Tre ragazzini vendono limonata per comprarsi un motorino. Un passante li denuncia. Tutta Italia offre di comprargliene uno ed alla fine accettano.
A Pradamano, Udine, tre amici di 13 anni, sveglia alle cinque di mattina, un banchetto con limonata caffè e pasticcini a offerta libera. Obiettivo: comprarsi un Piaggio Ciao, il motorino che per generazioni di italiani non è mai stato solo un mezzo di trasporto.
Un passante li denuncia per mancanza di autorizzazioni (occupazione su suolo pubblico, privi di licenza, supervisione generale, vendita illecita di alimenti ecc...) La polizia locale interviene, il banchetto non rispettando a pieno le norme lo fanno chiudere.
Arrivano offerte da tutta Italia, chi vuole comprargli il motorino, chi apre raccolte fondi, e chi una campagna municipale, alla fine i tre ragazzini rifiutano tutto, ma solo all'inizio, dicendo di volerlo meritare da soli, successivamente però dopo i presunti solleciti da parte della famiglia e del sindaco hanno organizzato una festa comunitaria di ringraziamento dove quei soldi andranno a rifornire i soldi spesi per i motorini (o almeno così sembra essere dalle prime fonti).
La domanda che mi faccio non è sulla denuncia, non è sui social, non è sul Ciao. È questa: questi tre hanno fatto esattamente quello che diciamo sempre ai giovani di fare: impegnarsi, arrangiarsi, non aspettare che qualcuno ti risolva i problemi, ma al tempo stesso è diventata una notizia Nazionale a causa di estrazioni amministrative e penali, e ci ha sorpreso così tanto da diventare una notizia nazionale.
Dove starebbe il confine tra legge e buon senso?