La mente diventa etnem
La mente diventa etnem
A un tratto la mente cambia direzione.
Accade quando apri l’AI per pensare,
decidere e respirare. Per vivere.
Avviene quando la tua lucidità si appanna
sempre di più.
Allora la tua identità sembra essere
tirata da una vibrazione interna di cui
ignori la natura.
Quanta parte della tua autonomia hai ceduto senza accorgertene?
Prendi ancora decisioni con la tua mente o ti affidi troppo spesso a un algoritmo?
Riesci a restare da solo con i tuoi pensieri senza cercare un appoggio digitale?
Sei consapevole di quanto spazio mentale hai lasciato alla macchina?
Se queste domande ti toccano, è il momento di guardare la tua esperienza interiore con più precisione.
L'Ombra molteplice
L'Ombra molteplice
Il concetto di Ombra espresso da Jung si riferisce a un contenitore di molteplici istanze mentali. Tra queste non bisogna dimenticare che essa contiene anche gli obiettivi inespressi o che si continua a "procrastinare" per timore di non essere all'altezza dei risultati.
In questo senso, l'Ombra dentro di noi ha delle analogie con l'AI burnout una sindrome ancora sottovalutata (ancorchè non identificata, almeno in Italia) che genera un senso di impotenza nei confronti dei "dispsitivi inferenziali".
Di conseguenza, non solo si procrastina l'uso di un pensiero autonomo, considerato fallace in partenza, ma si trasferisce ogni iniziativa e operatività all'Altro digitale.
Agli antipodi della mente
Pubblico il seguente post anche qui perché mi interessa capire come gli italiani stiano vivendo l’ingresso dell’AI nella mente quotidiana.
A un tratto la mente cambia direzione.
Accade quando apri l’AI per pensare,
decidere e respirare. Per vivere, insomma.
Avviene quando senti che la tua lucidità
si appanna sempre di più.
Allora la tua identità sembra essere
tirata da una vibrazione interna di cui
ignori la natura.
Quanta
parte della tua autonomia hai ceduto senza accorgertene?
Prendi
ancora decisioni con la tua mente o ti affidi troppo spesso a un algoritmo?
Riesci
a restare da solo con i tuoi pensieri senza cercare un appoggio digitale?
Sei
consapevole di quanto spazio mentale hai lasciato alla macchina?
Se queste domande ti toccano, forse è il
momento di guardare la tua esperienza interiore con più precisione.
La mente svuotata
A un tratto la mente cambia direzione.
Accade quando apri l’AI per pensare,
decidere e respirare. Per vivere, insomma.
Avviene quando senti che la tua lucidità
si appanna sempre di più.
Allora la tua identità sembra essere
tirata da una vibrazione interna di cui
ignori la natura.
Quanta
parte della tua autonomia hai ceduto senza accorgertene?
Prendi
ancora decisioni con la tua mente o ti affidi troppo spesso a un algoritmo?
Riesci
a restare da solo con i tuoi pensieri senza cercare un appoggio digitale?
Sei
consapevole di quanto spazio mentale hai lasciato alla macchina?
Se queste domande ti toccano, forse è il
momento di guardare la tua esperienza interiore con più precisione.
DARE UN NOME AL FENOMENO
Da qualche tempo noto una cosa strana nel modo di pensare di molti.
Prima di provare a risolvere un problema o sviluppare un’idea, il primo impulso non è più “ci penso un attimo”, ma “lo chiedo all’AI”.
Non si tratta ancora di essere incapaci di ragionare, ma l’avvio del pensiero sembra diventato più lento, così diventa facile (e seduttivo) chiedere una risposta esterna. Ai "dispositivi inferenziali".
È una sensazione sottile, ma cambia qualcosa nel modo in cui si genera un’idea: sembra che il pensiero inizi sempre più spesso fuori dalla testa.
Non esiste ancora un nome riconosicuto dalla comunità scientifica per questo fenomeno.
Io lo chiamo AI BURNOUT.
La procrastinazione
Il concetto di Ombra espresso da Jung si riferisce a un contenitore di molteplici istanze mentali. Tra queste non bisogna dimenticare che essa contiene anche gli obiettivi inespressi o che si continua a "procrastinare" per timore di non essere all'altezza dei risultati.
In questo senso, l'Ombra dentro di noi ha delle analogie con l'AI burnout una sindrome ancora sottovalutata (ancorchè non identificata, almeno in Italia) che genera un senso di impotenza nei confronti dei "dispsitivi inferenziali".
Di conseguenza, non solo si procrastina l'uso di un pensiero autonomo, considerato fallace in partenza, ma si trasferisce ogni iniziativa e operatività all'Altro digitale.
Tecnica egemone
La Tecnica è il destino di Homo sapiens.
Cosa significa? E' evidente: l'uomo sarà sottoposto all'egemonia delle macchine dopo esser stato sottoposto al dominio delle classi privilegiate.
Test AI burnout
TEST: “Quanto sei vicino all’AI Burnout?”
(10 domande. Rispondi sì/no. Conta i sì.)
1. Ti accorgi che quando apri un tool AI senti una micro‑tensione, come se stessi “entrando in un compito”?
AI tensione
2. Ti capita di rileggere un testo generato dall’AI e non riconoscere più la tua voce?
voce persa
Il problema
La coscienza è parte integrante del problema.
L'ipnosi collettiva è la deriva proprio di quella proprietà, l'autocoscienza (meglio di "coscienza"), che è un "errore evolutivo".
E un errore causa altri errori.
Anzi, l'ipnosi collettiva, fomentata da quella religiosa e ideologica, è esattamente lo stato mentale dell'ipercapitalismo delle piattaforme.
La normalizzazione, ossia l'irretimento delle "folle", può essere rifiutata?
OMBRA e AI BURNOUT
C’è un fenomeno che attraversa sia la psicologia del profondo, sia la nostra relazione con l’intelligenza artificiale: la rimozione.
Jung chiamava Ombra tutto ciò che non vogliamo vedere di noi stessi e le aspirazioni che procrastiniamo per paura che siano deludenti una volta realizzate, non all’altezza del nostro immaginario.
Nel mondo digitale questa dinamica assume una nuova forma: AI Burnout, l’esaurimento che nasce dal tentativo di funzionare come macchine.
Il paradosso è semplice: più cerchiamo di essere performanti, più diventiamo fragili perché siamo umani. Senza considerare che l'autocoscienza, proprietà specie specifica di Homo sapiens è sostanzialmente un "errore evolutivo" (notare il virgolettato). Ma di questo argomento vorrei parlare in seguito, forse a qualcuno interessa.
CAPISO NON CAPISCO?
Ho capito una cosa importante oggi:
non capisco la gente perché la gente è strana. Mi correggo, la gente è IRRETITA da un'architettura sociale fondata sullo sfruttamento del lavoro e adesso dalle intelligenze artificiali. Strana allora no, omogenea nel suo stile di vita. Conforme allo status quo iperliberista.
Fine della riflessione.
DARE UN NOME AL FENOMENO
Da qualche tempo noto una cosa strana nel modo di pensare di molti.
Prima di provare a risolvere un problema o sviluppare un’idea, il primo impulso non è più “ci penso un attimo”, ma “lo chiedo all’AI”.
Non si tratta ancora di essere incapaci di ragionare, ma l’avvio del pensiero sembra diventato più lento, così diventa facile (e seduttivo) chiedere una risposta esterna. Ai "dispositivi inferenziali".
È una sensazione sottile, ma cambia qualcosa nel modo in cui si genera un’idea: sembra che il pensiero inizi sempre più spesso fuori dalla testa.
Non esiste ancora un nome riconosicuto dalla comunità scientifica per questo fenomeno.
Io lo chiamo AI BURNOUT.