Festività soppresse
Possono tecnicamente essere prese tutte assieme magari sommandole ai gg di ferie normali? Voi come le prendete? Singolarmente oppure le trattate come ferie normali?
Possono tecnicamente essere prese tutte assieme magari sommandole ai gg di ferie normali? Voi come le prendete? Singolarmente oppure le trattate come ferie normali?
Da italiapersonalfinance. Io vivrò pure da terrorista on o in modo estremo come scrivono ma dopo tutte le spese di base mi avanzano circa 1.000 euro con quella cifra e mi pago affitto e vivo da solo. Evidentemente vivo in un'altra realtà però
Il divario con i professionisti americani è senza senso
Leggevo questo topic: https://www.reddit.com/r/biglaw/s/iAEFASfDhJ
Dove un avvocato dopo 7 anni di professione dichiarava di aver messo da parte 1 milione e 700.000 dollari. Nei commenti a chi si chiede come abbia fatto rispondono che in realtà può essere sufficiente essere frugali e risparmiare quasi tutto il proprio reddito.
In USA circa il top 25% degli avvocati lavora in big law dovd gli stipendi partono da 200k all'anno a fronte di turni massacranti. Adesso è vero che si sta parlando del top della professione, ma il divario con i professionisti italiani, siano ingegneri, avvocati o medici è a dir poco imbarazzante. Dopo 7 anni qui se sei al top guadagni 60k a Milano e hai pochissimo da parte. Poi sicuramente sarà una società di merda sotto 100 punti di vista ma sulla possibilità di far soldi non si discute.
26M, laureato in giurisprudenza, dipendente di una PA locale da circa 1 anno.
Lavorando in una PA locale mi sono reso conto che il lavoro è, senza mezzi termini, in buona parte inutile. Magari "inutile" è esagerato, l'ufficio in sé e per sè dove lavoro non è inutile o eliminabile, ma i software e i flussi di lavoro sono così tanto inefficienti e lenti che una parte molto rilevante del tempo di lavoro è praticamente buttato a combattere contro i mulini al vento.
Inoltre l'ambiente è alquanto tossico e le colleghe sono in buona parte frustrate e rispondono in modo aggressivo senza motivo. Anche il rapporto con l'utenza è spesso conflittuale, ovviamente nessuno è contento di pagare coattivamente.
Inoltre lavorando in provincia di Roma mi rendo conto che il provincialismo è estremo, io sono del sud e sento continue battute, frecciatine etc... sul fatto di essere del sud.
Adesso volendo restare nella PA, avrei elevate probabilità di riuscire a spostarmi in un ente centrale visto sono già in graduatoria, e sul medio termine potrei tentare concorsi come quello da segretario comunale per tentare di fare il salto a livello retributivo, sebbene sull'utilità del lavoro avrei anche qui qualche dubbio; sono lavori che farei solo ed esclusivamente per soldi insomma, e comunque entrare non è semplice ovviamente.
Mi è balenata in testa, un po' dal nulla, l'idea di fare una professione sanitaria... offrirei un servizio alla persona utile, guadagni non bassi, e competenze vere spendibili anche all'estero. Secondo voi è una follia?
Questa è purtroppo la mia mansione in un comune. Il problema è che fra l'altro non mi riesce nemmeno bene, visto che mi capita di commettere errori nell'inserimento massivo di questi dati. Al contrario di quanto si potrebbe credere non ho MAI momenti morti e lavoro tutto il giorno al terminale facendo questa mansione ultra-ripetitiva.
Ho una laurea magistrale ed è la mia prima esperienza di lavoro full-time quindi non ho un benchmark, la mia domanda è: nel privato è comune essere demansionati a questi livelli o nel bene e nel male si tende a valorizzare un minimo le risorse umane (anche solo per non sprecare "valore")?
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Buonasera, premetto che ho già superato il periodo di prova in un comune. Viste le difficoltà riscontrate nell'ufficio di destinazione, dove da istruttore sono stato praticamente relegato a mansioni di mero inserimento dati (commettendo errori di data entry per l'appunto), mansioni che non c'entrano nulla con le materie di concorso, con l'EQ e il dirigente abbiamo praticamente deciso che l'opzione migliore per tutti è quella di fare una mobilità. L'EQ ha inizialmente proposto una mobilità esterna, io però le ho fatto capire che una mobilità esterna sarebbe stata difficile per varie ragioni, quindi l'ideale, condizioni permettendo, era fare una mobilità interna, passando ad un altro ufficio.
È un ente di medie dimensioni, quindi abbastanza strutturato ma non enorme insomma. Adesso, vi volevo chiedere: secondo voi, a parte la finta cortesia, da questo momento rischio ritorsioni di qualche tipo? Qualcuno si è ritrovato in una posizione simile?
Provengo da una zona metropolitana del sud, dove c'è pochissima industria, commercio al dettaglio e un po' di servizi informatici, per il resto il nulla.
Qui c'è tanta gente che arriva a 27-28-30 anni con lauree umanistiche e senza aver mai lavorato, che magari ha già accumulato 2-3 anni di disoccupazione sul cv dopo la laurea se si esclude il servizio civile o i 60 cfu, oppure gente che non fa direttamente nulla fino ai 30 anni per poi trovarsi magari un lavoro pagato 1200 euro al mese.
Si tratta di un fenomeno relativamente recente perchè fra la generazione dei boomer l'inoccupazione riguardava per lo più le donne che facevano in realtà le casalinghe e si occupavano dei figli, mentre fra gli uomini il tasso di occupazione era elevatissimo.
Ad oggi le donne hanno giustamente perso il loro tradizionale ruolo in casa, inoltre gli standard di vita si sono alzati quindi 1 stipendio normale di certo non basta più per mantenere 2-3-4-5 persone se non proprio in condizioni di miseria (vivendo forse come il contadino medio degli anni '60), d'altro canto il neetismo è diffuso anche fra gli uomini, le cui performance sul piano professionale e scolastico sono anzi in calo. Infatti l'aumento del tasso di occupazione femminile è stato in parte compensato dalla riduzione di quello maschile.
Quindi la domanda è: questa gente cosa farà? Come faranno a mantenersi dopo la morte dei genitori?
I maschi (soprattutto) della GEN Z fanno tutti gli informatici? Ogni volta che incontro una persona nuova si rivela essere informatico, e non penso di frequentare una bolla particolare.
26 anni, mi manca 1 esame per la laurea in giuri, entrato a 25 in PA, e anche se il lavoro mi fa cagare paradossalmente avrei voluto entrare prima. Nel mentre mi sarei preso una meme laurea telematica con 110 e lode che vale più di quella che sto prendendo in un ateneo pubblico.
In primis fare un lavoro demansionato a 19 anni come quello che svolgo presso un eel mi avrebbe pesato di meno, poi vedo gli anni dell'università come buttati visto che non frequentavo e molte materie non mi hanno lasciato nulla, mentre se fossi entrato subito avrei avuto un minimo di base economica per fare esperienze, rendermi indipendente, viaggiare, etc... Purtroppo a 19 anni non pensi a tutto ciò e perdi tempo su corsi che ti lasciano ben poco dal punto di vista professionale e umano.
Ho un lavoro e un gruppo ristretto di amici con cui mi vedo poco perché vivo fuori, ma mi chiedevo: in Italia ci siamo ridotti a lavorare, avere la relazione con la fidanzata/fidanzato e stare con la famiglia? Mi sembra che i rapporti sociali al di fuori di queste sfere siano praticamente assenti, è difficilissimo che la gente ti dia confidenza (a meno che tu non sia una bella ragazza) e dopo i 25 anni ognuno viva nella propria bolla ristretta disinteressandosi di tutto il resto. Voi siete riusciti a trovare una soluzione?
Voglio dire, capisco che non abbiano voglia di fare esami, e soprattutto che si debba mantenere distanza con chi appartiene a un livello socio-economico inferiore s/, ma dio cristo fare gli esami, soprattutto di materie di "riempitivo"/complementari dove lo sforzo di elaborazione è veramente minimo, è meglio del 99% dei lavori esistenti in Italia. Io mi alzerei ogni mattina con un sorriso a 360 gradi mentre questi sembra che stiano avendo a che fare con dei goblin informi di cui liberarsi il prima possibile. E parlo soprattutto dei professori giovani, che paradossalmente sono i peggiori in questo. Poi capisco che avere a che fare con studenti non sempre preparati al meglio sia frustrante, ma vuoi mettere con il fare la maggior parte dei lavori a contatto col pubblico dove hai a che fare con vecchie arroganti che a momenti ti sputano in faccia ed essere nonostante tutto costretto a rispondere con gentilezza ed educazione?
Queste sono le prove dell'edizione passata del concorso. Mi sembrano molto semplici, possibile che il livello sarà simile?
Qualcuno ha notato questo pattern? Ho superato agilmente prove per enti enormi con voti alti tranne poi essere segato al concorso per l'ente x che non si incula nessuno.
Passando praticamente da un comune a un consorzio perché ci si trova male coi colleghi? In pratica nei periodi tranquilli la situazione è anche okay, ma si verificano dei picchi dove la situazione sfiora il mobbing. Soprattutto finché ero in prova mi facevano nonnismo minacciando perfino di non farmelo superare ed altre cose simili, adesso la situazione si è un po' placata ma in primis non mi è andato giù questo trattamento e in secondo luogo so che potrebbe ricapitare. Senza contare che ad esempio l'altro giorno ho beccato la collega a sparlarmi dietro con colleghi dell'altro ufficio prima che io arrivassi (e ho infatti fatto presente che non è un modo corretto di procedere) ed altre belle cose.
Ambiente fatto, senza volere essere cattivo ma solo per essere oggettivo, da boomer un po' incattiviti dalla vita.
Il problema è che 1. I consorzi sono meno stabili dei comuni 2. Adesso sto a 15 minuti a piedi, mentre lì dovrei farmi 25 minuti di bus o 45 minuti di treno, che è okay ma significa comunque affidarsi ai mezzi pubblici. Potrei nel caso valutare anche una bici elettrica (sono 25 minuti in bici), ma voglio evitare l'auto per tagliare sulle spese.
Che ne pensate? Mi conviene restare dove sto e cambiare semmai solo per un ente centrale?
Lo stato italiano è in un loop di debito irrisolvibile e piuttosto che tagliare le pensioni la scelta evidentemente è quella di risparmiare su sanità, istruzione e stipendi degli statali. Forse le agenzie e i migliori ministeri si salveranno ancora, ma per chi lavora in eel o università etc.. credo che in futuro, mancato adeguamento all'inflazione dopo mancato adeguamento, finire in miseria sarà inevitabile.
Visto che lavorare in un eel rende fra l'altro dei reietti irriciclabili per il mondo del lavoro italiano ed estero, che piani avete per far fronte all'inevitabile perdita ulteriore del potere di acquisto dei prossimi anni? E ha senso iniziare a lavorare al comune con queste prospettive?
Scusate l'errore nel titolo "intellettualmente" ma sono da cell fuori casa
Mi ritrovo in un comune a fare compiti da celebroleso..
Praticamente data entry massivo, pagamenti col POS e rispondere a quelle 3-4 richieste degli utenti che sono poi sempre le stesse domande a ripetizione.
La domanda è: posto che ovviamente nella PA italiana non si progettano razzi per la NASA, l'unica strada per usare un minimo le funzioni cognitive di cui l'homo sapiens è dotato è vincere il concorso in prefettura, diventare segretario comunale, lavorare in bankit ed altre cose di questo tipo o possono esserci mansioni meno fantozziane anche nei posti normali ad esempio degli enti centrali?
Settimana scorsa torno dalle ferie estive di 2 settimane, per 3 gg per la prima volta in 4-5 mesi che sto in questo ufficio (prima ero altrove) il carico di lavoro è stato bassino perché da quello che mi hanno detto col caldo eccessivo avevano un po' ridotto i posti di controllo; sono in polizia locale da amministrativo quindi il mio lavoro (che è praticamente solo data entry/trascrizione dei verbali) dipende da quello che gli agenti fanno in strada.
Oggi torno dal weekend e mi ritrovo con almeno una novantina di verbali (telecamere) da inserire, quindi un carico di lavoro per me molto elevato, ma devo dire che quando la vigilessa si è ritrovata a svolgere la medesima task non mi è sembrata molto più veloce.
L'EQ (donna) entra a fine turno (oggi era corta) e va su tutte le furie perchè non ho finito di inserire i verbali, dicendo che mi ero preso non solo le ferie ma anche 3 gg per "riorentarmi", giorni che in realtà semplicemente coincidevano con un basso flusso di lavoro dove eravamo però costretti ad ascoltare i suoi racconti delle vacanze nella giovinezza.
Fra l'altro abbiamo mi pare 60 o 90 gg per spedire i verbali e sono arrivati l'altro ieri!
Mi sono rotto il cazzo di dover subire queste frecciatine per l'esercizio di diritti contrattuali, adesso le ferie, 1 mese fa si è messa a sindacare per aver preso 2 ore di permesso dicendo che se non macinavo si sarebbero chiusi i rubinetti, etc...
Oggi poi se ne esce che purtroppo stiamo un po' in sofferenza perché la collega è in ferie etc.... ma c'è SEMPRE un'emergenza di qualche tipo.
Adesso il mio dubbio è che voglio 4 gg di permessi concorsi in questo mese per fuggire da questo ufficio tossico, ho mandato una mail di preavviso all'EQ ma credo non l'abbia letta perché non mi ha nemmeno risposto. In teoria questi permessi non sono subordinati all'accettazione o alle esigenze di servizio, ma in pratica se volesse rifiutarmeli come potrei tutelarmi?
Lavoro in un ambiente in buona parte disfunzionale per vari motivi, che a volte sfiora il ridicolo.
Fra la tante cose: una collega, mia parigrado, che è a tempo indeterminato come me ma a livello "base" della gerarchia, porta continuamente cibo in ufficio; prevalentemente dolci, zuccheri vari, caramelle gommose, sempre in gran quantità.
L'assurdo è che lei, a causa di varie intolleranze, non può mangiare niente di tutto ciò ma, nonostante abbia figli e famiglia, per qualche motivo ritiene sensato mettersi alle 11 di sera a cucinare dolci per l'intero ufficio.
Io non ho mai portato nulla di nulla, visto che a) tendo ad evitare dolci, visto che sono già skinnyfat di mio; 2) non mi interessa mostrare riconoscimento o ingraziarmi nessuno in ufficio.
Mi direte: magari è una persona genuinamente portata alla condivisione, non è detto che sia lecchinaggio. E invece, a mio parere, in fondo in fondo, c'è proprio la volontà di leccare un po' il culo e ingraziarsi i superiori. Lo si capisce dal fatto che adotta un tono radicalmente diverso a seconda che parli col responsabile, con la collega più anziana, o con il sottoscritto. Ovviamente con la responsabile è quasi servile, con gli altri gentile, con me, che sono l'ultima ruota del carro al suo stesso livello sulla carta, è spesso brusca ed evasiva.
Fin qui tutto okay, faccia quello che vuole. Il problema è che adesso è come se si fosse generata un aspettativa dello stesso tipo anche nei miei confronti.
Ad esempio:
La responsabile mi ha, fra il serio e il faceto, rimproverato per non aver portato cibo di ritorno dalle ferie;
Altri colleghi fanno ironia sul fatto che non porto mai caramelle o altro e faccio fare tutto alla collega;
Mi hanno fatto pesare per settimane e settimane il fatto di non aver fatto una piccola festicciola al superamento del periodo di prova.
Ma vi pare normale? Se fossero gentili e simpatici okay, ma, secondo voi, non solo vengo trattato come uno straccio dovrei pure mostrare riconoscenza e comprare le caramelle, i cornettini e le sfogliatelle affinché voi possiate goderne?
Entrando in comune mi sono reso conto che la maggior parte del personale è rappresentato da donne fra i 35 e i 50 anni che hanno la necessità di usufruire di permessi e flessibilità per la famiglia e i figli il cui stipendio serve probabilmente ad integrare quello (più sostanzioso) dei mariti.
Ovviamente c'è qualche eccezione ma il modello è quello.
Ormai il target di riferimento è solo questo?
Sto cercando di cambiare ente e mi si sono accavallati una serie di concorsi. Secondo voi prendere ben 4 permessi (la metá del totale) in così poco tempo è problematico o non devo guardare in faccia nessuno?