SEO & Social per Cantine Del Friuli Venezia Giulia
▲ 2 r/Udine+2 crossposts

SEO & Social per Cantine Del Friuli Venezia Giulia

TLab, il laboratorio di marketing territoriale per cantine: enoturismo, digitale e sostenibilità. Dal click al calice. 3ª edizione.

🍷 Torna TLab, il laboratorio di marketing territoriale. Giunto alla sua terza edizione.

Un appuntamento dedicato a chi crede che il futuro delle cantine passi dall'incontro tra enoturismo, digitale e sostenibilità.

Iscriviti qui

https://www.eventbrite.com/e/dal-click-al-calice-tickets-1992920935165

u/acciuga — 3 days ago

Bando per aziende di VideoGiochi in Emilia Romagna. Ha davvero senso?

Il gaming non è più un settore di nicchia.

In Italia continua a crescere: nel 2024 l’industria dello sviluppo di videogiochi ha raggiunto circa 180-200 milioni di euro di fatturato, con una crescita del 36% rispetto al 2022. Anche gli addetti sono aumentati: da 2.400 a 2.800, circa il 19% in più.

È un settore giovane, digitale, fatto di software, creatività, proprietà intellettuale, eventi, creator, esports e marketing.

La Regione Emilia-Romagna ha previsto 500 mila euro di fondi FESR a fondo perduto per sostenere lo sviluppo di videogiochi.

È il solito schema: si individua un settore, si apre un piccolo bando, si distribuiscono contributi a fondo perduto a pochi progetti e si aggiunge burocrazia a un ecosistema che avrebbe bisogno soprattutto di capitali e condizioni migliori per crescere.

Il problema vero è l’accesso al capitale: l’88% degli studi italiani finanzia ancora i propri progetti con risorse proprie.

Per questo sarebbe più utile guardare a modelli come MediaInvest, dove il capitale pubblico serve ad attrarre capitale privato, sostenere fondi specializzati e ridurre il rischio per chi investe nei settori creativi e tecnologici.

Non contributi episodici per pochi progetti, ma strumenti capaci di far crescere un mercato.

via https://www.instagram.com/p/DaQlbEVoSe6/

u/acciuga — 3 days ago

Incontro di ORA Italia a Reggio Emilia

Buongiorno a tutti!

Siete invitati al nostro prossimo incontro provinciale in presenza!

📆 Mercoledì 08/07 dalle ore 19:00 a La Polveriera(RE)

🍻 Aperitivo - Incontro provinciale con ospite.

🙎🏻‍♀️ Sarà con noi Monica Dibilio, coordinatrice regionale Emilia Romagna

https://maps.app.goo.gl/u6BXCYA82oeNuD968?g_st=aw

u/acciuga — 3 days ago
▲ 160 r/techcompenso+1 crossposts

Come guadagnare di più? Bisogna sviluppare le competenze relazionali, non quelle Tecniche

🔴SE HAI QUALITÀ RELAZIONALI GUADAGNI DI PIÙ🔴

Secondo dati Financial Times su American Community Survey e O*Net, chi combina alte abilità relazionali e tecniche ha visto il proprio salario crescere del 37% in termini reali dal 1980. Chi ha alte abilità relazionali ma basse tecniche è cresciuto del 34%. Chi ha alte abilità tecniche ma basse relazionali è cresciuto appena del 6%.

Chi ha basse abilità in entrambe ha perso il 6%.

Il dato smentisce quarant'anni di retorica sul primato delle competenze STEM.

La variabile che discrimina davvero i salari nel lungo periodo non è il livello tecnico, è quello relazionale. Saper comunicare, negoziare, costruire fiducia, lavorare in gruppo vale sul mercato del lavoro più di quanto qualsiasi piano di studi abbia mai riconosciuto.

La spiegazione è economica prima che sociologica.

Le competenze tecniche sono codificabili, trasferibili, automatizzabili.

Le competenze relazionali no.

Più la tecnologia avanza e sostituisce il lavoro routinario, più il valore residuale si concentra esattamente dove le macchine non arrivano: la capacità di relazionarsi con altri esseri umani in contesti ambigui e imprevedibili.

È il mercato che parla.

copiato pari pari da https://www.linkedin.com/posts/federica-nerini-71222a2b0_se-hai-qualit%C3%A0-relazionali-guadagni-di-share-7478476370067755008-lQK4/

u/acciuga — 3 days ago
▲ 6 r/giardinaggioITA+1 crossposts

Quali sono le città italiane con più alberi

Pochissime città italiane hanno tanti alberi….

C’è molto da fare

ilpost.it
u/acciuga — 5 days ago
▲ 59 r/liberali+1 crossposts

Lavoriamo di più, pagati di meno (confronto PIL tra Italia e Spagna)

In Spagna, i redditi reali aumentano notevolmente nel periodo 2022-2025 (+14,8 per cento), mentre in Italia la loro crescita appare più debole e irregolare (+3,3 per cento nello stesso periodo).

Considerando il Pil pro capite, il differenziale tra i due paesi risulta minore anche in relazione alla diversa intensità nella dinamica demografi ca della popolazione.

Tuttavia, è possibile cogliere alcuni segnali importanti in termini di determinanti della crescita economica (Figura 1).

Il contributo della produttività è prevalentemente positivo nel caso spagnolo e negativo in quello italiano.

L’Italia ha parzialmente compensato questo differenziale negativo tramite un maggiore contributo dell’intensità di impiego dell’input di lavoro, misurata dalle ore per occupato.

La crescita spagnola, inoltre, ha fatto maggiormente leva sull’espansione dell’occupazione e della partecipazione al mercato del lavoro, anche in relazione alla crescita della popolazione in età lavorativa, sulla quale ha infl uito positivamente la componente straniera.

In pratica, in Italia la produttività cala anno dopo anno mentre cresce la Occupazione, la Partecipazione e le ore lavorate. Al contempo in Spagna cresce la produttività oltre che la occupazione e la partecipazione.

Insomma, in Italia lavoriamo sempre di più facendo lavori sempre meno pagati

Fonte: https://www.istat.it/wp-content/uploads/2026/05/Rapporto-annuale-2026-Ebook-9giugno2026.pdf

u/acciuga — 19 days ago
▲ 16 r/Italia

In Italia l’83% delle recensioni non riceve risposta. E l’AI analizza le recensioni per risponderci

Interessante articolo di Local Strategy che parla delle recensioni nell’era delle AI…

arenadigitale.it
u/acciuga — 1 month ago
▲ 1 r/italy+1 crossposts

L'impatto del lavoro da remoto sulla salute mentale: abbiamo perso un'importante "infrastruttura sociale"?

Ho appena letto un interessante articolo di prospettiva appena pubblicato su Science (a firma di E. Zang e R. O'Brien) che commenta uno studio su larghissima scala riguardo agli effetti del lavoro da remoto sulla nostra salute mentale.

L'articolo solleva un problema enorme: scambiare la flessibilità organizzativa con un isolamento di massa. Ecco i punti chiave della ricerca.

I Numeri dell'Isolamento

Negli USA il lavoro da remoto è quadruplicato dalla pandemia, coprendo oggi circa il 28% delle giornate lavorative. Analizzando sondaggi su 588.000 lavoratori (dal 2011 al 2024, escludendo il biennio anomalo 2020-2021) è emerso che:

Circa un terzo dell'aumento complessivo del disagio psicologico e dell'isolamento sociale nella popolazione generale è attribuibile al passaggio al lavoro da remoto.

Chi fa un lavoro remotizzabile ha 4,6 probabilità in più (in punti percentuali) di doversi rivolgere a un professionista della salute mentale.

1 lavoratore da remoto su 14 passa l'intera giornata lavorativa senza alcun contatto umano.

L'Ufficio come "Bene Sociale"

La tesi centrale è che l'ufficio non sia solo un luogo di produzione, ma una vera e propria istituzione che genera contatti sociali a costo zero.

Senza l'ufficio perdiamo quella che i sociologi chiamano "socievolezza": gli incontri non pianificati e senza uno scopo preciso (es. le chiacchiere in corridoio o alla macchinetta del caffè) che sono fondamentali per la nostra tenuta psicologica. Il dato preoccupante è che chi lavora da casa non compensa questa perdita uscendo o socializzando di più fuori dall'orario di lavoro.

Chi Paga il Prezzo Più Alto?

L'impatto di questa transizione è disuguale:

Chi vive da solo: Ha subito effetti di isolamento dalle 10 alle 13 volte maggiori rispetto a chi convive, registrando sbalzi drastici nelle scale cliniche di stress psicologico.

Le madri (e l'effetto assorbimento): Per chi ha famiglia, il problema si ribalta. Lavorare da casa annulla la barriera fisica che teneva a distanza i compiti domestici e di cura. Questo sfocia in un multitasking estenuante (sostenuto in modo sproporzionato dalle donne), che frammenta le giornate e fa schizzare alle stelle il carico mentale.

Il Rischio di un Fallimento Collettivo

Gli autori avvertono che il singolo lavoratore non può arginare da solo questo deficit di interazioni. Attualmente stiamo affrontando un vero e proprio "fallimento di coordinamento": gli uffici rimangono troppo vuoti per mantenere viva la rete di contatti informali, ma non sono abbastanza vuoti da spingere la società a creare infrastrutture sociali alternative nei quartieri o nelle città.
Senza politiche aziendali adeguate (come modelli di lavoro ibrido ben strutturati) o tutele statali, i danni sociali potrebbero essere permanenti.

🔗 Fonte: The lost social infrastructure of work (Science, Giugno 2026) - Link all'articolo

reddit.com
u/acciuga — 1 month ago

Lo smart Working può influenzare negativamente la salute mentale

Soli a casa. Il lavoro da remoto può influenzare negativamente la salute mentale. Uno studio scientifico recente !!

science.org
u/acciuga — 1 month ago

L'Onu avverte sull'arrivo di un «super El Niño»: potrebbe essere uno dei più intensi mai registrati. Le possibili conseguenze in Europa

corriere.it
u/acciuga — 1 month ago
▲ 2 r/SearchFoundry+1 crossposts

Vibe Coding Consapevole - Capitolo 3 - "Fare o non fare, non esiste provare!"

Ho pubblicato il terzo capitolo di una serie sul “vibe coding consapevole”.
Non è il classico post apocalittico sul fatto che “l’AI sostituirà gli sviluppatori”, ma nemmeno il solito entusiasmo cieco da “ho fatto una SaaS in 12 minuti senza sapere programmare”.

Qui il focus è molto più terra-terra: capire quando NON dovresti delegare qualcosa a un LLM, soprattutto se non hai esperienza tecnica reale dietro.

Nel capitolo parlo di:

  • perché “provare a caso” in produzione è una pessima idea
  • differenza tra prototipazione e responsabilità
  • il rischio di creare sistemi che sembrano funzionare… finché non esplodono
  • perché certi errori diventano invisibili a chi non comprende il codice generato
  • il concetto di “web coding responsabile”

Secondo me stiamo entrando in una fase interessante: l’AI abbassa enormemente la barriera d’ingresso, ma contemporaneamente aumenta il rischio di costruire software fragile senza rendersene conto.
Anche diverse analisi recenti sul vibe coding stanno iniziando a evidenziare problemi legati a debugging, QA e manutenzione del codice generato automaticamente.  

Curioso di sapere come la vedete voi, soprattutto da chi:

  • usa Cursor / Windsurf / Claude Code quotidianamente
  • lavora in team
  • gestisce clienti reali
  • oppure è entrato nel coding proprio grazie agli LLM
youtube.com
u/acciuga — 1 month ago