











Siamo sicuri che il turismo sia davvero il nostro petrolio?
Il turismo contribuisce solo per il 6% al PIL, non il 18% come molti credono. Altro che “petrolio”.
Smettiamola di raccontarci favole: nessuna economia avanzata cresce grazie al turismo.
Tutti gli economisti onesti lo riconoscono: la vera crescita non arriva dal turismo.
Arriva dal progresso tecnologico, da chi riesce a fare meglio, in meno tempo, ciò che ieri richiedeva più fatica.
Puntare tutto sul turismo significa accettare un modello basato su lavoro precario, malpagato e generalmente con poche prospettive.
E a rimetterci sarà un’intera generazione, condannata a un futuro senza crescita.
Ci sono due strade:
Cosa scegli?
Via: https://www.instagram.com/reel/Db8dr09skSc/?igsh=YXdiZ3NicW8zNzY3
Brutto episodio in un bar sul mare.
Allium lusitanicum in fiore
Via https://www.instagram.com/edendeifiori.it/
2 professori universitari criticano in maniera puntuale l'intervista di Meloni sull'economia italiana.
La stabilità politica e il calo dello spread sono risultati positivi. Anche l’occupazione è cresciuta.
Ma è ridicolo che Meloni citi l’aumento del PIL nominale perché i salari reali restano sotto i livelli del 2019-2021 e il potere d’acquisto delle famiglie non ha recuperato.
Carnevale Maffè: «Rispetto al resto d’Europa, la crescita è insufficiente. I numeri non sono negativi ma non garantiscono stabilità finanziaria e prospettiva di crescita. Inoltre derivano dal PNRR, un supporto di quell’Europa che Meloni e i suoi spesso criticano».
Meloni sostiene di aver restituito circa 21 miliardi l’anno agli italiani, specie a quelli con redditi medio-bassi.
Carnevale Maffè: «Effettivamente c’è stato un intervento favorevole ai percettori di redditi bassi, mentre la classe media soffre più degli altri il peso fiscale, che è ai massimi storici. Il risanamento si è fatto sì, ma con una rapina ai ceti medi, che sono tra i più tartassati d’Europa».
Leonardi: «È vero, però quei soldi li ha presi agli italiani con il fiscal drag. Con una mano ha preso, con una mano ha tolto. Al netto paghiamo più tasse di prima».
Poi c’è l’Europa. Sull’immigrazione si può essere molto rigorosi, ma l’Italia è stata l’unico Paese a sospendere Schengen nei confronti della Spagna, peraltro non confinante. Questo la dice lunga sull’europeismo di Meloni: invece di cercare soluzioni comuni, si sceglie lo scontro politico tra governi europei.
E sulle politiche industriali, meno parole e più fatti. Le risorse per l’industria sono state progressivamente tagliate e il governo non ha ancora trovato una nuova misura-bandiera capace di sostituire davvero gli strumenti precedenti.
Sull’Ilva, poi, non si può scaricare tutto sull’Europa o sulle difficoltà del settore: la scelta che ha portato alla chiusura è responsabilità del ministro Urso, dopo anni in cui la linea era stata quella di tenere insieme produzione e decarbonizzazione.
"Quando si va in guerra contro Amalek (i palestinesi), non è come contro qualsiasi altra nazione: la Torah ci dice che non dobbiamo avere pietà di loro, il che significa che le donne, gli uomini, i bambini e i neonati devono essere uccisi".
Il rabbino Zor dell’accademia sionista d’élite Bnei David, dove vengono indottrinati ideologicamente i militari e l’alto comando di «Israele», afferma che la Torah insegna loro che contro i palestinesi è necessario uccidere bambini e neonati per non lasciare «il male assoluto sulla faccia della terra».
Le dichiarazioni genocidarie criminali sono normalizzate e celebrati nella società israeliana… ma i propagandisti e i negazionisti italiani insistono che Israele sia l’unica vittima innocente e non i 30,000 bambini palestinesi sterminati come sport nazionale.
Fonte: https://x.com/DaniMayakovski/status/2088521975450763590/video/1
Dice testualmente “Abbiamo già fatto moltissimo, dal 2022 sono diminuite di 33 miliardi le tasse per gli italiani. Ma vogliamo fare molto di più”
La realtà
Eletti a fine 2022.
Pressione fiscale 2023: 41,2%
Pressione fiscale 2024: 42,4%
Pressione fiscale 2025: 43,1%
Dati ufficiali a pagina 6 di questo documento Istat
https://www.istat.it/wp-content/uploads/2026/03/PIL-E-INDEBITAMENTO-AP\_Anni-2023-2025.pdf
Interessante discussione di Enric Juliana Ricart https://x.com/EnricJuliana/status/2086175058309877874 dove fa notare come abbiamo "regalato" un sacco di immigrati alla Spagna con leggi fatte non benissimo...
Riporto dallo spagnolo
Attira l’attenzione la sproporzione tra il numero di italiani residenti in Spagna (346.000) e il numero di spagnoli residenti in Italia (30.000).
Sembra chiaro che la Spagna offre migliori incentivi e opportunità… ma c’è un dato da considerare
Un numero indeterminato di italiani residenti in Spagna sono latinoamericani con passaporto italiano, specialmente argentini, grazie a una generosa legislazione approvata nel 1992, su impulso di Mirko Tramaglia, del MSI, (da cui poi è nato Fratelli di Italia)
La legge 91/1992 concedeva il
passaporto italiano ai figli, nipoti, pronipoti e bisnipoti di immigrati italiani che potessero accreditare tale origine, con il desiderio di forgiare una numerosa comunità nazionale italiana in Argentina e altri paesi con diritto di voto in Italia.
Nel 2025 la legge 91/1992 è stata limitata
ai nipoti degli immigrati italiani. Si calcola che un milione di
argentini abbia ottenuto il passaporto italiano tramite tale via, chiave per accedere all'UE.
Parte di loro ha preferito stabilirsi in Spagna, invece di risiedere in Italia.
Il dipartimento dell’Interno degli Stati Uniti si è accordato con la società energetica tedesca RWE per pagarle 1,2 miliardi di dollari (1 miliardo di euro) affinché questa abbandoni i progetti di costruzione di tre impianti eolici negli Stati Uniti.
È il quinto accordo fatto quest’anno dall’amministrazione del presidente Donald Trump per bloccare lo sviluppo dell’energia eolica: Trump si è sempre opposto al passaggio alle fonti rinnovabili, per incoraggiare invece la produzione di energia da combustibili fossili, nonostante siano molto più inquinanti.
"La Meloni dice: Quando sono nata io, il fascismo non c’era più.
Però si definisce cristiana, e quando è nata lei, Cristo era già morto"
(Francesco Guccini)
per ricordare la sua arguzia
C’è una proposta di legge del 2023 molto interessante.
Durante le elezioni, i partiti politici fanno molte promesse, alcune volte molto mirabolanti. La proposta di Cottarelli chiede che i politici scrivano due cose nei loro programmi elettorali:
- Quanto costa esattamente ogni promessa.
- Dove prenderanno i soldi per pagarla (le cosiddette "coperture finanziarie").
L'obiettivo è dare più trasparenza agli elettori.
In questo modo, si evita che i politici facciano promesse esagerate o impossibili da mantenere. E poi quando vanno al governo ci dicono che non hanno soldi per mantenere tale promessa (vi ricorda qualcuno?)
La "validazione dei conti" sarebbe in carico a un ente parlamentare indipendente già esistente che dovrebbe controllare se i numeri scritti dai politici siano realistici.
Cosa ne pensate?
Un sondaggio di fine maggio 2025 realizzato in collaborazione tra il giornale israeliano Haaretz e l’università americana Penn State University rivela che l’82% della popolazione israeliana è favorevole alla pulizia etnica dei palestinesi nella Striscia di Gaza.
Oltre a questo dato, il sondaggio rivela che il 56% sostiene l’espulsione forzata dei cittadini arabi israeliani, mentre il 47% sostiene l’uccisione da parte delle IDF di tutti gli abitanti delle “città conquistate” nella Striscia di Gaza.
Un altro dato interessante del sondaggio è che il 65% degli intervistati crede nel concetto biblico di “Amalek”, visti come i nemici degli Israeliti e il 93% di questi ritiene che “Amalek” debba essere “cancellato”, riecheggiando le dichiarazioni dei leader israeliani sulla “cancellazione della memoria di Amalek”.
Gli Amalekiti, nella storia della Torah, che per i cristiani è l’antico Testamento, era un popolo autoctono dei territori tra il fiume Giordano ed il Mar Mediterraneo del X secolo a.C. che nei testi sacri venne votato allo sterminio da parte degli Israeliti.
Se già da prima del 7 ottobre 2023 la convivenza tra palestinesi ed israeliani era difficilissima, perchè la politica israeliana era sempre più oppressiva e trainata dalla parte più messianica e suprematista degli israeliani, dopo l’attacco di Hamas che ha causato più di 1100 morti e 251 ostaggi la risposta d’ISraele non è stata solo nell’attuazione di un genocidio in termini “militare” ma anche in termini mediatici e linguistici.
La lenta scomparsa del turismo popolare (e perché il diritto al riposo sta diventando un privilegio).
dal lato della domanda il turismo economico e popolare è diventato qualcosa da nascondere piuttosto che da rivendicare.
le destinazioni rimuovono il turista popolare dalla propria strategia di comunicazione, i turisti popolari rimuovono se stessi dalla propria narrazione pubblica.
Rivendicare il turismo popolare quindi oggi significa ricordare che il diritto alla vacanza non è mai stato un privilegio estetico.
Era, ed è ancora, un diritto sociale che qualcuno ha deciso di rendere invisibile per questioni economiche.