Non vedo più una soluzione
Sono un essere umano ormai morto dentro. Non so più che cosa fare, credetemi.
Faccio terapia da quattro anni, da quando ho riconosciuto che poteva essere necessario. Ho cambiato quattro professionisti; con l'ultimo mi trovo molto bene, anche se ormai è come se fossimo fermi sullo stesso punto da sempre, praticamente.
Non so più che cosa fare, completamente. Sono disperato.
Io, ragazzi, cosa dovrei fare? Dovrei uccidermi? Dovrei togliermi la vita? Qual è l'alternativa a tutto ciò?
Ho sbagliato tutto. Ho perso tempo sacro nella mia vita che avrei dovuto impiegare in circostanze differenti, e come non l'ho impiegato. Mi trovo bloccato in circostanze lavorative pessime e non ne posso in alcun modo venire fuori.
Ma la cosa peggiore è che la mia psiche ormai è andata. La cosa peggiore è che la mia psiche è andata. Non sento di avere più la forza di fare ciò che è necessario. I miei sogni, le mie aspirazioni.
Io sono un morto che cammina. La mia morte biologica e spirituale è solo separata da una lama di coltello.
Perché a 27 anni, quasi 27 anni in realtà, mi ritrovo in questa condizione? Cosa ho sbagliato? Cioè, cosa avrei dovuto fare?
Avrei dovuto uscire di casa ai vent'anni? Lasciare il matrimonio di mia madre e mio padre che non ha mai funzionato? I problemi di gioco d'azzardo? Il badare a parenti che purtroppo stanno poco bene in salute?
Queste responsabilità avrei dovuto non prenderle probabilmente, ma... Cioè, cosa devo fare?
Io non vedo alternativa a quella di mettermi una corda al collo e ammazzarmi, perché vi giuro, ragazzi, non ce la faccio più.
A pensare che davanti a me ho un numero indeterminato di giorni identici, che saranno sempre uguali, e che io non avrò la forza e non ho la idea, la fantasia di cambiare, mi fa venire voglia di spararmi.
Non ce la faccio.
Io non so spiegare questo buio, questa melma che sento dentro. È qualcosa di terribile, credetemi. È proprio quasi una nausea, metaforicamente parlando.