Geotermico

Sto ristrutturando una casa indipendente di circa 140 m² e sto cercando di capire quale sistema convenga davvero per riscaldamento e raffrescamento.
Le opzioni che sto valutando sono:
pompa di calore aria-aria
pompa di calore aria-acqua
geotermico
Guardando i prezzi online, la differenza tra aria-acqua e geotermico non mi sembra più così enorme come una volta. Anzi, in alcuni casi il geotermico sembra “quasi competitivo”, almeno sulla carta.
A questo punto la domanda è semplice: qualcuno ha esperienza reale con questi sistemi in case indipendenti simili?
Mi interessa soprattutto:
consumi reali su case non nuove
affidabilità nel lungo periodo
costi di manutenzione (soprattutto geotermico)
comfort in inverno ed estate
se rifareste la stessa scelta o cambiereste
Perché tra schede tecniche e preventivi sembra tutto facile, ma poi la realtà spesso è diversa.

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u/Murky_Guitar_7023 — 2 days ago

Pompa di calore o no?

Sto ristrutturando una casa degli anni ’70 in Piemonte e sto cercando di capire quale sia la soluzione più sensata per il riscaldamento.
L’idea iniziale era installare una pompa di calore aria-acqua collegata ai termosifoni, ma i preventivi che sento sono nell’ordine dei 20000€ o anche oltre, una cifra che mi sembra davvero difficile da giustificare.
Per questo sto valutando un’altra soluzione: riscaldare tutta la casa con climatizzatori fissi a pompa di calore, ma non i classici split appesi al muro. Intendo quei modelli canalizzabili o da controsoffitto, con l’unità nascosta e le bocchette da cui esce l’aria, come si vedono spesso in alberghi, uffici o negozi.
Qualcuno ha scelto questa soluzione per riscaldare un’intera abitazione? Com’è il comfort in inverno? I consumi sono davvero contenuti? Ci sono problemi particolari con temperature basse, manutenzione o distribuzione del calore?
Mi interessano soprattutto esperienze dirette e capire se, rispetto a spendere oltre 20.000 € per una pompa di calore aria-acqua, questa possa essere un’alternativa valida oppure se ci sono contro importanti che non sto considerando.

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u/Murky_Guitar_7023 — 3 days ago

Rumore

Salve a tutti. Questa mattina ho sentito una sorta di cigolio ritmico provenire dal cofano. Sembra essere il rumore di una cinghia ma la cinghia del motore è stata sostituta poco fa. Cosa potrebbe essere? Vi ringrazio per qualsiasi aiuto!

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u/Murky_Guitar_7023 — 26 days ago

Tetto con rivestimento metallico

Devo ristrutturare una casa. Cosa ne pensate dei tetti con rivestimento metallico? Quale materiale consigliate? Costo indicativo?

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u/Murky_Guitar_7023 — 2 months ago
▲ 3 r/Italia

Secondo voi quanto deve fatturare una trattoria (o un pub) per far vivere bene due soci?

Domanda rivolta a chi lavora nella ristorazione o ha un locale.

Secondo voi, in Italia oggi, quanto dovrebbe fatturare una trattoria per permettere a due soci di viverci bene?

Intendo stipendio dignitoso per entrambi, tasse pagate, personale minimo.
E per un pub invece? Cambia molto come margini e sostenibilità?

Mi interessa capire:
-fatturato medio realistico
-utile netto che resta davvero
-differenza tra città/paesino
-quanti coperti o scontrini servono
-quanto incidono affitto, personale e fornitori

Se avete numeri reali o esperienze dirette ancora meglio.

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u/Murky_Guitar_7023 — 2 months ago

Ho 26 anni, due lauree e diverse esperienze lavorative alle spalle. Attualmente lavoro in un’azienda abbastanza conosciuta del mio settore, in nord Italia, con un ruolo operativo ma anche molte responsabilità. Prendo circa 1.800€ netti al mese forfettari.

Il problema è l’ambiente: il titolare è spesso assente, molte decisioni vengono delegate, ci sono persone interne storiche che remano contro, sabotano, creano dinamiche tossiche, rubano alla luce del sole (ore e benzina) e vengono comunque sempre difese. Le promesse sono di crescere come manager.

Io vorrei crescere, diventare manageriale, guadagnare bene e costruirmi una carriera seria. Parlo bene inglese e non mi spaventa lavorare tanto, però ho la sensazione che restando dove sono rischio di impantanarmi. E' un'azienda relativamente giovane che sta crescendo e che quindi cerca una figura come la mia da far crescere per poi comandare (Spoiler: cercano sempre di mettermi i bastoni tra le ruote). inoltre, essendo forfettario, quando finisco il mio lavoro me ne vado (spesso mi bastano le 8 ore giornaliere, ma va a periodi) e nonostante ciò sia stato pattuito dal titolare stesso, sembra sempre farmelo pesare perchè gli altri sono pagati ad ore e si fanno anche 10 ore al giorno (metà delle quali le passano a pazzeggiare e 2° spoiler: il titolare lo sa).

Domande:

  1. Restare in un posto “di nome” anche se tossico può avere senso strategicamente?
  2. Meglio spostarsi verso ruoli commerciali/export invece che operativi?
  3. A 26 anni conviene puntare più a imparare o più a monetizzare?
  4. Come capire se sto mollando troppo presto o se sto solo perdendo tempo?

Cerco pareri sinceri, soprattutto da chi ha già vissuto ambienti aziendali disfunzionali. Potrei anche cambiare settore a sto punto.

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u/Murky_Guitar_7023 — 2 months ago

Ho 26 anni, due lauree e diverse esperienze lavorative alle spalle. Attualmente lavoro in un’azienda abbastanza conosciuta del mio settore, in nord Italia, con un ruolo operativo ma anche molte responsabilità. Prendo circa 1.800€ netti al mese forfettari.

Il problema è l’ambiente: il titolare è spesso assente, molte decisioni vengono delegate, ci sono persone interne storiche che remano contro, sabotano, creano dinamiche tossiche, rubano alla luce del sole (ore e benzina) e vengono comunque sempre difese. Le promesse sono di crescere come manager.

Io vorrei crescere, diventare manageriale, guadagnare bene e costruirmi una carriera seria. Parlo bene inglese e non mi spaventa lavorare tanto, però ho la sensazione che restando dove sono rischio di impantanarmi. E' un'azienda relativamente giovane che sta crescendo e che quindi cerca una figura come la mia da far crescere per poi comandare (Spoiler: cercano sempre di mettermi i bastoni tra le ruote). inoltre, essendo forfettario, quando finisco il mio lavoro me ne vado (spesso mi bastano le 8 ore giornaliere, ma va a periodi) e nonostante ciò sia stato pattuito dal titolare stesso, sembra sempre farmelo pesare perchè gli altri sono pagati ad ore e si fanno anche 10 ore al giorno (metà delle quali le passano a pazzeggiare e 2° spoiler: il titolare lo sa).

Domande:

  1. Restare in un posto “di nome” anche se tossico può avere senso strategicamente?
  2. Meglio spostarsi verso ruoli commerciali/export invece che operativi?
  3. A 26 anni conviene puntare più a imparare o più a monetizzare?
  4. Come capire se sto mollando troppo presto o se sto solo perdendo tempo?

Cerco pareri sinceri, soprattutto da chi ha già vissuto ambienti aziendali disfunzionali. Potrei anche cambiare settore a sto punto.

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u/Murky_Guitar_7023 — 2 months ago

Situazione: non sono dipendente della società e al momento non percepirei stipendio/compensi.

Vorrei capire da chi ha esperienza diretta:

Se non ricevo stipendio e non vengono distribuiti utili, pago comunque tasse solo per il fatto di avere il 10%?

Se un domani distribuiscono dividendi, come funziona la tassazione?

Possono obbligarmi a vendere le quote in futuro?

Possono diluirmi con aumenti di capitale?

Soprattutto: quali clausole dovrei pretendere nello statuto o nei patti parasociali per tutelarmi?

Ad esempio:

diritto di prelazione

tag along

limiti al drag along

diritto di informazione su bilanci e conti

criteri chiari di valutazione quote

tutela anti-diluizione

quorum su decisioni importanti

exit strategy / diritto di uscita

Quali sono le più importanti nella pratica? Cosa vi avrebbe salvato problemi dopo essere entrati?

Cerco pareri concreti, non teoria.

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u/Murky_Guitar_7023 — 2 months ago