Innamorato di una ragazza che mi ha detto di no 2 volte
Scusate la lunghezza, ma i dettagli servono. (testo molto lungo)
Un anno fa, a una festa, lego molto con una ragazza che già conoscevo, eravamo nello stesso giro di amici. Non in modo eccessivo, ma beviamo e balliamo insieme. A un certo punto lei va in bagno, io vado a prenderla per dirle di tornare e lei mi chiede di portarla in braccio.
Due settimane dopo, a un'altra festa, passiamo la serata totalmente insieme: balliamo solo io e lei, se vado a prendere da bere viene con me, quando perdo il telefono si mette a cercarlo con me, quindi capisco che le piace stare con me. Io non me ne rendevo nemmeno conto, ma alcuni amici mi dicono "guarda che ci sta, parlale". Non ero partito con quell'idea, ma è carina, simpatica, ho pensato "perché no". La porto fuori e le dico che mi piacerebbe conoscerla meglio e frequentarla. Lei dice che anche a lei farebbe piacere, ma che sta chiudendo una frequentazione andata male (senza che fosse successo nulla) e non vuole sovrapporre due cose. Ci saremmo rivisti presto e ne avremmo riparlato.
Quando ci rivediamo, mi dice di no, con le solite frasi ("non me la sento", "rovineremmo il gruppo"). Io vado in palla, butto tutto sul ridere e non mi ricordo nemmeno bene cosa abbia detto. Il rapporto si raffredda un po', ma a me non è mai andata via dalla testa.
Da febbraio-marzo iniziano delle riunioni settimanali per organizzare un campeggio estivo. All'inizio siamo distaccati, poi essendo che ci troviamo benissimo piano piano rileghiamo. Una sera mi chiede un passaggio a casa; io le dico che non sono stanco e le propongo di restare a chiacchierare. Lei dice "5 minuti", poi stiamo un'ora in macchina, parliamo del più e del meno, viene fuori l’argomenti gusti in ragazze e ragazzi e mi fa capire che le piaccio esteticamente.
A una festa lei è ubriachissima e il suo migliore amico (caro amico anche mio) prova a baciarla. Lei si scansa, poi non so cosa si siano detti, ma non si mettono insieme. A maggio, a una sagra, ci mettiamo a ballare un lento io e lei, che per me è una cosa molto intima. Tornando da un'altra festa, lei sale sul manubrio della mia bici e si appoggia a me come fossi uno schienale. Insomma, parecchi episodi molto vicini, e che secondo me danno quel segnale.
Poi arriva il campeggio. Siamo nello stesso gruppo e passiamo molto tempo insieme, anche con i bambini. Tutti i bambini ci chiedono se stiamo insieme, e anche qualche genitore. Succedono cose intime ma "niente di che": mentre cerchiamo dei bambini sotto la pioggia l’abbraccio e lei ricambia per riuscire a stare sotto l’ombrello; lei si fa male a un piede e mentre gli altri mettono a letto i bambini io resto a farle compagnia e rassicurarla, durante il momento del deserto tutti si dividono e io e lei restiamo vicini.
C'era anche il suo migliore amico, che, ingelosito dal rapporto tra me e lei, si è un po' distaccato.
Finito il campeggio, lei scrive una lettera a lui dicendogli che in quella settimana le è mancato. Parlano e si baciano, stavolta sul serio, quindi in teoria stanno insieme 2-3 giorni, poi lui parte per una settimana di vacanza.
In quella settimana le chiedo se posso passare da lei a prendere una mia cosa. Dice di sì e mi chiede se voglio accompagnarla a fare delle commissioni. Mi racconta che ha confuso la mancanza di affetto con "amore", che ha sbagliato e vorrebbe chiudere, ma non sa come, perché lui era la persona più felice del mondo. Per me è un colpo al cuore, ma non posso fare scenate di gelosia: le dico solo che sono deluso da entrambi perché si sono comportati come 15enni, e la chiudiamo lì.
Nei giorni precedenti avevamo parlato di scriverci una lettera. Io le faccio una sorpresa e le porto la mia; lei mi darà la sua più avanti. Alla fine della giornata di commissioni mi chiede se due giorni dopo voglio riaccompagnarla a finire. Quel giorno mi consegna la sua lettera, e noto che la mia è sottolineata: l'ha riletta mentre non c'ero. La sua è carinissima, ma non è una dichiarazione.
Arrivo da lei alle 9. Facciamo commissioni, torniamo a casa sua, cuciniamo insieme, mangiamo, ci stendiamo sul divano a guardare un film. A un certo punto arriva sua sorella a lasciarle il nipote per un'oretta e lei mi chiede di nascondermi di sopra, ammettendo lei stessa l'ambiguità della cosa. Resto lì un'ora e poi vado a casa. Una giornata da coppia a tutti gli effetti.
Lì mi sono detto che dovevo dirglielo. Le propongo di andare insieme al centro commerciale. Lei all'inizio è titubante e voleva invitare una sua amica e il suo ragazzo, poi cambia idea e andiamo solo noi due. Se prima mi ero fissato caratterialmente, lì mi sono fissato anche esteticamente: vederla provarsi vestiti, anche intimi, con solo me davanti, con lei bellissima, non so mi ha fatto sentire speciale ed ammaliato. Andiamo in piscina per un'oretta, io vado a mangiare dai miei zii e la sera ci rivediamo in sagra con altri amici. Serata normalissima: nessuno sapeva niente.
Quella notte, con una scusa, le scrivo e lei inizia a chiacchierare fino a chiedermi cosa fossero queste uscite. Io le dico che sono servite a capire cosa vogliamo l'uno dall'altra, e che non l'abbiamo capito. Concordiamo che il suo ragazzo non dovrà mai saperlo, e decidiamo di vederci dal vivo per discutere. Lì le dico: "Mi sono trovato da dio in questi giorni, e non mi basta averti solo come amica". Stessa dinamica di ottobre: sento che è un no, vado in palla, e ricevo le solite frasi (siamo a inizio agosto).
Per tutto agosto e metà settembre non ci sentiamo. Rompo io il ghiaccio, invitandola a una camminata in montagna con altri amici. Lei viene e secondo me si comporta in modo particolare: chiede di mettere due artisti che sa piacermi molto, continua a darmi colpi sulle spalle, cose che con gli altri fa meno e mi fa dei complimenti innocui. Forse è solo un flirt leggero o sono io che interpreto. Io sto abbastanza tranquillo e gestisco bene.
Alla cena del campeggio, ieri sera, ci ricasco. Era bellissima, e farla ridere mi piace da morire. A un certo punto giochiamo a nascondino al buio, cercando insieme, e lei mi dice di avere paura e mi chiede di tenerle la mano (so che è molto fisica e forse l’avrebbe chiesto a chiunque) . Poi arriva il suo migliore amico (con cui ha chiuso, ma sono tornati più amici di prima, e a lui lei piace ancora palesemente) e li vedo più fisici e intimi, si cercano, ma sopratutto lui cerca lei. Mi parte una botta di gelosia che reprimo. Io e lui siamo anche molto amici, ed è per questo che tutta la storia pesa così tanto.
Il problema è che sto male anche fisicamente: quando la vedo, e a volte anche solo pensandola, mi si chiude lo stomaco, e se mangio troppo vomito. Succedeva così anche durante quei giorni "da coppia". Lontano da lei sto bene.
Quando mi frequento con qualcuno e finisce, ci metto mesi a dimenticare; qui è da un anno, con periodi più o meno forti e a volte quasi nulli, e non c'è mai stato un punto finale. Non voglio essere innamorato a 19 anni, soprattutto di una persona che mi ha detto no due volte. Sabato prossimo c'è una nuova uscita di gruppo in montagna.
Vi chiedo:
Come si supera qualcuno che continui a vedere spesso, nello stesso gruppo?
Come capisco se è vero innamoramento o più un attaccamento alimentato dall'incertezza?
Vorrei chiederle, con calma e senza chiederle di cambiare idea, cosa è successo davvero, perché non ho mai avuto una risposta chiara. Ma ho paura di riaprire la ferita ora che come amici almeno per lei va bene. Ha senso?
Mi sento in colpa verso il suo amico, anche perché ci siamo "frequentati" mentre lei stava (formalmente) con lui. Ho sbagliato io?
Consigli pratici per lo stomaco nei momenti di tensione, visto che sabato sarò di nuovo con lei?
Grazie a chi ha letto fino in fondo. Se i consigli sono sei il suo zerbino, vabbè scriveteli pure, ma sono abbastanza sicuro che avreste fatto lo stesso.