▲ 3 r/sfoghi

Lavorare e studiare (entrambi full time) mi fa venire voglia di amma**armi

Ragazzi io non ce la faccio più.

F27, ho dietro una triennale e magistrale in un settore che mi piaceva, in cui ho pure trovato lavoro, ma che essenzialmente non ha più prospettive e non mi soddisfa neppure.

Allora mi sono rimessa sui libri, e ora sto per iniziare il terzo anno di sfp. Attualmente quindi ho un lavoro full time da ufficio e studio pure full time.

Vi lascio immaginare la mia incredibile vita:

Vivo ancora con ragazzi universitari di neanche 20 anni in una città nuova, appena tornata dal lavoro mi butto sullo studio, non ho soldi per fare nulla perché se li mangiano le tasse universitarie (le pubbliche non ti permettono di non frequentare, quindi andare in una privata purtroppo è l'unico modo per conciliare studio e lavoro).

Questo significa che ho poco tempo per uscire, per conoscere gente e per divertirmi. E quando hai sul groppone sia lavoro che studio il divertimento ti serve come l'aria.

Non fraintendetemi, esco comunque quasi tutti i weekend (altrimenti mi sparerei), e in un anno nella nuova città ho conosciuto 2 persone che potrei definire amici. Che comunque non è un traguardo di cui vantarsi.

Il problema è che sto morendo d'invidia: la stragrande maggioranza dei miei coetanei lavora (o studia ancora, ma solo quello), quindi poi ha tutto il tempo libero del mondo per godersela e ha i risparmi per fare uscite, viaggi ed esperienze, incontrare nuova gente e stare con gli amici.

Mi sembra davvero di star sprecando tempo e gli ultimi miei 20 anni per una cosa che spero valga la pena. Mi sento terribilmente indietro e in difetto e mi chiedo se mi riuscirò mai a godermi la vita come fanno loro.

A settembre, se tutto va bene, dovrei riuscire a beccare una supplenza lunga che mi consente di avere uno stipendio normale, avrò più tempo libero (da 40+ ore di lavoro a 24/25), e quindi potrò gestirmi meglio lavoro, studio e tempo libero.

Purtroppo in sessione devo dire di no alle uscite e ho dovuto dire di no a un'uscita fantastica, in cui avrei visto un artista che mi piaceva, c'era bella musica e avevo anche una ragazza simpatica con cui andarci. Ma 2 giorni dopo avevo un esame davvero tosto e ho detto di no.

Mi sto mangiando le mani e rodendo il fegato perché la mia vita ora mi fa davvero schifo e la mia unica speranza è che fra 3 mesi cambi qualcosa, ma non posso esserne certa.

Però è da 2 giorni che piango e vorrei solo che le cose andassero bene e a posto

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u/mi_nutro_di_nutrie — 13 hours ago

I sacrifici di lavorare e studiare (entrambi full time)

Ragazzi io non ce la faccio più.

F27, ho dietro una triennale e magistrale in un settore che mi piaceva, in cui ho pure trovato lavoro, ma che essenzialmente non ha più prospettive e non mi soddisfa neppure.

Allora mi sono rimessa sui libri, e ora sto per iniziare il terzo anno di sfp. Attualmente quindi ho un lavoro full time da ufficio e studio pure full time.

Vi lascio immaginare la mia incredibile vita:

Vivo ancora con ragazzi universitari di neanche 20 anni in una città nuova, appena tornata dal lavoro mi butto sullo studio, non ho soldi per fare nulla perché se li mangiano le tasse universitarie (le pubbliche non ti permettono di non frequentare, quindi andare in una privata purtroppo è l'unico modo per conciliare studio e lavoro).

Questo significa che ho poco tempo per uscire, per conoscere gente e per divertirmi. E quando hai sul groppone sia lavoro che studio il divertimento ti serve come l'aria.

Non fraintendetemi, esco comunque quasi tutti i weekend (altrimenti mi sparerei), e in un anno nella nuova città ho conosciuto 2 persone che potrei definire amici. Che comunque non è un traguardo di cui vantarsi.

Il problema è che sto morendo d'invidia: la stragrande maggioranza dei miei coetanei lavora (o studia ancora, ma solo quello), quindi poi ha tutto il tempo libero del mondo per godersela e ha i risparmi per fare uscite, viaggi ed esperienze, incontrare nuova gente e stare con gli amici.

Mi sembra davvero di star sprecando tempo e gli ultimi miei 20 anni per una cosa che spero valga la pena. Mi sento terribilmente indietro e in difetto e mi chiedo se mi riuscirò mai a godermi la vita come fanno loro.

A settembre, se tutto va bene, dovrei riuscire a beccare una supplenza lunga che mi consente di avere uno stipendio normale, avrò più tempo libero (da 40+ ore di lavoro a 24/25), e quindi potrò gestirmi meglio lavoro, studio e tempo libero.

Purtroppo in sessione devo dire di no alle uscite e ho dovuto dire di no a un'uscita fantastica, in cui avrei visto un artista che mi piaceva, c'era bella musica e avevo anche una ragazza simpatica con cui andarci. Ma 2 giorni dopo avevo un esame davvero tosto e ho detto di no.

Mi sto mangiando le mani e rodendo il fegato perché la mia vita ora mi fa davvero schifo e la mia unica speranza è che fra 3 mesi cambi qualcosa, ma non posso esserne certa.

Però è da 2 giorni che piango e vorrei solo che le cose andassero bene e a posto

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u/mi_nutro_di_nutrie — 13 hours ago

Cosa significa lavorare e studiare (entrambi full time)

Ragazzi io non ce la faccio più.

Ho 27 anni, ho dietro una triennale e magistrale in un settore che mi piaceva, in cui ho pure trovato lavoro, ma che essenzialmente non ha più prospettive e non mi soddisfa neppure.

Allora mi sono rimessa sui libri, e ora sto per iniziare il terzo anno di sfp. Attualmente quindi ho un lavoro full time da ufficio e studio pure full time.

Vi lascio immaginare la mia incredibile vita:

Vivo ancora con ragazzi universitari di neanche 20 anni in una città nuova, appena tornata dal lavoro mi butto sullo studio, non ho soldi per fare nulla perché se li mangiano le tasse universitarie (le pubbliche non ti permettono di non frequentare, quindi andare in una privata purtroppo è l'unico modo per conciliare studio e lavoro).

Questo significa che ho poco tempo per uscire, per conoscere gente e per divertirmi. E quando hai sul groppone sia lavoro che studio il divertimento ti serve come l'aria.

Non fraintendetemi, esco comunque quasi tutti i weekend (altrimenti mi sparerei), e in un anno nella nuova città ho conosciuto 2 persone che potrei definire amici. Che comunque non è un traguardo di cui vantarsi.

Il problema è che sto morendo d'invidia: la stragrande maggioranza dei miei coetanei lavora (o studia ancora, ma solo quello), quindi poi ha tutto il tempo libero del mondo per godersela e ha i risparmi per fare uscite, viaggi ed esperienze, incontrare nuova gente e stare con gli amici.

Mi sembra davvero di star sprecando tempo e gli ultimi miei 20 anni per una cosa che spero valga la pena. Mi sento terribilmente indietro e in difetto e mi chiedo se mi riuscirò mai a godermi la vita come fanno loro.

A settembre, se tutto va bene, dovrei riuscire a beccare una supplenza lunga che mi consente di avere uno stipendio normale, avrò più tempo libero (da 40+ ore di lavoro a 24/25), e quindi potrò gestirmi meglio lavoro, studio e tempo libero.

Purtroppo in sessione devo dire di no alle uscite e ho dovuto dire di no a un'uscita fantastica, in cui avrei visto un artista che mi piaceva, c'era bella musica e avevo anche una ragazza simpatica con cui andarci. Ma 2 giorni dopo avevo un esame davvero tosto e ho detto di no.

Mi sto mangiando le mani e rodendo il fegato perché la mia vita ora mi fa davvero schifo e la mia unica speranza è che fra 3 mesi cambi qualcosa, ma non posso esserne certa.

Però è da 2 giorni che piango e vorrei solo che le cose andassero bene e a posto

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u/mi_nutro_di_nutrie — 13 hours ago

Forgotten humans theory - the bunker, the knight, Dess and Kris

I don't see many people theorizing about humans in Deltarune, so here's my take about it:

In deltarune, we see many characters from Undertale, but their role/relationships are often flipped at the start of the story:

Undyne doesn't know Alphys

Sans is the one working

Asriel is alive

Flowe(r)y is a good person

And so on and so forth

However, as the story progresses, their fate converges with the undertale one (toriel and sans, Alphys and undyne, asgore trying to make up for his mistakes, flowe(r)y wanting to stop us...)

So, how about the humans?

In Undertale, they were the big bad guys who forced monsters to live in a cave for all their life. A cave protected by a barrier that eventually gets destroyed by our soul.

However, what's the role of humans in deltarune? Unknown.

How about the bunker? What if the humans are trapped underground as the monsters were, and the bunker has access to their world?

What if Kris had escaped or was saved, and the only condition to let them live in the awesome monster world was to have a soul?

What if humans (or hybrids) need a soul to survive or live properly in the monster world? The more "human" you are, the more you need it?

About the knight: he is trying to unleash the roaring, and that means both worlds (light and dark one) are going to be destroyed.

Who would want such a thing?

...maybe someone who was trapped and excluded by this same world?

Maybe the humans?

I think the knight is a combination of Dess body and another human soul. In Undertale, such creature was deacribed to be unstable but incredibly strong, just like our knight.

That's also why the knight didn't finish Kris off (they are human too) and why Dess disappearence wasn't Asgore fault.

She fell.

Like Frisk.

Was it the lake? Was it the bunker?

She could have found a unwelcoming human world that saw her as a weapon, or, since the context implies that Dess was and outcast, she could actively work for them.

But hey, it's just a theory (for now)

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u/mi_nutro_di_nutrie — 1 day ago

Emigrare in Australia a 31 anni bypassando il whv

Ho sempre adorato l'idea dell'Australia e mi stuzzica andarci fin dalle medie. Purtroppo però, tra COVID, università, ex fidanzato e amici ho sempre trovato una scusa per non partire, forse perché ero terrorizzata che la mia fosse solo un'idealizzazione e di trovarmi sola e in difficoltà dall'altra parte del mondo.

Onestamente però, c'è anche un altro fattore che mi ha fatto evitare l'Australia fin'ora: il whv. So che sulla carta è una grandissima opportunità, ma onestamente, dopo anni in Italia passati a fare i peggio lavori dalla quarta superiore in poi, non mi attira per nulla fare le stesse cose dall'altra parte del mondo. Non voglio raccogliere pomodori in una farm per farmi rinnovare il visto, non voglio farmi schiavizzare e essere in competizione con migliaia di altri candidati provenienti da altri paesi e disposti a tutto, ma davvero a tutto, pur di rimanere in Australia.

Questo quindi è il mio piano: appena mi laureerò in sfp (2030, a 31 anni), ho intenzione di farmi riconoscere il titolo, fare l'EOI ottenere un visto che non sia il whv per vivere in Australia almeno per un po' senza dovermi sorbire le farm. So che con l'età sarei sul filo del rasoio (la maggior parte dei punti per i visti finiscono dopo i 32 anni), ma sono disposta a lavorare nelle zone regionali e rurali, pure in Tasmania. Mi basta quantomeno provarla come esperienza, ma voglio provarla per bene. Anche per rispetto di tutti i sacrifici già fatti.

Dato che c'è ancora abbastanza richiesta di insegnanti delle elementari (oltre che a tante altre figure) e spero che ci sarà ancora fra 4 anni, spero davvero di farcela, e poi chissà.

Avete esperienze simili? Mi aiuterebbe molto sapere se altre persone hanno fatto questo tipo di percorso recentemente

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u/mi_nutro_di_nutrie — 4 days ago

Un uomo che ti ha inquadrata come scopata occasionale vorrà mai qualcosa di più?

Disclaimer: per favore non scrivetemi nei dm 🙏🏻, ho rimesso il post perché editandolo mi è stato cancellato

Mi sono lasciata da un anno col mio ex, e dopo un periodo di tranquillità mi sto rimettendo in gioco su app, eventi e quant'altro.

Il punto è che non vorrei una relazione. Non me la sento di accollarmi i problemi, le esigenze e tutto quello che comporta avere un fidanzato.

Vorrei avere una scopamicizia: qualcosa di leggero, dove poter sperimentare un bel po' di BDSM (serve avere una buona fiducia, non può essere da una botta e via), dove ci sia intesa e intimità ma senza robe serie tipo progetti futuri e responsabilità.

Il punto è che ormai accade più volte la stessa cosa: trovo un ragazzo che mi piace (e spesso e volentieri non è manco il mio tipo!), mi dice subito che è aperto a questo tipo di dinamica, che gli piace il BDSM e ha esperienza, finiamo a letto qualche volta, e mi trovo molto bene.

Poi però, non appena si può andare un po' più in là (BDSM, creazione di complicità e intimità, senza comunque richiedere un impegno serio) spariscono. E inevitabilmente io ci rimango sotto.

E mi arrabbio, perché è stupido che io mi prenda delle cotte per persone che non voglio come fidanzati. I patti erano solo sesso, ma se da una parte loro mi promettevano l'esplorazione (che alla fine non arriva mai), dall'altra io cercavo comunque una connessione, un'amicizia. Perché il sesso è molto più bello se fatto con qualcuno con cui hai intesa.

Prima ero molto più brava a separare sesso e amore, ma ultimamente le linee si confondono spesso. Non me la prendo con loro per i miei sentimenti, che purtroppo sono un problema solo mio. Solo... non capisco perché, nonostante un sesso molto soddisfacente da parte di entrambi, una buona intesa, risate e intimità ed essendo entrambi d'accordo poi loro spariscano proprio sul più bello, proprio prima di divertirci davvero

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u/mi_nutro_di_nutrie — 8 days ago

Un uomo che ti ha inquadrata come scopata occasionale vorrà mai qualcosa di più?

Disclaimer: per favore non scrivetemi nei dm 🙏🏻

Mi sono lasciata da un anno col mio ex, e dopo un periodo di tranquillità mi sto rimettendo in gioco su app, eventi e quant'altro.

Il punto è che non vorrei una relazione. Non me la sento di accollarmi i problemi, le esigenze e tutto quello che comporta avere un fidanzato.

Vorrei avere una scopamicizia: qualcosa di leggero, dove poter sperimentare un bel po' di BDSM (serve avere una buona fiducia, non può essere da una botta e via), dove ci sia intesa e intimità ma senza robe serie tipo progetti futuri e responsabilità.

Il punto è che ormai accade più volte la stessa cosa: trovo un ragazzo che mi piace (e spesso e volentieri non è manco il mio tipo!), mi dice subito che è aperto a questo tipo di dinamica, che gli piace il BDSM e ha esperienza, finiamo a letto qualche volta, e mi trovo molto bene.

Poi però, non appena si può andare un po' più in là (BDSM, creazione di complicità e intimità, senza comunque richiedere un impegno serio) spariscono. E inevitabilmente io ci rimango sotto.

E mi arrabbio, perché è stupido che io mi prenda delle cotte per persone che non voglio come fidanzati. I patti erano solo sesso, ma se da una parte loro mi promettevano l'esplorazione (che alla fine non arriva mai), dall'altra io cercavo comunque una connessione, un'amicizia. Perché il sesso è molto più bello se fatto con qualcuno con cui hai intesa.

Prima ero molto più brava a separare sesso e amore, ma ultimamente le linee si confondono spesso. Non me la prendo con loro per i miei sentimenti, che purtroppo sono un problema solo mio. Solo... non capisco perché, nonostante un sesso molto soddisfacente da parte di entrambi, una buona intesa, risate e intimità ed essendo entrambi d'accordo poi loro spariscano proprio sul più bello, proprio prima di divertirci davvero

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u/mi_nutro_di_nutrie — 8 days ago

Il gruppo di bulli del mio paesino è ancora unito

F27, ho abbandonato il mio paesino lombardo (poco più di 5000 anime) da qualche anno. Ora io e i miei bulli, tutti coetanei, abbiamo circa 25-28 anni. Si tratta di una mandria, un folto gruppo di circa 10-20 persone (da noi è considerato molto grande), sia maschi che femmine.

Questi bastardi li conosco dall'asilo e mi hanno bullizzato durante tutte le medie e superiori. E non cose da poco: uno di loro mi ha bruciato la maglietta, un altro mi ha spinto più volte fino a farmi cadere dalla bici e poi picchiato, alcuni di loro mi hanno lanciato dietro sassi, uno mi ha tenuta chiusa fuori mentre nevicava, mi hanno addirittura sparato con proiettili di plastica dura che per poco non mi hanno resa cieca. Senza contare tutti gli insulti, l'emarginazione e le umiliazioni continue.

Se non fosse stato per alcuni, pochissimi amici che mi sono fatta nel circondario e se non fossi fuggita probabilmente ora sarei al camposanto (ho pure genitori abusivi, alè).

Fatto sta che ieri ho bazzicato i loro profili Instagram perché questa piattaforma del c\*zzo ti mette sempre curiosità. E ovviamente è stata una coltellata, ma con qualche sorpresa.

Aspetti negativi: sono ancora tutti insieme. Come una grande famiglia tossica. Vacanze, uscite, matrimoni, pure volontariato (ironico). Quasi tutti poi si sono pure messi insieme tra di loro. È assurdo, sembra che il mondo esterno non li abbia mai toccati. Mi sembrano un'enorme massa di m\*rda unita e omogenea che si muove tutta insieme perché nessun altro può sopportarne la puzza. Ci sono poi alcune persone intelligenti e brillanti che non hanno mai partecipato attivamente al bullismo che però hanno scelto di fare gli spettatori passivi, che hanno accettato come venivo trattata, e che continuano a uscire con sta feccia.

Aspetti positivi: il mio più grande bullo, che era anche la mia cotta all'epoca delle medie, a quanto pare non esce più con loro. Non so se sia un bene o un male, ma essere ostracizzato dai suoi amici proprio come lo sono stata io mi dà un minimo di sollievo.

Inoltre, li ho incontrati, per sfortuna, un paio di anni fa in paese. Non ci siamo parlati. Non sono più violenti perché il bullismo fisico non è più socialmente accettato a quest'età (poverini), ma non hanno perso occasione per sparlarmi dietro, ridere e andare a curiosare sui miei profili. Ahhh proprio come ai vecchi tempi.

Qualcuno dirà "eh ma sono cambiati/eh dovresti andare avanti" e altre frasi fatte. Ma no, non è così. Loro sono rimasti gli stessi. Come puoi cambiare se il tuo mondo è immutato dalle superiori? Come puoi cambiare se non hai mai pagato le conseguenze delle tue azioni? Perché ovviamente, erano piccoli e non sapevano cosa stavano facendo. Però io che non ho mai fatto nulla del genere a nessuno e che subivo dovevo fare la persona matura.

Diobon una bomba si merita quel paese e i suoi ratti di fogna.

E "andare avanti"? Io sono praticamente esiliata dal posto in cui sono nata. Posso al massimo farmi ospitare da mia zia nel circondario quelle 3 volte l'anno in cui ho le ferie. Vedo i miei amici poco e senza davvero godermeli. Ho l'ansia di girare per strada perché non voglio vedere quelle facce da c\*lo. I traumi che mi hanno causato dureranno tutta la vita.

Io ora vivo la mia vita in un altro posto, ancora in Italia e comunque non il massimo. Ho tolto i social perché non voglio che sappiano dove mi trovo, con chi sto e cosa faccio (oltre che ad altri motivi). E ogni tanto penso che se fossi stata come loro a quest'ora avrei tutta la mia vita lì: lavoro, fidanzato del gruppo, tutti questi amiconi. Forse sarei più soddisfatta di star facendo continuamente la nomande in giro. Però scommetto che, come in qualsiasi grande gruppo, anche loro sotto sotto si detestano ma non riescono a trovare nulla di meglio.

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u/mi_nutro_di_nutrie — 12 days ago
▲ 85 r/sfoghi

Il gruppo di bulli del mio paesino è ancora unito

Ho abbandonato il mio paesino lombardo (poco più di 5000 anime) da qualche anno. Ora io e i miei bulli, tutti coetanei, abbiamo circa 25-28 anni. Si tratta di una mandria, un folto gruppo di circa 10-20 persone (da noi è considerato molto grande), sia maschi che femmine.

Questi bastardi li conosco dall'asilo e mi hanno bullizzato durante tutte le medie e superiori. E non cose da poco: uno di loro mi ha bruciato la maglietta, un altro mi ha spinto più volte fino a farmi cadere dalla bici e poi picchiato, alcuni di loro mi hanno lanciato dietro sassi, uno mi ha tenuta chiusa fuori mentre nevicava, mi hanno addirittura sparato con proiettili di plastica dura che per poco non mi hanno resa cieca. Senza contare tutti gli insulti, l'emarginazione e le umiliazioni continue.

Se non fosse stato per alcuni, pochissimi amici che mi sono fatta nel circondario e se non fossi fuggita probabilmente ora sarei al camposanto (ho pure genitori abusivi, alè).

Fatto sta che ieri ho bazzicato i loro profili Instagram perché questa piattaforma del c*zzo ti mette sempre curiosità. E ovviamente è stata una coltellata, ma con qualche sorpresa.

Aspetti negativi: sono ancora tutti insieme. Come una grande famiglia tossica. Vacanze, uscite, matrimoni, pure volontariato (ironico). Quasi tutti poi si sono pure messi insieme tra di loro. È assurdo, sembra che il mondo esterno non li abbia mai toccati. Mi sembrano un'enorme massa di m*rda unita e omogenea che si muove tutta insieme perché nessun altro può sopportarne la puzza. Ci sono poi alcune persone intelligenti e brillanti che non hanno mai partecipato attivamente al bullismo che però hanno scelto di fare gli spettatori passivi, che hanno accettato come venivo trattata, e che continuano a uscire con sta feccia.

Aspetti positivi: il mio più grande bullo, che era anche la mia cotta all'epoca delle medie, a quanto pare non esce più con loro. Non so se sia un bene o un male, ma essere ostracizzato dai suoi amici proprio come lo sono stata io mi dà un minimo di sollievo.

Inoltre, li ho incontrati, per sfortuna, un paio di anni fa in paese. Non ci siamo parlati. Non sono più violenti perché il bullismo fisico non è più socialmente accettato a quest'età (poverini), ma non hanno perso occasione per sparlarmi dietro, ridere e andare a curiosare sui miei profili. Ahhh proprio come ai vecchi tempi.

Qualcuno dirà "eh ma sono cambiati/eh dovresti andare avanti" e altre frasi fatte. Ma no, non è così. Loro sono rimasti gli stessi. Come puoi cambiare se il tuo mondo è immutato dalle superiori? Come puoi cambiare se non hai mai pagato le conseguenze delle tue azioni? Perché ovviamente, erano piccoli e non sapevano cosa stavano facendo. Però io che non ho mai fatto nulla del genere a nessuno e che subivo dovevo fare la persona matura.

Diobon una bomba si merita quel paese e i suoi ratti di fogna.

E "andare avanti"? Io sono praticamente esiliata dal posto in cui sono nata. Posso al massimo farmi ospitare da mia zia nel circondario quelle 3 volte l'anno in cui ho le ferie. Vedo i miei amici poco e senza davvero godermeli. Ho l'ansia di girare per strada perché non voglio vedere quelle facce da c*lo. I traumi che mi hanno causato dureranno tutta la vita.

Io ora vivo la mia vita in un altro posto, ancora in Italia e comunque non il massimo. Ho tolto i social perché non voglio che sappiano dove mi trovo, con chi sto e cosa faccio (oltre che ad altri motivi). E ogni tanto penso che se fossi stata come loro a quest'ora avrei tutta la mia vita lì: lavoro, fidanzato del gruppo, tutti questi amiconi. Forse sarei più soddisfatta di star facendo continuamente la nomande in giro. Però scommetto che, come in qualsiasi grande gruppo, anche loro sotto sotto si detestano ma non riescono a trovare nulla di meglio.

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u/mi_nutro_di_nutrie — 12 days ago

La maggior parte delle coppie mi sembrano false e ipocrite

No raga non ci sto più capendo nulla. Esistono relazioni sane in cui due persone adulte e mature si amano davvero? Io non ne vedo una. Cioè, razionalmente so che esistono, ma penso siano unicorni, almeno per la mia esperienza.

​

​

In famiglia: mio padre ha tradito mia mamma, la insulta e la offende e lei accetta tutto passivamente, sono ancora sposati dopo 30 anni. Mio nonno ha tradito mia nonna con la sua ex e l'altro nonno è andato a prostitute. Ovviamente sposati con prole e nipoti.

​

Amici e conoscenti (tutti di circa 30 anni):

​

una mi dice che non ama il fidanzato, lui frustrato dalla situazione, dopo qualche tempo si lasciano, si rimettono insieme e ora hanno comprato casa.

​

Un ragazzo fidanzato ci prova con me davanti alla fidanzata entrambe le volte che lo vedo, lei si incazza, ma anche loro ora hanno mutuo cointestato e sono diretti verso matrimonio e figli.

​

​

Un'amica sta col fidanzato per compagnia e gli ha tarpato le ali (lui voleva figli e lei no), e lui ha accettato per non restare solo.

​

Un collega fidanzato ha flirtato spudoratamente con me per mesi e poi si trasferisce con la compagna in un'altra città perché è ora di sposarsi e figliare.

​

​

Un ragazzo che conosco si è lasciato con l'ex, si è poi fidanzato con una ragazza che nasconde in tutti i modi, è quasi imbarazzato da lei e la usa solo per aver e compagnia tra un viaggio e l'altro

​

​

Una mia conoscente non è stata single dai 18 anni, sempre in relazioni varie. A una certa ha preso il primo che le è capitato, tempo qualche mese ed erano sposati con un figlio.

​

​

Un mio caro amico che non ha mai voluto figli né matrimonio si è messo insieme a questa e ora li desidera per non perdere lei.

​

​

Io boh sono arrivata alla conclusione che il tradimento è inevitabile, che la monogamia è solo una bella vetrina per l'approvazione sociale, che la gente spesso vuole solo compagnia e una volta "scelta" una persona ci sta fino alla morte anche se non la ama, al costo di riempirla di corna. E se arriva una persona che gli piace di più si godono le attenzioni ma non avranno mai il coraggio di lasciare andare una relazione che non li soddisfa davvero

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u/mi_nutro_di_nutrie — 22 days ago

La maggior parte delle coppie mi sembrano false e ipocrite

No raga non ci sto più capendo nulla. Esistono relazioni sane in cui due persone adulte e mature si amano davvero? Io non ne vedo una. Cioè, razionalmente so che esistono, ma penso siano unicorni, almeno per la mia esperienza.

​

In famiglia: mio padre ha tradito mia mamma, la insulta e la offende e lei accetta tutto passivamente, sono ancora sposati dopo 30 anni. Mio nonno ha tradito mia nonna con la sua ex e l'altro nonno è andato a prostitute. Ovviamente sposati con prole e nipoti.

​

Amici e conoscenti (tutti di circa 30 anni):

​

una mi dice che non ama il fidanzato, lui frustrato dalla situazione, dopo qualche tempo si lasciano, si rimettono insieme e ora hanno comprato casa.

​

Un ragazzo fidanzato ci prova con me davanti alla fidanzata entrambe le volte che lo vedo, lei si incazza, ma anche loro ora hanno mutuo cointestato e sono diretti verso matrimonio e figli.

​

Un'amica sta col fidanzato per compagnia e gli ha tarpato le ali (lui voleva figli e lei no), e lui ha accettato per non restare solo.

​

Un collega fidanzato ha flirtato spudoratamente con me per mesi e poi si trasferisce con la compagna in un'altra città perché è ora di sposarsi e figliare.

​

Un ragazzo che conosco si è lasciato con l'ex, si è poi fidanzato con una ragazza che nasconde in tutti i modi, è quasi imbarazzato da lei e la usa solo per aver e compagnia tra un viaggio e l'altro

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Una mia conoscente non è stata single dai 18 anni, sempre in relazioni varie. A una certa ha preso il primo che le è capitato, tempo qualche mese ed erano sposati con un figlio.

​

Un mio caro amico che non ha mai voluto figli né matrimonio si è messo insieme a questa e ora li desidera per non perdere lei.

​

Io boh sono arrivata alla conclusione che il tradimento è inevitabile, che la monogamia è solo una bella vetrina per l'approvazione sociale, che la gente spesso vuole solo compagnia e una volta "scelta" una persona ci sta fino alla morte anche se non la ama, al costo di riempirla di corna. E se arriva una persona che gli piace di più si godono le attenzioni ma non avranno mai il coraggio di lasciare andare una relazione che non li soddisfa davvero

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u/mi_nutro_di_nutrie — 22 days ago
▲ 10 r/sfoghi

Dite "hai voluto la bici? Ora pedala!" ai genitori e poi piangete per la denatalità

Guarda te se mi tocca difendere la categoria che più mi sta sulle palle di tutte, i genitori.

Premetto che non voglio figli e che i genitori sono dei cagac*zzo, e che 9 volte su 10 la famiglia che creano è disfunzionale perché mettono al mondo figli per pressione sociale e poi se ne pentono.

Però diomadonna tutto sto astio nei loro confronti a prescindere non è manco la soluzione.

La genitorialità porta inevitabilmente ad avere problemi e situazioni che nessuno ti insegna a gestire.

E l'Italia non è esattamente un posto per famiglie.

Si viene spesso ostacolati, guardati male se il moccioso piange, tutti i servizi e prodotti per l'infanzia costano l'ira di dio, gestire famiglia e lavoro (in cui sei tipicamente sfruttato, sottopagato e criticato se vuoi stare con tuo figlio se sta male) è complesso.

Poi sti cristi si lamentano (e onestamente ne hanno diritto perché ci sono difficoltà oggettive) e la gente li prende per il c*lo "eh hai voluto la bici/eh son problemi tuoi/eh ci dovevi pensare prima".

Raga, no. Cioè, culturalmente ci stiamo spostando in un mondo dove anche la gente sana e civile non può figliare e se lo fa viene massacrata.

Così si perdono i giovani, che sono il motore del paese. Giovani che portano idee, innovazione, lavorano e portano benessere a tutti.

Penso che tanti genitori (non tutti) siano "misguided": cioè non fanno cose sbagliate per malizia ma semplicemente perché nessuno gli ha insegnato a farle nel modo corretto, oppure hanno buone intenzioni ma non sanno come eseguirle nel modo corretto.

Che poi, non è neanche un modo per proteggere "la razza italica" qualsiasi cosa sia (onestamente un popolo tipicamente credulone, manipolabile, furbo, pronto a fregare il prossimo, omertoso e saccente non è che sia una gran perdita) ma è uno sfogo generale

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u/mi_nutro_di_nutrie — 23 days ago

Amore: accontentarsi, sognare e alternative

Non so quale strada dovrei prendere sul fronte amoroso. Spesso capisco cosa fare in 2 modi: guardando gli altri o provando per conto mio sbattendoci la faccia.

Se guardo gli altri, ecco cosa vedo: conosco rarissime coppie che non hanno mai tradito o che non si lanciano frecciatine dietro. Parlo di colleghi, amici, famigliari. Spesso tante coppie sembrano uscite dal mulino bianco, ma quando le conosci poi gli inghippi escono fuori.

Per quanto riguarda i miei coetanei (non lontani dai 30 anni) è una cosa assurda: tutte le persone del mio paesino si sono messe insieme ad altre persone del mio stesso paesino. Parliamo di un posto sotto i 10.000 abitanti nel Nord Italia. È una cosa incredibile. La maggior parte si sono fidanzati alle superiori, medie o massimo primo anno di università e ci stanno ancora insieme. Pochi invece hanno avuto più partner ma sempre, rigorosamente, del circondario (paesini adiacenti), seppur lavorino e studino in altre città.

E, sorpresa sorpresa, si solo accontentati. Alcuni mi dicono che non amano il proprio partner, altri mi dicono che non vogliono rimanere soli, altri ancora che ormai si sono abituati o che sognano una famiglia e vedono il partner principalmente come mezzo per ottenerla. Però, nonostante questo, sono estremamente stabili: se si lasciano si riprendono, conoscono tutto l'uno dell'altra, hanno a disposizione comodità e prevedibilità che rende la vita più semplice e tranquilla.

Se guardo la mia esperienza, le cose non vanno certo tanto meglio: ho avuto cotte pesantissime mai ricambiate, durate vari anni. Mi sono innamorata di uomini e donne, tutti diversi. Volevo così tanto sentirmi amata almeno una volta, di trovare qualcuno che potesse ricambiare un sentimento così forte, avevo voglia di amare. Alla fine dell'università ho conosciuto un ragazzo con cui mi divertivo, stavo bene. Era una persona dolce, premurosa e che ci teneva moltissimo a me.

Onestamente, io non mi sentivo "innamorata", era più un "mi piace questa persona, mi sento bene quando sto con lui" e quindi ci siamo messi insieme abbastanza in fretta. Sono stati anni molto belli, ma poi ci siamo allontanati. Lui è diventato un'altra persona (più rabbioso, più nervoso, più egoista) con l'entrata nel mondo del lavoro e l'aumento delle responsabilità. Io ho avuto un periodo orribile per molti motivi e lui si è sentito in dovere di aiutarmi, ma gli pesava davvero molto. Ammetto di essere stata un disastro: disordinata (ma non sporca), sempre triste, piangevo, avevo esigenze particolari (ad esempio mangiare presto a causa dell'insonnia) a cui lui ha dovuto far fronte per aiutarmi. Alla fine stavamo insieme solo per pietà sua. Alla fine sono riuscita a stabilizzarmi e stare meglio ma lui mi ha detto che un altro periodo così non lo potrebbe reggere.

Ci siamo lasciati per questo e anche perché lui si accorto di volere una famiglia, mentre io non l'ho mai voluta.

Ora, a quasi un anno dalla separazione, sono più confusa di prima. Ho messo in discussione tante cose: la monogamia, il senso di avere una relazione, se convivere ancora con un partner, matrimonio e famiglia.

Penso che le persone diano per scontate molte cose, ma tirando le somme della mia relazione e quella degli altri, ci sono delle cose che ho notato:

  1. Il partner si stanca: stare con una persona a lungo termine è pesante, noioso e frustrante. Alla lunga la passione, se c'è, si esaurisce, e rimane solo affetto se si è fortunati e la tenerezza diventa rancore che esce come frecciatine e piccoli dispetti

  2. Non puoi affidarti troppo al partner: è un essere umano anche lui/lei. A una certa, se non ti riprendi, il partner se ne va. È come se ci fosse un timer, e allo scadere di questo, se non stai bene, preparati a tornare single

  3. Il partner può cambiare idea, cambiare come persona e come valori, gradualmente o di colpo, e non c'è nulla che puoi fare. Puoi solo accettare o andartene.

  4. La convivenza non sembra fatta per le coppie: ogni persona ha un modo diverso di intendere la propria vita, e spesso entra in conflitto con quella altrui. La passione si spegne, le litigate e la noia aumentano, il fatto di vedere il partner anche nelle circostanze peggiori fa pian piano allontanare.

  5. La poligamia o coppia aperta sembra essere più sensata: più supporto emotivo, più varietà sessuale, si pesa meno su un'unica persona, le varie necessità personali possono essere soddisfatte davvero e ci sono aspettative più basse.

A volte penso che se fossi stata più zitta, se avessi accettato di avere una famiglia e se le cose fossero andate meglio io starei ancora con il mio ex, e sarebbe una vita tranquilla, ma non so quanto autentica

reddit.com
u/mi_nutro_di_nutrie — 29 days ago

Amore: accontentarsi, sognare e alternative

Non so quale strada dovrei prendere sul fronte amoroso. Spesso capisco cosa fare in 2 modi: guardando gli altri o provando per conto mio sbattendoci la faccia.

Se guardo gli altri, ecco cosa vedo: conosco rarissime coppie che non hanno mai tradito o che non si lanciano frecciatine dietro. Parlo di colleghi, amici, famigliari. Spesso tante coppie sembrano uscite dal mulino bianco, ma quando le conosci poi gli inghippi escono fuori.

Per quanto riguarda i miei coetanei (non lontani dai 30 anni) è una cosa assurda: tutte le persone del mio paesino si sono messe insieme ad altre persone del mio stesso paesino. Parliamo di un posto sotto i 10.000 abitanti nel Nord Italia. È una cosa incredibile. La maggior parte si sono fidanzati alle superiori, medie o massimo primo anno di università e ci stanno ancora insieme. Pochi invece hanno avuto più partner ma sempre, rigorosamente, del circondario (paesini adiacenti), seppur lavorino e studino in altre città.

E, sorpresa sorpresa, si solo accontentati. Alcuni mi dicono che non amano il proprio partner, altri mi dicono che non vogliono rimanere soli, altri ancora che ormai si sono abituati o che sognano una famiglia e vedono il partner principalmente come mezzo per ottenerla. Però, nonostante questo, sono estremamente stabili: se si lasciano si riprendono, conoscono tutto l'uno dell'altra, hanno a disposizione comodità e prevedibilità che rende la vita più semplice e tranquilla.

Se guardo la mia esperienza, le cose non vanno certo tanto meglio: ho avuto cotte pesantissime mai ricambiate, durate vari anni. Mi sono innamorata di uomini e donne, tutti diversi. Volevo così tanto sentirmi amata almeno una volta, di trovare qualcuno che potesse ricambiare un sentimento così forte, avevo voglia di amare. Alla fine dell'università ho conosciuto un ragazzo con cui mi divertivo, stavo bene. Era una persona dolce, premurosa e che ci teneva moltissimo a me.

Onestamente, io non mi sentivo "innamorata", era più un "mi piace questa persona, mi sento bene quando sto con lui" e quindi ci siamo messi insieme abbastanza in fretta. Sono stati anni molto belli, ma poi ci siamo allontanati. Lui è diventato un'altra persona (più rabbioso, più nervoso, più egoista) con l'entrata nel mondo del lavoro e l'aumento delle responsabilità. Io ho avuto un periodo orribile per molti motivi e lui si è sentito in dovere di aiutarmi, ma gli pesava davvero molto. Ammetto di essere stata un disastro: disordinata (ma non sporca), sempre triste, piangevo, avevo esigenze particolari (ad esempio mangiare presto a causa dell'insonnia) a cui lui ha dovuto far fronte per aiutarmi. Alla fine stavamo insieme solo per pietà sua. Alla fine sono riuscita a stabilizzarmi e stare meglio ma lui mi ha detto che un altro periodo così non lo potrebbe reggere.

Ci siamo lasciati per questo e anche perché lui si accorto di volere una famiglia, mentre io non l'ho mai voluta.

Ora, a quasi un anno dalla separazione, sono più confusa di prima. Ho messo in discussione tante cose: la monogamia, il senso di avere una relazione, se convivere ancora con un partner, matrimonio e famiglia.

Penso che le persone diano per scontate molte cose, ma tirando le somme della mia relazione e quella degli altri, ci sono delle cose che ho notato:

  1. Il partner si stanca: stare con una persona a lungo termine è pesante, noioso e frustrante. Alla lunga la passione, se c'è, si esaurisce, e rimane solo affetto se si è fortunati e la tenerezza diventa rancore che esce come frecciatine e piccoli dispetti

  2. Non puoi affidarti troppo al partner: è un essere umano anche lui/lei. A una certa, se non ti riprendi, il partner se ne va. È come se ci fosse un timer, e allo scadere di questo, se non stai bene, preparati a tornare single

  3. Il partner può cambiare idea, cambiare come persona e come valori, gradualmente o di colpo, e non c'è nulla che puoi fare. Puoi solo accettare o andartene.

  4. La convivenza non sembra fatta per le coppie: ogni persona ha un modo diverso di intendere la propria vita, e spesso entra in conflitto con quella altrui. La passione si spegne, le litigate e la noia aumentano, il fatto di vedere il partner anche nelle circostanze peggiori fa pian piano allontanare.

  5. La poligamia o coppia aperta sembra essere più sensata: più supporto emotivo, più varietà sessuale, si pesa meno su un'unica persona, le varie necessità personali possono essere soddisfatte davvero e ci sono aspettative più basse.

A volte penso che se fossi stata più zitta, se avessi accettato di avere una famiglia e se le cose fossero andate meglio io starei ancora con il mio ex, e sarebbe una vita tranquilla, ma non so quanto autentica

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u/mi_nutro_di_nutrie — 29 days ago