La solitudine più difficile da affrontale è quella che senti quando sei con la tua famiglia
Ciao a tutti.
Scrivo questo post perché vorrei confrontarmi con chi ha vissuto qualcosa di simile e magari è riuscito a trovare una strada.
Ho 30 anni e, anche se intorno a me ci sono delle persone, mi sento profondamente solo. Non tanto perché non abbia contatti, ma perché mi manca la sensazione di avere qualcuno che faccia davvero il tifo per me.
Più passa il tempo, più mi rendo conto che gran parte di questa sensazione nasce dalla mia famiglia.
Ci vediamo alle feste, ai compleanni, alle cerimonie o qualche volta per andare al mare. Insomma, formalmente siamo una famiglia. Però emotivamente non l'ho mai percepita come tale.
I miei genitori non hanno mai organizzato momenti da vivere insieme. Non ricordo uscite, progetti o iniziative di famiglia. Anche tra fratelli è sempre mancata quella voglia di stare insieme spontaneamente (o almeno, quando c'è stata, è partita quasi sempre da me).
La cosa che mi pesa di più è come mi sento quando siamo insieme: fuori posto.
Non mi sono mai sentito davvero a mio agio con loro. Non mi sono mai sentito ascoltato, valorizzato o sostenuto.
Non ricordo mio padre o mia madre interessarsi davvero a quello che facevo, chiedermi come stavo, aiutarmi nelle scelte importanti o semplicemente farmi sentire che erano presenti.
Negli anni ho iniziato a chiedermi se tutto questo abbia influenzato anche il mio modo di relazionarmi con gli altri.
Guardandomi intorno mi accorgo che nella mia vita ci sono forse due o tre persone che ogni tanto mi scrivono per sapere come sto, cosa sto facendo o mi propongono di vederci.
E spesso mi sento ad affrontare tutto completamente da solo.
Ho anche notato una cosa: alcune persone che hanno vissuto situazioni simili sembrano aver trovato nel partner quella sicurezza e quel sostegno che non hanno avuto in famiglia.
Ma mi chiedo se sia davvero sano cercare in una sola persona tutto quello che è mancato.
Io sento un bisogno enorme di avere una rete di persone che si sostengano a vicenda.
Il problema è che ogni volta che provo ad avvicinarmi di più ai miei familiari, il risultato è quasi sempre una delusione. Non necessariamente litigi, ma indifferenza, distanza, freddezza.
E ogni volta fa un po' più male della precedente.
Alla fine torno sempre al punto di partenza, con ancora più ansia e ancora più dubbi.
Questa cosa mi pesa in tutti gli aspetti della vita: lavoro, relazioni, futuro.
A 30 anni inizio a sentire davvero la mancanza di punti di riferimento.
Vedo amici che hanno famiglie presenti: si aiutano economicamente, organizzano viaggi insieme, costruiscono casa, crescono i figli, fanno progetti.
Io li guardo e mi rendo conto che nella mia vita manca proprio quel pilastro.
Mi sono anche chiesto se la soluzione fosse prendere le distanze dalla mia famiglia, smettere di cercare qualcosa che probabilmente non arriverà mai.
Ma non ci riesco.
Perché, nonostante tutto, ho paura.
Paura di sentirmi ancora più solo.
Paura di ritrovarmi completamente senza radici.
E soprattutto paura di scoprire che, una volta tagliati quei legami, dall'altra parte non ci sia comunque quello che sto cercando.
Quindi vorrei chiedere a chi ci è passato:
Come avete fatto a costruire una rete di supporto quando la famiglia non lo è mai stata?
Si può davvero creare quel senso di appartenenza altrove?
Su cosa vi siete concentrati per andare avanti senza rimanere bloccati nella speranza che la vostra famiglia cambiasse?
Mi farebbe davvero piacere leggere le vostre esperienze.