r/Psicologia_Italia

Mi sento vuoto e solo

Ho quasi 30 anni e negli ultimi 6 mesi la mia vita è cambiata drasticamente.
Mi sono trasferito in una nuova città. Una metropoli dell’Italia settentrionale per intenderci.
Ho abbandonato la mia vecchia vita alle porte di un’altra metropoli dell’Italia centrale.

Il trasferimento mi ha permesso di prendere la mia carriera in mano.
Il mio lavoro è stimolante, mi offre ogni giorno nuove sfide e opportunità di crescita. L’atmosfera nella mia azienda è ottima. Ho conosciuto persone competenti, simpatiche e persino altruiste.
Adoro la città, le opportunità che offre, la vita culturale, quella notturna e i suoi servizi.
Non penso che la lascerei, se non per trasferirmi all’estero in un contesto altrettanto se non più internazionale e con retribuzioni più elevate.

Eppure mi sento solo, succube dell’anomia di cui parlava il sociologo Durkheim.

Qui ho degli amici di vecchia data e anche dei parenti stretti.
Ci vediamo spesso, condividiamo qualche uscita, pranzi, cene e colazioni.
A differenza mia, però, fanno per lo più vita di coppia. Hanno ritmi molto più tranquilli dei miei, vivono di giorno e non di notte.

Spesso nel weekend mi trovo ad uscire da solo, a girare per locali, vittima della FOMO.

La domenica è il giorno più triste.
Desidero più di ogni altra cosa la compagnia di una donna con cui condividere momenti, hobby, gite fuori porta. O, banalmente, condividere un divano e guardare un film o leggere un libro sentendo il suo calore sulle mie spalle.

Quando sono arrivato ho letteralmente consumato le app di dating.
Credo di essere uscito con 15 o 16 ragazze. Tanti primi appuntamenti, tanto ghosting, da parte mia e da parte loro. Di quello subito ne ho risentito in una sola occasione, a seguito di un appuntamento che sembrava essere andato molto bene.

Ho conosciuto una sola ragazza con cui avrei instaurato una relazione seria. Purtroppo, non ero ricambiato. Il colmo è che, da anaffettivo quale sono diventato -ci tornerò a breve- mi ha rimproverato di essere stato troppo pressante nei suoi confronti. Accolgo la critica, anche se con un briciolo di sorpresa.

Ora faccio anche molti meno match, ma non lo vedo nemmeno come un dramma.

Il punto è che non riesco a creare un rapporto di condivisione, empatia e di sana comunicazione con una donna.

Le ragioni sono molteplici.

Ve ne svelo una: la mia ultima relazione seria si è conclusa con la mia ex che sosteneva di non aver mai provato attrazione fisica nei miei confronti, negava di essere mai stata innamorata di me e mi lasciava intendere di aver confuso la gratitudine che mi doveva per esserle stato vicino in un momento particolarmente difficile per lei con l’amore e insisteva nel dire che il mio principale pregio sarebbe stata la “bontà”.
Oltre a questo si aggiungevano una serie di attacchi personali che danneggiavano irreparabilmente la mia autostima, innestandosi in un periodo in cui, per una serie di ragioni, stavo accusando sintomi di depressione ed ero spento.

Vorrei innamorarmi perdutamente e, soprattutto, incontrare una donna che si innamori perdutamente di me.
Ho sullo sfondo l’esperienza dei miei genitori, che stanno insieme da più di 40 anni, senza un solo tentennamento, una crisi o una difficoltà rilevante nel loro rapporto.
Mi angoscia non riuscire a vivere nulla di simile.

Non so come fare, come comportarmi, dove andare, come conoscere, come fidarmi, come non vivere nella paranoia del rifiuto.

Prima di chiudere, almeno per il momento, il ragionamento, condivido un’ultima immagine.

Una ed una sola volta nella mia vita mi sono innamorato perdutamente a prima vista. Non sono mai stato con questa ragazza, benché per un po’ di tempo siamo diventati ottimi amici. Ho amato più lei di qualunque ragazza con cui sia mai stato.

Le nostre strade si sono divise perché non riuscivo a reggere la situazione.

Temo inconsciamente di essere alla ricerca della stessa situazione che ho provato quando ho visto lei per la prima volta, anche se non è andata bene, e ho il terrore di non sentirmi mai più così in vita mia…

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u/Goalkeeper67 — 16 hours ago
▲ 4 r/Psicologia_Italia+2 crossposts

aiutatemi a capire questo tipo di atteggiamento, dannoso o genuinamente competitivo?

Ciao m24.
Da un po’ di tempo noto che il mio amico (ci conosciamo dalle scuole) ha un bisogno di mettersi al mio livello, quasi necessario.
Non so se chiamarla invidia perché lui è una persona estremamente buona e gentile, mi ha aiutato nei momenti più difficili mostrandosi davvero amico. Nei momenti in cui invece raggiungo traguardi tende a cambiare atteggiamento, distoglie lo sguardo, si distacca un po’ pensieroso.
Poco tempo fa gli ho detto che ero contento che un esame mi era andato bene e lui, per 2 giorni ha smesso di rispondermi dicendomi che “sto studiando molto scusa”.
Come fai a non avere a disposizione 5 min. Per rispondere?
Si ripete spesso questo pattern dove io gli dico un mio fatto e lui dopo giorni fa qualcosa di correlato. Una sorta di necessità. Eppure io non mi sento superiore a lui, neanche provo invidia, siamo diversi secondo me. Lui invece prova a voler a tutti i costi somigliarmi o comunque avvicinarsi nonostante io sia uno sfigato fondamentalmente.
alla lunga questo comportamento potrebbe diventare tossico per me o per lui? Come gestirla senza interrompere un’amicizia?

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u/TraditionalGarage106 — 2 days ago

Non riesco ad adattarmi nel situazioni sociali di base

F21 Sostanzialmente sono appena stata lasciata in alloggio dove siamo in vacanza dai miei colleghi di università perché dopo aver suggerito di andare a fare festa in una città a 46km da dove ci troviamo attualmente (con tra l'altro un amico di un collega che non conosco). Appena hanno suggerito l'idea erano tutti entusiasti tranne me che mi è preso il panico anche se non l'ho dato a vedere. Già mi ero spinta al limite andando a fare aperitivo fino all'una di notte, e sono pure astemia quindi è stato imbarazzante anche per questo, e ora questo. Non riesco a gestire queste situazioni specialmente se capitano a caso: ho bisogno di pianificare e di avere orari precisi cosa che non interessa ai miei colleghi che si vogliono solo "vivere il momento". Io non ce la faccio. Mi prende l'ansia e finisco per essere additata sempre come guastafeste e che ho troppo "la scopa nel culo".

Quindi volevo sapere come posso risolvere il problema o se mi devo rassegnare a essere una sfigata ostracizzata dalla società, senza amici.

P.s. ci ho già provato numerose volte a spingermi oltre ma quando ci riesco la vivo malissimo e quando fallisco, come oggi, passo il tempo a sentirmi inadeguata

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u/Alicee1ombra — 1 day ago
▲ 17 r/Psicologia_Italia+1 crossposts

Hai mai scritto a ChatGPT come stavi davvero?

Lo fanno in tanti: scrivere ad un'AI è più facile che parlare con qualcuno. Nessun giudizio, nessun imbarazzo, risposta immediata.

Ma dall'altra parte non c'è nessuno che può davvero aiutarti.

Chi ha bisogno di supporto spesso si blocca prima ancora di fare il primo passo. Per questo esiste una chat gratuita dove scrivi come stai, e ti rispondono psicologi veri iscritti all'Albo. Scegli tu con chi parlare.

Siamo ancora piccoli, non è perfetto. Ma ci teniamo che funzioni davvero.

u/psico-community-it — 3 days ago

34M, 150-200+ partner (ragazze, 1/10 ragazzi) AMA

Vagabondo alla ricerca di uno spazio dove fare questo AMA, speriamo qui funzioni!

Ultimamente non posso fare a meno di notare quanti, specialmente tra i giovani uomini, vivano con difficoltà e complessi l'approccio con potenziali partner, e credano impossibile un esperienza come la mia:
spero che condividerla possa essere, se non un esempio positivo, almeno un aiuto :)

-No, non erano tutte "bidoni" (che poi è pure una maniera degradante di qualificare che non condivido)

-No, non ho pagato (se non in alcune occasioni, ma parliamo di eccezioni)

-No, non sono un pickup artist, mi fa orrore la manosphere

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u/Background_Dot7814 — 5 days ago

SOS Relazione in crisi

Buon pomeriggio,

ho fatto un preambolo su un altro forum , ma vorrei formularlo meglio, con la speranza di trovare una chiave di aiuto.

Io F28 e lui M31 , siamo insieme da tre anni , in quest ultimo anno 2026 stiamo avendo un pò di crisi all'interno della relazione, siamo stati due anni nella mia casa in cui stavamo benissimo , zero stress. Nell'ultimo anno abbiamo avuto l'occasione di spostarci nella sua di casa, lasciata dal padre.

In quest ultima non mi sono mai trovata a mio agio , nonostante avessi apportato delle modifiche per renderla mia, oltre tutto dopo questo cambiamento ci sono state sfighe su sfighe. Sarà un caso , non so..

Ultimamente le cose non vanno , entrambi ne rendiamo conto di questa cosa, litighiamo anche per cose futili , ed è come se provassimo una sorta di odio. Quando sono a casa da sola sto da Dio, dal momento in cui torna a casa , non so.. mi scatta qualcosa.

Sono un po' esasperata e mi sto concedendo dei mesi di riposo altrove , giusto per far chiarezza sulle mie intenzioni e sulle sue, come se fosse un esame di coscienza. Ne ho chiaramente parlato con lui , e vorrebbe che non finisse , giustamente , ma io sono perennemente indecisa se salvare me o la relazione.

Perchè questo ? Il mio dilemma esistenziale è che lui non ha mai avuto nessun risparmio da parte. Sbaglierò io a far ruotare intorno alla capacità finanziaria ? Non so. Ma io per programmare qualsiasi futuro devo pensare di star tranquilla , sia conto mio , che conto suo.

Ho chiesto esplicitamente di venirci incontro e di prendere posizione a questa situazione , in quanto mi sembra irresponsabile vivere con nulla , premesso che , lavora , quindi ricevendo uno stipendio di 1600euro e non avendo da pagare da poco Mutuo casa , macchina , rimangono soltanto delle bollette e una barca che dividono in tre, palestra con personal trainer , circa 1000 annuali . Non capisco come faccia a spendere altri soldi, mi ha anche dato la possibilità di vedere il conto , ma non vorrei farlo.

Specifico che, anche io ho le mie spese , camper, auto (che copro con l'affitto della casa in affitto) , il resto tari , imu , wifi, telefono e divano (prestiti) sono miei.

Abbiamo anche degli animali , che non sono per nulla un problema, perchè riusciamo a gestirli.

Possibile che un ragazzo / uomo di 31 anni possa vivere in questo modo la sua vita ? Togliersi i propri sfizi e poi magari chiedere aiuto a me quando non ne abbiamo di soldi, ho anche optato nel chiudere quello che mi sembrasse "di troppo" , tipo palestra e magari proseguire da solo. Io per avere qualche entrata in più, mi sono di conseguenza limitata.

Oltre questo, ultimamente quando usciamo non abbiamo più stimoli, vedo che passa tranquillamente nel mentre delle nostre uscite al cellulare (no social) , soltanto gruppi di amici su whatsapp. Perchè non socializzare con la propria compagna ? Sono IO che pretendo troppo ? Che voglio sempre attenzioni ? La paura di entrare in monotonia .

Pure sfera sessuale va un pò in decadimento , specifico che entrambi lavoriamo dalla mattina alla sera (fino 18:30) , tornando tardi non abbiamo mai tempo per noi stessi , o per lo meno non cerchiamo neanche di ritagliarcelo. ( do colpa anche a me stessa).

Vorrei riaccedere un minimo di entusiasmo come lo eravano nei tempi passati, sto dubitando anche di me stessa e della mia sanità mentale. Se le cose migliorassero , vorrei anche proporre una terapia di coppia se può essere risolutiva.

(Spero di non aver saltato nulla)

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u/Confusion_seea — 5 days ago

Problema con le ragazze

Ho 20 anni (vado per i 21) e sono uscito da quasi 2 anni da una relazione di 4 dove la mia ex mi tradiva costantemente. La cosa brutta è che ho scoperto tutto dopo il la rottura e insomma tutto quello che ho provato in quegli anni sembra falso.

Nel senso, io ero “romantico”, nel senso che dentro di me volevo dare il primo e ultimo bacio/sesso/ ecc.. con una sola tipa. Beh ovviamente indovinate chi ho scelto.. esatto. Io ho dato il mio primo vero bacio, la mia verginità e ho anche avuto il mio primo vero amore come sentimento nei riguardi di una persona che fondamentalmente faceva finta di amarmi.

Questa cosa mi ha distrutto nel profondo e ora vivo una relazione difficile con l’altro sesso:
Sono conscio del fatto che il mio desiderio di quando ero giovane non può realizzarsi ma comunque trovo difficile se non impossibile baciare ragazze o semplicemente farci sesso occasionalmente. Non riesco nemmeno a baciare una in discoteca da ubriaco (e non ho nessun problema di estetica, anzi).

Quello che vorrei ora? Una fidanzata che mi ami, però i miei standard sono alti e poi sono macchiati dalla mia ex:
infatti tendo ad interessarmi solo con ragazze simili a lei (lei era asiatica e aveva uno stile particolare), come se volessi cercare lei nelle altre (e non ci sto sotto più da quasi un anno ormai, non mi manca più ecco)

Unisci tutto questo al fatto che sono un totale principesso che non approccia dal vivo nessuno perché mi sento un beota perché sono uno sfigato del cazzo che non esce di casa e non sa parlare alle persone, ed ecco qua la ricetta per rimanere soli.

Quindi nulla raga volevo solo sapere se la situazione migliora oppure rimarrò un complessato che non scopa da quando aveva 19 anni. C’è qualcuno con simili esperienze? Ultimamente mi fa stare davvero male sta cosa che non sono in grado di fare nulla con un essere di sesso femminile.

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u/xXKelly013 — 5 days ago

Acquisto casa e relazione

Salve a tutti. Io (29M) e la mia ragazza (27F) stiamo insieme da 1 anno e mezzo e conviviamo da 6 mesi in affitto a 750 euro al mese. Tra noi va benissimo, ma una recente discussione sulla casa mi ha fatto accendere un grande campanello d'allarme.

Dato che lei non vuole accollarsi un mutuo per 30 anni, ho proposto di comprare casa interamente a mie spese, sfruttando gli 80-90k messi da parte in 4 anni di lavoro nel tech. Lei si è arrabbiata, sostenendo che un'abitazione solo mia creerebbe un divario nella coppia e che la casa dovrebbe essere intestata al 50% a entrambi, anche senza un suo contributo economico. Lei lavora full-time ma ha una rata dell'auto di 300 euro al mese e fatica a risparmiarne 200, motivo per cui io (che guadagno il 30% in più) già contribuisco maggiormente alle spese quotidiane.

La frase che più mi ha ferito è stata "se poi ci lasciamo, a me non rimarrebbe niente". Non credo sia un'approfittatrice, ma la pretesa di co-intestazione mi sembra assurda e mi chiedo se sia io ad avere un problema con il denaro o se la mia reazione sia legittima. Voi che ne pensate?

Edit: in ogni caso sarebbe da accendere un mutuo, lei se cointestata al 50% parteciperebbe anche alla cointestazione del mutuo ma mi ha fatto capire che sarebbe fortemente contraria a dividere in percentuali diverse dal 50% a testa anche considerato l'ingente anticipo che io potrei mettere

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u/Snoo84136 — 7 days ago
▲ 6 r/Psicologia_Italia+1 crossposts

la persone di oggi

A volte mi viene da pensare che l’Italia stia andando sempre peggio. Non so se sono solo io, ma mi sembra che tanta gente abbia perso completamente la testa. Nella mia città vedo ragazzini che fumano e bevono anche se hanno tipo 12‑13 anni, e passano le giornate a cercare rogne con quelli più grandi, come se fosse una gara a chi fa più casino.

All’inizio pensavo fosse solo un problema del posto dove vivo, ma poi ho iniziato a informarmi, a sentire gente di altre città… e la situazione è praticamente la stessa ovunque. E questo mi fa sentire un po’ “quello diverso”, come se fossi l’unico a non sopportare questo modo di vivere, questa mentalità che sembra diventata normale.

A volte mi sembra davvero di essere l’unico che si sente fuori posto, come se odiassi solo io questo ambiente che mi circonda. E il fatto che in altre parti d’Italia non sia diverso non fa altro che aumentare quella sensazione di stanchezza e di delusione.

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u/PossibleNew7632 — 8 days ago

Come si supera la convinzione di non poter piacere a nessuna ragazza?

A 24 anni ormai mi sono arreso. L'idea che una ragazza possa trovarmi attraente o comunque provare un interesse nei miei confronti mi sembra impossibile. Non sono mai piaciuto e la cosa mi pesa

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u/shothaw — 6 days ago
▲ 19 r/Psicologia_Italia+2 crossposts

Loved Only When I Was Easy to Love

Loved Only When I Was Easy to Love

This is just something I wanted to share. A way to vent.
I'm writing here not because I believe this person has an avoidant personality in every sense, but because I relate to many of the reflections I've read.

What hurts the most, after years together, is looking back at everything from a distance and realizing how this person gave their soul, heart, tears, smiles, time, and life to me, right from the very first months. Everything felt incredibly deep, almost unreal, and beautiful.

Two psychologists openly and emotionally talking about everything, about every feeling.
We bought a house to live in together. Every now and then we'd casually joke about having children, but the idea was there, floating in the background.

Then everything gradually fell apart after I developed a rare illness.

I kept asking for reassurance that he still wanted that future with me, that he still loved me despite everything. I almost felt guilty, as if I were the one destroying the future we had imagined together. But even then, I could already see doubt in his answers and in his eyes.

I still don't know whether, during those devastating months when I leaned on him so much emotionally, I really became too much, too overwhelming, too difficult... or whether he was simply too fragile and too afraid, and started emotionally checking out the moment life became incredibly hard.

On one side, I remember the caring, calm, seemingly perfect man who came with me to every medical appointment.

On the other, I remember the man who, after just five months of my illness, diagnoses, and tears, had already left the relationship emotionally and was already thinking about ending it.

Sometimes I tell myself:
"Poor him. It's all my fault. I exhausted him. I overwhelmed him. He felt drained, and I couldn't even give him the space he kept asking for."

And then another thought follows:
"How could all the love he had for me during those first two years—so much that he wanted to build a future together—start disappearing the moment he saw the weakest, least attractive, least interesting version of me?"

He loved the independent woman with two jobs (just like him, a workaholic), the bright and happy version of me.

He no longer loved the worried woman.
He no longer loved the woman who was watching her whole life fall apart without a clear diagnosis.
He no longer loved the woman who couldn't work anymore, or the one who needed to talk about her illness.

And yet... he stayed for quite a while, already knowing he no longer believed we had a future, still trying to please me and help me.

But no one ever said to me again,
"I'm happy to be with you. I'm still happy."

To him, our relationship became work—a second job.
At one point he described it as "a cart to pull," indirectly making me feel like I had become something that was making his life harder.

For my part, once I slowly started recovering after those first six months of complete despair, I never stopped investing in us.
We kept going out, having sex, being affectionate.
Yes, I was worried.
Yes, I still had health problems and relapses.
But my love for him never disappeared.

From the first time he left me, I never truly felt secure again.
I became anxious, constantly trying to seem "good enough."

Not realizing that, if I had wanted to save us, maybe I should have done exactly the opposite—done less, given him more space, spent more time on my own, just as he wanted.

Now I carry two completely different versions of both him and myself in my mind.

And that's heartbreaking.

I feel completely inadequate.
He didn't choose me anymore.
I was no longer the beautiful girl who, as he used to say, had brought light into his life.

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u/cast1988 — 7 days ago

Se mi vesto figa è per sentirmi figa, Yasmina Pani invece asserisce che vestirsi in un certo modo fa capire che si è interessati a un avvicinamento di tipo sessuale. Che pochezza!

u/umbertocsaba — 9 days ago

Come coltivare possibili nuove conoscenze

Ciao a tutti. Sono riuscito nell'impresa che per me sembrava impossibile: conoscere nuove persone. Il problema è che, se sei insicuro come me, appena superi questo step vai in totale pallone. Per contesto: da mesi frequento i giovani di un partito locale. Venerdì ho incrociato due di loro e siamo andati a ballare. Da omosessuale, la disco etero per me è una ciofeca per via delle dinamiche maschi/femmine a cui sono estraneo. Inoltre, c'era una normale distanza tra me e loro dovuta alla loro maggior confidenza, ma la mia testa bacata interpreta queste cose come una mia mancanza, nonostante i segnali positivi provenienti da loro (son stati loro a invitarmi). Con uno di loro, "Paolo", ci siamo scambiati Instagram, mi ha chiesto consigli su una tipa e abbiamo scoperto di avere lo stesso IDENTICO sfondo di un Pokémon. Siamo rimasti a parlare fino alle 4; volevo andarmene ma mi hanno chiesto di restare, e mi è parso che Paolo mi definisse "amico".
Sapendo che sono gay, mi hanno fatto alcune domande a riguardo. Erano curiosi e non inadeguati, ma l'ansia mi fa temere di essere una macchietta. So che la mia insicurezza distorce le interpretazioni quindi vorrei un parere dal sub: ci sono le basi per portare avanti la conoscenza? Che giudizio date di queste interazioni?

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u/sourfuture — 8 days ago
▲ 2 r/Psicologia_Italia+1 crossposts

Non l’ho superata o?

È passato praticamente un anno dalla fine della mia unica vera relazione, durata due anni. Relazione terminata perché praticamente non ci piacevamo. Litigavamo sempre, i miei problemi di gelosia ( nati e cresciuti nella relazione ), i suoi problemi a parlare e aprirsi , il fatto che sono sempre stata al secondo posto nella sua vita, il mio carattere difficile , un po’ di scenate mie , il fatto che lui nascondeva e ometteva, visioni diverse su molti argomenti per me importanti, il fatto che io di base l’ho messo al centro e ho dimenticato me stessa ( questo ovviamente non è colpa sua). Insomma una relazione che aveva i giorni contati e che entrambi ci siamo sforzati di portare avanti. Nonostante ciò avevamo ,spero anche lui, sentimenti veri l’uno per l’altra e lasciatemelo dire soprattutto io dato che lui negli ultimi mesi non voleva vedermi e dopo un paio di settimane già usciva con un’altra con cui attualmente è fidanzato.
Ho sofferto molto, sono uscita con altre persone, ho passato tanto tempo con me stessa, mi sono distratta con le persone che mi vogliono bene, mi sono messa al centro finalmente. Eppure in questi giorni, forse per il preciclo o forse perché è un anno passato, ci penso. E ogni tanto soffro ancora per quello che è successo tra noi, per le parole brutte che mi ha detto quando ci siamo lasciati, per il fatto che non mi abbia neanche voluto vedere per farlo. Poi ho ancora rabbia nei suoi confronti che vorrei non avere e a volte sono ancora gelosa purtroppo. Il mio difetto più grande. Non riesco a capire se non l’ho superata e ho bisogno ancora di più tempo o se semplicemente devono guarire delle ferite che ormai ci sono. O entrambe le cose.
Scusate se lo sfogo sembra , o forse è, fine a sé stesso ma non ne parlo con nessuno.

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u/Itchy-Square9073 — 7 days ago

Disciplina e motivazione

M23, ho problemi a rispettare impegni, e a progredire nella mia vita.
Non riesco mai ad essere costante in qualcosa che inizio, e sento che tutto quello che faccio è inutile, perché penso: a pro di che? Come se tutto non avesse molto significato.
Ho iniziato l’università 5 anni fa, e premetto che non mi è mai piaciuto studiare, ma mi sono scritto un po per scelta mia perché non sapevo che fare dopo liceo e un po perché sono stato spinto dai miei genitori a farla, quasi come se fosse un obbligo.
Ora sto per finire ma ho difficoltà enormi a mettermi li a studiare rispetto all’inizio, e in generale a fare qualsiasi cosa, che sia sport o mantenere un’alimentazione adeguata.
Dopo il diploma di scuola superiore sentivo il bisogno di avere un hobby e dedicarmi a qualcosa che mi piacesse realmente, e ho scoperto la produzione musicale, in particolare musica elettronica. Sono sempre stato appassionato, ma neanche in quello riesco ad avere costanza e determinazione per migliorare.(sarebbe il mio sogno poter vivere di musica ma ad oggi è veramente difficile data la mia scarsa disciplina.)
La maggior parte delle mie giornate le passo a scrollare reel o a perdere tempo, o uscire con amici a caso perché non mi trovo nemmeno più bene con nessuno, e odio stare da solo anche se spesso preferisco non uscire piuttosto che stare in mezzo a persone con cui non ho molto da condividere. Insomma la mia vita penso sia un disastro attualmente. Ma sono consapevole che ho un grande potenziale dentro di me, e non riesco a capire come liberarlo.
In più sfogo la mia frustrazione e stress sul gioco, che ho limitato anno scorso autoescludendomi da qualsiasi sito e che ad oggi riesco a controllare, non mi definisco ludopatico ma comunque quando sono annoiato o stressato gioco, perché è l’unica cosa che mi da adrenalina. In più non avendo un euro, sono ancora più spinto a giocare nella speranza di vincere qualcosa. Ho lavorato per un po da quando ho iniziato l’uni, ma comunque sono lavori frustranti e che prima o poi tendo a mollare.
sono consapevole che questa roba fa male e vorrei eliminarla del tutto, insieme allo scroll compulsivo, che sono tutte attività che alterano la chimica del cervello. Ci riesco anche a limitarle di parecchio, Ma non riesco ad essere costante, e prima o poi ci ricasco sempre.
Dopo tutto questo pippone, fondamentalmente vorrei sapere se qualcuno di voi si trova nella mia stessa situazione, e come si fa ad uscire da questo circolo vizioso di negatività, e a costruire una mentalità forte e disciplinata.
PS. non ditemi vai dallo psicologo perché ci sono già andato, e non mi è servito. Non ho voglia di intraprendere un percorso, che sia anche per motivarmi un po, perché e ritengo che posso uscire da questa situazione anche da solo. Sono semplicemente abbastanza demotivato.

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u/Seletti — 9 days ago

Pensieri concreti riguardo al suicidio

Buongiorno, lo dico in pubblica piazza perché altri metodi non sembra stiano aiutando. Sto concretamente pensando, in modo attivo, al suicidio. Ho in mente una metodologia, ho i mezzi per farlo e il forte desiderio, pur ammettendo che non trovo sia una cosa facile, almeno per me.

Sono seguito da uno psicologo da 1 anno e mezzo e gli ho detto apertamente che ci sto pensando seriamente.

All'inizio erano attacchi di panico, forte depressione. Ci sono andato molto vicino un po' di tempo fa, fermandomi ad un passo (cosa che ha portato a contattare uno psicologo.

La situazione ora è diversa, ho una fredda consapevolezza di ciò che voglio fare e, incredibilmente, tutto ciò che mi sta attorno mi sta "spingendo" a farlo.

Sono stato isolato, considerato come una persona che va alla ricerca di attenzione. Avevo pochi amici, buona parte anche colleghi di lavoro, e si per certo che sono saturi di me.

Mi chiedo, in una situazione simile e mettendosi nei miei panni.. come si può reagire con un contorno del genere?

Ho iniziato a soffrire d'insonnia, sono stato isolato e nessuno crede io sia capace di farla finita. Forse hanno ragione, forse no. So che al momento vorrei trovare sinceramente il coraggio di farla finita e spero che questo avvenga a breve.

Grazie a chiunque abbia letto questo mio sfogo

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u/LocalLegitimate4719 — 9 days ago

Colloqui con HR per dimissioni

Vorrei la vostra opinione in merito a questa situazione di seguito riporta :

Due giorni fa sono andato dal mio responsabile e gli ho comunicato che mi sarei dimesso, poiché avevo ricevuto una proposta lavorativa migliore sia dal punto di vista economico sia, soprattutto, per quanto riguarda il percorso professionale. Il mio responsabile mi ha detto che gli dispiaceva, ma che comprendeva perfettamente la mia scelta e che avrebbe informato le Risorse Umane.
Dopo aver comunicato la mia decisione a HR, mi è stato fissato un colloquio su Teams. Durante l’incontro, il responsabile delle Risorse Umane mi ha chiesto le motivazioni della mia decisione. Gli ho spiegato che desideravo cambiare perché avevo ricevuto una proposta vantaggiosa non solo dal punto di vista contrattuale, ma anche in termini di crescita professionale.
A quel punto ha iniziato a illustrarmi, giustamente, tutti i vantaggi del rimanere in azienda, sottolineandone la solidità, le opportunità di carriera e il fatto che, essendo stato assunto solo cinque mesi prima, secondo lui stavo prendendo una decisione affrettata.
Io ho risposto che, guardando al futuro, tra uno o due anni non mi vedevo ricoprire alcun ruolo all’interno dell’azienda e che desideravo svolgere un’attività diversa da quella che stavo facendo: un lavoro che mi offrisse maggiore autonomia, più libertà e soprattutto maggiori stimoli.
Lui mi ha fatto presente che l’azienda dispone di numerosi settori e che, se lo avessi voluto, si sarebbe potuto valutare uno spostamento interno. Io, però, sono rimasto fermo sulla mia posizione.
Infine mi ha chiesto per quale motivo l’azienda avrebbe dovuto trattenermi, sottolineando che non ero un esperto nel settore del biometano. Ho risposto che ero pienamente consapevole di non esserlo e che non stavo certo chiedendo di ricoprire un ruolo di responsabilità. Ho aggiunto di sapere di non possedere ancora tutte le competenze tecniche necessarie, ma di avere buone capacità organizzative e una forte volontà di imparare.
A quel punto mi ha detto: “Allora devi andare, devi cambiare, perché noi abbiamo bisogno di persone che abbiano fame.” A quella frase ho risposto con decisione che la fame di lavorare non mi è mai mancata. Gli ho ricordato che, a una sola settimana dalla mia assunzione, mi ero fatto carico di attività che non conoscevo, senza aver ricevuto una formazione specifica, e che proprio per questo avevo dimostrato voglia di mettermi in gioco. Ho concluso dicendo che la mia scelta di cambiare nasceva proprio dal desiderio di continuare a crescere e affrontare nuove sfide.
Il colloquio si è concluso con me che ho chiesto semplicemente di farmi sapere come procedere con le dimissioni. Lui, con un tono che ho percepito come piuttosto dispregiativo, mi ha risposto: “Le dimissioni le devi fare tu.” Io gli ho fatto presente che era ovvio che spettasse a me presentarle e che la mia domanda riguardava soltanto le modalità previste dal contratto di lavoro.

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u/Public-Head-5541 — 8 days ago

Vorrei un vostro parere su un argomento un po' delicato

Allora, un mio amico non molto tempo fa si è confidato con me riguardo a un aspetto molto personale e intimo, cioè che ha un kink sessuale. Fin qui niente di strano, se non che arriva anche a farmi leggere un paio di suoi racconti al riguardo. E i protagonisti di suddetti racconti sono dei ragazzi del liceo.

Ora, siccome la cosa mi è sembrata strana, gli ho chiesto per curiosità se i suoi personaggi sono sempre così giovani - lui ha 26 anni comunque - e lui mi ha detto che in tutte le sue storie i protagonisti sono gli stessi, quelli lì due, perché lui si rispecchia in uno di loro. Mi ha spiegato che ciò di cui scrive è quello che avrebbe sempre voluto quando era più piccolo in una relazione amorosa, e che di certo non si immaginerebbe mai lui adesso con qualcuno di quell'età a fare quelle cose. Ora, premesso che questi racconti non sono spinti (non c'è neanche nudità, per la verità), però comunque trattano quello che è a tutti gli effetti un feticismo/kink, voi cosa ne pensate? Boh non so, sento che ci sia qualcosa di "non giusto", però forse sono io che ho le mie idee, vorrei sapere la vostra

Ps si parla comunque di 17-18 anni

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u/weirdfish98 — 14 days ago