Romanzo "a episodi" piace alle case editrici italiane?
Premetto che non sono uno né uno scrittore professionista, né un lettore con chissà quale cultura letteraria, e anzi questa è la mia prima vera esperienza di scrittura seria. Quindi perdonate la domanda che potrebbe essere un po' da neofita.
Da qualche giorno ho finito di scrivere la prima stesura della mia storia. Quando iniziai, era solo un progetto quasi fine a se stesso, solo per divertimento, ma continuando a scrivere, ho aggiunto sempre più contenuti al racconto. Alla fine, sono arrivato al punto che ho così tanto materiale da scrivere un intero libro, per cui sto valutando l'idea di proporre il manoscritto a qualche casa editrice (ovviamente dopo le mille correzioni e sistemazioni del caso).
La mia domanda deriva dal fatto che la storia non è scritta mediante la solita formula a capitoli della lunghezza di svariate pagine, quanto invece ad "episodi". Fondamentalmente, l'intero racconto è composto da una collezione di piccoli "episodi" della lunghezza di 3-4 pagine ciascuno. In ogni "episodio" racconto una singola cosa, o descrivo un piccolo - per l'appunto - episodio a sé stante. Ci sono ovviamente degli archi narrativi più lunghi composti da più "episodi" consecutivi, ma in ogni caso la formula è sempre quella.
La mia domanda è: questa struttura del racconto è troppo strana per un libro che a una casa editrice potrebbe interessare? Dovrei in qualche modo riorganizzare il testo in capitoli classici come è fatta la maggior parte degli altri libri là fuori? Oppure è una formula interessante? Immagino esistano già altre opere fatte così.
Non so se può influire, ma la storia parla di una spadaccina in un cyber wild-west post apocalittico. È un mondo dove il confine tra giusto e sbagliato è molto sottile e ci sono alcuni episodi che pongono domande dove non esiste una risposta corretta.