Ho toccato il fondo a 30 anni. La mia storia
M30, classe 1995, sono un creativo freelance e vivo all'estero, in un buco di isola, dal 2014.
In Italia ero introverso ma avevo la mia comunità. Ero quello del gruppo che proponeva sempre qualcosa: "dai ragazzi prendiamo la moto e andiamo al posto X per figa." Quando sono arrivato sull'isola non sapevo una parola di inglese. Sono mezzo italiano e mezzo locale, nato e cresciuto in Italia, con un percorso scolastico fatto in Italia, dove a causa della situazione economica familiare ho dovuto interrompere gli studi in quarta superiore, lasciare la ragazza e il mio gruppo di amici e trasferirmi qui. Adattarsi è stato difficilissimo, e per un periodo avevo una mini crisi mensile in cui volevo disperatamente tornare nel mio paese. Per sette anni ho fatto il dipendente sottopagato vivendo da mia nonna, come grafico pubblicitario.
All'inizio però la mia vita sociale era l'opposto di adesso: se il venerdì sera non uscivo ci stavo male, forse perché tutto era nuovo e non conoscevo nessuno e volevo vivere. Ho conosciuto persone, fatto belle esperienze, fine 2015/2016. La più bella relazione dal punto di vista di chimica e connessione emotiva romantica era quella con Silvia, durata quasi 2 anni. Ci sfondavamo di ganja insieme (avevo appena iniziato), lavoravamo insieme, uscivamo spesso, ci divertivamo, connessione molto profonda, etc. Poi, siccome avevo fatto qualche soldo extra grazie a Silvia, avevo un dilemma: prendere le ferie per tornare in Italia in vacanza e andare a trovare mio padre e i miei amici, però me la fottei di brutto e decisi che era meglio farsi le ferie qui, godersela in giro per ristoranti e hotel a scopare con Silvia. Dopo poco, mio padre si ammalò. Presi un permesso speciale dal lavoro per correre da lui, ma fu troppo tardi: il giorno prima della partenza gli venne un brutto infarto e quando lo vidi all'ospedale era un vegetale. Tornai successivamente sull'isola, e dopo 2 settimane morì. Dopo qualche mese la relazione con Silvia si degradò, lei mi lasciò e ci soffersi di brutto.
Senza elaborare davvero la situazione, cioè la morte di mio padre e la fine della relazione con Silvia, iniziai anche a usare il fumo non solo come una cosa a scopo di divertimento ma come qualcosa per anestetizzarmi dal dolore. Dopo pochi mesi mi precipitai in una nuova storia con Chiara, quasi per non stare solo.
Fine 2018, 2019: inizio la relazione con Chiara, che è durata cinque anni, la più lunga della mia vita, ed è finita verso metà 2024. In concomitanza era scoppiato il Covid e mi avevano licenziato, ma siccome gli servivo, mi proposero un contratto da freelancer. Così ho iniziato a lavorare in proprio. Grazie al supporto della mia ex, Chiara, e della sua famiglia, il lavoro andava a gonfie vele: crescevano i soldi, il volume, i clienti. In più, dopo solo 3 mesi di relazione, mi aveva proposto di andare a vivere con lei a casa sua con la sua famiglia, in questo villone enorme. Era una situazione molto comoda: non dovevo preoccuparmi della gestione del cibo, dell'affitto o della logistica. Ho comprato nuovi equipaggiamenti, ho iniziato a viaggiare, e per la prima volta in vita mia ho smesso di essere in modalità sopravvivenza economica. Potevo finalmente godermela, almeno dal punto di vista materiale. Comprai pure una macchina a debito con la banca, che mi costò tempo ed energia per farla sistemare, e tra l'altro era la macchina di Chiara, che mi aveva venduto a un "buon prezzo".
Una sera, Chiara andò a una festa di compleanno dove dovevo andare anch'io, ma non avevo voglia, così rimasi a casa a sfondarmi tutta la sera di ganja. Il giorno dopo andai in palestra e quando tornai il mio parcheggio era occupato. Parcheggiai in un posto dove di solito non parcheggio, in discesa vicino a un dirupo. La macchina era manuale, e quando finii di parcheggiare mi resi conto che ero troppo vicino al limite. Così riaccesi la macchina per sistemarmi, ma sbagliai la marcia e caddi dalla collina, iniziando a rotolare stile film d'azione con me dentro. Mancava 1 metro, un giro extra di rotolata, che cadevo sopra una casa con delle persone dentro. Io ne sono uscito incolume.
Continuai con la mia vita, anche se ero molto scosso dall'accaduto e il debito era ancora aperto con la banca. Lo saldai e presi uno scooter con i soldi dell'assicurazione.
Man mano che il tempo passava, riscoprii il mio amore e la mia passione per la fotografia. Quando avevo 14-15 anni facevo il fotografo estivo di eventi e avevo una macchina fotografica che mi ero portato, ma che poi avevo venduto per necessità. Così comprai una macchina fotografica nuova e mi ci dedicai. Ricordo quel periodo come bellissimo: per circa 6-9 mesi, ogni giorno mi svegliavo come se avessi uno scopo o una missione di vita, un senso magico. Ci credevo. Iniziai a postare roba su Instagram e con mia grande sorpresa iniziai ad avere successo a livello locale e a farmi notare.
Comprai ulteriori equipaggiamenti, continuai con la fotografia e iniziai a includerla come servizio a pagamento e come passione nei miei lavori creativi personali, dato che tanti mi scrivevano e mi offrivano lavoro.
Nel frattempo, io e Chiara eravamo sempre freddi. Lei mi disse certe cose brutte che non mi sono più tolto dalla testa, e il sesso era molto precario, forse una volta ogni 2-3 settimane. Era a fasi: a volte magari qualche volta a settimana, poi partivano lunghi periodi dove se ne faceva di meno. Non avevamo una forte chimica sessuale, anche se fisicamente mi piaceva.
Il tempo passava e diventavo sempre più bravo come fotografo, il che andava a supportare il mio lavoro come grafico pubblicitario. Però le cose stavano iniziando a diventare pesanti: troppo lavoro, troppi sì a tutti senza rendermi conto del volume reale, scelte sbagliate alimentate dal fatto che mi sfondavo di ganja e non riuscivo a pensare con lucidità, dubbi sulla relazione e su chi fossi come persona. Finivo a lavorare ore e ore fino a tarda sera, tutti i giorni. La mia cerchia sociale si era ridotta quasi interamente alle amicizie e alla famiglia della mia ex. Mi sentivo parte di loro e in funzione di loro, non più un protagonista. Fuori onoravo gli impegni lavorativi, facevo la mia parte, ma dentro era una guerra: rimuginii, litigi con la ex, gara a chi fa più soldi, tossicità, pensieri conflittuali, pensieri sul "vado o resto", chiusura progressiva in me stesso. Odio scriverlo, ma mi sentivo dominato da lei e dalla situazione.
Avevo un migliore amico, Sandro, anche lui mezzo italiano e mezzo locale, proprio come me, che vive qui con la sua ragazza. Il legame era forte ma tossico: ogni volta che ci vedevamo finivamo inevitabilmente a sfondarci di fumo e lamentarci di quanto la vita fosse una merda. In realtà non avevo bisogno di lui per farlo: fumavo tutti i giorni da solo, nel bagno di casa della mia ex, che si teneva fuori da tutto questo perché non fumava. Lei andava più forte con l'alcol. Una dipendenza seria, andata avanti per circa dieci anni, in cui ho buttato un'incredibile quantità di denaro, tempo ed energie che mi ha rovinato, dai 20-21 anni fino a domenica 18 gennaio 2026.
Nel mio "periodo d'oro" gestivo troppo lavoro contemporaneamente, ero totalmente dedito al lavoro, però più facevo e più la qualità scendeva perché facevo prezzi bassi e lavoravo sul volume. Anche se mi ero lasciato con Silvia eravamo in buoni rapporti, e un giorno mi chiamò e mi parlò di questo progetto: CROL22, un cliente enorme del settore turistico, cercava un content creator bravo a fare foto. Mi offrirono un contratto per un anno, dove mi pagavano mensilmente per andare a creare contenuti per le escursioni e le esperienze che vendevano ai turisti. È stato uno dei lavori più belli che abbia mai fatto, anche se i risultati erano a macchia di leopardo. Portavo avanti anche progetti personali sulla mia pagina Instagram, in ambito fotografico creativo, dove ricevevo un ottimo riscontro dal pubblico che continuava ad aumentare, anche se onestamente lo facevo più per me, dato che la fotografia è una passione nata da quando avevo 10 anni.
Nel frattempo, però, mi bombardavo di fumo ogni giorno e costruivo continui castelli mentali e conflitti interni sulla mia relazione (se restare o andarmene: Chiara è brava, siamo onesti, siamo una coppia forte, però voglio indipendenza, sono stanco dei suoi genitori, etc.). Gli avevo pure proposto di andare a vivere da soli per 3 mesi in affitto, solo per vedere come andavano le cose. All'inizio l'avevo convinta e stavamo per farlo, poi i suoi la convinsero a restare e ci rimasi malissimo.
Mi sfondavo di video su YouTube tutti i giorni sul self improvement, che mi ricordavano di quanto fossi sbagliato e di come le persone "normali" agivano. Li consumavo, consumavo, e non applicavo nessuno dei consigli che vedevo: un gran segone mentale che peggiorava la mia autocritica interiore.
Verso fine 2023 è iniziato l'inizio della fine.
Ho quasi fatto le corna a Chiara con Silvia. Dopo un lavoro ci eravamo ubriacati e lei aveva appena chiuso una parentesi con un tizio, mentre io stavo ancora con Chiara. Non facemmo niente, anche se l'intenzione era nell'aria e me lo disse direttamente. Dopo aver trascorso tutta la notte con Silvia a parlare, bere, ridere e fumare, tornai a casa e vidi che Chiara non era ancora rientrata dalla sua festa di lavoro. Invece di chiamarla, mi accesi un cannone in bagno. Un'ora dopo Chiara mi chiamò, traumatizzata e piangendo, dicendomi che aveva avuto un incidente in macchina perché aveva bevuto troppo. Così la andai a prendere con lo scooter, mentre suo padre si occupò della macchina. Successivamente la fecero riparare, la vendettero e ne prese una nuova.
Il cliente figo che mi pagava per andare a fare foto alle escursioni in barca, CROL22, non mi rinnovò il contratto e ci rimasi malissimo. La presi molto sul personale, come il mio più grande fallimento lavorativo, dato che durante l'anno avevo gridato al mondo che lavoravo con loro. Poi ebbi un incidente nella macchina nuova della mia ex, che dovetti pagare di tasca mia. Arrivò un piccolo problema sanitario che mi mise KO per quasi 1 mese, uno stato di brain fog costante con un profondo senso di disconnessione dalla realtà, altri fallimenti lavorativi in progetti seri, un profondo senso di vergogna, altre cose qua e là, litigi con la ex sempre più frequenti perché lei riteneva che dopo 5 anni ci dovessimo sposare e fare figli mentre io non volevo. In più mi ero convinto di essere un uomo di merda, debole, che stava facendo sprecare tempo alla mia ex e a me stesso, e che si meritava di meglio. Ho lavorato anche con piccoli clienti tossici, per lavori indipendenti, che si sono approfittati della mia debolezza.
Le cose continuarono a peggiorare. Mi apparvero delle voci interiori forti: "Ti odio", "Sei una merda", "Non ce la faccio più", che mi hanno tormentato da fine 2023 fino a non molto tempo fa.
Tutto questo mi trascinò in un burnout pesante. Ero profondamente consapevole della situazione, e più di una persona aveva notato che c'era qualcosa che non andava. Proprio perché me lo dicevano in molti, avevo capito che non ero presentabile: bastava guardarmi in faccia per vedere che c'era un problema.
Per quanto sia brutto da dire, sì, le ragioni principali per cui stavo con lei erano che stava bene economicamente e fisicamente mi piaceva tanto. E c'era anche qualcosa di contorto legato a questioni di potere.
Terminai la relazione con Chiara. Trovai un affitto in un piccolo appartamento indipendente attaccato a una guest house e iniziai a vivere lì.
Quando ci siamo lasciati, l'intera cerchia sociale legata a lei è svanita. Alcuni di loro sono diventati ostili nei miei confronti, amplificando il senso che fossi una gran merda. Con i pochissimi contatti miei che frequentavo prima sono semplicemente sparito, perché giustamente non ho mantenuto i rapporti. Inizialmente avevo un profondo senso di essere passato dalle stelle alle stalle.
Ero convinto che andando a vivere da solo i miei problemi si sarebbero risolti, ma non fu così. Ora che ero da solo, potevo fare quello che volevo, e così il consumo di ganja aumentò. In più ero solo e iniziò a formarsi uno stile di vita isolato. Mi svegliavo accendendo un cannone alle 9 di mattina, lavoravo, altra canna, poi alla sera mi sfondavo di podcast, social media, porno, canne e andavo a dormire alle 2-3 di notte, quasi tutti i giorni. Ho iniziato a rifiutare qualsiasi nuova richiesta perché non riuscivo più a starci dietro.
Nonostante ciò, per un po' ho continuato a essere attivo digitalmente per i miei progetti personali come fotografo, soprattutto dopo aver fumato. Nel frattempo iniziai a rendermi conto che vivere da solo costava, e continuavo a perdere clienti. Ho toccato un punto così basso che ad un certo punto non avevo soldi per mangiare e chiamavo mia mamma chiedendole di mandarmi qualcosa per il cibo. Lei mi mandava delle sommette, di cui una parte la usavo ancora per comprare la droga.
A un certo punto uno dei miei vecchi clienti, quello che teneva la baracca, chiamiamolo SC28, che poco prima mi aveva liquidato mi contattò per provare a lavorare ancora insieme, dato che aveva avuto una bruttissima esperienza con la persona nuova. Ero felicissimo e in bisogno economico, così accettai e si riaprì un nuovo piccolo periodo d'oro, durante il quale spuntarono anche altre richieste indipendenti dal nulla. Cercando di dare il massimo, andai in un nuovo burnout.
Questa volta però era diverso, sembrava quasi autistico, molto più forte del solito. A un certo punto non riuscivo più a capire bene cosa mi dicessero le persone, spesso dovevo chiedere di ripetere quello che avevano appena detto, facevo una difficoltà disumana a concentrarmi sull'interlocutore, spesso mi mangiavo le parole, ero in pilota automatico e avevo un'ansia fortissima. Così mi isolai ancora di più e iniziai a evitare tutti. Avevo paura di rispondere alle chiamate, rispondevo solo via messaggio, avevo una paura profonda di fare meeting fisici con i clienti, non mi ritenevo in grado di affrontare progetti a causa di quel burnout malefico e della mancanza di tempo ed energie.
Sparii anche da Instagram: non riuscivo più a reggere la discrepanza tra la realtà e l'immagine che proiettavo online, quella di un professionista sempre in giro, pieno di avventure. Non ci credevo più e smisi.
Nel frattempo continuavo a scavarmi la fossa, ignorando tutto e tutti, non rispondendo, evitando le persone e sentendomi in colpa. In quel periodo SC28 e DEF10 tenevano la baracca.
Ora che vivevo da solo i costi erano lievitati, e il tempo che prima dedicavo ai lavori indipendenti, che portavano soldi extra e facevano bene alla creatività e ai progetti personali, era andato a farsi benedire. Mi ero anche accorto che per far felici i pesci grossi dovevo tagliare i lavori indipendenti. Dovevo smetterla con quella visione del "faccio 47.000 cose a prezzo basso, viva il volume". Poco ma di qualità era il mio nuovo motto.
DEF10, un resort di lusso e il cliente più tossico con cui abbia mai lavorato, mi pagava una certa somma per fargli contenuti, grafiche, gestione social media etc. I soldi mi servivano a pagare l'affitto, anche se non erano molti per quello che si aspettavano da me, però erano fissi e puntuali, e non avevo le forze per trovare un rimpiazzo. Un giorno la ragazza che lavora per loro al resort mi chiamò e mi disse che dovevo assolutamente presentarmi a un incontro improvviso il giorno dopo, con il proprietario arabo, Mr. H, un riccone di prima categoria.
Così andai, mi vestii bene, mi ingurgitai 200 integratori per provare a essere normale. C'erano la ragazza, il capo dell'hotel e il proprietario, Mr. H. Ero alla gogna, tremavo, mi impappinai. Il proprietario iniziò a insultarmi, mi diede del pezzente perché avevo lo schermo del laptop rotto. Mi minacciò di licenziarmi e mi chiese quanti soldi prendevo con loro. Gli dissi la somma e si mise a ridere, dicendo che in effetti non avrebbe nemmeno fatto la differenza, siccome era una miseria. Verso la fine dell'incontro si scusò leggermente, in parte, per essere stato così, e mi disse che sembravo una brava persona ma che dovevo fare esattamente quello che volevano. Esigevano un servizio da agenzia di marketing top 10, ma erano disposti a pagare una miseria. Tornai a casa, spensi il telefono, chiusi tutte le finestre e scoppiai a piangere talmente forte per ore che persi la voce. Domandandomi perché mio padre mi avesse cresciuto così, lasciato debiti e costretto a lavorare 24/7 in questo mondo difficile.
In preda a quel casino, qualche settimana dopo, scappai. Presi un biglietto aereo di sola andata per Malpensa, mandai un'email ai miei clienti dicendo che avevo problemi personali seri, presi il laptop con lo schermo rotto e mi infilai in Italia per quasi 2 mesi da mia mamma, come un topo, a disintossicarmi dalla ganja e continuare il mio lavoro, affrontando sintomi di astinenza così forti che non li augurerei neanche al mio peggior nemico.
Poco dopo, questo amico, Sandro, che consideravo come un fratello, insieme alla sua ragazza, mentre ero in Italia, decise di rubarmi in casa, dato che gli avevo dato le chiavi. Aveva seri problemi economici. Era una persona tossica. Odio il conflitto e non lo gestisco bene perché lo reprimo, però quel giorno, poco dopo essere tornato dall'Italia, gli gridai talmente forte contro, gliele dissi di tutti i colori, e si chiuse il capitolo con Sandro. Rimasi completamente solo.
Dopo poche settimane dal mio ritorno, e dopo aver chiuso con Sandro dopo 11 anni di amicizia, ripresi a fumare. Volevo soltanto comprare il fumo e rintanarmi nel mio buco di casa. Fare la vittima, masturbarmi in maniera ossessiva pensando a Chiara.
Lavoro e fumo. Nel frattempo continuavo a scavarmi la fossa, ignorando tutto e tutti, non rispondendo, evitando le persone e sentendomi in colpa. In quel periodo SC28 e DEF10 tenevano la baracca. DEF10 mi minacciò di nuovo di licenziarmi perché dovevo andare a un evento non pagato e non stabilito nelle condizioni: pretendevano che lo facessi gratis. A causa della situazione che non mi andava giù, dell'ansia fortissima, dello stile di vita solitario a cui mi ero abituato e del solito fumo, non andai.
La settimana dopo facemmo un altro meeting in cui mi minacciarono di nuovo. Avevo bisogno dei soldi, così iniziai a tirare dritto.
Smisi di nuovo di fumare ganja, per la seconda volta, e mi presi le mie responsabilità. Entrambi SC28 e DEF10 avevano notato un miglioramento ed erano contenti. Così continuai sulla scia positiva.
Nel frattempo i mesi passavano e mi approcciò un nuovo grosso cliente, più grande di SC28 e DEF10, con alti fondi disponibili, chiamiamolo JES99. Così decisi che non volevo fallire di nuovo e mi imbarcai con questo nuovo cliente, mentre nel frattempo stavo affrontando di nuovo i withdrawal. Il tempo passava, le cose stavano cambiando, l'ansia si stava abbassando poco a poco, e non mi sentivo più in quello stato autistico che era durato 6-8 mesi. I clienti erano contenti e anche io lo ero, stavo producendo roba di qualità e stavo tornando a credere in me stesso. Avevo anche ripreso un po' con la mia pagina Instagram e con i progetti privati, anche se in maniera discontinua. Magari un giorno sparavo un post da 10, picco alto, e poi sparivo, picco basso.
Le cose finalmente andavano un po' meglio. Un giorno aprii YouTube e vidi un video: "Come capire se hai ADHD in 10 passi". Lo guardai e mi resi conto che avevo una neurodivergenza. Così contattai uno psichiatra online italiano che mi valutò in 2 sessioni e confermò che avevo ADHD mista. Mi spiegò che utilizzavo la ganja come automedicazione, efficace nel brevissimo termine ma disastrosa e deleteria nel medio-lungo periodo, e che dovevo assolutamente tagliarla. Nel frattempo mi conoscevo di più e continuavo con il lavoro. Arrivò un grosso progetto da JES99, collegato con la FIFA. Ero stracontento e mi misi al lavoro. Era un onore. Durò mesi e lo feci talmente bene che il capo supremo di JES99 mi offrì un contratto massiccio che mi avrebbe tirato fuori dai problemi economici. In preda al vibe positivo, iniziai a frequentarmi con una ragazza che fisicamente mi faceva impazzire. Siccome non uscivo con nessuna dopo Chiara, ero stracontento. La sorpresa arrivò dopo, quando al nostro "primo appuntamento" scoprii che era una grande fumatrice di ganja. Io non potevo caderci, così le spiegai che avevo avuto problemi seri col fumo e che non volevo fumare.
Qualche settimana dopo, in preda probabilmente a un giorno basso dell'ADHD, ero con lei al mare mentre fumava. Le chiesi di fare qualche tiro, e ci ricaddi come un fottuto barbone.
Riiniziai a fumare e mi riisolai di nuovo, ricadendo nel buco. Smisi anche di vedere quella ragazza, perché mi accorsi che solo fisicamente era buona, per il resto non era il mio tipo, e forse non era il momento di buttarsi in nulla di serio. Non volevo farle perdere tempo, cosa che le avevo comunicato fin dal primo giorno per evitare illusioni. Così continuai a lavorare e a impegnarmi, ma il fumo era tornato. Cercavo di dare il massimo per continuare a produrre qualità. A fine dicembre 2025 scoppiò una brutta lite con DEF10: proprio perché lavoravo bene e provenivo da una scia positiva, mi avevano promesso un aumento a fine anno che non arrivò mai, trovando una scusa. Così li mandai a fanculo e terminai la relazione lavorativa. Ero contento e mi sentivo liberato da un peso.
Continuai col fumo fino a domenica 18 gennaio 2026.
Quel giorno ero strafondato. Siccome sono solo come la merda e non ho amici, la domenica per me significava sfondarsi di fumo fino a fine giornata. Però quel giorno ero più rintontito del solito. I proprietari della casa che affitto avevano i loro figli in vacanza, dato che loro vivono in UK, due fratelli maschi. Quel giorno uscirono e andarono al bar, e quando tornarono li sentii, e sentii anche voci di due ragazze e un altro tizio. Ero contento per loro!
Io intanto, dopo l'ennesimo rito FSFCS (fumo, sega, fumo, cibo spazzatura), ero strafondato sul divano, domandandomi con tristezza se stavo tornando al vecchio me. Mi appisolai, poi mi risvegliai intontito per le voci: erano le 2 di notte. Sentii due voci familiari che si avvicinavano sempre di più a casa mia. Erano le ragazze. Ero confuso dalla stanchezza e dal fumo, e mi domandavo perché fossero così vicine e familiari. Iniziai a concentrarmi sulle voci: mi resi conto che erano Chiara e Flavia, la sua migliore amica. Erano a 2 metri da me. Parlavano di me. Era venuta a curiosare, e con loro c'erano anche i due fratelli e un altro tizio. Mi sentivo come un topo in trappola nel proprio territorio. Stetti zitto in balia delle voci: mi faccio vedere? Sì o no? Non avevo l'energia mentale per affrontare la situazione.
Il giorno dopo riflettei sull'accaduto, e scoprii, per fortuna, che il tizio che era con loro mi aveva chiamato 3 volte, probabilmente per volermi includere.
I figli del proprietario erano entrambi a conoscenza di chi era la mia ex. Quindi in parte l'ho vissuto come un attacco personale. Però, alla fine, era passato quasi un anno da quando ci eravamo lasciati. Proprio perché ero in quello stato, non ho avuto la forza di uscire e fare qualcosa: ero confuso e mi sentivo come se avessi ricevuto un attacco a casa mia. L'unico posto dove mi sentivo sicuro.
Così scrissi a tutti gli spacciatori che ero giunto alla fine, che non dovevano rispondermi in caso li avessi cercati, e per la terza volta cancellai tutti i numeri e smisi di fumare. Domani celebro 120 giorni da quell'accaduto, che mi ha dato la forza di smettere, ed è la prima volta che supero i 3 mesi di astinenza.
Poco dopo andai all'ospedale, mostrai il documento che il medico italiano mi aveva rilasciato e mi diedero il Medikinet per l'ADHD. Adesso sono cristallino: le mie abilità cognitive sono aumentate enormemente grazie allo stop al fumo e al farmaco, e sto scoprendo un sacco di cose su me stesso. Ogni tanto ho momenti di realizzazione in cui capisco profondamente certe cose. Di recente ho preso un gatto, ho ricominciato a leggere, a scrivere, a mangiare sano e a dormire bene. Sono in pieno processo di guarigione e in generale mi sento molto meglio: la profonda anedonia è andata via, sono molto più presente, resisto allo stress molto di più, lavoro molto bene, a tal punto che i buoni risultati ottenuti con JES99 hanno attirato BLUE77, e adesso lavoro solo con SC28, JES99 e BLUE77.
I sintomi di astinenza sono passati e mi sento più equilibrato. Sto bene da solo e sto tornando a godermi i piccoli momenti. Sono riuscito anche a tagliare col porno, passando da 1-2 volte al giorno a una volta ogni 5 giorni.
Quelle brutte voci interiori che ho menzionato all'inizio, che mi attanagliavano, si sono ridotte tantissimo: se prima erano 10/10, adesso sono 3/10. Anche l'evitamento è sceso drasticamente in modo positivo, anche se purtroppo in certe situazioni persiste un po'.
Ho anche contattato uno psicoterapeuta specializzato in ADHD, traumi e persone sensibili, e insieme stiamo esplorando la situazione.
Devo ammettere che comunque, al momento, nonostante i cambiamenti positivi, mi sento bloccato e stagnante. Continuo a sentirmi solo e senza amici o comunità. Vorrei trovare una donna seria più avanti, cucinare per lei e farle delle foto spettacolari e trattarla come una principessa. Vorrei avere degli amici sani, che non ruotino attorno a una sostanza ma che vogliano godersi la vita.
Però non ho la minima voglia di scrivere a nessuno. Da una parte desidero tornare a essere sociale, dall'altra qualcosa mi tiene inchiodato al palo.
Ho avuto dei periodi positivi in cui uscivo e socializzavo di più, ma accadeva solo perché c'era una serie di impegni o eventi a cui dovevo necessariamente partecipare, soprattutto a scopo lavorativo. Appena finivano, ritornavo dritto nel mio buco. Ho una grande paura di essere giudicato e, probabilmente, giudico me stesso in modo indiretto e pesante attraverso gli occhi degli altri. L'isola in cui vivo è piccolissima. Non posso semplicemente prendere la macchina o il treno, andare nella cittadina a fianco ed entrare in un bar da solo per incontrare estranei. Qui tutti si conoscono e, proprio perché per un lungo periodo ho fatto parecchio rumore positivo online con la mia arte, la gente sa chi sono.
Ho una forte paura di incontrare persone che mi hanno fatto soffrire, o persone che avevano bisogno di me nel periodo in cui ero debole e non riuscivo nemmeno a essere funzionale, non rispettando la parola data e deludendole. Le ho evitate. Persino i bar del posto mi mettono ansia, perché so che vi troverei conoscenti che in passato mi hanno chiesto collaborazioni e che ora ho paura di incrociare. Anzi, in verità parte di loro voleva soltanto sfruttarmi.
Quando a volte ho il "vibe" alto mi butto fuori, però a volte ho incontrato persone che mi chiedono: "Sei sparito, ma stai bene?". Diventa immediatamente un trigger e ci sto male. Purtroppo i miei progetti personali creativi fotografici su Instagram si sono arenati completamente e la macchina fotografica mi guarda e io guardo lei.
Forse devo solo darmi del tempo, dato che anni e anni di casini non si risolvono in poco tempo? Voi avete avuto un'esperienza simile?
Grazie per aver letto, un grande abbraccio!
TLDR:
Freelance creativo su un'isola, 10 anni di dipendenza da ganja usata per anestetizzare dolori mai elaborati, burnout cronico e isolamento progressivo. A 30 anni scopro di avere l'ADHD. Il 18 gennaio 2026 smetto definitivamente. Oggi sono a 120 giorni pulito, seguo una terapia e lavoro bene, ma mi sento ancora bloccato socialmente. Qualcuno è passato da qualcosa di simile?