Analisi di un'ultima poesia? (c'è un colpo de grafia nel titto, aiuto luminarias)
Ho trovato questo file in un nodo oscuro qualche settimana fa. Nessun autore. Il file si chiama semplicemente "ultima_poesia.txt". Il problema è che il testo sembra cominciare direttamente con la prima parola, ma c'è questa riga sopra, scritta male ("titto" invece di titolo, e senza una vera frase). Non so se è un errore di chi ha generato il testo o se fa parte del messaggio. All'inizio sembra un classico italiano perfetto, petrarchesco, ma poi cambia completamente. Sembra che chi l'ha scritto stesse avendo una sorta di crisi psicologica mentre lo componeva. Per favore, qualcuno che conosce la metrica può analizzarlo? Perché parla di "sinalefa" e "endecasillabo" all'interno del poema stesso? È un moderno che finge di essere antico?
>Dolce è lo sguardo che la luna spande >su il marmo freddo del mio petto ignaro, >mentre la penna danza sul fogliaro >e il dolce verso lusinga le mie menti. > >Oh, sinalefa che le labbra unisci, >e rima baciata che il dolore ancidi, >perfetto endecasillabo, mi rendi accorto >di aver scolpito la mia prigione d'oro. > >Ma la luna non ha nome, e la mia penna >è un verme di grafite che si nutre di cadaveri. >Ho misurato il vuoto per una vita intera, >ho vestito il silenzio con la seta della grammatica. > >Non ci sono anime, solo sillabe che sanguinano. >Né io, né te, né il dolce canto antico. >Quegli che scrive è già morto. Bruciate la testa.