r/veganita
Prodotti per variare la dieta
Salve a tutti,
Premetto che non sono vegano ma sono aperto alle opzioni alimentari che mi permettano di ridurre la carne e variare la dieta.
Dove vi rifornite di prodotti quali seitan, tofu e tempeh senza spendere un capitale nei negozi bio/supermercati? Alcune di queste preparazioni possono essere facilmente autoprodotte?
Grazie
AYCE sushi veg o con opzioni veg
Salve! Allora il Kata Radja, storico ristorante di sushi a Torino mi sa che ha chiuso, rip (mi segna chiuso definitivamente su Google Maps). Lo adoravo perchè facevano il gioVeg e ogni giovedì sera il nastro era vegano e avevano tutti i rolls con le alternative veg al salmone, al tonno etc etc.
Fra poco torno a Torino dopo un anno all'estero senza sushi AYCE e ne ho bisogno, mi manca sfondarmi di cibo, finché il fisico da giovane ragazzuola lo regge.
Perciò vi chiedo se conoscete dei ristorantini AYCE buoni che abbiano opzioni veg (ravioli, pasta, gnocchi, rolls, zuppe, tempure...).
Grazie in anticipo!!
Dove trovare Edamame a buon prezzo?
Salve,
sono un grandissimo fan dell'edamame e sto cercando di farlo conoscere anche a parenti.
Il problema e' che quello che trovo al supermercato e' sempre piu' di 10 euro al kg, che mi sembra esagerato.
Ho visto pure al naturasi ed e' 17,70 euro al kg.
Immagino che non si possa trovare "fresco" o non surgelato o in scatola.
Qualcuno sa qualche altra opzione per averlo a prezzi ragionevoli (sotto i 5 eur/kg magari)?
Bio/biodinamico ovviamente anche meglio
Voi mangiate i semi di soia?
Curiosità personale: mi chiedevo come mai non ho mai sentito nessun vegano/vegeteriano che mangi i semi/fagioli di soia tal quali. Piuttosto che mangiare ceci/lenticchie ecc che vanno combinati con cereali per completare il profilo amminoacidico, perché non mangiare direttamente la soia cotta, che inoltre ha 36 g proteine/100g? Tutti mangiano tofu, tempeh ecc ma la soia cotta così com'è non la mangia nessuno. Tra l'altro ha anche un buon sapore secondo me e non ci vuole chissà quale tempo per cuocerla. Voi la mangiate?
La preparazione con il gusto più simile al formaggio che abbia mai mangiato:
Questo sugo, signori, è la vita. Sa di cacio e pepe al 100% ed è la cosa più gustosa del pianeta terra; va mantecato con l'acqua di cottura perché altrimenti si percepisce molto il gusto del sapido, ma visto che mangio sempre senza sale, ogni tanto mi concedo una buona pastasciutta con questo preparato.
Opinioni sul mandorino?
Di recente ho potuto provare il mandorino classico, comprato al NaturaSì. Costoso, ma dopo tutte le pubblicità viste online mi aspettavo un prodotto vegetale valido e gustoso.
Non solo mi ha deluso, mi ha proprio disgustato.
Farinoso, gusto blandissimo e per niente umami, molto umido ma fin troppo friabile (e non come quello che ho visto nelle pubblicità!) e con piccolissima percentuale di mandorle per quello che costa.
Non so se sono stato vinto dal marketing, ma mi aspettavo molto di più. Ho beccato io un lotto sfigato? O in generale non è buono da mangiare così al naturale? Ho visto che tanti influencers vegani (che io non sopporto più ormai) su Instagram lo usano per le ricette "cremose" in cui imitano per esempio la cacio e pepe, ma con quel saporaccio non so cosa ne uscirebbe...
Qual è la vostra esperienza?
Gli animali in italia dovrebbero avere capacità giuridica come neonati e persone in coma come ha fatto l india se è dimostrato che sono senzienti e sostituirli con carne coltivata in laboratorio e latte fermentato di precisione?
"L’Alta Corte del Punjab (uno Stato indiano al confine con il Pakistan) e dell’Haryana (uno Stato dell’India settentrionale) hanno dichiarato che l’intero regno animale in questi territori ha legalmente gli stessi diritti, doveri e responsabilità degli esseri umani."
Patate al forno rosticceria?
Quanto è comune che siano cotte in grasso animale invece che olio vegetale? Ho scoperto oggi cercando su Google che esiste questa cosa
Sostituti per soia e derivati?
Praticamente sto organizzando una grigliata ed uno dei miei invitati, non solo è vegetariano, ma è anche allergico alla soia.
Griglierò comunque tofu, pannocchie, ho visto delle ricette con peperoni ripieni tipo... Ma mi chiedevo se conosceste, dei sostituti del tofu, o comunque alimenti che gli somiglino per consistenza, ma che non contengano soia, appunto, per fare qualcosa anche per lui.
Pensavo ai soliti hamburger di verdure, ma di solito gli allergeni includono soia anche lì. 🤔
Viaggio in Cina
Ciao a tutti! Mi chiedevo se qualcuno di voi avesse viaggiato in Cina di recente.. A settembre andrò la per un paio di settimane e sono un pò preoccupata per la questione cibo.. Ho utilizzato Happy Cow per trovare posti vegani e in città grosse come Pechino non mi pare sia un grosso problema, ma nei posti un pò piu piccoli che attraverserò durante il viaggio non ho trovato praticamente niente.. avete qualche consiglio? So che anche le verdure più innocue possono essere state cotte con grasso animale o brodo non vegetale.. Come vedono i cinesi le richieste di un cliente vegano? Ho letto che esistono i menu Buddisti, ma che sono prevalentemente vegetariani e io non voglio mangiare nulla che non sia vegano.
Dire addio a parmigiano e pecorino
Sto cercando di ridurre il consumo di carne (anche se non credo di poterlo fare al 100% per sempre perché mi si ritorcerebbe contro e finirei per abbandonare la cosa), pur mangiando e bevendo prodotti del latte ogni tanto (cercando di provare sempre prodotti vegani anche) ho scoperto recentemente del caglio animale, ovviamente ora mi sento al momento di non mangiare più questi prodotti anche se sono molto buoni.
Non mi trovo in una posizione dove posso possibilmente comprare il lievito alimentare (ho letteralmente litigato fortemente con la mia famiglia perché non posso neanche spendere 7€ per 200g) e credo neanche si possa usare per fare crosticine sopra pasta o altre cose, qui vorrei magari qualcuno che mi raccontasse del gusto e utilizzo del lievito alimentare per il futuro.
Altra opzione è il parmigiano veg del supermercato ma ho notato che la maggior parte dei formaggi veg sono principalmente olio (come olio di cocco spesso) e non vorrei mangiarne troppo perché non so quanto faccia bene.
Ultima opzione però non vegana è la ricotta salata dura, penso abbia un sapore simile al parmigiano o pecorino e tradizionalmente è vegetariana, solo che costa molto e non la trovo spesso.
Voi che opzioni usate? Perché sono un po' disperata visto che uso il parmigiano ovunque però mi sento troppo in colpa ora.
Dal redditor mitomane di reddit Italia alle lobby della carne: come funziona il trolling (e la propaganda) anti-vegan
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Ciao veganITA
Ieri come moderatore mi è capitato sotto mano questo caso di trolling talmente pigro e ridicolo che non posso non condividerlo con voi.
Insomma, un utente con un avatar dalla foltissima barba bionda si è finto una "moglie vegana disperata e furiosa", inventandosi un divorzio causato da un marito carnivoro che mangiava bistecche h24. Facendo un rapido controllo sul suo profilo, tra i vari commenti spuntava un fiero:
>"sono stato bannato da r/gay per aver scritto w la figa".
Insomma, uno dei tanti mitomani nostrani (un altro nei giorni scorsi ha tentato di abusare dei flair, fingendosi vegano), persone con probabilmente troppo tempo libero che pensano di poter fare un po' di casino per irritare la nostra community, fortunatamente rimosso in direttissima per trolling.
Nel nostro piccolo, questi elementi sono solo disturbatori solitari che fanno quasi tenerezza per la loro goffaggine. Ma la realtà globale può essere diversa, e in passato avevamo parlato anche sul sub dell'astroturfing (la creazione di falsi movimenti dal basso o profili finti) e la manipolazione dell'opinione pubblica contro il veganismo (ma riguarda un po' tutti i temi dell' attivismo), organizzate e finanziate con milioni di dollari.
Voglio lasciarvi due spunti di lettura pazzeschi su quanto questa cosa sia strutturata a livelli altissimi, The Guardian ci ha fatto un articolo:
>L'articolo del The Guardian (Inside big beef's climate messaging machine) svela come la National Cattlemen's Beef Association (la lobby della carne USA) finanzi programmi come il "Masters of Beef Advocacy". Parliamo di oltre 21.000 "diplomati" addestrati a diventare attivisti e influencer digitali e infiltrarsi nelle discussioni online per minimizzare l'impatto ambientale degli allevamenti intensivi, seminare dubbi e attaccare chi propone una riduzione del consumo di carne. Non sono troll improvvisati, è una vera e propria guerra di PR organizzata a tavolino con budget enormi.
ma qualche mese fa un AMA su r/AMA ha chiarito maggiormente alcuni dettagli:
Un astroturfer professionista spiega come venga pagato per creare account multipli, simulare discussioni, fingersi utenti comuni e manipolare la percezione pubblica su determinati temi sensibili, inclusi quelli alimentari e ambientali.
Quindi, se da un lato possiamo tranquillamente ridere del tizio con la barba bionda che si finge una moglie vegana per raccogliere due downvote, dall'altro ricordiamoci sempre di tenere la guardia alta, molte delle narrative "anti-veg" o del finto scetticismo climatico che leggiamo sui social mainstream non nascono sempre da utenti reali, ma da agenzie e lobby strutturate che hanno tutto l'interesse a difendere i propri profitti.
E poi, sì, anche da qualche troll solitario convinto di essere un genio della commedia.
Must try items to eat in Turin?
Hello, we are visiting Torino soon and wanted to ask you where are the best places to get food! We are vegans, so we are very excited to try the local vegan dishes at restaurants and even buy stuff from the supermarket to cook in our hotel.
Wanted to ask over here for restaurant recommendations and also supermarket/market/bio shops recommendations and any "must try brands of food" that we could buy and cook in our hotel ... example pasta types, pasta sauces, dips, breads, specific vegetables, etc etc.
Thanks!!
Quando avete iniziato a definirvi veg*?
Ciao a tutti,
parto con la domanda e dopo mi presento dato che sono nuova di queste parti.
Dopo aver compiuto delle scelte di consumo più etiche, avete iniziato a definirvi veg(etari)ani subito o dopo aver sentito che si erano consolidate nel vostro stile di vita? Tipo: ok ora ho capito che non torno indietro, mi sento parte della comunità etc.
Ciao, di nuovo, mi racconto un pochino. Sono approdata qui perché cercavo un posto dove confrontarmi perché conosco pochissime persone veg* nella vita fuori dallo schermo. Sono già stata vegetariana per diversi anni quando ero più giovane, poi per un problema di salute non diagnosticato stavo sempre male, pensavo dipendesse dal cibo, la gola ci ha messo lo zampino e insomma sono tornata all'alimentazione onnivora.
Di recente ho riflettuto molto spesso sulla scelta vegetariana, avevo già ridotto gli alimenti di origine animale, e poi qualche settimana fa mi è capitata un'esperienza (posso anche raccontarla ma non voglio annoiare) che mi ha fatto decidere: ok, ora basta mangiare gli animali. Non escludo affatto sia un primo passo per andare ancora più verso il vegetale, ma non sono in grado di dirlo ora.
Al di là del flair del profilo, non mi definisco vegetariana, ma magari dico "mangio vegetariano", "mi sto avvicinando a questa scelta" ecc.
Da ragazza avevo iniziato a dirlo subito, magari per entusiasmo o mi sentivo più convinta. Adesso (40+) è come se avessi timore che domani, preda di un raptus di gola, mangerò una fetta di salame e arriverà la vegepolizia 😄
Comunque, mi piace molto la serenità in questo gruppo e i confronti molto rispettosi. Già immagino i toni delle conversazioni con certi parenti 🤔
E quindi, voi che mi dite?
Tofu, carenza in Germania: domanda record e problemi produttivi
ilfattoalimentare.itCerco integratori economici di omega 3 DHA e EPA
Mi consigliate integratori di omega 3 (alghe, non ala) che siano economici?
Da un newsletter ricevuto oggi da www.veggiesituation.com
Qualche giorno fa abbiamo ascoltato un episodio del podcast di Rich Roll dal titolo piuttosto provocatorio:
“The Lies that Killed the Vegan Movement”, ovvero “Le bugie che hanno ucciso il movimento vegano”. (https://www.youtube.com/watch?v=-KCUUwoL2Vs)
Rich Roll è un atleta, autore e podcaster che segue un’alimentazione vegetale da quasi vent’anni. In questa puntata dialoga con Simon Hill, nutrizionista e divulgatore molto conosciuto nel mondo plant-based.
Parlano soprattutto di ciò che è accaduto negli Stati Uniti, ma il titolo ci ha subito incuriositi perché, a essere sinceri, è una domanda che anche noi ci poniamo da un po’.
Che fine ha fatto il grande entusiasmo per il veganismo?
Tra il 2019 e il 2021, soprattutto sui social, sembrava essere nata una vera e propria ondata.
Comparivano continuamente nuovi profili di cucina vegetale, ristoranti, aziende, libri, documentari e alternative di ogni tipo ai prodotti animali. Essere vegani, vegetariani o semplicemente curiosi di mangiare più vegetale sembrava quasi essere diventato “di moda”.
Molti di quei profili esistono ancora e continuano il loro lavoro.
Eppure abbiamo la sensazione che oggi ne nascano molti meno. Allo stesso tempo, vediamo alcune persone che si erano fatte conoscere proprio attraverso il veganismo fare un passo indietro, cambiare alimentazione o prendere le distanze da quella definizione.
Anche guardando ciò che accade intorno a noi, almeno in Italia, non ci sembra di assistere alle numerose aperture di locali vegani che vedevamo qualche anno fa. Al contrario, nel tempo diversi ristoranti vegetali hanno chiuso.
Naturalmente questa è una nostra percezione, non un’indagine statistica.
La chiusura di un ristorante non dimostra automaticamente che il veganismo sia in declino. Tutta la ristorazione sta attraversando un periodo difficile e oggi molti locali tradizionali propongono anche piatti vegetali. Per mangiare vegano, quindi, non è più sempre necessario cercare un ristorante esclusivamente vegano.
Questa newsletter non nasce per giudicare chi ha cambiato idea o alimentazione.
Vogliamo semplicemente provare a capire che cosa possa aver reso il veganismo — o, parlando soltanto di cibo, l’alimentazione 100% vegetale — meno attraente e meno presente nella conversazione pubblica rispetto a qualche anno fa.
Forse è diminuito il rumore, non il consumo
Una cosa è l’entusiasmo mediatico. Un’altra sono le abitudini reali delle persone.
Un cappuccino con latte d’avena, un hummus a pranzo o un piatto di pasta e ceci non vengono più necessariamente vissuti come una dichiarazione di appartenenza.
Molte persone mangiano vegetale più spesso senza definirsi vegane e senza raccontarlo sui social.
Forse, quindi, non è scomparso l’interesse verso il cibo vegetale.
È finita la novità.
Dopo una fase di crescita molto veloce, è normale che un fenomeno smetta di occupare quotidianamente lo stesso spazio. Potremmo essere entrati in una fase di normalizzazione: meno entusiasmo dichiarato (meno "hype", meno etichette, ma una presenza più silenziosa del vegetale nella vita quotidiana.
E forse questo non è necessariamente un fallimento.
Quando “vegano” è diventato sinonimo di “sano”
Uno dei temi centrali del podcast riguarda il modo in cui sono stati presentati i sostituti vegetali della carne e dei latticini.
Burger, nuggets, formaggi, gelati e piatti pronti vegetali hanno avuto un ruolo importante. Hanno aiutato molte persone ad avvicinarsi a questo tipo di alimentazione senza rinunciare immediatamente a sapori e consistenze familiari.
Possono essere ancora oggi utili alimenti di transizione.
Il problema nasce quando vengono presentati automaticamente come salutari soltanto perché vegani.
Un burger vegetale industriale può rappresentare una scelta eticamente diversa rispetto a un burger di carne, ma rimane un prodotto formulato e spesso molto lavorato.
Un biscotto vegano rimane un biscotto. Un gelato vegano rimane un gelato.
La parola “vegano” ci dice che un prodotto non contiene ingredienti animali, ma non ci racconta automaticamente il suo valore nutrizionale.
Quando il dibattito sugli alimenti ultraprocessati è diventato più presente, alcune persone possono essersi sentite ingannate. Per un certo periodo è sembrato quasi che sostituire ogni prodotto animale con la sua imitazione vegetale fosse sufficiente per mangiare meglio.
Ma un’alimentazione vegetale ben costruita non dovrebbe basarsi principalmente su burger, nuggets, affettati e formaggi alternativi.
Alla base dovrebbero esserci soprattutto legumi, cereali, verdure, frutta, semi, frutta secca, tofu, tempeh e altri alimenti semplici.
Il problema non sono le alternative vegetali in sé.
È averle trasformate nell’immagine principale dell’alimentazione vegana e, in alcuni casi, averle presentate come intrinsecamente salutari.
Abbiamo semplificato troppo anche il tema della salute?
Per anni abbiamo sentito ripetere frasi come:
“Non devi preoccuparti delle proteine.”
“Basta mangiare abbastanza calorie.”
“Se mangi vegetale, tutti i nutrienti si sistemano da soli.”
Probabilmente queste affermazioni sono nate anche come reazione alle continue domande sulle proteine, sul ferro e sulle carenze rivolte alle persone vegane.
Nel tentativo di rassicurare, però, qualche volta si è andati troppo oltre.
Un’alimentazione vegetale non deve necessariamente essere complicata, ma deve essere costruita con criterio.
Togliere carne, pesce, uova e latticini senza sostituirli adeguatamente con legumi, tofu, tempeh, cereali, frutta secca, semi e altri alimenti nutrienti può portare a una dieta poco equilibrata.
La vitamina B12 non può essere lasciata al caso e, in base alla persona, può essere necessario prestare attenzione anche ad altri nutrienti.
Questo non significa vivere con la calcolatrice in mano o assumere automaticamente molti integratori. Significa essere informati e, quando necessario, farsi seguire da un professionista preparato.
Ed è proprio qui che vediamo ancora un problema, anche in Italia.
Esistono medici, nutrizionisti e dietisti molto competenti sull’alimentazione vegetale, ma sono ancora pochi.
Può accadere che una persona venga immediatamente spaventata, come se mangiare vegetale fosse inevitabilmente pericoloso.
Oppure può accadere il contrario: ogni sintomo viene minimizzato perché “la dieta vegana va bene per tutti”, senza analizzare come quella persona stia realmente mangiando, quali esami abbia fatto e quali siano le sue necessità.
Entrambi gli estremi sono poco utili.
Una persona che sviluppa una carenza non ha bisogno di essere colpevolizzata né di sentirsi dire che tutto il veganismo è sbagliato. Ha bisogno di qualcuno che sappia valutare la sua situazione senza pregiudizi.
Dire che non esistono aspetti ai quali prestare attenzione, soltanto per non scoraggiare le persone, può ottenere l’effetto opposto.
Se in seguito scoprono che le cose erano più complesse di come erano state raccontate, possono perdere fiducia nell’intero messaggio.
Essere trasparenti non indebolisce l’alimentazione vegetale.
La rende più credibile.
Quando il movimento diventa esclusione
Un altro tema importante del podcast riguarda il modo in cui il movimento comunica.
Dobbiamo ammetterlo: approcci molto duri, giudicanti e moralmente aggressivi non funzionano con tutti.
Questo non significa sminuire il lavoro degli attivisti. Anzi.
Le persone che documentano ciò che accade negli allevamenti e nei macelli, che protestano, si espongono e danno voce agli animali svolgono un compito difficilissimo. Non tutti avremmo la forza di farlo.
Secondo noi, però, esistono forme diverse di attivismo.
C’è chi manifesta davanti a un macello e chi porta un piatto vegetale a una cena di famiglia.
C’è chi realizza un documentario e chi insegna a cucinare i legumi.
C’è chi parla apertamente dello sfruttamento animale e chi, attraverso il proprio esempio quotidiano, incuriosisce le persone che ha intorno.
Non tutti devono fare la stessa cosa.
Il problema nasce quando iniziamo a stabilire chi sia più vegano, più puro o più meritevole.
C’è chi sostiene che una persona plant-based non possa essere accolta nella stessa comunità perché motivata principalmente dalla salute e non dall’etica.
C’è chi mette al primo posto l’ambiente.
C’è chi sta facendo una transizione graduale e viene criticato perché non ha ancora eliminato tutto.
C’è persino chi giudica altri vegani perché non sarebbero vegani nel modo “giusto”.
Invece di sommare le forze, iniziamo a dividerci.
E questo non può che indebolire un gruppo che rappresenta ancora una parte minoritaria della popolazione.
Abbiamo perfino visto bruciare pubblicamente i libri di ricette di un noto chef che, per anni, aveva insegnato a moltissime persone a mangiare vegetale e che ha poi dichiarato di non riconoscersi più nella definizione di vegano.
Possiamo essere profondamente delusi dalle sue scelte.
Possiamo non comprenderle, criticarle e non condividerle.
Ma una decisione può davvero far svanire nel nulla dieci anni di lavoro e di impegno?
Le persone che grazie alle sue ricette hanno imparato a cucinare vegetale non smettono improvvisamente di esistere. I pasti vegetali che ha contribuito a portare nelle case non vengono cancellati.
Trasformare quella persona in un criminale non aiuta gli animali e non rende il movimento più credibile.
Possiamo essere molto chiari su ciò in cui crediamo senza denigrare chi non è arrivato alle nostre stesse conclusioni.
Nel frattempo, i social hanno cambiato direzione
Oggi ricevono enorme attenzione le diete chetogeniche, carnivore e cosiddette “ancestrali”.
Carne, burro, uova e organi animali vengono spesso raccontati come simboli di forza, salute, libertà e ritorno alla natura.
Soprattutto negli Stati Uniti, il cibo è entrato pienamente anche nelle divisioni culturali e politiche. Il veganismo viene associato alla cultura “woke”, mentre mangiare carne, in particolare bistecca, viene presentato come una prova di virilità e ribellione.
Non sappiamo in quale misura l’industria della carne abbia contribuito direttamente alla popolarità di queste tendenze.
Non abbiamo elementi per affermare che siano state create a tavolino. Ma sarebbe altrettanto ingenuo pensare che industrie economicamente molto potenti non difendano attivamente i propri interessi e non contribuiscano alla comunicazione pubblica.
C’è poi un meccanismo che conosciamo bene: i social premiano gli estremi.
“Le piante ti infiammano e la carne ti guarisce” è un messaggio molto più immediato di:
“Dipende dalla persona, dalla quantità e dal contesto.”
Per qualche anno questo meccanismo ha favorito anche una parte della comunicazione vegana, fatta di certezze assolute e promesse semplici.
Oggi lo stesso meccanismo sta premiando il messaggio opposto: l’idea che legumi, cereali, carboidrati e soia siano il problema, mentre carne e burro siano la soluzione.
Cambiano gli alimenti, ma il meccanismo rimane lo stesso.
Forse il veganismo non è morto
Dopo aver ascoltato questo podcast, non pensiamo che il movimento vegano sia morto.
Pensiamo che sia terminata la fase dell’entusiasmo iniziale, quella in cui tutto sembrava nuovo, rivoluzionario e destinato a crescere senza incontrare ostacoli.
Ora resta la parte meno spettacolare e forse più importante: costruire qualcosa che duri.
Per farlo servono più onestà, più competenza e più collaborazione.
Dobbiamo spiegare che un’alimentazione vegetale può essere completa, ma non si costruisce semplicemente eliminando gli alimenti animali.
Dobbiamo smettere di considerare ogni domanda come un attacco e ogni persona non perfetta come un nemico.
Dobbiamo sostenere chi fa attivismo in prima linea, ma anche chi prepara un pasto vegetale in più alla settimana.
Dobbiamo accogliere chi si avvicina per motivi etici, chi lo fa per l’ambiente e chi comincia pensando alla propria salute.
Le motivazioni possono cambiare e approfondirsi durante il percorso.
Noi continueremo a cucinare e raccontare un’alimentazione 100% vegetale.
Non perché sia ancora di moda, ma perché dopo più di dieci anni continuiamo a considerarla una scelta possibile, ricca, creativa e coerente con i nostri valori.
Forse oggi fa meno rumore.
Ma non è detto che stia lasciando meno tracce.
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Io vivo fuori dal mondo,, praticamente, quindi non sapevo di tutte queste cose; pensieri?
Parte 1: Le avventure di una ragazza vegetariana che si finge onnivora
Ho davvero tantissimi episodi di questo genere da raccontare. Questo è solo uno dei tanti. Se vi piacciono e vi divertono, posso raccontarne altri.
In poche parole, io nascondo a quasi tutti di essere vegetariana. Sono una specie di "vegetariana sotto copertura", una doppia vita stile Hannah Montana. Solo che lei era una cantante famosa, mentre io sono semplicemente una diciottenne che, da quando ha 15 anni, finge di essere onnivora. Non chiedetemi perché lo faccio, perché sinceramente non lo so nemmeno io.
Le uniche persone che lo sanno, nella maggior parte dei casi, lo sanno perché mia madre ha fatto spoiler. Quindi gli amici dei miei genitori lo sanno, ma perché gliel'ha detto lei.
Io ero convinta di averlo detto anche alle mie amiche, visto che avevo raccontato loro che avevo intenzione di diventare vegetariana. Evidentemente, però, molte di loro non avevano capito che lo ero diventata davvero.
Era un giorno come un altro. Io, una mia amica (chiamiamola A) e sua madre eravamo andate al cinema a vedere il film di Barbie. Finito il film, volevamo andare a mangiare una pizza. Peccato che quel giorno tutte le pizzerie sembrassero essersi coalizzate contro di me: erano tutte chiuse. Non ricordo il motivo, forse era il Primo Maggio, ma non ne sono sicura.
L'unico posto aperto era il McDonald's.
Sua madre dice: "Andiamo lì."
Nessun problema... per tutti, tranne che per me.
Io cosa mangio? Glielo dico che sono vegetariana? Non glielo dico?
La mia brillante decisione è stata... fingermi onnivora.
Mi metto la mia bellissima maschera da onnivora e tiro fuori una scusa palesemente stupida:
"No, ho mangiato troppi popcorn al cinema. Mi si è chiuso lo stomaco. Prendo solo le patatine."
Ovviamente era una bugia.
Avevo una fame tremenda. Era ora di cena. Volevo mangiare.
Ma piuttosto che addentare un hamburger, avrei preferito morire di fame.
Prendiamo il cibo e andiamo a casa della mia amica a mangiare.
A un certo punto sua madre mi guarda e mi dice:
"Ma sei sicura che ti bastino solo le patatine? Non è che poi ti viene fame?"
Io, con la faccia più seria del mondo:
"No, non si preoccupi. Ho mangiato troppi popcorn. Sono pienissima."
Proprio in quel momento, il mio stomaco decide di tradirmi.
Grrrrr...
Silenzio.
Io continuo a fare finta di niente.
Dentro di me, però, stavo guardando loro che si mangiavano il loro menù completo pensando:
"Quanto sarebbe bello se il McDonald's facesse più panini vegetariani..."
Per fortuna la mia amica ha lo stomaco di un uccellino e non è riuscita a finire le sue patatine.
Così ho fatto la parte della persona generosa:
"Vabbè, piuttosto che buttarle, le mangio io."
No, non mi stavo sacrificando.
Avevo semplicemente una fame assurda.
Ringrazio ancora oggi il cielo che la mia amica mangi poco.
La serata finisce, torno a casa abbastanza tardi e, appena entro, apro il frigorifero e mi preparo tutto quello che posso mangiare che non contenga carne né pesce.
Ero felicissima.
È stata una bellissima serata... anche se, dal punto di vista della cena, direi che è stata abbastanza tragica.
Perché vi sto raccontando tutto questo?
Per farci due risate.
Ho un sacco di episodi in cui fingo di essere onnivora e finiscono sempre per crearsi situazioni assurde.
Ad esempio, una cosa che mi mette sempre in difficoltà è andare a mangiare a casa delle mie amiche. Loro sanno che sono vegetariana, ma io non riesco a capire perché non lo dicano ai loro genitori. E io, ovviamente, non riesco a dirglielo.
Per chi se lo stesse chiedendo: perché la mia amica non disse a sua madre che ero vegetariana?
Credo semplicemente perché non lo sapesse.
Qualche mese dopo, infatti, stavo raccontando questa storia a un'altra amica. A un certo punto dico tranquillamente:
"Sì, quando siamo andate al McDonald's ho mangiato solo le patatine, perché sono vegetariana."
Lei mi guarda con una faccia incredula.
Non disse ad alta voce: "Ma sei vegetariana?"
Però la sua espressione lo diceva chiaramente.
In quel momento ho capito che probabilmente non gliel'avevo mai detto davvero.
E niente... adoro il fatto che io riesca a vivere questa specie di doppia vita da onnivora infiltrata. Mi succedono un sacco di situazioni divertenti proprio per questo.
Se vi va, posso raccontarne altre. Ne ho ancora parecchie.
Ah, e un'ultima cosa divertente: ogni tanto mi dimentico perfino io di essere vegetariana. Non nel senso che mangio carne o pesce, quello no. È semplicemente che, essendo diventata la normalità per me, a volte mi dimentico che per gli altri non è scontato.
PS : Volevo specificare due cose.
La prima è che il tono che ho usato è volutamente molto scherzoso. Spero si capisca che ho raccontato alcune cose in chiave ironica semplicemente per farci due risate. Questo è l'obiettivo del post: far sorridere. A me queste situazioni fanno ridere quando ci ripenso, non mi creano disagio né altro.
La seconda riguarda una cosa che sento dire spesso. Molti onnivori raccontano che avere a che fare con vegetariani o vegani sia una rottura, che sia complicato cucinare per loro e che ci siano sempre mille problemi.
La mia esperienza è stata letteralmente l'opposto.
Ho scoperto una nuova azienda di formaggi vegetali vicino a Milano (Brugherio, MB)
Oggi grazie a toogoodtogo ho scoperto Impronta Vegetale, una nuova azienda che produce formaggi vegetali che ha aperto lo scorso novembre. (Sono stata fortunata dato che la ragazza mi ha detto che è raro che abbiano dell'invenduto visto che producono principalmente su ordinazione)
Nella box di mi hanno dato due "ricotte salate", una classica e una piccante. Ho appena assaggiato quella piccante e devo dire che mi è piaciuta davvero tanto!
Sono davvero contenta di vedere che stiano nascendo sempre più realtà come questa! È già la seconda che apre qui in zona!
Si trovano a Brugherio (MB), vicino a Milano.
Vi lascio i loro recapiti nel caso in cui vogliaste provare i loro prodotti.
Sito: https://impronta-vegetale.com/
Instagram: https://www.instagram.com/impronta\_vegetale
Qualcuno di voi li conosce già? Avete provato anche gli altri prodotti?