia è come finita, vaporizzata.

Nulla vale più la pena.

E inizi a toccare un fondo sempre più profondo, ti manca l'aria.

Arriva un punto dove l'unica cosa che vorresti è mancare, non più ne scendere ne salire, perchè non ne vedi un senso. Non ce sempre una Luce.

Forse non c'è mai stata.

Vorrei solo abbracciare il me adolescente, pieno di sogni, di vita, e scusarmi. Scusarmi per non aver mantenuto la parola, scusarmi per aver mollato.

Non è il fondo, non è la superficie, è la fine.

Solo una parola, a chiunque leggerà, non so chi tu sia, non so come ti senti, ma non mollare mai un solo centimetro, perchè diventeranno kilometri, e non sarà facile tornare indietro.

Forse per alcuni impossibile.

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u/onedayoranothermaybe — 29 days ago
▲ 2 r/sfoghi

Ho perso la guerra

Oggi mi sono reso conto di aver perso.

Ed è stato bellissimo, perché ho capito che non c’è mai stata speranza in questa vita di stare bene, di avere pace in testa.

Ho capito che non c’è modo, non c’è mai stato, qualsiasi strada avessi mai preso.

Ogni giorno è diventato un incubo, non ho idea di come sia arrivato a questo punto con la mia mente,non ho idea di come tutto questo buio abbia pervaso la mia apparente normalità.

Mi arrendo, ho utilizzato ogni strumento a me possibile, ma le circostanze sono troppo forti e ormai il mio cervello elabora dei pattern che non riesco a fermare.

Avrei dovuto 6 anni fa a 20 anni lasciare questa casa, il mio più grande tumore. Avrei dovuto esprimere ció che ero e non reprimerlo, ma ormai è troppo tardi.

Non è una questione di età, non è una questione di tempo, il cervello è fritto e ahimè le circostanze attorno a me saranno uguali ancora per molto, nonostante il mio impegno massimo, sempre molto contenuto. La dipendenza dagli antidolorifici mi ha portato parecchi dolori ultimamente, Il mio ultimo fallimento questa volta cruciale è stato troppo forte.

Mamma mia ragazzi, non riesco a tenere la mente spenta, è un continuo accavallarsi di rimorsi, rimpianti e rabbia a giro. Tutto sbagliato, tutti che vanno avanti, chi viaggia, chi ama , chi fa carriera, e io qua a ricomporre ogni giorno gli stessi pezzi rotti del giorno precedente. Mi viene da piangere, ho avuto anche anni di leggerezza. Che vi si possano sempre ripetere in eterno

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u/onedayoranothermaybe — 1 month ago
▲ 13 r/sfoghi

Ti chiedo umilmente una mano

Vi prego, mi chiedo una mano, ho un parere personale, in merito a una circostanza un po’ particolare in cui mi ritrovo.

Inizio col dire che sicuramente molti di voi troveranno ironia, e scriveranno qualcosa di inutile, al solo scopo di dare sfogo alla loro frustrazione. È un periodo abbastanza buio, vi chiedo di avere il rispetto di non farlo, tutto qua.

Sono un ragazzo di quasi 27 anni, e con la testa purtroppo non sta benissimo. Non so definire esattamente quale possa essere la patologia, ma, cinque giorni su sette e ogni settimana ripasso nella paranoia nella tristezza e in un’amovibile senso di vuoto, buio e freddo.

Vorrei solo stare meglio, ma la psicoterapia non basta. Nonostante sia tanto utile. Ragazzi, io mollo, non so più cosa fare, non riesco nemmeno a uscire fuori dalle circostanze che mi stanno uccidendo. Non ho idea di come possa fare, non ho idea, di cosa possa essermi utile.

Sono rimasto terribilmente indietro, tutti, i miei coetanei, amici e nn, hanno grosso modo messo in saccoccia qualcosa. Una relazione, esperienze, un lavoro stabile, vita. Non sto qui a spiegarmi, ma io tutto l’opposto.

Non riesco a capire che cosa sbaglio, cosa cazzo sto sbagliando perché mi trovo in queste circostanze di merda? Perché ogni giorno devo avere questo desiderio di volermi togliere la vita, perché ogni giorno, devo pensare che sia meglio morire piuttosto che vivere.

Cosa cazzo ho sbagliato cosa cazzo ho fatto di così terribile per meritare una vita così d’inferno? Dovrei lasciare il mio lavoro, mandarli a fanculo? Lasciare quella casa mia che per quanto sia fortunato ad avere mi ha tolto Forse tutta la mia salute mentale?

Non ho più tempo capite Sono giunto a un punto di non ritorno ormai. Ho letteralmente pochi mesi prima che, la razionalità perderà ogni forma.

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u/onedayoranothermaybe — 1 month ago
▲ 31 r/sfoghi

È finita

É inutile continuare , non ha più senso.

Sono ormai ridotto un rottame psicologicamente.

Mamma mia che inferno può diventare la mente. La vita.

Non capisco dove abbia sbagliato, nel mio passato , nonostante me ne torturo la mente ormai da anni.

A quasi 27 anni sono ormai finito, incastrato in situazioni cui non mi libererò per chissà quanto e il problema è che ho già toccato il fondo, non ho più le forze.

Psicoterapia ormai utile solo a tenermi in vita come un vegetale, una dipendenza da oppiodi che mi sta distruggendo i reni.

Una situazione familiare che Dio solo sà se poteva finirmi peggio, Ma il vero problema è la mia testa. É macinata. Ogni giorno é tutto dannatamente buio e freddo, uguale. Senza speranza.

Questo post non è una ricerca di contemplazione o supporto, Mi sento tremendamente fottuto e solo e non vedo altro che scrivere.

Ragazzi chiunque siate e leggete, NON SPRECATE IL VOSTRO TEMPO E LA VOSTRA SALUTE . Accidenti non fatelo

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u/onedayoranothermaybe — 1 month ago
▲ 0 r/Italia

Fantasmi che non vanno via

Ho raggiunto il fondo.

Nulla è più come prima, non riesco più ad immaginare nemmeno una serenità , una normalità. Ho maturato troppi pensieri negativi e, le circostanze nella mia vita mi hanno ormai indisposto a risalire.

Non riesco in alcun modo, nemmeno mediante un aiuto esterno che ormai va avanti da anni, a risolvere questa situazione.

I problemi soggettivi correlati a famiglia, lavoro, sono ormai irrisori, per quanto sicuramente rilevanti e scatenanti.

Ho voglio di farla finita e trovo pace nel pensiero della cosa, trovo pace nell idea che l unico potere a me rimasto sia questo e che possa metterlo in atto. Una serenità indescrivibile.

Non avrei mai creduto all’età di 23 anni, quando cominciò questo calvario in maniera molto forte, di giungere quasi ai 27 ed essere scivolato così in basso.

Mamma mia ragazzi, mi chiedo cosa abbia fatto di tanto male per pagare così tanto la mia serenità e la mia vita.

Per quanto mi sforzi, non c’è modo. La psicoterapia é come una cura palliativa ormai, non c’è modo.

Ho fallito su tutti i fronti ma soprattutto, ho costruito una mentalità che ahimè non andrà via. E per come mi trovo inevitabilmente incastrato, preferisco tagliare la corda.

Mai dovete accettare situazioni, mai dovete porre la vostra volontà in dubbio. Mai attendere che qualcosa passi.

Perché non passa. Il fallimento , uno dietro l’altro , crea un danno irreparabile, sopratutto se attorno vi sono circostanze irrecuperabili.

I fantasmi che incontro la notte non mi fanno dormire, non mi fanno riconoscere alcuna pace. Vorrei solo fosse andata diversamente.

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u/onedayoranothermaybe — 2 months ago

Fantasmi che non vanno via

Ho raggiunto il fondo.

Nulla è più come prima, non riesco più ad immaginare nemmeno una serenità , una normalità. Ho maturato troppi pensieri negativi e, le circostanze nella mia vita mi hanno ormai indisposto a risalire.

Non riesco in alcun modo, nemmeno mediante un aiuto esterno che ormai va avanti da anni, a risolvere questa situazione.

I problemi soggettivi correlati a famiglia, lavoro, sono ormai irrisori, per quanto sicuramente rilevanti e scatenanti.

Ho voglio di farla finita e trovo pace nel pensiero della cosa, trovo pace nell idea che l unico potere a me rimasto sia questo e che possa metterlo in atto. Una serenità indescrivibile.

Non avrei mai creduto all’età di 23 anni, quando cominciò questo calvario in maniera molto forte, di giungere quasi ai 27 ed essere scivolato così in basso.

Mamma mia ragazzi, mi chiedo cosa abbia fatto di tanto male per pagare così tanto la mia serenità e la mia vita.

Per quanto mi sforzi, non c’è modo. La psicoterapia é come una cura palliativa ormai, non c’è modo.

Ho fallito su tutti i fronti ma soprattutto, ho costruito una mentalità che ahimè non andrà via. E per come mi trovo inevitabilmente incastrato, preferisco tagliare la corda.

Mai dovete accettare situazioni, mai dovete porre la vostra volontà in dubbio. Mai attendere che qualcosa passi.

Perché non passa. Il fallimento , uno dietro l’altro , crea un danno irreparabile, sopratutto se attorno vi sono circostanze irrecuperabili.

I fantasmi che incontro la notte non mi fanno dormire, non mi fanno riconoscere alcuna pace. Vorrei solo fosse andata diversamente.

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u/onedayoranothermaybe — 2 months ago

Fantasmi che non vanno via

Mi rendo ormai conto, che le circostanze si sono fatte troppo avverse.

Non riesco esattamente a capire ancora oggi, nonostante mi torturi il cervello, dove abbia sbagliato nella mia breve vita per ricondurre a questo stato.

Tuttavia, mi ritrovo esausto, in delle circostanze che ormai hanno letteralmente mutato la biologia del mio pensiero. Non è più una questione di fattori esterni , di ambiente, ormai purtroppo ho fatto mio questo dolore.

È terribile, come lei venga a prenderti, come non ti dia possibilità, alcuna, di stare bene. All’improvviso, tutti quelli che erano i problemi che ti hanno trascinato nel buio, capisci bene che non sono più il problema. Il problema diventi tu, il buio diventi tu. Non ho idea, quanto ancora nonostante tutti gli aiuti giusti e sbagliati con cui mi sto agevolando, reggerò la dritta.

Ma ormai è chiaro, mi è chiaro che, non c’è altra fine alcuna.

È proprio, la struttura del mio cervello oggi ormai non mi permette in alcun modo se non per pochissimo tempo illusorio, di stare bene.

Non so più cosa sia l’equilibrio, non so più cosa sia la pace, vorrei solo non essere così. Vorrei solo stare bene, non avere tutto questo sulla mia mente.

Troppi errori, troppi rimossi ormai diventati tortura, troppa stagnazione un ambiente familiare, e di salto in salto lavorativo, che non mi rappresenta. Alle volte, accettare una fine è una cosa consapevolezza beffarda ma utile.

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u/onedayoranothermaybe — 2 months ago

Ormai è chiaro come finirà

Mi rendo sempre più conto che risalire dalla merda mentale dove mi sono cacciato, non è una cosa che avverrà.

È strano e al contempo rilassante prendere questa consapevolezza. Mi fa capire che ho fallito e che non c’è modo, in alcuno, di ritrovare una serenità o una pace. Con qualsiasi strumento a mia disposizione.

Non è vittimismo , non è ricerca di attenzione. Mi fa stare bene dirlo.

Perché ogni tanto ci forziamo, ci forzano a credere che tutto si sistema perché non c’è alternativa. Ma non è così , non è assolutamente così.

Alle volte si perde , e non si può recuperare. Troppo tempo, troppo

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u/onedayoranothermaybe — 2 months ago

Tutto ciò mi sta sembrando un incubo

Io non riesco a capire dove ho sbagliato nella mia vita, mi rendo conto che, la mia situazione è paradossalmente piuttosto normale.

Ragazzi, io odio il mio lavoro, e mi sono cacciato in una situazione, familiare, e soprattutto adesso psicologica veramente buia.

Non so proprio cosa fare, perché al 27 anni mi devo sentire già così distrutto? Arreso?

Io odio il mio lavoro del cazzo, un lavoro inutile come la merda, che non mi dà nessuna cazzo di soddisfazione, nessuna cazzo di sicurezza, è uno stipendio misero mi basta giusto per campare e mettere qualcosa da parte.

Forse ho sbagliato, a studiare presso università telematiche, a prendere perfino due magistrali. Forse ho sbagliato a vent’anni a non partire, ma adesso non voglio più perdere tempo. Il punto è che non so cosa fare, la depressione mi sta rompendo le ossa anzi me le ha già rotte. Non so proprio cosa fare, credetemi, ormai sono anni che vado avanti così, nonostante abbia cambiato lavoro, mi trovo ancora su questa situazione.

Hobby, allenamento, terapia, dipendenza da antidolorifici, gioco d’azzardo in casa, i genitori separati in casa, sulla soglia d’anzianità, che badano al contempo ad un parente.

Certe giornate vorrei semplicemente piantarmi la pistola alla testa e sparare. Sarebbe troppo facile.

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u/onedayoranothermaybe — 2 months ago
▲ 15 r/Italia

Fine

È finita, ho fallito, il fulcro degli anni che ho perso non li posso recuperare quindi sono incastrato in una realtà che vuoi non vuoi, non posso modificare

Per questo motivo, non ho idea di come seguire la situazione. Certo, non capisco esattamente una cosa, come mai chi lotta imperterrito con sangue sudore, non ottiene quasi nulla al contempo molti senza mai brandire nulla hanno tutto.

Accidenti, speravo di farcela. Ma il buio ormai ha vinto, è solo questione di tempo prima che l’ossigeno finisca

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u/onedayoranothermaybe — 2 months ago
▲ 8 r/sfoghi

Ho fallito

Non so bene come descrivere gli ultimi anni della mia vita. Forse perché quando il dolore dura così tanto smette di essere un evento e diventa il paesaggio in cui vivi. Gli ultimi cinque, forse sei anni, sono stati una specie di buio continuo. Non una tristezza “poetica”, ma qualcosa che ti entra nelle ossa, che ti consuma, che a un certo punto non resta più solo nella testa ma diventa anche fisico.

Sono triste nell’anima. E non riesco più a sopportarlo.

Mi sento come se avessi navigato per anni in acque fredde e torbide, senza mai vedere davvero una riva. Ogni tanto mi sembrava di intravedere qualcosa, una possibilità, un appiglio, una direzione. Per me quella direzione era diventare poliziotto. Non era solo una questione di lavoro. Era una questione di identità, di vita, di appartenenza. L’idea di fare qualcosa che potesse piacermi davvero, di entrare in un mondo nuovo, di conoscere persone nuove, forse più affini a me. Di ricostruirmi una socialità, una struttura, un senso.

E invece ho fallito. Miseramente. Anche per colpa del mio stato mentale. E adesso, per via dell’età, quella strada in Italia sembra essersi chiusa.

Alla soglia dei 27 anni mi ritrovo incerto sul futuro e nauseato dal presente. È come se tutto quello che ho fatto fosse stato vano. Lavoro da quando avevo 15 anni. Ho fatto il magazziniere, il cameriere, il call center, ho scaricato camion di merci per cavalli, e ora lavoro in un ufficio. Sono fortunato ad avere un lavoro, lo so. Ma lo odio. Odio quello che faccio, odio l’idea di passare la mia vita così. Paradossalmente lavoro le ore giuste, guadagno qualcosa, ma dentro sto impazzendo, perché non è quello che voglio fare. Sento il tempo sciogliermi tra le mani.

Mi sento un fallito su più fronti.

Anche la mia vita sentimentale è ferma. Non ho mai avuto una relazione, e a questa età inizio a sentirlo in modo pesante. Vedo gli altri andare avanti, costruire qualcosa, fare progressi, mentre io mi sento rimasto indietro, come se stessi guardando la vita da dietro un vetro.

A casa la situazione non aiuta. I miei genitori sono separati in casa. Io sono l’ultimo di tre figli, ho due sorelle più grandi, e circa sei anni fa è venuto fuori che mio padre ha avuto un passato da giocatore d’azzardo. In mezzo ci sono anche altri problemi familiari, tra cui mio zio, fratello di mio padre, portatore di handicap, di cui mio padre è curatore. È tutto un macello.

I miei genitori si fanno la guerra in casa. Porte sbattute, piatti sbattuti, cene a turni, letti separati. Ogni conversazione sembra poter diventare uno scontro. Io vivo dentro questa cosa da anni e mi sembra di essere arrivato a un punto di esaurimento totale.

La psicoterapia ormai mi sembra acqua calda. Nemmeno quella mi aiuta più come prima. Prendo un antidolorifico due volte a settimana per rasserenarmi la testa, per sentirmi un po’ più tranquillo almeno per qualche ora, per avere due giorni meno pesanti. Non voglio raccontarmela: non è una cosa sana. Però lo faccio perché sento di averne bisogno, perché a volte mi sembra l’unico modo per abbassare il volume del dolore.

E sì, penso spesso di farmi fuori. Non come gesto di follia improvvisa, ma come logica conseguenza di una vita da cui non riesco a evadere. Come se la mia mente, arrivata a un certo punto, iniziasse a vedere quell’estremo non come una scelta, ma come l’unica uscita da una stanza senza porte.

Il problema è che mi sento incastrato. Questo lavoro devo tenermelo, perché non ho alternative concrete. E se non ho alternative, significa che per un tempo indefinito dovrò continuare a vivere questa vita che non voglio. Una vita che mi sembra sempre più un incubo.

Non voglio finire a fare qualsiasi cosa pur di fare qualcosa. Non voglio trascinarmi in una professione casuale solo perché è capitata. Vorrei vivere davvero, non semplicemente sopravvivere. Vorrei sentire che la mia vita ha ancora una direzione, che non è tutto già compromesso. Vorrei non arrivare un giorno a guardarmi indietro pieno di rimorsi.

Mi chiedo cosa abbia fatto di sbagliato per meritarmi tutto questo. Lo so che le cose succedono e basta, che non sempre c’è una colpa o una spiegazione. Però fa male. Fa male vedere che una persona con volontà, con desiderio, con fame di cambiare, non riesca comunque a venirne fuori.

Avevo un desiderio forte, diventare poliziotto, e ho fallito. E ora cosa farò? Dovrò accodarmi alla prima professione casuale che mi capita davanti? È questo il resto della mia vita?

E poi, quanto è assurdo che in Italia a 26 anni tu venga già trattato come se fossi vecchio per certe possibilità? Come se la tua finestra si fosse chiusa mentre stavi ancora cercando di capire come respirare.

Non so onestamente come finirà. So solo che sono stanco. Sono esausto. E non so per quanto ancora mi sembrerà ragionevole mettere i piedi fuori dal letto ogni mattina.

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u/onedayoranothermaybe — 2 months ago

Mi serve una mano

Mi trovi incastrato in una situazione che, probabilmente nel giro di due-tre mesi mi porterà a un gesto estremo. Non è una questione di follia o di altro, semplicemente ho accettato compromessi che adesso si sono alimentati, e quindi mi ritrovo, con uno stato psicologico pessimo.

Mi trovo incastrato in un lavoro che odio, come il 99% delle persone a questa terra, il problema è che io ho costruito attorno a CiO una malattia letteralmente, soprattutto legata al fatto che ho anche i problemi familiari abbastanza pesanti.

Sono fottuto, o meglio è così che mi vedo, prospetticamente rimarrò dove sono per almeno altri due anni, questo porterà la mia psiche a deteriorarsi ulteriormente, chissà in quale livello sempre se rimarrò in vita.

Non esagero, so di essere una persona fortunata, sotto molti aspetti, purtroppo però dal punto di vista psicologico la fortuna mi manca.

Ho bisogno solo di parlare con qualcuno, capire, un punto di vista diverso da quello che la mia mente mi ripete, che non mi lascia scampo. Non posso più continuare a vivere così, non posso più continuare. Nemmeno la psicoterapia funziona più, non ha più senso, non ha più senso continuare.

Io mi chiedo spesso dov’è che abbia sbagliato, perché, cinque-sei anni fa non abbia fatto una scelta diversa e adesso mi trovo con la testa macinata, è una situazione che non riuscirò a reggere.

Madonna santa ragazzi, che merda mi passa la testa

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u/onedayoranothermaybe — 2 months ago